Migliori smartphone 2025: le scelte Batista70Phone
Il 2025 è stato un anno intenso: abbiamo provato tanti smartphone, di ogni fascia e con idee molto diverse. Inoltre, abbiamo visto i marchi spingere forte su dettagli che prima erano “extra”. Oggi, invece, sono diventati quasi obbligatori.
Il bello è che questo è solo l’inizio. Il 2026 si prepara a fare ancora meglio. E quindi, questo articolo è la nostra fotografia del momento. Non una classifica rigida. Piuttosto, una selezione ragionata di ciò che ci è piaciuto davvero dopo settimane di utilizzo.
Il comune denominatore del 2025 è stato chiaro: batterie più grandi, resistenza più seria e fotografia sempre più spinta. Da un lato, le autonomie sono salite. Dall’altro, le certificazioni e la robustezza sono diventate più diffuse, anche fuori dai top. Allo stesso tempo, le fotocamere hanno fatto un salto. Non solo per sensori e zoom, ma anche per gestione della luce e scatti automatici più affidabili.
Da qui in poi, entriamo nel vivo. Sezione per sezione, parleremo dei marchi che abbiamo provato nel 2025. Racconteremo cosa ci ha convinto di più. E, quando serve, diremo anche cosa invece ci ha lasciato qualche dubbio.
Partiamo da Apple e Samsung, poi passiamo agli altri protagonisti: Motorola, Oppo, vivo, realme, OnePlus, HONOR, HUAWEI, Google Xiaomi e Nothing.
Apple: iPhone 17 alza il livello, senza perdere coerenza
Nel 2025 Apple è rimasta una certezza, però con la serie iPhone 17 ha anche raffinato la ricetta.
Con iPhone 17 Pro e iPhone 17 Pro Max si vede un lavoro di fino. Le specifiche sono più affinate e, soprattutto, tutto è più livellato verso l’alto. Questo significa meno compromessi e più continuità, anche nei dettagli che emergono solo dopo giorni di utilizzo.
Il design è cambiato e ha fatto discutere, come spesso succede quando Apple rompe un’abitudine. A noi, invece, è piaciuto. È più riconoscibile, più deciso e con un carattere che si nota subito. Inoltre, la sensazione in mano resta quella che ti aspetti da iPhone: prodotto solido, curato, con una qualità percepita alta e una resistenza che non ti fa vivere “in ansia”.
C’è poi un elemento che, secondo noi, farà scuola: il colore arancione. Non è una scelta timida, ed è proprio questo il punto. È distintivo, rende bene dal vivo e in foto, e infatti diventa un riferimento anche fuori dall’universo Apple. È facile immaginare che molti competitor seguiranno questa strada, perché ormai il colore è anche un segnale di identità.
Sul fronte autonomia, il 2025 ha portato benefici concreti. Non parliamo solo di batteria in senso stretto, ma di gestione più matura. Quindi arrivi a sera con più margine e, di conseguenza, ti dimentichi del caricatore. Anche lato fotografia, Apple resta quella scelta “sicura”. Magari non sempre cerca l’effetto wow, tuttavia ti porta a casa lo scatto. E nei video continua a essere un riferimento, soprattutto per stabilità e resa in condizioni miste.
Una parte importante del pacchetto, poi, è iOS. Nel 2025 ci è piaciuto perché resta coerente e prevedibile, quindi ti fa perdere meno tempo. Inoltre, quando hai tante app e tante abitudini, questa stabilità diventa un valore reale. E soprattutto c’è l’ecosistema, che è ancora il vantaggio più grande. Se usi Mac, iPad o Apple Watch, tutto si incastra in modo naturale e ti semplifica la giornata.
A margine, meritano una citazione due modelli per motivi diversi. iPhone Air è un gioiello di stile, che inizialmente in molti hanno capito poco. Tuttavia ha aperto una strada, rimettendo al centro design e portabilità.

iPhone 17 standard invece non lo abbiamo provato, quindi non ci sbilanciamo sui dettagli. Però, da come si posiziona, promette di essere un best seller e probabilmente il migliore come rapporto qualità/prezzo dell’intera serie.
Samsung: serie Galaxy S25, e i pieghevoli che diventano “normali”
Nel 2025 Samsung ha dato una sensazione chiara: maturità. La serie Galaxy S25 è quella che più si avvicina, per filosofia, alla solidità “alla Apple”. Non perché si assomiglino, ma perché l’esperienza è più prevedibile, completa e coerente. In particolare, Galaxy S25 Ultra è il modello più centrato. È potente, però soprattutto è rifinito. E quando un top di gamma è rifinito, lo senti ogni giorno.

