Recensione Galaxy Z Fold8 Ultra: quasi un S26 Ultra
Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra prova a ridurre molti dei compromessi che hanno accompagnato per anni gli smartphone pieghevoli. È più sottile, più maturo e punta ancora più in alto, ma nella nostra configurazione Violet Shadow 12/256 GB costa 2.299 euro. A questo prezzo non basta più essere un ottimo Fold: deve comportarsi come un vero top di gamma.
Samsung è ormai una veterana nel mondo degli smartphone pieghevoli e, generazione dopo generazione, ha costruito attorno alla famiglia Galaxy Z Fold una delle esperienze più complete della categoria. Il vantaggio storico è stato soprattutto software: multitasking, continuità tra i display e produttività hanno spesso compensato alcuni compromessi hardware che, nel frattempo, la concorrenza ha iniziato a ridurre con grande velocità.
Con Galaxy Z Fold8 Ultra la risposta di Samsung è più ambiziosa del solito. La scelta della parola Ultra suggerisce infatti la volontà di portare anche sui pieghevoli quella filosofia che identifica il vertice della famiglia Galaxy S, avvicinando il nuovo Fold all’idea di un Galaxy S26 Ultra capace di aprirsi e trasformarsi in un piccolo tablet.
È un paragone che useremo come filo conduttore, non come confronto forzato. Serve soprattutto a chiarire il metro di giudizio: a 2.299 euro, e con Ultra nel nome, non possiamo più perdonare automaticamente una rinuncia soltanto perché il telefono si piega. Deve funzionare bene da smartphone quando è chiuso e deve offrire un vantaggio concreto quando apriamo il display interno da 8 pollici.
La nostra unità è la Violet Shadow con 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna. Nel corso della prova abbiamo quindi guardato soprattutto ergonomia, costruzione, display, prestazioni, software, fotocamere e autonomia, lasciando alle numerose funzioni AI lo spazio che meritano senza permettere loro di diventare artificialmente il centro della recensione. Perché una buona funzione può aggiungere valore, ma difficilmente è da sola il motivo per spendere oltre 2.000 euro.

Galaxy Z Fold8 Ultra : voto 8.9

Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra è il Fold più maturo e completo realizzato finora da Samsung. È sottile, potente, costruito benissimo e finalmente utilizzabile da chiuso senza percepire continuamente di avere tra le mani un pieghevole. Aprendolo, il display da 8 pollici e una One UI eccellente nel multitasking continuano a offrire qualcosa che un normale flagship non può replicare. Tele 3x, assenza della S Pen e soprattutto 2.299 euro di listino gli impediscono però di diventare il vero “Galaxy S26 Ultra che si piega”. A uno street price vicino ai 1.500-1.600 euro, il suo equilibrio diventerebbe molto più convincente.

Confezione di vendita: essenziale, forse troppo per un Ultra
La confezione segue l’impostazione ormai abituale dei top di gamma Samsung. All’interno troviamo lo smartphone, il cavo USB-C, l’estrattore per il vano SIM e la documentazione essenziale, mentre l’alimentatore non è incluso. Per sfruttare la ricarica cablata a 45 W serve quindi un caricatore compatibile acquistato separatamente.

Non è una sorpresa e chi arriva da un Galaxy recente probabilmente possiede già tutto il necessario. Rimane però una piccola stonatura rispetto al posizionamento: su uno smartphone da 2.299 euro avremmo gradito un’esperienza iniziale un po’ più ricca, anche solo con il caricatore corretto in confezione. L’unboxing passa comunque rapidamente in secondo piano, perché appena si prende Fold8 Ultra in mano sono spessore, peso e cerniera a raccontare dove Samsung abbia concentrato il lavoro più importante.
Costruzione e design: sempre meno Fold, sempre più smartphone
Il primo impatto con Galaxy Z Fold8 Ultra è probabilmente quello che spiega meglio il nuovo posizionamento. Samsung non ha reinventato il pieghevole a libro, ma ha continuato a limare proprio gli aspetti che per anni hanno fatto percepire un Fold come un oggetto diverso, più spesso e più impegnativo di un normale top di gamma.
Da chiuso misura 158,4 x 72,8 x 8,9 mm, mentre aperto raggiunge 158,4 x 143,2 mm con uno spessore di appena 4,1 mm. Il peso si ferma a 215 grammi. Non è un telefono piccolo, ma ormai entra pienamente nel territorio di molti flagship tradizionali di grandi dimensioni e, soprattutto, non restituisce più quella marcata sensazione di avere due smartphone sovrapposti.

