Nothing Phone (3), lo smartphone che non segue le mode – recensione
Identità forte, ambizioni da flagship
Con Phone (3), Nothing compie un passo deciso verso la fascia alta del mercato, abbandonando definitivamente l’etichetta di marchio emergente dal design curioso. Questo nuovo modello rappresenta la sintesi di tre generazioni di evoluzione, con l’obiettivo chiaro di coniugare stile distintivo, prestazioni convincenti e un software sempre più integrato con l’intelligenza artificiale.
L’estetica trasparente resta il tratto distintivo del brand, ma è stata affinata in chiave più matura, con un retro simmetrico a tripla colonna, una nuova Glyph Matrix da 489 LED e l’aggiunta del Glyph Button per interazioni rapide e contestuali.
A bordo troviamo un hardware equilibrato ma aggiornato, basato sullo Snapdragon 8s Gen 4, accompagnato da una batteria generosa da 5150 mAh con ricarica rapida da 65 W, un display AMOLED da 6,67 pollici a 120 Hz, e un sistema fotografico completamente rinnovato, con quattro sensori da 50 MP e una forte attenzione alla resa video.
Con un prezzo di partenza fissato a 849 € in Italia, Nothing Phone (3) entra nel territorio dei veri flagship. L’obiettivo è ambizioso: offrire una user experience distintiva, sostenuta da un software essenziale, AI-driven e garantito da sette anni di aggiornamenti.

Nothing Phone (3) : Voto 8.2
Nothing Phone (3) non è solo un telefono ben costruito, con ottimi componenti e scelte tecniche di livello. È uno dei pochi dispositivi che ancora oggi propone una visione diversa, con un sistema operativo snello, fluido e distintivo, che non copia nessuno e non rincorre trend a caso. Tutto ha una coerenza, un senso. L’esperienza utente è pensata, non solo assemblata. E in un mercato dove tutto tende ad assomigliarsi, Nothing ha il coraggio di essere altro.
Pro
- Design unico e riconoscibile
- UI fluida e ben ottimizzata
- Personalizzazione avanzata
- Prestazioni elevate
- Comparto fotocamera versatile
- Autonomia e ricarica rapida
Contro
- Prezzo importante
- Glyph ancora poco centrale nell’uso quotidiano
- Design estremo, non per tutti
- Peso importante
- USB C 2.0
Confezione Nothing Phone (3)
La confezione del Nothing Phone (3) è bianca, esattamente come il telefono in dotazione. Anche in questo caso Nothing sceglie di puntare su un’identità visiva ben riconoscibile, con grafiche tono su tono che richiamano la struttura interna del device: si intravedono i contorni dei circuiti, la tripla colonna LED e gli elementi simmetrici che ritroveremo poi sul retro del prodotto.

All’interno troviamo:
- Nothing Phone (3) in colorazione bianca
- Cavo USB-C to USB-C
- Pellicola protettiva pre-applicata
- Cover trasparente, molto ben fatta
- Strumento per l’estrazione SIM
- Documentazione di sicurezza e guida rapida
Costruzione, design ed ergonomia : Voto 8.0
Con Phone (3), Nothing raggiunge una nuova maturità nel design industriale, elevando ulteriormente quella cifra stilistica che fin dal primo modello lo ha reso immediatamente riconoscibile. La trasparenza resta centrale, ma non è fine a sé stessa: è ordinata, simmetrica, pensata per valorizzare la nuova disposizione tecnica dei componenti.

Il retro è protetto da Gorilla Glass Victus, opacizzato internamente per diffondere la luce della Glyph Matrix, che qui evolve in una composizione a tre colonne verticali ben definite. Ognuna di esse ospita segmenti LED geometrici, allineati con precisione a circuiti e componenti. Nella parte centrale spicca il nuovo disco LED circolare, cuore pulsante della Glyph Interface.