Il salto più netto è arrivato con One UI. È più ordinata, più fluida e più “logica” da vivere. Inoltre, nel 2025, Samsung AI è diventata davvero utile. Non è un elenco di funzioni da provare una volta. È un pacchetto che torna comodo nel quotidiano, perché è integrato bene e non ti costringe a cambiare abitudini. Quindi la differenza si vede nel tempo, non solo nei primi minuti.
Dentro la famiglia S25, va citato anche Galaxy S25 Edge. È quel tipo di modello che punta su design e maneggevolezza, ma senza perdere l’identità Samsung. Inoltre, è una di quelle varianti che intercettano chi vuole un top “più leggero” da usare ogni giorno, senza rinunciare alla sensazione premium.
Il capitolo più interessante, però, sono i pieghevoli. Nel 2025 non basta più essere pieghevoli. Devono essere pratici, affidabili e semplici da usare. E qui Galaxy Z Fold7 è il passo più grande che abbiamo visto da Samsung negli ultimi anni. Finalmente è un pieghevole che puoi usare senza problemi, come telefono principale. Lo apri e ci lavori davvero, ma quando lo chiudi resta gestibile, senza farti sentire sempre “consapevole” di avere un foldable in tasca. Inoltre, la sensazione generale è più matura: meno compromessi, più naturalezza, e un uso quotidiano che non richiede attenzioni extra.
Accanto a lui, Galaxy Z Flip7 continua a essere il pieghevole più immediato. È quello che scegli se vuoi compattezza e praticità, con un formato che ha senso ogni giorno. Inoltre, nel 2025 è diventato più completo, quindi non sembra più un “secondo telefono”, ma un vero daily driver per chi ama quel tipo di esperienza.
Infine, l’ecosistema resta uno dei punti forti di Samsung. Smartphone, tablet, wearable e audio si parlano bene. E quindi, se sei dentro quel mondo, hai vantaggi concreti.
Nel 2025, tra S25, Fold7 e Flip7, Samsung è stata tra i brand più convincenti, perché ha unito innovazione e normalità d’uso.
Motorola: Android pulito, più continuità e una gamma più chiara
Nel 2025 Motorola ha fatto una scelta precisa. Ha puntato su un’esperienza pulita e pratica, con un OS che non ti intralcia. Inoltre, abbiamo visto un passo avanti sugli aggiornamenti, più continui e più rapidi rispetto al passato. Questo, nel quotidiano, vale tantissimo. Ti dà fiducia e rende il telefono più “longevo”.
La strategia, poi, è stata evidente anche nella lineup. Motorola si è concentrata soprattutto sulla fascia medio-alta, lasciando un po’ in secondo piano i premium “puri”. Pieghevoli a parte, è come se avesse deciso di giocare dove oggi c’è più richiesta reale: telefoni completi, solidi, e con prezzi più centrati. E in questo senso la gamma è risultata più leggibile.
Tra i modelli che ci hanno convinto, Motorola Edge 70 è stato uno dei simboli dell’anno. È sottile, leggero, e si usa benissimo con una mano. Tuttavia non è un esercizio di stile. È un telefono pensato per essere portato ovunque, con una sensazione premium e una solidità più alta di quanto ci si aspetti da un ultrasottile. Inoltre, la resa generale è equilibrata, quindi lo vivi senza l’ansia del “se lo regge”.
Accanto a lui, Edge 60 Pro resta uno dei più completi. È il classico smartphone che fa tante cose bene, senza farti rimpiangere un top. Inoltre, autonomia e resistenza seguono il trend del 2025, e quindi lo usi senza troppi pensieri. Edge 60 Neo invece è quello più pratico e maneggevole, per chi vuole un’esperienza moderna ma più compatta. E poi c’è la serie G, che continua a essere la porta d’ingresso “furba” per chi cerca essenzialità e affidabilità, senza complicazioni.
Il capitolo più forte, però, resta Razr. Qui Motorola ha spinto davvero. Razr 60 Ultra è, con ogni probabilità, il miglior flip phone in circolazione. Non perché fa una cosa sola bene, ma perché è completo: prestazioni, display, fluidità e un utilizzo quotidiano che non ti fa sentire di avere tra le mani un compromesso. Inoltre, la maturità si vede anche nei dettagli, e quindi diventa un pieghevole che puoi scegliere senza esitazioni.