La differenza non è soltanto numerica. Un pieghevole diventa davvero maturo quando smettiamo di giustificarne continuamente peso e ingombro con il solito ‘sì, però si apre’. Fold8 Ultra si avvicina molto a quella normalità: da chiuso può essere usato senza sentirsi obbligati ad aprirlo per ogni operazione, mentre una volta aperto il peso resta ben distribuito e la grande superficie non sembra sproporzionata rispetto alla struttura.
Violet Shadow, materiali e resistenza
La nostra colorazione Violet Shadow gli dà personalità senza trasformarlo in un oggetto eccessivamente vistoso. Il viola cambia parecchio con la luce, diventando a tratti più scuro e discreto; per chi preferisce qualcosa di più sobrio Samsung propone anche Graphite e Cream, mentre Green Shadow è riservato ai canali indicati da Samsung. È una scelta estetica, naturalmente, ma su un prodotto così particolare non dispiace avere una variante che si distingua dai soliti nero e grigio.

La struttura utilizza Armor Aluminum, con Gorilla Glass Ceramic 3 davanti e Gorilla Glass Victus 2 sul retro. Sotto al display interno troviamo inoltre una struttura rinforzata con due strati di titanio, mentre la nuova Armor FlexHinge è stata progettata per contenere lo spessore senza rinunciare alla rigidità. La certificazione resta IP48: offre una buona tranquillità contro l’acqua, ma non raggiunge ancora la protezione da polvere tipica dei migliori flagship IP68.
Tasti, porte e cerniera
La disposizione dei comandi rimane familiare. Bilanciere del volume e tasto laterale sono facilmente raggiungibili, mentre il sensore di impronte laterale è una scelta molto sensata su un pieghevole perché funziona nello stesso modo sia da chiuso sia da aperto. In basso troviamo la USB-C 3.2 Gen 1; completano la dotazione Nano-SIM ed eSIM, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, UWB e speaker stereo.
La cerniera è uno degli elementi che più incidono sulla percezione di qualità. Deve aprirsi in modo fluido, chiudersi con precisione e mantenere una buona stabilità alle angolazioni intermedie senza farci pensare continuamente alla complessità del meccanismo. È proprio questo il risultato più importante: durante l’uso quotidiano la Armor FlexHinge tende a scomparire dall’esperienza, lasciandoci sfruttare il Flex Mode per videochiamate, fotografie o contenuti senza trasformare ogni apertura in un gesto da trattare con eccessiva cautela.

La piega c’è ancora, ma pesa meno
La piega centrale non è sparita e sotto alcune luci resta visibile, soprattutto se la si cerca deliberatamente. Il miglioramento vero, però, non si misura fotografandola di lato sotto una lampada: conta quanto interferisce con ciò che stiamo guardando e quanto la sentiamo durante lo scrolling. Dopo qualche giorno l’attenzione tende a spostarsi altrove, che è esattamente ciò che chiediamo a un Fold moderno.

Samsung non deve necessariamente cancellare ogni traccia fisica della natura pieghevole. Deve riuscire a farcela dimenticare durante l’uso, e su questo Fold8 Ultra compie un altro passo importante. Da chiuso vuole essere un normale flagship; aperto deve ricordarci perché abbiamo scelto un pieghevole. Il passaggio successivo, quindi, è capire quanto i due display riescano davvero a sostenere questa doppia identità.
Display: due schermi, ma quello esterno deve bastare da solo
Il display interno da 8 pollici rimane il protagonista visivo, ma il pannello esterno svolge un compito forse ancora più importante: permettere a Fold8 Ultra di funzionare come un normale smartphone. È un cambio di prospettiva rispetto ai primi Fold, nei quali lo schermo esterno stretto rendeva meno naturali anche attività semplici come scrivere un messaggio o navigare sul web.

