Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

motorola razr fold è il primo pieghevole a libro di Motorola e, già solo per questo, arriva con parecchia curiosità addosso. Non parliamo del solito Razr compatto da chiudere a conchiglia, ma di un foldable grande, pensato per sfidare direttamente Samsung Galaxy Z Fold7, Google Pixel 10 Pro Fold e le proposte cinesi più ambiziose.

La base tecnica, in parte, richiama quella di motorola signature, il top di gamma classico con cui razr fold condivide parecchio DNA: processore Snapdragon 8 Gen 5, display molto luminoso, ambizioni fotografiche importanti, ricarica rapida e un’impostazione da prodotto premium. Qui, però, Motorola ha preso quella filosofia e l’ha portata dentro un formato più complesso, più scenografico e anche più difficile da bilanciare.

Perché un conto è fare un flagship tradizionale potente e curato. Un altro è costruire un pieghevole grande che deve essere comodo da chiuso, convincente da aperto, solido nella cerniera e credibile anche dopo l’effetto wow iniziale. Motorola, invece di inseguire solo spessore e leggerezza, ha puntato su una scheda tecnica molto carica: display interno da 8,1 pollici, batteria al silicio-carbonio da 6000 mAh, ricarica cablata da 80W, ricarica wireless da 50W, fotocamere ambiziose e supporto alla Moto Pen Ultra.

La versione FIFA World Cup 26™ Collection aggiunge poi un lato più emozionale. Non è solo una colorazione diversa, ma un’edizione pensata per farsi notare, con finiture dedicate, richiami ai Mondiali e un’identità che esce dal solito schema dei pieghevoli eleganti e un po’ freddi. Può piacere tanto oppure dividere, ma almeno trasmette personalità.

In Italia il prezzo resta da super top di gamma, con un listino intorno ai 2399 euro per la versione da 512 GB. Quindi non è un acquisto da fare solo perché “è bello” o perché è legato alla FIFA World Cup 26™. A questa cifra deve funzionare bene ogni giorno, da chiuso come smartphone e da aperto come piccolo tablet.

La domanda, quindi, è semplice: motorola razr fold FIFA World Cup 26™ Collection è solo un pieghevole scenografico e da collezione, oppure Motorola è riuscita a creare un’alternativa credibile ai foldable più maturi del mercato? Lo scopriamo nella nostra recensione, partendo come sempre dall’esperienza reale.

motorola razr fold : Voto 8.8

motorola razr fold è il pieghevole Motorola più ambizioso di sempre. Ha un display interno enorme, una batteria da vero riferimento per la categoria, una buona fotocamera e una personalità forte, soprattutto in questa versione FIFA World Cup 26™ Collection. Non è leggero, non è economico e lo Snapdragon 8 Gen 5 farà discutere su un prodotto così costoso. Però nell’uso reale convince, perché unisce formato foldable, autonomia, penna e software pulito in modo più maturo del previsto. È un prodotto per pochi, ma finalmente Motorola entra nel mondo dei Fold con una proposta credibile e diversa dai soliti. 

Confezione di vendita motorola razr fold

La confezione di motorola razr fold FIFA World Cup 26™ Collection merita un passaggio a parte, perché non siamo davanti al classico box minimal con dentro solo telefono e cavo. E meno male, aggiungo, visto il prezzo e il posizionamento del prodotto.

Nel nostro caso troviamo lo smartphone, il cavo USB-C, la manualistica, lo strumento per estrarre la SIM, la custodia protettiva e soprattutto Moto Pen Ultra. Quest’ultima è l’accessorio più interessante del pacchetto, perché cambia subito il modo in cui si guarda a questo foldable. Su un pieghevole grande, infatti, la penna non è un’aggiunta messa lì per fare scena: può diventare utile per appunti, firme, screenshot, ritagli e piccoli interventi più precisi sul display interno.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

La presenza della custodia è un’altra nota positiva. Un dispositivo del genere, grande, costoso e pieghevole, mette sempre un po’ di attenzione in più appena lo si porta fuori casa. Avere già una protezione dedicata nella confezione aiuta, anche perché trovare accessori compatibili per prodotti così particolari non è sempre immediato.

Manca invece il caricatore rapido, e qui un po’ dispiace. razr fold supporta la ricarica cablata fino a 80W, quindi per sfruttarla al massimo serve un alimentatore adeguato. Ormai questa scelta è diventata comune su molti top di gamma, però su un prodotto da oltre duemila euro resta una piccola nota stonata. Il cavo c’è, ma l’esperienza completa richiede comunque un accessorio in più.

La confezione è più curata della media attuale. La FIFA World Cup 26™ Collection non si limita al design del telefono, perché anche il bundle prova a trasmettere l’idea di un’edizione speciale. La Moto Pen Ultra inclusa fa la differenza, mentre la custodia aggiunge praticità fin dal primo utilizzo.

Costruzione e design motorola razr fold

Con motorola razr fold FIFA World Cup 26™ Collection si capisce subito che Motorola non ha voluto creare un pieghevole neutro. Questo è un prodotto che vuole farsi notare, sia per il formato sia per la versione speciale che abbiamo in prova. Non cerca l’eleganza fredda di alcuni concorrenti, ma punta su un’identità più forte, più sportiva e più riconoscibile.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Le dimensioni sono quelle di un foldable grande. Da aperto misura 160,1 x 144,5 mm, mentre da chiuso arriva a 160,1 x 73,6 mm. Lo spessore è di 4,5 mm da aperto e 9,9 mm da chiuso, quindi non siamo davanti al pieghevole più sottile della categoria. Anche i 243 grammi si sentono, soprattutto se arrivate da uno smartphone tradizionale. Però, nell’uso reale, Motorola è riuscita a distribuire bene il volume, e il telefono non dà mai quella sensazione da oggetto grezzo o poco rifinito.

Rispetto a Galaxy Z Fold7, il design appare meno squadrato e più morbido. Gli angoli sono arrotondati, le linee sono più fluide e il passaggio tra cornice, vetro frontale e retro risulta piacevole al tatto. Motorola ha scelto bordi leggermente 2.5D sul display esterno e sul pannello posteriore, così il telefono non sembra un blocco rigido quando lo si tiene in mano. È una scelta piccola, ma aiuta a rendere più naturale l’impugnatura.