Ma la vera novità hardware è la presenza del Glyph Button, un piccolo tasto fisico integrato direttamente nella scocca posteriore, appena sotto la Glyph Matrix. È perfettamente allineato con il design simmetrico del retro e si mimetizza nel vetro grazie a una finitura opaca e al profilo ribassato.
Dal punto di vista costruttivo è una soluzione inedita: il pulsante è fisico ma a basso profilo, non sporge, ed è stato progettato per resistere all’usura e alla pressione accidentale. Il feedback al tocco è ben percepibile, con una corsa breve ma precisa. È resistente all’acqua e perfettamente integrato nella protezione IP68, senza compromettere la tenuta stagna del retro.

Il modulo fotografico è composto da tre anelli metallici integrati direttamente nel vetro, non in un’isola sporgente. A sinistra il sensore principale, al centro la periscopica e a destra la grandangolare, disposti orizzontalmente nella colonna superiore. I tre elementi sono leggermente rialzati rispetto al vetro ma ben incastonati, senza spessori invasivi o soluzioni posticce. Il risultato è pulito, tecnico e molto riconoscibile.
Il frame laterale è piatto, realizzato in alluminio anodizzato riciclato con finitura satinata, leggermente opaca e resistente a impronte e graffi superficiali. Le superfici sono ben raccordate con il vetro anteriore e posteriore, senza dislivelli percepibili al tatto. La sensazione in mano è solida e precisa, con una geometria netta che richiama quella di alcuni iPhone, ma con un’identità tutta sua.

A livello di interfacce:
- Sul lato destro troviamo il tasto di accensione, posizionato sopra il nuovo tasto AI (Essential Key), facilmente distinguibile ma entrambi a filo con il telaio.
- Sul lato sinistro sono presenti i due tasti volume, ben distanziati e con feedback meccanico netto.
- Sul bordo inferiore troviamo il connettore USB-C, la griglia dello speaker principale, il foro del microfono principale e il carrellino SIM, compatibile con dual nano SIM e eSIM.
- Sul bordo superiore è presente un secondo microfono per la soppressione del rumore
- Lo speaker secondario è posizionato in capsula frontale
Frontalmente, lo smartphone è dominato da un pannello AMOLED piatto da 6,67 pollici, incastonato in una struttura simmetrica. Le cornici sono perfettamente uniformi su tutti i lati, con un bordo di soli 1,87 mm grazie all’uso di un pannello flessibile piegato sotto la scocca. L’effetto visivo è tra i migliori in circolazione: pulito, moderno e tecnicamente raffinato. Il display non presenta alcuna curvatura laterale, facilitando l’uso con pellicole e migliorando la precisione del tocco.

Le dimensioni restano importanti: 160,6 × 75,6 × 8,99 mm, per un peso di 218 grammi. Non è uno smartphone compatto, ma il bilanciamento del peso è buono e la scocca piatta agevola la presa.

La certificazione IP68 chiude il cerchio: Phone (3) ora è anche resistente ad acqua e polvere, portandosi allo stesso livello dei flagship consolidati anche sul fronte della durabilità.
Glyph Interface: estetica e funzione che si incontrano
La Glyph Interface è da sempre l’elemento più caratterizzante dell’identità Nothing, ma con Phone (3) compie un salto generazionale, passando da semplice gimmick visivo a sistema d’interazione più strutturato e funzionale.
La novità più evidente è la Glyph Matrix, un modulo circolare composto da 489 LED indipendenti, che occupa la parte centrale della scocca posteriore.
La disposizione è geometrica e ordinata, completamente integrata nel disegno a tre colonne del retro. Ogni LED può essere controllato singolarmente, e il nuovo sistema è capace di mostrare animazioni, notifiche, indicatori di stato e icone pixelate personalizzate, assegnabili a contatti o app.