All’esterno troviamo un Dynamic AMOLED 2X da 6,5 pollici, risoluzione 2520 x 1080 pixel, 422 ppi e refresh adattivo 1-120 Hz. Le proporzioni sono ormai abbastanza tradizionali da permettere di usare WhatsApp, Telegram, Chrome, Maps, fotocamera e tastiera senza sentire continuamente il bisogno di aprire il telefono. Ed è proprio questo che rende il Fold più credibile come smartphone principale.

Il pannello interno da 8 pollici deve cambiare il modo di usare il telefono
Aperto, il pannello principale è un Dynamic AMOLED 2X da 8 pollici con risoluzione 2504 x 2256 pixel, 422 ppi e refresh adattivo 1-120 Hz. Samsung dichiara fino a 3.000 nit di picco e ha aggiunto un trattamento antiriflesso che aiuta soprattutto negli ambienti molto luminosi. Qualità, contrasto e fluidità sono quelli che ci aspettiamo da un pannello Samsung di fascia altissima.
YouTube, fotografie e film sono più coinvolgenti, ma è quando apriamo documenti, mappe, pagine web o due app affiancate che gli 8 pollici iniziano a fare davvero la differenza. Lo spazio aggiuntivo diventa utile quando ci permette di lavorare diversamente, non quando si limita a ingrandire ciò che vedremmo già bene su un normale top di gamma.

Rimane il tema delle applicazioni: non tutte sfruttano il grande formato allo stesso modo e alcune sembrano ancora semplicemente allargate. Quando l’ottimizzazione c’è, però, il vantaggio è evidente. Non abbiamo sempre bisogno di 8 pollici; il valore sta nel poterli avere nel momento preciso in cui 6,5 iniziano a stare stretti. È qui che Fold8 Ultra offre qualcosa che un Galaxy S26 Ultra, per quanto eccellente, non può replicare.

Hardware e prestazioni: potenza da flagship, senza bisogno di inseguire i benchmark
Sotto la scocca troviamo Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, abbinato nella nostra versione a 12 GB di RAM e 256 GB di memoria interna. È la stessa filosofia hardware della famiglia Galaxy S26 e rafforza l’idea di un Fold che non vuole più essere trattato come il parente particolare della gamma Ultra.
Su un dispositivo del genere i benchmark servono soprattutto a confermare ciò che ci aspettiamo dalla piattaforma; nella vita reale conta molto di più la capacità di rimanere rapido quando sfruttiamo davvero il grande display. Multitasking, editing, giochi, esportazioni e passaggi continui tra più app sono scenari più interessanti del tempo necessario ad aprire WhatsApp qualche decimo di secondo prima.
I 12 GB di RAM sono adeguati a questa impostazione e la potenza ha senso soprattutto quando apriamo due o tre applicazioni, lasciamo un video in riproduzione, lavoriamo su una fotografia o passiamo rapidamente tra browser, galleria e file manager. Un Fold deve essere veloce quando facciamo una cosa; un Fold Ultra deve restare veloce quando ne facciamo diverse insieme.
Gaming, temperature e audio
Il display da 8 pollici rende il gaming più coinvolgente, soprattutto nei titoli che sfruttano bene la superficie aggiuntiva. Restano però alcune variabili tipiche del formato: rapporto d’aspetto, posizione dei controlli e comodità nelle sessioni lunghe. Anche la gestione termica va letta in questo contesto, perché una struttura spessa appena 4,1 mm da aperta lascia poco spazio per smaltire il calore durante gaming prolungato, video ad alta risoluzione o esportazioni.
Nell’uso quotidiano l’aspetto più importante è che eventuale calore non condizioni la fluidità né diventi fastidioso durante attività normali. Lo stesso approccio vale per l’audio: gli speaker stereo devono accompagnare un display così grande con volume, separazione e pulizia adeguati, mentre vibrazione e feedback aptico contribuiscono a quella sensazione premium che su un dispositivo da 2.299 euro non può essere considerata un dettaglio.