Molto interessante anche la cornice in alluminio, che non resta completamente piatta. Motorola l’ha inclinata leggermente verso il display interno, creando una piccola rientranza tra le due metà quando il telefono è chiuso. Questo aiuta parecchio nell’apertura, perché le dita trovano subito il punto giusto. Su un pieghevole a libro può sembrare un dettaglio secondario, invece cambia la gestualità quotidiana.

La nostra versione FIFA World Cup 26™ Collection aggiunge poi una personalità tutta sua. La finitura PANTONE Blackened Blue è scura, elegante, ma meno banale del solito nero. Inoltre, la texture posteriore con effetto intrecciato e richiamo alla collezione FIFA dona più carattere al retro. Non è una superficie fredda e scivolosa: offre grip, dà una bella sensazione sotto le dita e rende il telefono più personale.

Il logo FIFA World Cup 26™ placcato oro 24K aggiunge un tocco da edizione speciale. Può piacere tanto oppure dividere, perché rende il prodotto più vistoso. Però è anche il senso di questa Collection: non prendere un pieghevole già particolare e renderlo anonimo, ma dargli una presenza più forte. Appoggiato sul tavolo, razr fold si riconosce subito.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Il modulo fotografico è enorme, inutile girarci intorno. Occupa l’angolo superiore sinistro del retro e aumenta parecchio lo spessore percepito in quella zona. Però Motorola lo ha disegnato bene, con una base quadrata in alluminio leggermente bombata e bordi smussati. Le lenti circolari sporgono in modo ordinato e creano un effetto più pulito rispetto ad alcune isole fotografiche tonde viste su altri foldable.

C’è anche un vantaggio pratico: il modulo è ampio e aiuta a ridurre il classico effetto traballante quando il telefono è chiuso e appoggiato su una superficie piana. Non sparisce del tutto, ma resta meno fastidioso rispetto a smartphone con fotocamere più concentrate su un solo lato. Anche qui si vede un lavoro più attento del previsto.

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Da chiuso, razr fold si usa come uno smartphone grande e moderno. Il display esterno da 6,6 pollici in formato 21:9 ha un’estetica pulita, con foro centrale per la fotocamera da 20 MP. Si può rispondere ai messaggi, controllare notifiche, usare mappe, social e browser senza aprire sempre il telefono. Questo è fondamentale, perché un foldable a libro funziona bene solo se resta comodo anche nella modalità più rapida.

Da aperto, invece, cambia completamente esperienza. Il pannello interno da 8,1 pollici ha un formato quasi quadrato e un foro nell’angolo in alto a destra per la fotocamera da 32 MP. Visivamente è molto scenografico, soprattutto con video, browser, documenti, foto e multitasking. Non si apre solo per fare scena: si apre perché lo spazio in più si sfrutta sul serio.

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La piega interna c’è, come su tutti i pieghevoli di questa categoria. Si nota di più con schermo spento o su sfondi uniformi, mentre durante l’uso tende a finire sullo sfondo. Passando il dito al centro si sente, quindi non va ignorata. Però non rovina l’esperienza, soprattutto quando si usa il display interno per contenuti, app affiancate o navigazione.

La cerniera è una delle parti che trasmettono più qualità. L’apertura richiede il giusto sforzo, la chiusura è solida e il telefono resta stabile anche nelle posizioni intermedie. Questo permette di usarlo in modalità tenda, in modalità laptop o semplicemente appoggiato per guardare video, fare videochiamate o scattare foto senza treppiede. In questi momenti il formato foldable smette di essere una curiosità e diventa comodo.

Buona anche la disposizione di tasti, porte e interfacce. Sul lato destro troviamo bilanciere del volume e tasto di accensione, che integra anche il sensore di impronte digitali capacitivo. Sul lato sinistro c’è invece il tasto dedicato all’intelligenza artificiale di Motorola, riconoscibile anche al tatto grazie alla zigrinatura. È una scelta utile, perché si distingue facilmente dagli altri comandi.

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Sul bordo inferiore ci sono la porta USB-C 3.2, lo slot per la nano SIM, due microfoni e uno speaker. Nella parte superiore troviamo altri microfoni e un terzo altoparlante. La costruzione trasmette attenzione, anche nei dettagli meno visibili. Inoltre, il display esterno è protetto da Corning Gorilla Glass Ceramic 3, mentre le certificazioni IP48/IP49 aggiungono resistenza contro polvere, immersione e getti d’acqua ad alta temperatura.

Naturalmente resta un pieghevole, quindi va trattato con più attenzione rispetto a uno smartphone tradizionale. Però motorola razr fold FIFA World Cup 26™ Collection non dà mai l’idea di essere fragile o improvvisato. È grande, è importante, ha una fotocamera vistosa e non prova a nascondere la sua natura premium. Allo stesso tempo, però, ha anche un lato più caldo e personale, soprattutto in questa versione FIFA.

Costruzione e design sono tra gli aspetti più riusciti di questo smartphone. Non è il foldable più sottile, non è il più leggero e non è il più discreto. Però ha carattere, una bella cura nei materiali, una cerniera convincente e una texture posteriore che lo rende diverso appena lo si prende in mano. In un mercato dove molti pieghevoli tendono ad assomigliarsi, razr fold prova almeno a lasciare un segno.

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Display motorola razr fold

Il display è uno dei motivi principali per cui motorola razr fold ha senso. Da chiuso è uno smartphone grande, completo e moderno; da aperto, invece, diventa qualcosa di più vicino a un piccolo tablet. Ed è proprio qui che il formato foldable trova la sua parte più interessante: non lo apri solo perché puoi farlo, ma perché quello spazio in più ti invita a usarlo in modo diverso.

Display interno: grande, luminoso e scenografico

Il pannello interno è un LTPO pOLED da 8,09 pollici, con risoluzione 2K da 2484 x 2232 pixel, formato quasi quadrato 8:7.2, profondità colore a 10 bit e refresh rate fino a 120 Hz. È un display grande, bello da vedere e soprattutto utile quando si esce dall’uso classico da smartphone.

La prima sensazione, appena si apre razr fold, è quella di avere più spazio per respirare. Le pagine web si leggono meglio, le foto si modificano con più precisione, le mail hanno più spazio e il multitasking non sembra una funzione messa lì solo per riempire la scheda tecnica. Con due app affiancate si lavora bene, mentre con tre app aperte si entra in una dimensione più da mini tablet.