Razr 60 standard, invece, è la versione più “accessibile” e razionale. Mantiene il senso del formato, però con un approccio più semplice, adatto a chi vuole il flip senza per forza inseguire il massimo.
In sintesi, Motorola nel 2025 ha trovato una direzione più chiara. Meno dispersione, più continuità software, e una gamma che ha senso nella vita reale. E questo, alla fine, è uno dei motivi per cui l’abbiamo promossa.
Oppo: qualità percepita altissima e un equilibrio che convince
Nel 2025 Oppo ci è piaciuta per un motivo semplice: cura del prodotto. Non è solo questione di specifiche. È come è costruito, come vibra, come suona e come si comporta ogni giorno. Inoltre, anche quando cambia fascia, Oppo mantiene una coerenza che si nota subito. E infatti, più lo usi, più ti accorgi che è un marchio che lavora bene sui dettagli.
Se dobbiamo indicare un modello simbolo, per noi è Oppo Find X9 Pro. È quello che ci è sembrato più completo e più equilibrato in chiave premium. Non eccede in una sola cosa, ma fa bene tutto. Autonomia, fotocamera, prestazioni e usabilità sono allineate. E quindi diventa uno smartphone che usi con piacere anche come telefono principale. Non a caso, è anche quello che stiamo usando di più in questo periodo come terminale di lavoro.

Una parte importante del pacchetto è ColorOS 16. Nel 2025 ci è sembrato più maturo, più stabile e più facile da vivere. Inoltre, l’AI è presente nel modo giusto. È utile e semplice, senza diventare complicata o invasiva. Di conseguenza, l’esperienza resta fluida e pratica, che è poi quello che vuoi quando usi tanto il telefono.
Il trend dell’anno, cioè batterie più generose e resistenza più seria, qui si è visto bene. L’autonomia è salita e quindi ti senti più libero. Allo stesso tempo, la robustezza è diventata più concreta, anche su modelli sottili e curati. E questo rende OPPO ancora più convincente nel quotidiano.
Capitolo serie Reno 14: costa un po’ più di diversi competitor diretti. Tuttavia, la qualità percepita è altissima. Materiali, assemblaggio e feeling in mano sono da fascia superiore, e quindi il prezzo si spiega meglio quando lo usi davvero. È una gamma che punta su equilibrio e “sensazione premium”, non solo sulla scheda tecnica.
Poi ci sono quei modelli che avremmo voluto vedere ufficialmente anche qui. Find X8 Ultra e Find N5 sono piccoli gioielli, per approccio e ambizione. Purtroppo non sono arrivati in Europa in modo ufficiale, e questo è un peccato. Però raccontano bene la direzione del brand, e fanno capire quanto OPPO stia spingendo anche sui prodotti più avanzati.
Infine, va citato anche OPPO Find X9. È la versione più “semplice” del Pro, ma resta molto interessante. Mantiene la filosofia del progetto e l’esperienza generale di famiglia, quindi è una scelta più razionale per chi vuole un OPPO completo senza puntare per forza al massimo.
In sintesi, OPPO nel 2025 ci sta piacendo molto. È uno dei marchi che più ci ha convinto per qualità percepita, maturità software e fotografia affidabile. E soprattutto, con Find X9 Pro, ha centrato uno di quei telefoni che non ti fanno venire voglia di cambiare dopo una settimana.
vivo: potenziale altissimo, ma in Italia paga prezzo e percezione
Nel 2025 vivo ci ha lasciato una sensazione doppia. Da un lato, il potenziale è enorme. Dall’altro, in Europa la percezione del marchio non è ancora al livello di altri brand più “storici”. Inoltre, in Italia il posizionamento non è sempre centrato. E quindi, anche quando il prodotto è eccellente, diventa più difficile consigliarlo a prezzo pieno.
Detto questo, vivo X200 Pro prima e vivo X300 Pro poi sono stati terminali eccellenti sotto praticamente ogni aspetto. Prestazioni solide, autonomia convincente e qualità costruttiva da fascia alta. Soprattutto, lato foto, sono tra quelli che ci hanno impressionato di più. Scatti consistenti, gestione della luce molto forte e una resa che spesso primeggia. Tuttavia, l’OS non è ancora al livello dei migliori per maturità complessiva. È migliorato, ma non è quello che scegli “a occhi chiusi” se vieni da ecosistemi super rodati.
Il problema vero, però, è il prezzo. In Italia questi modelli finiscono spesso a competere con marchi più prestigiosi, e quindi la scelta diventa meno immediata. Per questo vivo rischia di non raccogliere quanto merita, almeno nel nostro mercato.