Ricezione, connettività e sblocco
La connettività è completa con 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC e UWB, oltre a Nano-SIM ed eSIM. Più della lista, contano stabilità delle chiamate, passaggio tra Wi-Fi e rete mobile, GPS e comportamento con più accessori Bluetooth o Android Auto. Sono aspetti poco spettacolari, ma un Ultra deve essere affidabile proprio nelle cose che utilizziamo ogni giorno.
Il sensore di impronte laterale rimane una soluzione meno scenografica di un lettore ultrasonico sotto al display, ma su un Fold è estremamente pratica perché mantiene lo stesso gesto in entrambe le configurazioni. In generale l’hardware deve fare una cosa apparentemente semplice: sparire dall’esperienza e lasciarci usare il telefono senza pensare alla sua complessità.
Software e multitasking: è qui che Samsung continua a fare la differenza
Se hardware e design cercano di avvicinare Fold8 Ultra a un normale flagship, il software deve invece ricordarci perché abbiamo scelto un dispositivo che si apre. Android 17 con One UI 9 sfrutta anni di esperienza Samsung sui pieghevoli e rimane uno degli elementi che più distinguono il prodotto dalla concorrenza.
La continuità tra display esterno e interno è fondamentale: possiamo iniziare un’attività sul pannello da 6,5 pollici e proseguirla su quello da 8 senza dover ripartire da zero. Una mail, una ricerca su Chrome, una mappa o una fotografia cambiano semplicemente scala, e proprio questa naturalezza rende più probabile aprire il Fold quando serve davvero invece di considerare il display interno una modalità separata.

Multitasking, barra delle applicazioni e DeX
One UI permette di affiancare due o tre applicazioni, usare finestre flottanti e passare rapidamente tra i programmi attraverso la barra delle applicazioni. Su uno smartphone tradizionale sono funzioni spesso più dimostrative che pratiche; su 8 pollici, invece, acquistano una logica concreta. Chrome e WhatsApp, Google Foto e file manager, video e browser possono convivere senza trasformare l’interfaccia in un mosaico inutilizzabile.

Anche il drag & drop tra applicazioni è molto più naturale quando abbiamo spazio sufficiente. Possiamo spostare una fotografia in un messaggio, trasferire testo o gestire file senza passare continuamente dai menu di condivisione. Non sostituisce un notebook per un lavoro lungo, ma permette di svolgere sul telefono operazioni che su un display tradizionale richiederebbero molti più passaggi.
Samsung DeX completa questa vocazione. Collegando monitor, tastiera e mouse, il telefono può offrire una vera interfaccia desktop con una gestione delle finestre sempre più flessibile. Non è una funzione destinata a tutti, ma su un prodotto Ultra ha senso che ci sia: chi la usa trova ancora uno dei vantaggi più concreti dell’ecosistema Samsung.