In pratica, Phone (3) introduce una forma di display secondario monocromatico sul retro, visibile a colpo d’occhio anche quando il telefono è appoggiato a faccia in giù.
Il funzionamento è semplice e intuitivo:
- Quando arriva una chiamata o un messaggio, Glyph mostra un’animazione associata al contatto.
- Quando si collega il cavo di ricarica, appare un indicatore visivo del livello di batteria.
- Le funzioni Glyph Torch, Camera Countdown e Volume Indicator sfruttano i LED per fornire un feedback visivo senza accendere il display principale.
A tutto questo si aggiunge il Glyph Button, un pulsante fisico posto direttamente sul retro del telefono, sotto la Glyph Matrix. È perfettamente integrato nel vetro e ha una corsa breve ma precisa. Può essere configurato per eseguire varie azioni:
- un tocco per scorrere tra i widget interattivi
- una pressione prolungata per avviare funzioni rapide
- doppio tocco per attivare strumenti come il metronomo, l’orologio o la torcia
Inoltre, grazie alla suite di Glyph Toys, il retro diventa una piattaforma per piccole utility giocose ma intelligenti.
Da segnalare anche l’introduzione della modalità Flip to Record: basta girare il telefono con il display rivolto verso il basso e tenere premuto l’Essential Key per attivare la registrazione vocale. Lo stato di registrazione viene mostrato sulla Glyph Matrix con un’icona dedicata.
Display Nothing Phone (3) : Voto 8.5
Il display di Phone (3) è una di quelle cose che ti accorgi subito essere fatte bene. Non tanto per la diagonale – che è quella classica da 6,67 pollici – ma per come è incastonato nel telaio: bordi piatti, cornici perfettamente simmetriche da 1,87 mm su tutti i lati, nessuna curvatura, niente distrazioni. Solo un AMOLED piatto ad alta risoluzione (1260 × 2800) con densità da 460 ppi che restituisce immagini nitide e sempre leggibili.
Anche in termini di qualità pura grazie a contrasto elevato, supporto a HDR10+, colori a 10 bit, refresh rate a 120 Hz e touch sampling rate di 1000 Hz. Tutto quello che tocchi risponde al volo, le animazioni scorrono lisce anche nei giochi o nell’uso pesante, e la sensazione di fluidità è continua.
Il pannello non è LTPO, ma la gestione dinamica della frequenza di aggiornamento è ben calibrata e poco energivora.
Dove Phone (3) sorprende è nella luminosità: si arriva a 4500 nit di picco in HDR, con un ottimo 1600 nit in HBM all’aperto e 800 nit tipici. In ogni condizione di luce lo schermo resta leggibile, anche sotto il sole diretto. E per chi è sensibile allo sfarfallio, c’è il PWM dimming a 960Hz, efficace nel ridurre l’affaticamento visivo quando si usa il telefono al buio o con luminosità ridotta.