Nella gamma ci è piaciuto anche vivo X200 FE, perché porta parte di quella filosofia in un formato più “facile”. Inoltre, è un modello che ha senso per chi vuole un vivo senza andare subito sul massimo. Però anche qui il discorso prezzo resta centrale.
Capitolo pieghevoli: vivo X Fold 5 è ottimo. È uno di quei fold che ti fanno capire quanto il brand sappia lavorare su display e ottimizzazione. Purtroppo, però, non è mai arrivato in Italia in modo ufficiale. E questo limita molto la diffusione, soprattutto per chi vuole assistenza e canali standard.
Infine, citiamo vivo V50. Ci è piaciuto per equilibrio generale e per come si usa ogni giorno. Tuttavia anche lui, a listino, ci è sembrato sovraprezzato rispetto a quello che offre la concorrenza nelle stesse cifre.
La conclusione è semplice. vivo nel 2025 ha dimostrato qualità vera, soprattutto con X200 Pro e X300 Pro. Però, in Italia, il prezzo lo mette nella zona più scomoda. Se però uno li vuole davvero, l’import può avere senso. Ad esempio, tramite venditori seri come TradingShenzhen, spesso a prezzi più adatti e consoni. Inoltre, oggi anche lato OS siamo più tranquilli: sono dispositivi equiparati nelle funzioni di base e, soprattutto, facili da “occidentalizzare” nell’uso quotidiano.
realme: dal GT “vero top” alla fascia bassa tra le migliori
Nel 2025 realme ha fatto un passo che aspettavamo da tempo. Non solo prestazioni e ricarica, ma un’idea più completa di smartphone. Inoltre, ha lavorato bene su tutta la gamma, quindi non parliamo solo dei modelli “da vetrina”. Parliamo anche di quelli che la gente compra davvero, soprattutto sotto i 300 euro.
Partiamo dall’alto, perché qui c’è stata la svolta. realme GT7 è stato un telefono molto concreto, con prestazioni sempre pronte e un’esperienza fluida. Tuttavia, il salto vero lo abbiamo visto con realme GT8 Pro. Finalmente è un premium completo in tutto. Ha il processore migliore della categoria, una dotazione più matura e una parte fotografica più ambiziosa. In particolare, la presenza del sensore da 200 MP e il supporto alla ricarica wireless sono quelle cose che mancavano al predecessore e che, invece, qui rendono il pacchetto molto più competitivo. Di conseguenza, non è più “solo” un top per potenza. È un top che puoi scegliere anche se ti interessa davvero la camera e vuoi la comodità della ricarica senza fili.

Anche nel quotidiano, questa completezza si sente. Hai prestazioni, autonomia e una gestione generale più stabile. Inoltre, il feeling è più premium, quindi non sembra più un telefono “forte solo in due cose”. È un modello che finalmente gioca nella stessa lega dei nomi più blasonati, almeno per dotazione e versatilità.
Un altro punto a favore è il software. realme UI 7 ci è piaciuta parecchio. Si sente la discendenza Oppo, e infatti l’esperienza è molto simile per fluidità e logica generale. Inoltre, la gestione è più matura e più pulita, quindi il telefono resta piacevole anche dopo giorni di utilizzo. È una di quelle interfacce che non ti fa perdere tempo, e questo nel 2025 è un valore enorme.
Spostandoci sulla fascia media, realme resta fedele alla sua idea di sostanza. Quando becchi il prezzo giusto, è ancora una delle scelte più furbe. E infatti, nel 2025, l’abbiamo consigliata spesso proprio per quel mix tra fluidità, ricarica rapida e autonomia pratica.
Nel 2025 la serie realme 14 è stata una delle più “furbe” da consigliare, soprattutto quando entrano in gioco le offerte. È una linea che punta su autonomia concreta, ricarica rapida e un’esperienza sempre fluida, quindi nel quotidiano non ti fa impazzire. Inoltre, la qualità generale è salita: display più convincenti, prestazioni stabili e una parte fotografica più affidabile in automatico rispetto al passato. Non è la serie che cerca il premium a tutti i costi, però è quella che spesso ti dà il massimo per quello che spendi. E infatti, se il prezzo è quello giusto, realme 14 resta tra i best buy più credibili della fascia media.