Galaxy AI: utile quando riduce i passaggi, non quando fa scena
Galaxy AI è ormai integrata in molte parti della One UI e Fold8 Ultra aggiunge ulteriore spazio per sfruttare assistenti, informazioni contestuali, traduzioni, riassunti e strumenti di editing. Il nostro criterio resta però molto semplice: una funzione AI ha valore quando ci fa risparmiare tempo o rende più comodo qualcosa che avremmo fatto comunque, non quando serve soltanto a costruire una bella demo.
Gemini, Circle to Search e le funzioni contestuali beneficiano del pannello grande perché possiamo tenere più informazioni visibili e passare con meno frizioni da ciò che stiamo guardando all’azione successiva. Now Nudge prova proprio a suggerire quel passaggio in base al contesto, mentre AI Assistant Activity centralizza le attività svolte dagli assistenti e rende più semplice capire cosa sia successo. È un approccio meno appariscente, ma potenzialmente più utile nel lungo periodo.
Con una presenza così estesa dell’AI resta importante anche il controllo sui dati. Knox, Auto Blocker e le opzioni dedicate alla privacy fanno parte del pacchetto, ma il valore vero sta nella trasparenza: più il telefono diventa capace di anticipare le azioni, più deve essere chiaro cosa avviene sul dispositivo e cosa richiede servizi online.
La S Pen manca proprio dove avrebbe più senso
La rinuncia più difficile da comprendere resta il mancato supporto alla S Pen. Un display da 8 pollici, la vocazione produttiva e la parola Ultra renderebbero naturale prendere appunti, firmare documenti o modificare una fotografia con una penna. Chi non l’ha mai usata probabilmente non sentirà la mancanza, ma per chi arriva da un Galaxy S Ultra o da Fold compatibili è un compromesso concreto.
Sul lungo periodo pesa invece positivamente il supporto software: sette generazioni di aggiornamenti del sistema operativo e sette anni di patch di sicurezza aiutano a proteggere un investimento così elevato. Il software rimane quindi uno dei motivi più forti per scegliere un Fold Samsung: non perché abbia una singola funzione rivoluzionaria, ma perché continuità, multitasking, DeX e applicazioni ottimizzate riescono a dare un senso reale agli 8 pollici.

Fotocamera: finalmente più Ultra, ma non fino in fondo
Il comparto fotografico è uno dei punti nei quali Samsung prova più chiaramente a ridurre la distanza tra Fold e Galaxy S Ultra. Sul retro troviamo una principale da 200 MP, una nuova ultrawide da 50 MP e un teleobiettivo da 10 MP con zoom ottico 3x; davanti ci sono due sensori da 10 MP, uno sul display esterno e uno su quello interno.
È la configurazione più ambiziosa mai proposta da Samsung su un Fold e corregge alcune delle rinunce che in passato erano più difficili da accettare su dispositivi già molto costosi. La parola Ultra, però, alza inevitabilmente l’asticella e rende ancora più evidente la differenza tra le tre focali.