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La qualità visiva è da vero top di gamma. I neri sono profondi, i colori hanno un bel impatto e gli angoli di visione restano ampi. Inoltre, la luminosità massima dichiarata fino a 6200 nit aiuta anche fuori casa, quando la luce ambientale mette in difficoltà molti display pieghevoli. Su un prodotto così, vedere bene il pannello interno anche in mobilità migliora molto l’esperienza.

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Display esterno: sembra uno smartphone moderno

Il pannello esterno è un LTPO pOLED da 6,56 pollici, con risoluzione 2520 x 1080 pixel, formato 21:9, refresh rate fino a 165 Hz, protezione Corning Gorilla Glass Ceramic 3 e luminosità massima dichiarata fino a 6000 nit. È uno schermo di altissimo livello, ma soprattutto è quello che rende razr fold pratico nella vita di tutti i giorni.

Da chiuso, infatti, si usa quasi come uno smartphone moderno tradizionale. Si risponde ai messaggi, si controllano notifiche, si aprono social, browser, mappe, fotocamera, app bancarie e servizi di messaggistica senza doverlo aprire ogni volta. Questo passaggio è fondamentale, perché un foldable a libro funziona bene solo se non costringe l’utente a usare sempre il display interno.

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Il formato stretto e lungo aiuta nella presa, mentre la fluidità a 165 Hz dà quella risposta immediata che ci si aspetta da un top di gamma. Anche all’aperto si legge bene, grazie a una luminosità molto alta che rende il pannello esterno utile sotto luce forte. In più, il foro centrale per la fotocamera è discreto, le cornici sono gestite bene e il vetro leggermente curvo rende il frontale piacevole da usare.

Questa è una delle parti più riuscite di razr fold: quando è chiuso non dà la sensazione di usare “mezzo telefono”. Sembra uno smartphone vero, moderno e completo. Poi, quando serve più spazio, si apre e cambia completamente esperienza.

Qualità visiva e piega interna

La piega del display interno c’è, come su tutti i pieghevoli di questo tipo. Si nota di più con lo schermo spento, con sfondi chiari o quando la luce arriva lateralmente. Durante l’uso, però, tende a passare in secondo piano, soprattutto con video, browser, foto e app affiancate.

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Al tatto si sente al centro del pannello, quindi non va ignorata. Però non rovina l’esperienza. Anzi, rispetto ad alcuni foldable delle prime generazioni, la sensazione generale è più matura. Non siamo ancora davanti a uno schermo pieghevole con piega invisibile, ma Motorola ha lavorato bene per non renderla protagonista.

Luminosità automatica e sensori

Su uno smartphone con due display, la gestione della luminosità automatica diventa ancora più importante. razr fold integra sensori di luce ambiente sia sul fronte sia sul retro, quindi riesce ad adattare meglio la luminosità in base al contesto d’uso. Questo aiuta soprattutto nel passaggio tra display esterno e interno, oppure quando si usa il telefono aperto vicino a finestre, luci forti o ambienti poco illuminati.

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Bene anche la gestione del sensore di prossimità e del sensore IR di avvicinamento, presenti sia per il display esterno sia per quello principale. Nelle chiamate e nell’uso quotidiano sono dettagli che si notano solo quando non funzionano bene. Qui, invece, l’esperienza resta pulita e non dà quella sensazione di sensori incerti che ogni tanto capita sui formati più particolari.

Schermo interattivo

C’è tutta la parte legata all’esperienza Motorola, con funzioni come Schermo interattivo, il doppio tocco per mettere in standby, il sollevamento per sbloccare e Schermo attento, che mantiene il display attivo quando rileva che lo stiamo guardando. Non è il classico Always On Display sempre acceso in stile Samsung, ma è una gestione più “Moto”: tocchi, sollevi, guardi le notifiche e interagisci in modo rapido senza entrare ogni volta nella schermata completa.

Su razr fold questa impostazione ha ancora più senso, perché permette di controllare le informazioni rapide dal display esterno senza consumare inutilmente energia. Inoltre, il pannello LTPO aiuta a gestire meglio frequenza e consumi, soprattutto quando il telefono mostra contenuti statici o notifiche.

Esperienza d’uso

La parte più riuscita è la continuità tra i due display. Si parte dal pannello esterno per le operazioni rapide, poi si apre il telefono quando serve più spazio. Quando questa transizione funziona bene, il foldable smette di sembrare un prodotto da mostrare agli amici e diventa uno strumento quotidiano.

motorola razr fold riesce a dare questa sensazione. Il display esterno lo rende pratico, quello interno lo rende speciale. La piega resta, il formato quasi quadrato non è perfetto per ogni video e alcune app devono ancora adattarsi meglio. Però la qualità dei pannelli, la luminosità, la fluidità e il supporto alla penna rendono questa sezione una delle più forti della recensione.

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Moto Pen Ultra

Su razr fold, Moto Pen Ultra non è il classico accessorio da citare al volo e dimenticare. Qui ha molto più senso, perché lavora su un display interno grande, luminoso e comodo da usare anche per attività diverse dal solito scrolling. Non trasforma lo smartphone in un tablet professionale, però aggiunge un modo diverso di interagire con il dispositivo.

La prima cosa da dire è questa: su un pieghevole da 8,1 pollici, la penna non sembra fuori posto. Anzi, appena si apre il telefono viene naturale pensare a note, firme, screenshot, documenti, immagini e piccoli ritocchi. Lo spazio c’è, la superficie è ampia e la sensazione è più vicina a quella di un blocco digitale compatto che a uno smartphone tradizionale.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Moto Pen Ultra supporta sensibilità alla pressione, riconoscimento dell’inclinazione e palm rejection. Quindi si può appoggiare la mano sul display mentre si scrive o si disegna, senza impazzire con tocchi involontari. Questo aspetto è importante, perché su uno schermo pieghevole grande basta poco per rendere la scrittura scomoda. Qui, invece, l’esperienza resta naturale dopo qualche minuto di adattamento.

La penna funziona sia sul display interno sia sul display esterno. È una scelta interessante, perché permette di usarla anche quando il telefono è chiuso. Sul pannello esterno ha meno spazio per esprimersi, però può tornare utile per un appunto rapido, una firma veloce o una selezione più precisa. Sul display interno, invece, cambia registro: lì si sfrutta molto meglio, soprattutto con note, PDF, immagini e multitasking.