E’ coperto da un Gorilla Glass 7i, completamente piatto e con un buon trattamento oleofobico: le impronte si notano poco e si puliscono facilmente, lo scorrimento è sempre piacevole anche dopo ore di utilizzo. Il sensore di impronta è integrato sotto al display ed è uno dei più rapidi tra quelli ottici: preciso, affidabile, si sbaglia raramente anche se hai le dita umide.
Tutta l’interazione con lo schermo è ben supportata da un sistema di sensori che fa il suo lavoro senza farsi notare: la luminosità ambientale si regola in modo fluido, senza salti fastidiosi; il sensore di prossimità è fisico e ben posizionato, quindi le chiamate si gestiscono come si deve, senza riaccensioni indesiderate; e il giroscopio è veloce e preciso, utile non solo per ruotare lo schermo ma anche per la stabilizzazione nei video e per tutte le animazioni dell’interfaccia che rispondono ai movimenti.
Presente anche l’Always On Display, ben integrato nello stile Nothing. Mostra ora, data, stato della batteria e notifiche essenziali con animazioni discrete in stile dot-matrix, perfettamente coerente con il resto dell’interfaccia. Si attiva con sollevamento, tap, o può restare fisso: è personalizzabile e ben visibile anche in ambienti luminosi.
Hardware Nothing Phone (3) : Voto 8.5
Scheda tecnica – Nothing Phone (3)
- Display: OLED 6,67″ 1B colori, 120 Hz, HDR10+, 1260 x 2800 pixel, 4500 nit, Gorilla Glass 7i
- Processore: Snapdragon 8s Gen 4 (4 nm), Adreno 825
- Memoria: 12/256 GB o 16/512 GB UFS 4.0 (no microSD)
- Fotocamere:
- Posteriore: 50 MP (grandangolo) + 50 MP (tele 3x periscopico) + 50 MP (ultragrandangolo)
- Anteriore: 50 MP
- Batteria: 5150 mAh, 65W cablata, 15W wireless, 7,5W wireless inversa
- Audio: Stereo, no jack
- Sistema operativo: Android 15, Nothing OS 3.5, 5 major update
- Connettività: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, USB-C 2.0
- Altro: Certificazione IP68, LED Glyph (489 LED), Essential Key, Always On, Space, sensore impronta sotto al display
- Colori: Bianco, Nero
- Peso: 218 grammi
Il cuore del Nothing Phone (3) è lo Snapdragon 8s Gen 4, un chip che magari non fa notizia nei benchmark, ma che nell’uso quotidiano è semplicemente quello giusto.
Parliamo di un SoC costruito a 4 nm da TSMC, che punta a garantire reattività e consumi sotto controllo più che a impressionare con numeri su carta.
Lo abbiamo usato in ogni contesto possibile: social, multitasking pesante, foto, video, editing on the go, giochi anche graficamente spinti. Il telefono non rallenta, non surriscalda in modo anomalo, non ha mai mostrato incertezze. Tutto gira come deve, anche dopo ore e la cosa migliore è che lo fa senza stressarti, senza ventole virtuali, senza boost forzati, senza battery drain improvvisi.