Infine, merita una citazione la fascia bassa. La serie C continua a essere una delle più solide per chi vuole spendere poco e avere un telefono affidabile. Non è perfetta in tutto, però è concreta, stabile e con un equilibrio che spesso manca ai competitor diretti. In generale, nel 2025 la fascia entry di realme è stata tra le migliori, insieme a Motorola, perché punta su cose semplici: buona esperienza, autonomia, e prestazioni coerenti con il prezzo.
In sintesi, realme nel 2025 ha fatto due cose bene. Ha portato la serie GT a un livello davvero premium, soprattutto con GT8 Pro. E allo stesso tempo ha mantenuto una base entry-level fortissima, che resta tra le più consigliabili quando il budget è basso.
OnePlus: fluidità “da riferimento” e batterie sempre più convincenti
Nel 2025 OnePlus è stata una delle conferme più solide, soprattutto per chi cerca un telefono veloce e pratico. La sua forza è sempre stata la fluidità. Però quest’anno non si è fermata lì. Ha lavorato anche su autonomia, fotografia e qualità percepita, quindi il pacchetto è diventato più completo. Inoltre, la sensazione generale è quella di un brand che sa dove vuole andare.
Il tema batterie, poi, si è visto davvero. OnePlus ha seguito il trend del 2025 con capacità più generose e una gestione energetica più matura. Di conseguenza, nell’uso reale si arriva a sera con più margine, anche con schermo e dati sempre attivi. E quando ci metti la ricarica rapida, la combinazione diventa comodissima, perché smetti di pianificare le giornate in base al caricatore.
Il modello che ci è piaciuto di più, per equilibrio, è OnePlus 15. È potente, è rifinito, e soprattutto non ha punti deboli evidenti. Lo usi tanto, lo stressi, e resta sempre reattivo. Inoltre, è uno di quei telefoni che “sparisce” nell’uso quotidiano, perché non ti costringe a gestirlo. E questo è un grande complimento.

Accanto a lui, una sorpresa molto positiva è stata OnePlus 15R. È quel tipo di smartphone che porta un’esperienza quasi top, ma con un prezzo più umano. In pratica ti dà gran parte del feeling del modello superiore, senza farti pagare il marchio “Ultra”. Inoltre, proprio grazie alla batteria e alla gestione migliorata, è uno di quelli che ti fanno stare tranquillo tutto il giorno. Di conseguenza, diventa uno dei modelli più interessanti per chi vuole spendere bene.
Sul software, OnePlus resta tra le più piacevoli. L’interfaccia è rapida, chiara, e piena di funzioni utili senza diventare pesante. Inoltre, l’integrazione delle funzioni AI è più sensata, perché non ti obbliga a cambiare modo di usare lo smartphone. E quindi, alla fine, l’esperienza resta semplice.
Poi c’è la ricarica. OnePlus continua a essere tra i brand che ti cambiano le abitudini. Ricarichi in poco tempo, e quindi anche se fai una giornata pesante recuperi rapidamente. E nel 2025, con batterie più grandi, questo si traduce in un uso ancora più “sereno”.
In sintesi, OnePlus nel 2025 ci è piaciuta perché è rimasta fedele al suo DNA. Fluidità, prestazioni e praticità. Però, allo stesso tempo, ha alzato la qualità complessiva, e anche lato autonomia è diventata più convincente. E quindi oggi è ancora più facile consigliarla, soprattutto quando il prezzo è centrato.
HONOR: MagicOS 10 cambia marcia, e la gamma finalmente ha senso
Nel 2025, per noi, HONOR ha finalmente preso la strada giusta. Il merito principale è del software. Con MagicOS 10 l’esperienza è più curata esteticamente, però anche più razionale. È più completa, più coerente, e soprattutto più facile da vivere ogni giorno. Inoltre, la collaborazione con Google è piena, anche sul fronte AI. Le funzioni sono integrate bene e sono davvero comode, perché non sembrano “appiccicate” sopra il sistema.
Questa maturità si vede su tutta la gamma. E si vede ancora di più sui pieghevoli. HONOR Magic V3 e Magic V5 sono stati tra i riferimenti della categoria, soprattutto per due aspetti che nel 2025 contano tantissimo: fotografia e batterie. Non sono fold da prendere solo per il display grande. Sono fold che puoi usare ogni giorno, perché l’autonomia regge e la camera non ti fa rimpiangere i classici top.
Anche la serie numerica HONOR 400 ci è sembrata riuscita. È una linea più “da massa”, ma costruita bene, con un equilibrio generale più centrato. Inoltre, è il tipo di gamma che può far crescere davvero il marchio, perché arriva a più persone senza perdere identità.