Tra gli usi più comodi ci sono le annotazioni sugli screenshot. Si cattura una schermata, si evidenzia una parte, si aggiunge una nota e si condivide tutto in pochi secondi. È una funzione semplice, però nella vita quotidiana può diventare utile più spesso di quanto si pensi. Per chi lavora con messaggi, documenti, preventivi, immagini o contenuti social, avere questa precisione in più fa piacere.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Molto interessante anche la scrittura a mano trasformata in testo. Si può usare la penna nei campi di inserimento, quindi non solo dentro l’app Note. Questo rende Moto Pen Ultra più versatile, perché permette di scrivere in modo rapido anche in contesti dove normalmente useremmo la tastiera. Non sarà il metodo più veloce per tutti, però chi ama prendere appunti a mano può trovarlo comodo.

La penna aggiunge anche funzioni più smart. Il tasto laterale può essere usato per scorciatoie, strumenti rapidi e controllo remoto della fotocamera. Quest’ultima funzione si sposa bene con il formato foldable, perché razr fold può restare appoggiato semi-aperto mentre si scatta una foto o si registra un video. In pratica, telefono e penna diventano una piccola postazione mobile, senza bisogno di cavalletti o accessori extra.

C’è anche la parte legata alle gesture e agli strumenti rapidi. La penna può richiamare funzioni come annotazione, selezione, ricerca o strumenti di ingrandimento. Sono dettagli che fanno capire come Motorola non l’abbia pensata solo per disegnare. L’idea è più ampia: dare all’utente un controllo più preciso, soprattutto quando il display aperto viene usato per lavorare o organizzare contenuti.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Il vero valore, però, emerge con il multitasking. Immaginate browser aperto da una parte, note dall’altra e penna in mano. Oppure una foto sul display interno, con la possibilità di segnare un dettaglio e condividerlo al volo. In questi scenari razr fold smette di essere solo uno smartphone pieghevole e diventa uno strumento più flessibile, adatto anche a chi produce contenuti o gestisce spesso documenti.

Naturalmente non è tutto perfetto. La penna resta un accessorio da portare con sé e non c’è uno slot integrato nel telefono. Questo significa che bisogna ricordarsi dove metterla, soprattutto se si usa spesso fuori casa. Nel nostro bundle è presente, e questa è una bella cosa, ma va comunque gestita come oggetto separato.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Moto Pen Ultra è una delle ragioni per cui razr fold appare più completo rispetto ad altri pieghevoli. Non serve a tutti e non tutti la useranno ogni giorno, però aggiunge valore reale al formato. Su uno smartphone tradizionale sarebbe un extra curioso; su un foldable grande diventa una parte concreta dell’esperienza.

Hardware motorola razr fold

La scheda tecnica di motorola razr fold è quella di un pieghevole premium, ma va letta nel modo giusto. Non bisogna guardare solo il processore, perché qui il valore arriva dal pacchetto completo: potenza, memoria, display grande, audio, connettività, gestione termica e uso reale in multitasking.

Il processore è Snapdragon 8 Gen 5, realizzato con processo produttivo a 3 nm TSMC N3P. La CPU è octa-core e arriva fino a 3,8 GHz, mentre la parte grafica viene gestita dalla GPU Qualcomm Adreno A829. Non è la variante Elite che troviamo su alcuni concorrenti diretti, e su un prodotto di questa fascia qualcuno avrebbe potuto aspettarsi il massimo assoluto. Però nell’uso quotidiano il telefono non dà mai la sensazione di essere corto di potenza.

La configurazione italiana da 16 GB di RAM LPDDR5X e 512 GB di memoria UFS 4.1 aiuta parecchio. Inoltre, Motorola permette di usare anche l’estensione RAM, sfruttando parte della memoria interna come memoria virtuale. Non è la stessa cosa della RAM fisica, ma può dare una mano quando si tengono molte app aperte. Su un foldable, questo aspetto ha più senso rispetto a uno smartphone classico, perché il multitasking è parte centrale dell’esperienza.

Il test più interessante, infatti, non è aprire una singola app. Quello lo fanno bene tanti top di gamma. Qui il punto è usare razr fold aperto, con due applicazioni affiancate, una finestra flottante, magari una pagina web da una parte e le note dall’altra. In questo scenario il telefono resta fluido, il passaggio tra le app è rapido e il display interno non sembra mai sprecato.

Anche nel gaming si comporta bene. Lo schermo grande rende i giochi più immersivi, mentre la GPU riesce a gestire senza problemi i titoli più diffusi. Non nasce come gaming phone, quindi non ha tasti fisici, ventole o impostazioni estreme dedicate. Però permette di giocare con soddisfazione, soprattutto se si accetta qualche compromesso nelle sessioni più lunghe con i titoli più pesanti.

Qui entra in gioco anche la dissipazione. Motorola parla di raffreddamento a liquido avanzato, pensato per tenere sotto controllo le temperature durante gaming, streaming e multitasking. Su un foldable è un tema delicato, perché la struttura interna è più complessa rispetto a uno smartphone tradizionale. Nel nostro uso il calore si percepisce nelle attività più intense, soprattutto vicino alla zona del processore, ma resta gestito bene e non arriva subito a rendere scomoda l’impugnatura.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

La cosa positiva è che razr fold non dà quella sensazione di telefono potente solo nei primi minuti. Anche passando da display esterno a display interno, oppure usando più app insieme, mantiene una buona costanza. Certo, chi cerca solo il chip più potente sul mercato guarderà altrove. Chi invece vuole un foldable reattivo, stabile e completo troverà una base hardware solida.

Molto buona anche la parte audio. Gli speaker con Sound by Bose e supporto Dolby Atmos danno una bella profondità ai contenuti. Le voci sono chiare, i bassi hanno più corpo rispetto alla media e il volume massimo è alto senza diventare subito fastidioso. Guardare video, partite, serie o YouTube con il telefono aperto dà una sensazione più coinvolgente rispetto a un classico smartphone.

In chiamata l’audio convince. La capsula restituisce voci pulite, il volume è adeguato anche fuori casa e i microfoni lavorano bene nella riduzione dei rumori ambientali. Questo è importante perché un foldable grande non deve essere solo bello da usare aperto, ma anche affidabile nelle funzioni più semplici. Chiamate, vocali, videochiamate e registrazioni devono funzionare senza far pensare alla forma particolare del dispositivo.