La memoria aiuta parecchio: ci sono due tagli, 12 o 16 GB di RAM LPDDR5X e rispettivamente 256 o 512 GB di storage UFS 4.0. E qui Nothing ha fatto le cose per bene: la gestione è rapida, lo spazio c’è, le app in background non vengono terminate a casaccio e tutto resta in memoria anche dopo ore.
Anche nei giochi il comportamento è molto buono: con Asphalt 9 e PUBG si gioca al massimo dei dettagli senza cali percepibili. Il calore si concentra nella parte alta vicino al modulo fotocamera, ma non infastidisce mai, sintomo di una gestione termica matura, che dimostra che anche un chip meno pompato può far girare tutto con naturalezza.
Molto ben curata anche la parte vibrazione. Il motore aptico restituisce un feedback preciso, netto e pulito. Scrivere sulla tastiera diventa piacevole, così come ricevere notifiche e interagire con l’interfaccia. Nothing ha trovato un buon equilibrio tra intensità e discrezione, senza eccessi o risonanze fastidiose.
Lato multimediale, Phone (3) offre un audio stereo pulito, ben bilanciato. Il volume è alto, ma non gracchia, e la separazione tra i due canali è netta. C’è abbastanza corpo per guardare video e ascoltare musica, anche se – come spesso accade – manca un po’ di profondità sui bassi. I due microfoni fanno bene il loro dovere anche nei video: catturano voce e ambiente senza echi, senza tagli, con un buon bilanciamento tra intensità e chiarezza.
Non sarà il più potente tra gli Snapdragon, ma è uno dei più equilibrati. E Nothing lo ha saputo sfruttare al meglio. Phone (3) è fluido, costante e reattivo
Software Nothing Phone (3) : Voto 8.5
Con Nothing OS 3.0, basato su Android 15, il Phone (3) raggiunge una nuova maturità. L’interfaccia resta fedele alla visione originale del brand: essenziale, monocromatica, riconoscibile. Ma oggi è anche solida, fluida e profondamente personalizzabile. Non è più solo bella da vedere: è coerente e funzionale, anche nell’uso quotidiano.
All’interno delle Impostazioni, la sezione “Personalizzazioni” raccoglie in un unico punto la gestione dei temi, delle icone (con supporto ai pacchetti personalizzati), dei font, dei layout della schermata home, del pannello rapido, degli slider di sistema e dell’Always On Display. Quest’ultimo è ora completo: mostra ora, meteo, batteria, notifiche e musica, con animazioni discrete ma eleganti, e spegnimento automatico intelligente tramite sensori di prossimità.
La fluidità è da riferimento: l’ottimizzazione su base AOSP è evidente. Le animazioni a 120Hz sono consistenti e non si inceppano nemmeno sotto stress, merito anche della gestione della RAM aggressiva ma intelligente. Il multitasking è fluido, il sistema resta reattivo anche con molte app in background. Le gesture di sistema rispondono con precisione chirurgica e ogni elemento UI ha una latenza impercettibile.
Il cuore dell’identità Nothing è sempre la Glyph Interface, che qui viene gestita da un pannello software nativo estremamente completo. Si possono creare profili personalizzati per notifiche, timer, app specifiche, chiamate e meteo. È possibile associare sequenze di luce ai contatti preferiti, visualizzare lo stato di una registrazione in tempo reale o usare le luci come barra di progresso per timer, musica o sveglie. Il tutto gestito da un’interfaccia semplice, localizzata in italiano, con spiegazioni chiare.
Una delle chicche ereditate dalla serie (3a) è la Essential Key, il tasto AI multifunzione posizionato accanto al tasto accensione. Introdotto per la prima volta sui modelli (3a) e (3a) Pro, torna qui con un livello di personalizzazione ancora più spinto. Dalle impostazioni è possibile assegnare azioni rapide, shortcut personalizzate o funzionalità AI contestuali. Una pressione lunga può avviare una ricerca, una scorciatoia app o attivare una routine creata con gli scenari Glyph. La configurabilità è completa: singola pressione, doppia, pressione prolungata. E tutto si adatta al contesto in base all’uso e alla posizione.
Lato AI, Nothing OS 3.0 integra un modulo predittivo in background. Senza invadere, analizza routine giornaliere e suggerisce azioni rapide contestuali, come aprire automaticamente un’app usata spesso in un certo luogo, regolare luminosità o vibrazione in base all’orario, o mostrare scorciatoie pertinenti. Il sistema è anche in grado di riconoscere testo all’interno delle immagini, offre una modalità trascrizione vocale per le note e può attivare scenari automatizzati in base a trigger come rete Wi-Fi, posizione GPS o modalità audio attiva.
Molto comoda anche la gestione avanzata delle notifiche, che permette di scegliere tra priorità, silenziose o visualizzazione discreta su Always On. Le app recenti si gestiscono con un task manager snello ma efficace, e la modalità gioco ora ha un pannello dedicato con opzioni di blocco notifiche, registrazione schermo e monitoraggio performance in tempo reale (frame rate, temperatura e uso CPU/GPU).
Interessante anche la funzione App Space, che consente di creare un ambiente separato all’interno dello stesso telefono. Può essere utilizzato per dividere il lavoro dalla vita privata, oppure per avere un secondo profilo protetto da codice o impronta. Le app nello Space non interagiscono con quelle dello spazio principale, e si può configurare tutto con pochi passaggi. È un’aggiunta utile, che amplia la flessibilità del sistema senza app esterne.
Il piano aggiornamenti è tra i più credibili del panorama Android: 5 major update di Android garantiti e 7 anni di patch di sicurezza, con cadenza regolare. Finora Nothing ha dimostrato affidabilità, risolvendo rapidamente bug segnalati e portando novità anche ai dispositivi delle generazioni precedenti.
In un mondo Android dove le interfacce tendono a somigliarsi tutte, Nothing OS è una delle poche UI che si distingue davvero. Ha un’identità chiara, una coerenza stilistica rara e sta diventando sempre più completa e matura.
Fotocamera Nothing Phone (3) : Voto 8.5
Il comparto fotografico di Nothing Phone (3) è composto da tre sensori posteriori.
Quello principale è un 50 megapixel con stabilizzazione OIS e apertura f/1.88., il secondo è un ultra-grandangolare sempre da 50 megapixel, con campo visivo da 114°, apertura f/2.2 e supporto alla messa a fuoco automaticaed infine un 50 MP tele 3x periscopico f/2.68.