Sul lato flagship, HONOR Magic 7 Pro è stato il modello che ci ha fatto capire dove vuole arrivare il brand. È un top completo, con una qualità percepita alta e una resa complessiva che ti fa guardare HONOR in modo diverso. E infatti, guardando avanti, Magic 8 Pro promette tanto. Dalle prime sensazioni, è proprio quel prodotto che può inserire HONOR in modo stabile tra i produttori premium, quelli che non “ci provano”, ma che ci stanno davvero.

In sintesi, nel 2025 HONOR ha messo ordine. Ha reso il software più maturo, ha spinto bene sui pieghevoli, e ha costruito una gamma che finalmente racconta una direzione chiara. E questo, per noi, è il segnale migliore.
HUAWEI: Pura e Mate, l’alternativa ai due poli
Nel 2025 HUAWEI ci è piaciuta perché resta diversa. Non segue sempre le mode. Piuttosto, porta una sua identità, e la senti appena lo prendi in mano. La qualità costruttiva è alta, i materiali sono curati e la sensazione premium è reale. Inoltre, sul tema resistenza e solidità, HUAWEI continua a trasmettere quella sicurezza “da prodotto serio”.
È chiaro, però, che HUAWEI è penalizzata da quello che sappiamo. Il contesto c’è, e pesa. Tuttavia, la cosa interessante è che il brand è andato avanti lo stesso. E oggi, di fatto, è l’alternativa ai due poli più forti del mercato. Non perché sia “facile” come loro, ma perché propone un modo diverso di intendere smartphone, camera ed ecosistema.
La linea che ci ha convinto di più è stata Pura. HUAWEI Pura 70 Pro e soprattutto Pura 70 Ultra sono stati terminali che si distinguono per fotografia e qualità percepita. Hanno un carattere forte, e non cercano di piacere a tutti. Inoltre, lato camera, HUAWEI continua a fare “HUAWEI”: resa riconoscibile, gestione della luce molto convincente e risultati che spesso escono bene senza troppi tentativi.
Con Pura 80 Pro abbiamo visto continuità di questa filosofia, con un’impostazione ancora più moderna e un’idea di camera sempre più spinta. Non è solo un aggiornamento. È un modo di dire che il brand, su fotografia e hardware, ha ancora una direzione chiara. E infatti è uno di quei modelli che, anche solo come proposta tecnica, ti fa capire perché HUAWEI resta un riferimento per tanti appassionati.

Poi c’è il capitolo pieghevoli, e qui entra HUAWEI Mate X6. È un prodotto che punta su solidità e sensazione premium, con un’impostazione molto “da lavoro”. Inoltre, l’esperienza da aperto è quella che ti aspetti da un fold maturo, mentre da chiuso resta utilizzabile senza sembrare un compromesso. Anche qui, la camera non passa in secondo piano, e questa è una differenza importante.
Detto questo, resta un marchio che richiede un minimo di consapevolezza. Però è anche vero che, se lo vuoi usare come “telefono normale”, oggi si può. Con applicazioni sicure e facili per gestire app e servizi, l’esperienza quotidiana può essere molto simile a quella degli altri smartphone. Quindi non è più un muro invalicabile. È più una scelta ragionata.
In sintesi, nel 2025 HUAWEI è stata una conferma per identità e qualità. È penalizzata dal contesto, sì. Tuttavia è riuscita a costruirsi un ruolo chiaro: alternativa credibile ai due poli principali, con prodotti come Pura 70 Pro/Ultra, Pura 80 Pro e Mate X6 che lo dimostrano ogni giorno.
Xiaomi: quando scegli bene, diventa una delle opzioni più forti
Nel 2025 Xiaomi ha continuato a fare la sua cosa migliore: coprire ogni fascia e ogni esigenza. Il catalogo è enorme, e quindi puoi trovare davvero di tutto. Inoltre, il trend dell’anno si è visto forte anche qui: batterie più grandi, ricariche velocissime e una spinta costante su hardware e display. Di conseguenza, quando Xiaomi centra la ricetta, il risultato è davvero difficile da battere.
C’è però un fattore che cambia tutto: le offerte. Con promo e ribassi, molti modelli Xiaomi diventano improvvisamente molto più appetibili, perché il rapporto qualità/prezzo si sposta dalla parte giusta. E infatti, in Italia, Xiaomi è spesso “la scelta furba” proprio quando il listino scende.