Buona anche la ricezione. razr fold supporta il 5G, il Wi-Fi 7, il Bluetooth 6.0, NFC e una porta USB-C 3.2. La configurazione SIM è adatta all’uso quotidiano, con nano SIM + eSIM, quindi si può gestire senza problemi una doppia numerazione o una linea personale e una di lavoro. Anche il Wi-Fi 7 è un dettaglio importante in ottica futura, soprattutto per chi ha già router compatibili o vuole tenere il telefono diversi anni.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Il sensore di impronte digitali laterale resta una scelta pratica. È integrato nel tasto di accensione e si raggiunge bene sia da chiuso sia da aperto. Non ha l’effetto premium di un lettore sotto al display, però su un foldable è più logico. Funziona in modo rapido, evita posizioni scomode e non cambia comportamento in base allo schermo che stiamo usando.

Software Hello UI

La parte software di motorola razr fold parte da una base molto familiare. A bordo troviamo Android 16 con interfaccia Motorola Hello UI, la stessa filosofia vista anche su motorola signature. Quindi esperienza molto vicina a quella Google, grafica pulita, menu ordinati e personalizzazioni Motorola presenti, ma mai troppo invasive.

Questa è una scelta che apprezzo. Su un pieghevole così grande, Motorola avrebbe potuto caricare l’interfaccia di funzioni, pannelli e scorciatoie ovunque. Invece ha mantenuto un approccio leggero. Si ha la sensazione di usare Android quasi stock, con in più quelle funzioni Moto che ormai conosciamo bene e che rendono l’uso quotidiano più rapido.

Restano infatti le gesture Motorola, come il doppio movimento per accendere la torcia, la rotazione del polso per aprire la fotocamera, lo Schermo interattivo, lo Schermo attento e le varie opzioni di personalizzazione per icone, colori, font e schermata di blocco. Sono aggiunte discrete, ma utili. Non cambiano Android in modo pesante, però danno al telefono una sua identità.

Il vero banco di prova, però, arriva quando si apre il display interno. Qui razr fold deve dimostrare di non essere solo uno smartphone allargato. Motorola ha lavorato bene sul multitasking, con funzioni pensate per rendere più rapido l’uso di due app insieme. La più interessante è lo split screen proattivo: quando si passa spesso da un’app all’altra, il sistema può suggerire di aprirle insieme in schermo diviso.

È una funzione semplice, ma molto intelligente. Capita spesso di passare da Gmail a Chrome, da WhatsApp a una pagina web, oppure da Messaggi a un link ricevuto in chat. In questi casi razr fold può proporre lo schermo diviso nel momento giusto, senza costringere l’utente a cercare opzioni nascoste. Inoltre, quando si apre un link da app come Gmail o Messaggi, il sistema può dividere automaticamente lo schermo e aprire Chrome da un lato, mantenendo l’app principale dall’altro.

Molto comodo anche il tasto dedicato allo split screen nella schermata delle app recenti. Ogni scheda mostra subito il comando per dividere lo schermo, quindi non bisogna tenere premuto, entrare in menu secondari o fare passaggi inutili. Su un display da 8,1 pollici questa soluzione ha senso, perché invita a usare davvero il formato aperto.

Non tutto, però, è al livello dei migliori concorrenti. Samsung Galaxy Z Fold7, per esempio, resta più maturo su alcune scorciatoie da pieghevole. Le gesture con due dita per spingere subito un’app in split screen sono più immediate, e anche la gestione di alcune funzioni avanzate appare più completa. Motorola sta facendo un buon lavoro, ma nel software foldable Samsung ha ancora più esperienza.

Anche il cassetto delle app resta più semplice. L’interfaccia Motorola è pulita e leggera, però mancano alcune finezze che su altri foldable possono risultare comode, come una gestione più evoluta delle app installate di recente o layout più flessibili. Non sono mancanze gravi, ma su un prodotto di fascia altissima si notano.

Dove razr fold convince è nella continuità tra display esterno e interno. Si parte da un’app sul pannello frontale, si apre il telefono e l’interfaccia si adatta al display grande. Quando questo passaggio funziona bene, il pieghevole diventa naturale. Non sembra un esperimento, ma un dispositivo pensato per cambiare formato durante la giornata.

C’è poi la parte legata all’intelligenza artificiale. Il tasto laterale dedicato richiama le funzioni AI di Motorola, mentre il sistema integra strumenti come Moto AI, Gemini Live, Perplexity e funzioni creative come Sketch to Image. Alcune sono più utili, altre più curiose, però su un display ampio e con Moto Pen Ultra hanno più senso rispetto a uno smartphone tradizionale.

La penna, infatti, si lega bene al software. Si può prendere un appunto, segnare uno screenshot, lavorare su un documento o usare il display aperto come una piccola superficie di lavoro. Non siamo davanti a un tablet professionale, però l’esperienza è più completa rispetto a molti foldable senza supporto allo stilo.

Molto importante anche la politica aggiornamenti. Motorola promette 7 anni di aggiornamenti Android e fino a 7 anni di patch di sicurezza. È un cambio di passo importante per il brand, soprattutto perché non tutti i Motorola recenti ricevono un supporto così lungo. Al momento, questa garanzia riguarda soprattutto razr fold e motorola signature, quindi si capisce che Motorola vuole trattarli come prodotti premium anche nel tempo.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Il software di motorola razr fold è riuscito perché resta leggero, familiare e molto Google, ma aggiunge funzioni pensate per il formato pieghevole. Samsung resta avanti su alcune scorciatoie e su una maturità generale più alta nel mondo Fold. Però Motorola ha trovato una strada interessante: meno funzioni ovunque, più semplicità, split screen rapido, personalizzazioni discrete e un’esperienza che ricorda molto motorola signature, ma adattata a un display che si apre e cambia il modo di usare Android.

Fotocamera motorola razr fold

La fotocamera di motorola razr fold è una delle parti più interessanti di questo pieghevole. Motorola non ha scelto la strada del comparto “buono per essere un foldable”, ma ha costruito un sistema ambizioso, con tre sensori posteriori da 50 MP e funzioni pensate per sfruttare anche il formato pieghevole.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

La fotocamera principale usa un sensore Sony LYTIA 828 da 50 MP, con apertura f/1.6, lunghezza focale equivalente a 23 mm, autofocus PDAF omnidirezionale e stabilizzazione ottica. È la camera che useremo più spesso, perché offre la resa più stabile tra dettaglio, luce, colori e velocità di scatto. Inoltre, grazie al pixel binning 4 in 1, riesce a catturare più luce quando la scena diventa complessa.