Principale da 200 MP e ultrawide da 50 MP
La fotocamera principale da 200 MP offre anche lo zoom 2x attraverso il crop del sensore e può utilizzare l’HDR alla massima risoluzione. Più del numero di megapixel, però, contano affidabilità, messa a fuoco, gestione delle alte luci, colori e capacità di portare a casa lo scatto senza doverci pensare troppo. La modalità a 200 MP resta soprattutto uno strumento da usare quando serve realmente più dettaglio, accettando file più pesanti e tempi di elaborazione maggiori.
La nuova ultrawide da 50 MP f/1.9 è probabilmente l’aggiornamento hardware più interessante del comparto. Migliora la base per paesaggi, interni e architettura e aggiunge anche la fotografia macro. Su un sistema multicamera di questa fascia è importante soprattutto mantenere coerenza di colori, contrasto e qualità passando da una lente all’altra, perché un Ultra non dovrebbe obbligarci a scegliere la fotocamera in base a quale rende meglio in quella determinata luce.
Scatti diurni Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra
Il tele 3x resta il compromesso più evidente
Il teleobiettivo da 10 MP 3x è la parte che, almeno sulla carta, si allontana maggiormente dal concetto di Galaxy S26 Ultra pieghevole. Non è necessariamente una cattiva fotocamera e la focale 3x rimane utile per ritratti e soggetti relativamente vicini, ma la versatilità dello zoom è più limitata rispetto a ciò che ci aspettiamo dal vertice della gamma Samsung.
Il limite emerge soprattutto quando chiediamo qualcosa in più del 3x nativo: 5x, 10x e ingrandimenti superiori dipendono sempre maggiormente dall’elaborazione. È uno dei pochi aspetti nei quali la parola Ultra rischia di promettere più di quanto la scheda tecnica consegni, e sarà proprio questa distanza a pesare nel confronto con i migliori camera phone tradizionali.
Scatti notturni Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra
Il formato Fold offre comunque vantaggi unici
La fotografia su un pieghevole non è soltanto questione di sensori. Il display esterno può diventare un’anteprima per il soggetto oppure permetterci di scattare selfie con la fotocamera principale da 200 MP, mentre il Flex Mode consente di appoggiare il telefono semiaperto per foto di gruppo, timelapse, video o riprese senza cavalletto. Sono vantaggi semplici ma concreti, impossibili da replicare nello stesso modo su un Galaxy S tradizionale.
Le due fotocamere frontali da 10 MP restano soprattutto soluzioni pratiche per selfie e videochiamate. Samsung utilizza anche un AI ISP dedicato alla resa di incarnato e capelli, ma quando vogliamo il massimo la possibilità di usare le fotocamere posteriori con il display esterno come mirino continua a essere la scelta più interessante.
Selfie con Samsung Galaxy Z Fold8 Ultra
Video e funzioni AI: spazio ai creator, senza trasformarle nel motivo dell’acquisto
Samsung ha lavorato molto anche sul video. Fold8 Ultra può registrare in 8K con principale e ultrawide, mentre nella vita quotidiana il 4K rimane il formato più pratico per peso dei file, montaggio e condivisione. Stabilizzazione, autofocus, HDR, audio e continuità tra le lenti sono quindi molto più importanti del semplice numero 8K stampato nelle specifiche.
Tra le funzioni più interessanti c’è Super Steady con Horizontal Lock, pensata per mantenere l’orizzonte stabile durante riprese dinamiche. È il genere di strumento che può avere utilità reale per vlog, viaggi ed eventi se riesce a stabilizzare senza degradare troppo l’immagine, perché riduce la necessità di utilizzare un gimbal nelle situazioni più semplici.
Dual Recording permette invece di registrare contemporaneamente scena e reazione usando fotocamere anteriori e posteriori, mentre My FanCam utilizza l’AI per seguire una persona all’interno di un video e ricomporre automaticamente l’inquadratura, anche in formati più adatti ai social. Sono funzioni che Samsung spinge molto e che sul grande display trovano un ambiente naturale, ma il nostro metro resta lo stesso: valgono se fanno risparmiare tempo, non perché contengono la sigla AI.
Il modo più sensato per valutarle è inserirle in un flusso reale: registrare, selezionare il soggetto, montare, esportare e pubblicare direttamente dal Fold. È in quel momento che il display da 8 pollici può diventare davvero uno strumento per creator. Se il processo resta più lento o meno naturale rispetto a un normale editor, la funzione torna a essere una demo; se invece ci evita passaggi e ci lascia lavorare senza aprire il notebook, allora aggiunge valore concreto.

Nel complesso la principale da 200 MP e l’ultrawide da 50 MP portano finalmente la fotografia Fold molto più vicino al livello che ci aspettiamo da un flagship. Il tele 3x ricorda però che Fold8 Ultra non è ancora semplicemente un S26 Ultra piegato a metà. La distanza si è ridotta parecchio, ma non è scomparsa.
Autonomia e ricarica: 5.000 mAh aiutano, ma gli 8 pollici si sentono
L’autonomia è sempre stata uno degli aspetti più delicati dei Galaxy Z Fold. Con Fold8 Ultra Samsung sale finalmente a 5.000 mAh e utilizza un anodo silicio-carbonio, soluzione che permette di aumentare la densità energetica senza far crescere troppo gli ingombri. È un dettaglio tecnico che qui produce un effetto molto concreto: più batteria dentro un Fold spesso appena 4,1 mm quando è aperto.
Nella nostra giornata abituale, dalle 7 alle 21 tra chiamate, messaggistica, mail, social, web, fotografie, qualche video, Maps, Bluetooth, Wi-Fi e rete mobile, il risultato cambia parecchio in base a quale display utilizziamo. Quando sfruttiamo soprattutto quello esterno da 6,5 pollici arriviamo normalmente a sera con circa 25-30% di batteria residua; nelle giornate in cui apriamo spesso il pannello interno da 8 pollici scendiamo generalmente attorno al 15%, comunque mai sopra il 20%.
È il dato che descrive meglio l’autonomia reale: Fold8 Ultra arriva a sera in entrambi gli scenari, ma gli 8 pollici presentano inevitabilmente il conto. Non è un telefono da due giorni di uso intenso, però finalmente possiamo sfruttare il grande display senza avere la sensazione di doverlo richiudere per salvare la batteria. Per un Fold è un miglioramento molto più importante di quanto possa sembrare leggendo soltanto la capacità nominale.