Il simbolo della fascia alta, per noi, è Xiaomi 15 Ultra. È il modello che ti fa capire quanto Xiaomi sappia essere premium quando vuole. Qui il punto non è solo la fotocamera in generale, ma le ottiche e l’impostazione da camera phone vero. Inoltre, se sai usarlo bene e ti piace giocare con manuale e controlli più avanzati, il 15 Ultra diventa nettamente uno dei migliori, se non il migliore. In automatico va forte, certo. Tuttavia è quando lo “guidi” tu che tira fuori il massimo, ed è lì che fa davvero la differenza.

Spostandoci sulla fascia più popolare, la famiglia Redmi Note resta centrale. Nel 2025 la serie Redmi Note 14 ha confermato l’idea di base: tanta sostanza, spesso al prezzo giusto. E, guardando avanti, anche Redmi Note 15 sta andando nella direzione che piace al pubblico, con un mix sempre più equilibrato tra autonomia, display e prestazioni. Tuttavia, come sempre, qui conta tantissimo il prezzo del momento. Quando arrivano le promo, diventano best buy. A listino, invece, non sempre.
Tra i modelli più “furbi” citiamo anche la serie Xiaomi 15T. È quella linea che spesso offre il miglior equilibrio tra prestazioni e prezzo, con una scheda tecnica forte e un’esperienza molto vicina ai top. Inoltre, è una delle famiglie che più spesso consigliamo quando l’obiettivo è spendere bene senza rinunciare a reattività e completezza.
Sul software, Xiaomi nel 2025 ci è sembrata più matura e più coerente, però c’è ancora margine. Le funzioni sono tante, ma l’esperienza può diventare ancora più pulita e stabile. Se Xiaomi continua a lavorare bene sull’OS, può diventare davvero un altro candidato serio a primeggiare, perché l’hardware ormai c’è, e spesso è anche superiore alla media.
In sintesi, Xiaomi nel 2025 è stata una conferma. È un brand enorme e quindi va scelto con attenzione. Però, se centri il modello giusto e lo prendi al prezzo giusto, diventa una delle scelte più forti dell’anno, dal premium con 15 Ultra fino ai best seller come Redmi Note 14/15 e ai “furbi” della serie 15T.
Nothing: pochi modelli, ma una direzione chiarissima
Nel 2025 Nothing ha continuato a fare una cosa rara: essere riconoscibile. In un mercato dove tanti telefoni sembrano uguali, Nothing ha una sua identità. E non è solo estetica. È anche il modo in cui imposta l’esperienza. Inoltre, il fatto di avere pochi modelli aiuta. La gamma è più semplice da capire, e la filosofia resta più coerente nel tempo.
I modelli che rappresentano meglio questa idea, secondo noi, sono quelli della serie Phone 3a. Sia il modello base sia il Phone 3a Pro sono “Nothing” in modo puro: software leggero, interfaccia pulita, e un uso quotidiano che resta semplice. Inoltre, sono telefoni che non cercano di strafare. Puntano a farti stare bene con quello che usi davvero, e questo è esattamente il senso del brand. Il Pro, in particolare, aggiunge quel qualcosa in più per chi vuole un pacchetto più completo, ma senza snaturare l’esperienza.

Poi c’è Nothing Phone 3, che è il “quasi flagship” della linea. È più ambizioso, più completo, e prova a giocare più in alto. Tuttavia, per posizionamento, non è il classico flagship che consigli a tutti. È più un telefono pensato per i fan del brand, per chi vuole quel design e quell’impostazione anche accettando qualche compromesso, soprattutto rispetto ai top più blasonati nella stessa zona di prezzo. Di conseguenza, è una scelta più “di cuore” e di identità, non solo di scheda tecnica.
Infine, merita una citazione CMF Phone 2 Pro. Qui Nothing ha fatto un lavoro davvero intelligente. È uno dei migliori, o comunque tra i migliori, della fascia medio-bassa. Ha un’idea chiara, un’esperienza fluida e un rapporto qualità/prezzo molto più centrato. Inoltre, è il tipo di smartphone che consigli con facilità a chi vuole spendere poco ma non vuole un telefono “lento” o confuso.
In sintesi, Nothing nel 2025 è stata coerente. La serie 3a è la più fedele alla filosofia. Phone 3 è la scelta per chi vive il brand e vuole il modello più ambizioso. CMF Phone 2 Pro invece è la sorpresa più concreta, perché porta quella pulizia e quella semplicità anche nella fascia dove conta davvero.