Di giorno la resa convince. Gli scatti hanno buon dettaglio, esposizione gestita bene e colori piacevoli. Motorola ha lavorato anche sulla calibrazione Pantone Validated, quindi incarnati e tonalità risultano più credibili rispetto a molti modelli precedenti del brand. Si vede una crescita netta: le foto non sembrano solo “belle sul display”, ma più equilibrate e pronte da condividere.

Accanto alla principale troviamo un ultra-grandangolo da 50 MP, con apertura f/2.0, campo visivo da 122° e autofocus. Non è il classico sensore secondario debole, inserito solo per completare la scheda tecnica. Si usa bene per paesaggi, interni, foto di gruppo e prospettive più spinte. Inoltre, grazie alla funzione Macro Vision, permette di avvicinarsi molto ai soggetti e catturare dettagli, texture, cibo, accessori e piccoli oggetti.

Il terzo sensore è il più interessante per chi ama lo zoom. Parliamo di un teleobiettivo periscopico da 50 MP, con apertura f/2.4, lunghezza focale equivalente a 71 mm, autofocus Dual Pixel PDAF e stabilizzazione ottica. Lo zoom ottico 3x è quello più utile nella vita quotidiana, perché permette di fare ritratti, dettagli architettonici e scatti più stretti senza perdere subito qualità.

Motorola sfrutta anche il ritaglio sul sensore per offrire uno zoom 2x dalla camera principale e uno zoom 6x dal tele. Non sostituiscono due vere ottiche dedicate, però sono focali pratiche. Nella vita reale, avere 1x, 2x, 3x e 6x abbastanza sfruttabili rende la fotocamera più flessibile, soprattutto quando si vuole cambiare inquadratura senza muoversi troppo.

C’è poi lo Super Zoom Pro fino a 100x, supportato dall’elaborazione AI. Gli ingrandimenti estremi vanno presi per quello che sono: spettacolari da provare, utili in qualche situazione, ma non sempre puliti. Fino a 10x il risultato può essere buono, mentre oltre serve luce, mano ferma e un po’ di pazienza. In ogni caso, avere un tele periscopico vero su un pieghevole resta un plus importante.

Per selfie e videochiamate ci sono due fotocamere dedicate. Sul display esterno troviamo una 20 MP f/2.4, mentre sul display interno c’è una 32 MP f/2.4. Entrambe usano il pixel binning 4 in 1, quindi cercano di migliorare la resa quando la luce cala. Vanno bene per videochiamate, selfie rapidi e contenuti social, anche se il modo migliore per scattarsi una foto resta un altro.

Il vantaggio del formato foldable, infatti, è poter usare le fotocamere posteriori per i selfie. Basta sfruttare il display esterno come mirino e si ottiene subito una qualità superiore. Per foto di gruppo, vlog, contenuti social o scatti più curati, questa soluzione cambia parecchio l’esperienza. Non bisogna accontentarsi della camera frontale, perché il sensore principale diventa disponibile anche per gli autoritratti.

Molto comode anche le funzioni legate al doppio display. Si può mostrare l’anteprima sullo schermo esterno, così chi viene fotografato vede l’inquadratura in tempo reale. Inoltre, Motorola propone animazioni pensate per attirare l’attenzione dei bambini, utili quando bisogna farli guardare verso la camera. Sono piccoli dettagli, però nella vita quotidiana possono salvare più di una foto.

C’è anche Frame Match, una funzione intelligente per chi vuole essere nella foto senza perdere l’inquadratura scelta. Prima prepari la scena, poi passi il telefono a un’altra persona, che deve solo allineare la sovrapposizione mostrata nel mirino. Così la foto mantiene il taglio pensato all’inizio, anche se non sei tu a scattarla.

Le modalità di scatto sono tante. Oltre alle classiche foto, ritratto, notte e panorama, troviamo modalità Pro/manuale, alta risoluzione 50 MP, azione, lunga esposizione, scanner documenti, tilt-shift, Macro Vision, scatto di gruppo e Cabina fotografica. Quest’ultima scatta quattro foto in sequenza e le dispone in una griglia, con un effetto simpatico per contenuti più social.

Interessante anche la gestione degli stili colore. Si può scegliere tra Naturale, Vivace e Signature. Lo stile Signature usa l’intelligenza artificiale e può essere personalizzato partendo da una serie di foto importate dall’utente. In pratica, il telefono prova ad adattare la resa ai gusti personali. Non è una funzione per tutti, però dà più controllo a chi vuole uno stile riconoscibile senza intervenire ogni volta in post-produzione.

In notturna razr fold si comporta meglio di quanto ci si aspetti da molti pieghevoli. Il sensore principale resta quello più affidabile, perché cattura buona luce, mantiene un dettaglio valido e gestisce abbastanza bene lampioni, insegne e punti luminosi forti. Le foto non risultano troppo artificiali e Motorola non alza la luminosità in modo esagerato, quindi la scena conserva un aspetto abbastanza naturale.

La modalità notte interviene quando serve e aiuta nelle situazioni più difficili. In interni poco illuminati, strade serali o locali con luci miste, il telefono riesce a recuperare informazioni senza rovinare troppo colori e contrasto. La stabilizzazione ottica fa la sua parte, perché permette tempi più lunghi senza obbligare sempre ad avere una mano perfetta.

L’ultra-grandangolo, invece, cala un po’ di più. Di sera resta utilizzabile, ma perde dettaglio ai bordi e mostra una resa meno pulita rispetto alla principale. È normale su molti smartphone, anche premium, però su un pieghevole così costoso va detto. Conviene usarlo quando serve una scena più ampia, mentre per lo scatto notturno più pulito meglio restare sul sensore principale.

Il teleobiettivo 3x sorprende con buona luce artificiale. Per ritratti serali, dettagli illuminati e soggetti abbastanza fermi, può dare risultati piacevoli. Quando la luce cala tanto, però, bisogna avere più pazienza: il dettaglio scende, il rumore aumenta e lo zoom digitale oltre il 6x diventa più variabile. Fino a 3x resta la scelta più interessante, mentre gli ingrandimenti estremi sono più da prova che da utilizzo quotidiano.

Il formato pieghevole aiuta tanto anche quando si scatta senza cavalletto. Con Flex View, razr fold può restare semi-aperto e appoggiato su un tavolo, una mensola o una superficie stabile. In questo modo diventa più facile fare foto di gruppo, time lapse, video, riprese statiche e videochiamate. È una di quelle funzioni che su carta sembrano accessorie, poi nell’uso diventano comode.