I risultati, in condizioni di luce favorevole, sono ottimi: il livello di dettaglio è alto, i colori sono naturali ma non piatti, e il bilanciamento del bianco è sempre equilibrato. La gamma dinamica ha fatto passi avanti, anche grazie alla nuova elaborazione multi-frame, che riesce a recuperare bene sia le luci che le ombre senza esagerare con l’HDR.
Scatti diurni Nothing Phone (3)
Di sera o in ambienti poco illuminati, l’apertura generosa e l’ottimizzazione software aiutano a mantenere buoni risultati. Le foto restano pulite e ben contrastate, e la modalità Notte entra in azione solo quando serve davvero. Il rumore digitale è presente ma contenuto, e non ci sono eccessi nella riduzione software e le luci artificiali vengono gestite con criterio, anche senza l’intervento dell’utente.
L’ultra-grandangolare sorprende per coerenza cromatica e dettaglio. È molto più sfruttabile rispetto a tante alternative della fascia, che spesso inseriscono sensori wide solo per far numero. Qui è una vera seconda fotocamera, con resa più che soddisfacente anche di notte, grazie all’algoritmo adattivo che regola esposizione e nitidezza in base alla scena.
Lo zoom ottico 3x arriva fino a 60x, ma la qualità resta buona solo fino a 8/10x. Fino a 2x, l’elaborazione tramite crop del sensore principale consente risultati sorprendenti per nitidezza e fedeltà, rendendolo un’opzione concreta per ritratti o dettagli.
La modalità ritratto è ben gestita: riconosce in modo efficace i contorni del soggetto, mantiene una buona profondità di campo e simula il bokeh in maniera naturale. Si può regolare il livello di sfocatura anche dopo lo scatto, e il sistema funziona bene con soggetti umani ma anche con oggetti e animali.
Scatti notturni Nothing Phone (3)
La fotocamera frontale è da 50 megapixel offre un’ottima resa, specialmente in condizioni di luce uniforme. L’effetto bokeh per i selfie è naturale, il tono pelle non viene sovra saturato e il dettaglio rimane elevato anche dopo la compressione social. Non ci sono trucchi o filtri eccessivi attivi di default, e si apprezza la scelta stilistica di non stravolgere i volti.
Lato video, si può registrare fino in 4K a 60fps con la camera principale, con stabilizzazione elettronica e ottica attiva contemporaneamente. La qualità è molto alta: i colori restano fedeli, la messa a fuoco è rapida e la stabilizzazione è efficace anche durante i movimenti a mano libera. La transizione tra le due camere posteriori avviene senza scatti, con un comportamento simile a quello di smartphone di fascia superiore.
Non manca una modalità registrazione HDR, una modalità slo-mo fino a 240fps in Full HD, e una modalità Glyph Light che usa il sistema LED posteriore come luce morbida per video o foto ravvicinate. È utile nei vlog, nei reel o per soggetti ravvicinati in ambienti scuri.
L’app Fotocamera è pulita, coerente con il resto della UI, e non cerca di strafare. Si passa da una modalità all’altra con swipe fluidi e senza lag. Oltre a Foto, Video, Ritratto e Notte, ci sono anche Panorama, Macro, Time-Lapse, Slo-Mo, Scanner documenti e una modalità Pro con pieno controllo su ISO, esposizione, messa a fuoco, bilanciamento del bianco e shutter speed.
Gli scenari di scatto sono ben ottimizzati: il telefono riconosce scene come cibo, tramonti, animali, fiori e testo, adattando la resa cromatica e la nitidezza senza stravolgere i colori reali. Il tutto è supportato da un algoritmo AI poco invadente ma efficace.
Da segnalare anche la presenza delle modalità creative, pensate per dare un’identità visiva precisa agli scatti, e non semplici filtri posticci: Original, per un profilo neutro e realistico, BW, per un bianco e nero elegante, Film e Retro, che riproducono le imperfezioni e le texture tipiche della pellicola analogica, Soft Focus, che ammorbidisce i contorni per un effetto più sognante, Wide Angle, che amplifica la prospettiva anche su soggetti non grandangolari e Lenticular, per simulare l’effetto tridimensionale tipico delle cartoline a rilievo.
Autonomia e ricarica Nothing Phone (3) : Voto 8.5
La batteria del Nothing Phone (3) ha una capacità di 5150 mAh e consente un’ottima autonomia, costante e ben gestita, merito anche di un software ormai maturo e meno affamato di risorse.
Nel nostro test stress, che simula una giornata pesante dalle 7:00 alle 21:00 con social, foto, navigazione, musica in streaming, hotspot, video, messaggistica e un po’ di gaming, il telefono ha chiuso la giornata con circa 30% di batteria residua. Un risultato assolutamente soddisfacente, soprattutto considerando che il display è sempre stato a 120 Hz e che il segnale non è stato sempre perfetto.
Con un uso medio, che alterna momenti di attività a pause e notifiche in background, si coprono anche due giorni pieni. In standby il consumo è bassissimo, segno che la gestione energetica in idle è stata ottimizzata. Anche il refresh adattivo fa la sua parte, abbassando automaticamente la frequenza del pannello in base al contenuto.
La ricarica rapida è da 65W con alimentatore compatibile necessita per arrivare da 0 a 100% circa 55 minuti, mentre bastano 30 minuti per superare il 60%. Non è un record assoluto, ma Nothing ha scelto di mantenere temperature controllate e una buona salute a lungo termine della batteria piuttosto che inseguire numeri da copertina.