Google: Pixel, esperienza Android “pura” ma serve più potenza
Nel 2025 Google è stata un riferimento, soprattutto per software e fotografia computazionale. I Pixel hanno quella sensazione di prodotto pensato come insieme, non come somma di pezzi. Inoltre, quando parliamo di esperienza Android, Google resta il metro con cui tanti altri si confrontano.
Tra i modelli più interessanti c’è Pixel 9a. È il classico Pixel “furbo”: semplice, coerente e con una camera che spesso fa meglio di quanto ti aspetti nella fascia. Inoltre, è uno di quei telefoni che consigli senza troppe complicazioni, perché l’esperienza è pulita e gli aggiornamenti sono una garanzia.
Guardando avanti, Pixel 10 è quello che promette di portare avanti questa filosofia, con una piattaforma ancora più matura e una spinta AI più integrata. Però qui arriva anche il punto che, secondo noi, Google deve affrontare. Nel 2025 l’esperienza è ottima, ma sul tema potenza pura Google è ancora un passo indietro rispetto ai competitor più aggressivi. Non sempre si nota nell’uso base, certo. Tuttavia, quando spingi davvero tra gaming, elaborazioni pesanti e multitasking intenso, altri brand sono ancora più avanti. Per questo, se Google vuole competere stabilmente anche “in alto”, deve puntare di più su prestazioni e margine hardware.

Capitolo pieghevoli: i Pixel Fold sono una linea che interessa molto, perché unisce l’idea Pixel con un formato diverso. Purtroppo, però, in Italia non ci sono in modo ufficiale, e questo limita parecchio, soprattutto per chi vuole canali standard e assistenza senza pensieri.
In sintesi, Google nel 2025 è stata la scelta di chi vuole Android come dovrebbe essere, con una fotografia intelligente e un’esperienza leggera. Però, per fare il salto definitivo, serve un’accelerazione sulla potenza. E se ci arriverà, Pixel potrà diventare ancora più centrale anche nel confronto diretto con i top più “spinti”.
Il 2025 ci ha già detto dove stiamo andando
Se il 2025 ci ha insegnato qualcosa, è che lo smartphone sta diventando più “serio”. Batterie più grandi e gestione più matura hanno reso l’autonomia un tema finalmente concreto. Allo stesso tempo, la resistenza è uscita dalla nicchia. Oggi è normale aspettarsi certificazioni e solidità anche fuori dai top. E poi c’è la fotografia, che continua a crescere, con scatti sempre più affidabili e risultati migliori in luce difficile.
In questo scenario, i marchi che ci hanno convinto di più sono quelli che hanno unito innovazione e praticità. Apple e Samsung restano le certezze, con una coerenza che pesa nel lungo periodo. Motorola ha trovato una direzione più chiara, con software pulito e una gamma più sensata. Oppo ci sta piacendo tantissimo, soprattutto per qualità percepita e per l’equilibrio di Find X9 Pro, che stiamo usando davvero come telefono di lavoro. realme ha portato la serie GT su un livello finalmente premium e mantiene una fascia bassa fortissima. OnePlus continua a essere un riferimento per fluidità e autonomia, mentre HONOR con MagicOS 10 ha messo ordine e oggi è un brand che può giocare stabilmente in alto.
Nel discorso va inserita anche Google. Con Pixel 9a ha confermato la forza dell’esperienza Android “pulita” e della fotografia computazionale. E con Pixel 10 promette di alzare ancora l’asticella su AI e integrazione. Tuttavia, oggi Google deve spingere di più sulla potenza pura, perché su prestazioni e margine hardware è ancora un passo indietro rispetto ai competitor più aggressivi. E poi c’è il tema pieghevoli, perché i Pixel Fold in Italia non arrivano ufficialmente, e questo limita una linea che avrebbe molto senso.
Poi ci sono i marchi “particolari”, quelli che hanno un ruolo unico. HUAWEI resta l’alternativa ai due poli, penalizzata da quello che sappiamo ma ancora capace di proporre prodotti con identità e camera di livello, e oggi anche più facile da usare con gli strumenti giusti. Xiaomi è fortissima quando scegli bene e quando arrivano le offerte, con un 15 Ultra che in manuale può dare risultati davvero superiori. Nothing, infine, è il brand coerente, con pochi modelli ma un’esperienza pulita, e con CMF che sta diventando un riferimento nella fascia medio-bassa.
Il bello è che il 2026 promette ancora meglio. Perché ormai il livello medio si è alzato. E quindi, più che aspettare “la rivoluzione”, ci aspettiamo tanti passi avanti concreti. Proprio quelli che, alla fine, cambiano davvero come usi lo smartphone ogni giorno.