La Moto Pen Ultra aggiunge un altro piccolo vantaggio, perché può funzionare come telecomando per scatto e registrazione. Con il telefono appoggiato e semi-aperto, usare la penna per avviare una foto o un video è naturale. Non è indispensabile, però si lega bene alla filosofia del prodotto: meno accessori esterni, più possibilità sfruttando quello che hai già in confezione.

Lato video, razr fold arriva fino all’8K a 30 fps e al 4K a 60 fps. La registrazione è stabilizzata e supporta anche Dolby Vision, slow motion fino al 4K a 120 fps, time lapse fino al 4K e doppia acquisizione, utile per registrare da due fotocamere nello stesso video. Inoltre, l’audio viene registrato in stereo e c’è anche lo zoom audio basato su AI.

Da segnalare anche Horizon Lock, che mantiene l’orizzonte stabile anche ruotando il telefono. Lavora in 1080p a 30 fps e può tornare utile per riprese dinamiche, camminate, movimenti improvvisi o contenuti creativi. Non è una funzione da usare sempre, ma su un dispositivo così flessibile aggiunge un’opzione in più.

razr fold è il Motorola più convincente visto finora lato fotografia. Non lo racconterei come il camera phone definitivo, perché i top tradizionali più spinti restano riferimenti forti nelle situazioni più difficili. Però qui il salto è evidente: sensore principale valido, ultra-grandangolo utile, tele periscopico vero, video completi e funzioni foldable che cambiano il modo di scattare.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

La sensazione finale è quella di un pieghevole che non sacrifica la fotocamera per inseguire il formato. Anzi, usa il formato per dare più possibilità. E quando inizi a scattare con il telefono semi-aperto, con anteprima esterna o con le camere posteriori usate per i selfie, capisci che qui Motorola non ha lavorato solo sui megapixel.

Autonomia e ricarica

Su un pieghevole grande l’autonomia non è un dettaglio tecnico, ma una parte centrale dell’esperienza. Uno smartphone come motorola razr fold ha senso se ti permette di usare il display interno senza controllare di continuo la percentuale della batteria.

Motorola qui ha fatto una scelta molto interessante: batteria da 6000 mAh con tecnologia silicio-carbonio. È una capacità importante per un foldable, soprattutto considerando lo spessore del dispositivo. Questa tecnologia permette di inserire più energia in meno spazio, e su un prodotto pieghevole diventa ancora più preziosa.

Nel nostro utilizzo reale, dalle 7:00 alle 21:00, razr fold si è comportato bene. Con uso misto tra display esterno e interno, notifiche, social, browser, foto, qualche video, chiamate e un po’ di multitasking, siamo arrivati a sera senza ansia. Questo è il dato più importante, perché su un foldable grande non basta avere tanti mAh sulla scheda tecnica. Serve poter aprire il display interno quando serve, senza sentirsi obbligati a risparmiare ogni volta.

Naturalmente l’autonomia cambia molto in base al modo in cui si usa il telefono. Se si resta spesso sul display esterno, i consumi sono più vicini a quelli di uno smartphone moderno tradizionale. Il pannello frontale permette infatti di rispondere ai messaggi, controllare notifiche, usare mappe, social e fotocamera senza aprire sempre il dispositivo.

Quando invece si usa spesso il display interno da 8,1 pollici, i consumi salgono. È normale, perché lo schermo principale è grande, luminoso e pensato per multitasking, video, browser e contenuti più impegnativi. Però la batteria da 6000 mAh aiuta parecchio, quindi l’uso del pannello grande resta più sereno rispetto a molti altri pieghevoli.

Con un utilizzo equilibrato, quindi display esterno per le operazioni rapide e display interno per navigazione, video, app affiancate e produttività, razr fold copre bene la giornata. Se lo si usa in modo più leggero, può anche andare oltre. Se invece si passa tanto tempo con display interno acceso, luminosità alta, gaming, foto e video, la batteria scende più velocemente, ma resta comunque più rassicurante della media della categoria.

La ricarica cablata arriva fino a 80W TurboPower. È una potenza alta per un pieghevole e permette di recuperare energia in tempi brevi. Motorola dichiara oltre 12 ore di autonomia con meno di 10 minuti di ricarica, usando un caricatore adeguato e in condizioni specifiche. Nella vita reale il risultato cambia in base all’uso, però la ricarica rapida resta una sicurezza nelle giornate più intense.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Va detto però che il caricatore TurboPower 80W non è incluso in confezione. Troviamo il cavo, ma non l’alimentatore. Su un prodotto di questa fascia è una mancanza che si nota, anche perché per sfruttare al massimo la ricarica serve un accessorio compatibile. Ormai molti brand seguono questa strada, però su un foldable premium resta una scelta poco piacevole.

C’è anche la ricarica wireless fino a 50W, sempre con caricatore Motorola compatibile venduto separatamente. È un valore alto e rende il telefono comodo anche su scrivania o comodino. Inoltre, razr fold supporta la ricarica wireless inversa, utile per dare energia ad auricolari, smartwatch o altri accessori compatibili.

Durante la ricarica un po’ di calore si percepisce, soprattutto con potenze elevate. Nulla di strano, vista la capacità della batteria e la velocità supportata. Motorola segnala anche che, per ottenere le migliori prestazioni di ricarica, il telefono deve essere aperto. È un dettaglio curioso, ma vale la pena tenerlo presente.

Autonomia e ricarica sono tra i punti più forti di motorola razr fold. La batteria da 6000 mAh dà tranquillità, il display esterno aiuta a contenere i consumi e la ricarica rapida compensa le giornate più pesanti. Il caricatore non incluso resta una nota stonata, però l’esperienza generale convince. Su un pieghevole così, la cosa più importante è poter usare il display grande senza paura, e qui Motorola ha lavorato nella direzione giusta.

Prezzo e concorrenti

Il prezzo è uno degli aspetti più delicati di motorola razr fold, perché qui non siamo davanti a un semplice top di gamma Android. Siamo in una fascia dove ogni scelta deve avere un senso preciso: design, display, batteria, fotocamere, penna, aggiornamenti e maturità del formato pieghevole.