La ricarica cablata arriva a 45 W. Non è un record rispetto ad alcuni concorrenti, ma permette di recuperare una quantità utile di autonomia durante una pausa senza inseguire necessariamente i watt più alti del mercato. Completano il pacchetto la ricarica wireless fino a 20 W e Wireless PowerShare per piccoli accessori compatibili.
Prezzo e concorrenti: a 2.299 euro il metro di giudizio cambia
La nostra versione 12/256 GB Violet Shadow costa 2.299 euro. È una cifra elevatissima anche per un pieghevole e obbliga a guardare il prodotto con un metro diverso rispetto ai primi Fold, quando alcune rinunce erano quasi parte del prezzo da pagare per avere una tecnologia nuova. Oggi non basta più dire ‘è un Fold’: deve essere completo anche come top di gamma.
Lo street price Samsung può cambiare tutto
Il listino, però, racconta solo una parte della storia. Samsung ci ha abituati a promozioni, cashback, trade-in e soprattutto a uno street price che nel giro di qualche mese può cambiare sensibilmente la convenienza. A 2.299 euro bisogna desiderare proprio questo modello; se dovesse scendere nell’area 1.500-1.600 euro, il rapporto tra tecnologia, esperienza Fold e prezzo diventerebbe molto più facile da accettare.
Non diventerebbe improvvisamente economico, ma a quella cifra alcuni compromessi peserebbero meno e il confronto con i flagship tradizionali assumerebbe un significato diverso. È uno di quei Samsung che giudicheremmo quindi anche in base al prezzo reale al momento dell’acquisto, non soltanto a quello del lancio.

Fold8 e soprattutto Fold7 sono i rivali più scomodi
Prima di guardare gli altri marchi, Fold8 Ultra deve fare i conti con la propria famiglia. Galaxy Z Fold8 12/256 GB parte da 2.099 euro, quindi la differenza ufficiale è di 200 euro. Su cifre così elevate non sono necessariamente decisivi, ma chi non considera fondamentali le caratteristiche specifiche dell’Ultra può risparmiare senza rinunciare al cuore dell’esperienza pieghevole Samsung.
Ancora più interessante è Galaxy Z Fold7. L’arrivo della nuova generazione non lo ha reso improvvisamente vecchio: rimane sottile, leggero, potente e offre già gran parte dell’esperienza software che rende i Fold Samsung particolari. Quando il divario di prezzo arriva a diverse centinaia di euro, la domanda non è più se Fold8 Ultra sia migliore – lo è – ma se le differenze valgano tutti i soldi che li separano. Per molti utenti Fold7 può diventare il vero best buy della famiglia.
Honor Magic V6 e Motorola razr fold allargano la scelta
Tra i concorrenti più credibili troviamo Honor Magic V6, che interpreta il pieghevole puntando con forza sulla riduzione dei compromessi hardware: batteria da 6.660 mAh, Snapdragon 8 Elite Gen 5, certificazioni IP68/IP69 e una struttura molto sottile. Samsung risponde con un software più maturo per il formato, multitasking, DeX, ecosistema e supporto lungo. Sono filosofie diverse e la scelta dipende da quanto pesano per noi hardware puro e integrazione software.
Anche Motorola razr fold rende il segmento più competitivo. Qualche anno fa chi voleva un foldable a libro guardava quasi automaticamente Samsung; oggi le alternative sono più numerose e credibili. È un bene, perché costringe Fold8 Ultra a dimostrare ogni giorno perché dovrebbe essere preferito, senza potersi affidare soltanto alla notorietà del marchio o alla scheda tecnica.
Su un Fold contano infatti ergonomia da chiuso, qualità del display interno, affidabilità della cerniera, applicazioni ottimizzate, multitasking, assistenza e aggiornamenti almeno quanto megapixel, watt o milliampere. Fold8 Ultra non deve vincere ogni casella: deve offrire il pacchetto più convincente per chi vuole davvero usare un pieghevole.
Conclusioni: il Fold più Ultra di sempre, ma non ancora senza compromessi
Dopo la prova possiamo tornare alla domanda iniziale: Samsung è riuscita a creare un Galaxy S26 Ultra che si piega? Non completamente, ma probabilmente non ci era mai andata così vicino.
Fold8 Ultra riesce soprattutto a ridurre quella sensazione di compromesso che per anni ha accompagnato i pieghevoli, diventando molto più naturale da usare da chiuso e molto più completo quando viene aperto.