Presente anche la ricarica wireless a 15W, comoda da usare con qualsiasi stand Qi, e la reverse charging a 7.5W, utile per alimentare accessori come auricolari o anelli smart. Il retro in vetro e la posizione piatta del modulo rendono la ricarica wireless stabile e affidabile, senza surriscaldamenti o allineamenti difficili.
Il connettore è ovviamente una USB-C, con supporto USB 2.0 per la trasmissione dati e l’interfaccia OTG. Non manca la possibilità di collegare chiavette, controller, microfoni USB e perfino accessori audio esterni, ma non ha uscita video.
Connettività e parte telefonica
Il Nothing Phone (3) si comporta bene anche sotto il profilo delle connessioni, e mostra una dotazione completa, stabile e moderna. La ricezione è sempre solida, anche in zone dove molti altri telefoni iniziano a faticare. Non ci sono disconnessioni, né perdite improvvise di segnale. Il passaggio tra le celle è rapido e la gestione del dual SIM è fluida.
Il telefono supporta 5G SA/NSA su tutte le bande italiane, con dual SIM fisica, oppure una nano SIM + eSIM. È quindi possibile sfruttare il device con due numeri anche se uno è virtuale, senza complicazioni lato software. La gestione delle SIM è semplice e l’interfaccia Nothing consente di personalizzare bene quale rete usare per dati, chiamate o messaggi.
La qualità in chiamata è ottima: capsula auricolare chiara e potente, e microfoni ben posizionati con soppressione attiva del rumore. Anche in ambienti rumorosi, l’interlocutore ci sente senza problemi. In viva voce, il volume è sopra la media e non distorce neanche a volume massimo.
La connessione Wi-Fi arriva fino allo standard Wi-Fi 7, con ottime prestazioni anche su reti affollate. Lo scambio dati è veloce, la stabilità è sempre garantita e il passaggio tra le bande 2.4GHz, 5GHz e 6GHz è istantaneo.
Il Bluetooth 6.0 è compatibile con tutti i codec principali, inclusi AAC, SBC e LHDC 5.0, che migliora la qualità audio in cuffia senza sacrificare la latenza. Nessun problema nel collegare smartwatch, auricolari TWS o speaker wireless.
Non manca il chip NFC, che supporta pagamenti contactless con Google Wallet senza incertezze. Presente anche il posizionamento satellitare completo, con GPS, GLONASS, Galileo, BeiDou e QZSS, per un fix rapido e preciso anche in condizioni difficili, come in città o sotto la pioggia.
Per quanto riguarda le interfacce fisiche, troviamo la USB-C di cui abbiamo già parlato nella sezione autonomia.
Prezzo e principali competitor
Lo smartphone arriva in Italia ad un prezzo di partenza ufficiale di 849 euro nella configurazione 12/256 GB che salgono a 949 Euro per quella 16/512 Gb. Un posizionamento chiaro: si punta alla fascia upper-midrange premium, non più solo a chi vuole un design alternativo, ma a chi cerca un’esperienza d’uso completa e rifinita.
In questo segmento la competizione è feroce. Il primo rivale naturale è Motorola Edge 60 Pro, che per 649 euro offre un prestante processore, display pOLED 1.5K da 6,7” a 120 Hz con picco di 4500 nit, tripla fotocamera (50+50+10 MP) con zoom ottico 3x, e ricarica rapida, oltre a un design sottile e una UI pulita.
Altro competitor diretto è realme GT7, che monta Mediatek 9400e, ha un AMOLED da 6,78” a 120 Hz, ricarica da 120W, sensore Sony LYT-600 da 50 MP e una batteria generosa da 7000 mAh. Meno originale nel design, ma muscoloso e concreto.
A livello fotografico e di design si fa notare anche Honor 400 Pro, con Snapdragon 8 Gen 3, sensore principale da 50 MP Leica con Ois, ricarica da 120W, wireless da 50W, e un’ottima selfie cam da 50 MP. UI ben rifinita, anche se più tradizionale.
OnePlus 13R è un altro avversario solido: Snapdragon 8 Gen 3, AMOLED da 6,78” LTPO 120 Hz, sensore Sony da 50 MP, ricarica da 80W, ottima gestione termica e software OxygenOS molto curato. Più tradizionale ma molto equilibrato.
Chi vuole il massimo in specifiche sceglierà Xiaomi 14T Pro, con Mediatek 9300+, AMOLED a 144 Hz, fotocamera da 200 MP, ricarica da 120W e prestazioni spinte.