In Italia il prezzo di riferimento è intorno ai 2399 euro per la versione da 512 GB. È una cifra altissima, vicina ai pieghevoli più costosi del mercato. Per questo non ha senso valutarlo solo come smartphone. Va guardato come dispositivo ibrido, capace di fare da telefono moderno quando è chiuso e da piccolo tablet quando si apre.

Il rivale più diretto resta Samsung Galaxy Z Fold7. Samsung ha più esperienza sui pieghevoli, un ecosistema software più maturo e alcune funzioni multitasking ancora più complete. Inoltre, negli anni ha costruito una percezione premium molto forte nel mondo Fold. Motorola, però, risponde con una batteria più generosa, ricarica più rapida, display interno enorme, penna e un’identità estetica più personale.

Poi c’è Google Pixel 10 Pro Fold, che gioca una partita diversa. Pixel punta su software Google, funzioni AI, fotografia computazionale e aggiornamenti lunghi. È un prodotto più “Google” nell’approccio, quindi può piacere a chi cerca un’esperienza Android pulita e integrata. razr fold, invece, prova a essere più scenografico, più spinto su batteria e ricarica, e più particolare nella gestione del design.

Tra i concorrenti da tenere d’occhio c’è anche Honor Magic V5. Honor ha lavorato molto su spessore, peso e ingegnerizzazione, quindi rappresenta uno dei riferimenti più forti per chi vuole un foldable sottile e leggero. Rispetto a Motorola può sembrare più raffinato nella mano, mentre razr fold risponde con una personalità più marcata, batteria molto generosa, supporto alla penna e un’esperienza più legata al doppio display.

Discorso diverso per Oppo Find N6. Non è venduto ufficialmente in Italia, quindi non lo considero un concorrente diretto per l’acquisto tradizionale. Però va citato come riferimento tecnico, perché Oppo ha spinto fortissimo su piega quasi invisibile, fotocamere, sottigliezza, batteria e supporto alla penna. È uno di quei prodotti che fanno capire dove sta andando il mercato dei foldable, anche se da noi resta più difficile da comprare e gestire lato garanzia.

Alla fine il confronto non si gioca solo sulla scheda tecnica. razr fold non è il pieghevole da scegliere cercando il miglior rapporto qualità/prezzo. È un prodotto da valutare se si vuole un foldable grande, potente, diverso dai soliti e con una forte identità. Se lo usate quasi sempre chiuso, il prezzo diventa difficile da giustificare. Se invece aprite spesso il display interno per video, documenti, multitasking, navigazione, note e uso con Moto Pen Ultra, il valore del formato inizia a vedersi.

La versione FIFA World Cup 26™ Collection aggiunge poi un livello più emozionale. Non tutti pagheranno per una finitura speciale o per un’identità così marcata, ed è giusto così. Però chi cerca un prodotto diverso, riconoscibile e più vicino all’idea di edizione da collezione può trovare qui un motivo in più rispetto a un pieghevole standard.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Va considerato anche il bundle. Nel nostro caso la presenza della Moto Pen Ultra in confezione aggiunge valore, perché su un foldable grande non è un accessorio marginale. La penna rende più credibile l’uso aperto, soprattutto per appunti, firme, documenti e controlli più precisi. Manca invece il caricatore rapido, e su un prodotto di questa fascia resta una scelta poco piacevole.

Per chi ha senso motorola razr fold

motorola razr fold è un prodotto particolare, e va detto subito. Non è il pieghevole da consigliare a chi cerca semplicemente uno smartphone potente, né a chi vuole il miglior rapporto qualità/prezzo. Qui il discorso è diverso: bisogna voler usare davvero il formato foldable, altrimenti buona parte del valore resta lì, chiuso a metà.

Ha senso per chi vuole un telefono grande, diverso dai soliti e capace di trasformarsi in un piccolo tablet quando serve. Se usate spesso browser, mail, documenti, video, mappe, social e app affiancate, il display interno da 8,1 pollici diventa un vantaggio reale. Non è solo più grande: permette di lavorare e gestire contenuti con più respiro.

Ha senso anche per chi guarda tanti contenuti. Video, partite, YouTube, serie e foto hanno un impatto diverso su uno schermo così ampio. Certo, il formato quasi quadrato non è perfetto per ogni filmato, però la qualità del pannello, la luminosità e l’audio Sound by Bose rendono l’esperienza multimediale molto piacevole.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Poi c’è il discorso Moto Pen Ultra. Se la usate per note, firme, screenshot, documenti o piccoli ritocchi, il valore del telefono cresce. Su uno smartphone tradizionale sarebbe un accessorio curioso; su razr fold, invece, diventa parte del modo in cui si usa il display aperto. Non serve a tutti, ma per chi lavora spesso in mobilità può fare la differenza.

Lo consiglierei anche a chi cerca un pieghevole con tanta autonomia. La batteria da 6000 mAh è uno dei suoi punti forti, perché permette di usare il display interno con meno ansia rispetto a molti concorrenti. Inoltre, la ricarica rapida da 80W e quella wireless da 50W completano un pacchetto molto solido, anche se il caricatore non incluso resta una nota stonata.

Recensione motorola razr fold: la casa alata sfida i migliori

Meno adatto, invece, a chi vuole uno smartphone leggero, sottile e poco appariscente. razr fold pesa, occupa spazio e si nota subito, soprattutto in questa versione speciale. Non prova a essere discreto, e forse è anche parte del suo fascino. Però bisogna saperlo prima: in tasca si sente e nell’uso con una mano resta impegnativo.

Non lo consiglierei nemmeno a chi cerca il miglior camera phone assoluto. Il comparto fotografico è il migliore mai visto su un Motorola e convince parecchio per un pieghevole, soprattutto con principale e tele 3x. Però i top tradizionali più spinti restano ancora avanti nelle situazioni più difficili. Qui il valore aggiunto arriva dal formato: display esterno come mirino, Flex View, scatti senza cavalletto e fotocamere posteriori usate per i selfie.

Alla fine motorola razr fold convince quando viene usato per quello che è: un pieghevole grande, premium, ricco e con una personalità forte. Non è perfetto, non è economico e non è il più sottile della categoria. Però ha display eccellenti, batteria importante, penna, fotocamere ambiziose, software pulito e un design che lascia il segno.

Se lo userete quasi sempre chiuso, meglio guardare altrove. Se invece volete aprirlo spesso, lavorarci, guardarci contenuti, prendere appunti e sfruttare davvero il formato foldable, allora razr fold diventa uno dei Motorola più interessanti e coraggiosi degli ultimi anni.

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