Il display esterno da 6,5 pollici permette finalmente di trattarlo come un normale smartphone, mentre quello interno da 8 pollici continua a essere il motivo per scegliere questo formato. Quando software e applicazioni sfruttano davvero lo spazio, multitasking, documenti, foto, video e navigazione acquistano un’altra dimensione; One UI, DeX e la continuità tra i due pannelli restano tra gli argomenti più forti a favore di Samsung.
Anche l’hardware fa un salto importante. Le prestazioni sono da flagship, la batteria da 5.000 mAh con silicio-carbonio rende l’autonomia finalmente più tranquilla e il comparto fotografico, con principale da 200 MP e ultrawide da 50 MP, è molto più vicino a quello che ci aspettiamo da un top di gamma. Il tele 3x e l’assenza della S Pen ricordano però che qualche rinuncia esiste ancora, soprattutto su un dispositivo che porta Ultra nel nome.
Le numerose funzioni AI possono aggiungere qualcosa, in particolare nel video e nell’editing, ma non sono loro il motivo principale per spendere una cifra del genere. Il valore di Fold8 Ultra rimane nella capacità di passare da smartphone a piccolo tablet senza sembrare due prodotti diversi, mantenendo un software che sfrutta davvero questa trasformazione.
L’autonomia conferma bene questo equilibrio: usando soprattutto il display esterno arriviamo alle 21 con 25-30%, mentre sfruttando molto gli 8 pollici scendiamo più facilmente verso il 15%. Il grande pannello consuma di più, ma finalmente possiamo usarlo senza dover pensare continuamente alla presa, che è esattamente ciò che chiedevamo a un Fold più maturo.
Resta il prezzo. 2.299 euro sono tanti, soprattutto con Fold7 ancora molto competitivo e Fold8 normale a soli 200 euro in meno. Lo street price sarà quindi decisivo: nell’area 1.500-1.600 euro Fold8 Ultra diventerebbe molto più interessante e alcuni compromessi sarebbero più facili da accettare.
A chi arriva da un Fold di qualche generazione fa offre un salto concreto; chi proviene da uno smartphone tradizionale dovrebbe invece chiedersi quanto utilizzerà davvero il display interno. Se la risposta è ‘spesso’, Fold8 Ultra propone un’esperienza che un flagship classico non può replicare. Se lo apriremo soltanto ogni tanto per guardare un video, stiamo pagando moltissimo per una caratteristica che sfrutteremo troppo poco.
Galaxy Z Fold8 Ultra non è ancora esattamente un Galaxy S26 Ultra che si piega. È però il Fold Samsung che più si avvicina a quell’idea, riducendo molti dei compromessi storici senza perdere i vantaggi che rendono unico il formato. Ed è probabilmente questo il miglior complimento che possiamo fargli.


























































