Ecco perché Nothing Phone (3) rimane un’alternativa concreta: non ha la miglior scheda tecnica pura, ma mette sul piatto un mix unico di interfaccia pulita, funzioni AI integrate, gestione intelligente delle notifiche, personalizzazioni creative e esperienza utente diversa dal solito.
Una scelta consapevole, per chi vuole qualcosa che vada oltre i numeri.G
Conclusioni e valutazione finale : Voto 8.2
Nothing Phone (3) è uno smartphone che non passa inosservato, nel bene e nel male.
È diverso, davvero diverso, e non si limita a un design accattivante: c’è una visione chiara, coerente e sempre più matura dietro la scocca trasparente.
La UI è tra le più pulite e curate su Android, con animazioni fluide, gesture ben integrate e un ecosistema che finalmente inizia a prendere forma. La nuova Essential Key, l’integrazione dell’AI contestuale e le personalizzazioni glyph ne fanno un prodotto che non copia, ma propone.

L’autonomia convince, il display è ben calibrato e leggibile anche all’aperto, la vibrazione è da riferimento, e il comparto audio fa il suo. Sul piano fotografico, è stato fatto un salto netto: gli scatti sono affidabili, il sensore zoom lavora bene nei ritratti, e le modalità creative non sono solo un vezzo, ma offrono una reale varietà di linguaggio visivo.
La nuova Glyph Matrix è più versatile, ma resta un elemento che userete poco: piacevole, sì, ma ancora lontano dall’essere indispensabile.
Il prezzo di 849 euro è coerente con quanto offre, ma rende meno scontata la scelta rispetto al Phone (3a) Pro, che costa meno e mantiene molte delle funzioni principali.
Qui però c’è più potenza, più raffinatezza, più personalità e se cercate un’esperienza Android diversa dal solito, ma prestazionale, è uno dei pochi candidati.

























































