Recensione AirPods 4: semplici, comode e molto Apple
Apple AirPods 4, nella versione normale senza cancellazione attiva del rumore, non sono un prodotto appena arrivato sul mercato, ma abbiamo deciso comunque di provarli perché restano tra gli auricolari più diffusi, cercati e richiesti dal pubblico iOS. Sono il modello che tanti utenti guardano quando vogliono restare nel mondo Apple senza salire alla versione con ANC o agli AirPods Pro.
Sono gli auricolari Apple più semplici della nuova gamma, ma anche quelli che raccontano meglio il senso del prodotto: massima comodità, integrazione totale con iPhone e zero complicazioni nell’uso quotidiano.
Non sono pensati per chi cerca isolamento, bassi profondi o funzioni da modello Pro. Qui non ci sono ANC, modalità Trasparenza, Audio Adattivo o gommini in silicone. Il formato resta quello open-fit, quindi l’auricolare si appoggia all’orecchio senza chiuderlo completamente. Per qualcuno è un limite, per altri è esattamente il motivo per cui scegliere ancora AirPods.
Rispetto alle generazioni precedenti, però, si nota un lavoro più maturo su comfort, stabilità, qualità audio e chiamate. La forma è stata rivista, lo stelo è più corto, la custodia passa finalmente alla USB-C e il chip H2 porta anche sul modello base alcune funzioni che rendono l’esperienza più moderna, soprattutto per chi usa già iPhone, iPad, Mac o Apple Watch.
Il prezzo ufficiale di 149 euro resta alto se guardiamo solo la scheda tecnica, perché nella stessa fascia si trovano auricolari con cancellazione del rumore, app dedicate ed equalizzazione più completa. Con AirPods 4, però, il discorso cambia se si parte dall’uso reale: si aprono, si collegano, passano da un dispositivo Apple all’altro e fanno quello che devono fare senza chiedere attenzione.
In questa recensione vediamo quindi quanto sono migliorati, dove convincono di più e soprattutto per chi possono essere la scelta giusta rispetto alla versione con ANC.
AirPods 4 : Voto 8.0
AirPods 4 senza ANC sono auricolari semplici, comodi e molto coerenti con l’ecosistema Apple. Non puntano a stupire con una scheda tecnica aggressiva, ma a funzionare bene ogni giorno con iPhone, iPad, Mac e Apple Watch.Il comfort è uno dei loro punti forti: il formato open-fit resta leggero, poco invasivo e ideale per chi non sopporta i gommini. L’audio è migliorato, le chiamate sono affidabili e l’esperienza generale è fluida, immediata, senza complicazioni. Restano però alcuni limiti chiari: niente ANC, niente ricarica wireless, niente controllo volume dagli auricolari e prezzo non basso. Chi cerca isolamento o più funzioni dovrebbe guardare alla versione con cancellazione attiva del rumore. Per chi vuole auricolari Apple essenziali, aperti e comodissimi da usare ogni giorno, AirPods 4 restano una scelta molto centrata.

Confezione Apple AirPods 4
La confezione di Apple AirPods 4 segue la linea ormai classica di Apple: scatola compatta, grafica pulita e dotazione ridotta all’essenziale. Dentro troviamo gli auricolari, la custodia di ricarica e la documentazione rapida. Fine.

Manca il cavo USB-C, e questa è una cosa da sapere subito, perché non tutti lo danno per scontato. La custodia si ricarica tramite USB-C, scelta finalmente più comoda e allineata agli altri prodotti recenti di Apple, ma il cavo va recuperato a parte se non ne avete già uno in casa.
Niente alimentatore, niente accessori extra e, ovviamente, niente gommini di ricambio, perché AirPods 4 usano un design open-fit senza inserti in silicone. Da una parte la confezione resta ordinata e senza sprechi inutili, dall’altra la dotazione è davvero minima per un prodotto da 149 euro di listino.
Design e comfort Apple AirPods 4
Con AirPods 4 Apple non ha stravolto l’identità del prodotto, e al primo sguardo restano immediatamente riconoscibili. Il colore è sempre bianco, la finitura è lucida, lo stelo è più corto rispetto alle generazioni precedenti e l’auricolare mantiene il classico formato open-fit, quindi senza gommini in silicone.
Le dimensioni restano molto compatte: ogni auricolare misura 30,2 x 18,3 x 18,1 mm e pesa appena 4,3 grammi. Sono numeri piccoli, ma nell’uso fanno la differenza, perché gli auricolari non affaticano l’orecchio e dopo pochi minuti ci si dimentica quasi di averli addosso.

La differenza principale si sente proprio quando si indossano. La forma è stata rivista e l’appoggio nell’orecchio risulta più naturale rispetto ad AirPods 3. Non stringono, non tappano il condotto uditivo e restano molto leggeri anche nelle sessioni più lunghe. Questo resta uno dei motivi per cui molti utenti continuano a preferire AirPods classici rispetto agli auricolari in-ear con gommini.
Il comfort, però, va sempre valutato in modo personale. Gli auricolari senza gommini non possono adattarsi a tutti allo stesso modo, perché non hanno inserti intercambiabili per correggere la vestibilità. Nel nostro caso AirPods 4 sono rimasti stabili durante camminate, uso in casa, chiamate, video e spostamenti quotidiani, ma chi ha sempre avuto problemi con la forma degli AirPods deve provarli prima di comprarli.
Anche la custodia è stata resa più compatta e pratica. Misura 46,2 x 50,1 x 21,2 mm e pesa 32,3 grammi, quindi entra senza problemi nel taschino piccolo dei jeans, in una borsa o nello zaino. La costruzione è in plastica lucida, come da tradizione AirPods: piacevole al tatto, molto pulita alla vista, ma anche facile da segnare con micrograffi se viene usata senza troppa attenzione.

Sul fondo troviamo finalmente la porta USB-C, ormai molto più comoda rispetto al vecchio connettore Lightning. La versione normale di AirPods 4, però, non supporta la ricarica wireless: si ricarica solo tramite cavo. Sulla custodia resta il piccolo LED di stato, utile per controllare rapidamente carica e abbinamento, mentre manca lo speaker integrato per la funzione Dov’è, presente invece sulla versione con ANC.

I comandi sono affidati al sensore a pressione sullo stelo. Con una pressione si mette in pausa, si riprende la musica o si risponde a una chiamata; con due pressioni si passa al brano successivo o si chiude una chiamata; con tre pressioni si torna indietro; tenendo premuto si richiama Siri. I controlli sono precisi e più pratici dei vecchi tocchi, ma manca ancora la regolazione del volume direttamente dagli auricolari.

La sensazione generale è quella di un prodotto più maturo: più leggero nell’uso, meno ingombrante, più stabile e più adatto a restare nell’orecchio per tante ore. Non sono auricolari sportivi puri, ma per palestra leggera, passeggiate, lavoro, vocali, telefonate e contenuti multimediali sono comodi e poco invasivi.
Il design aperto porta con sé anche un vantaggio pratico: si resta sempre consapevoli di ciò che succede intorno. In strada, in ufficio o mentre si cammina, si sente l’ambiente senza dover attivare modalità dedicate. Il rovescio della medaglia è chiaro: non c’è isolamento reale, quindi nei luoghi rumorosi la musica perde corpo e spesso viene voglia di alzare il volume.

Comandi e uso quotidiano Apple AirPods 4
Nell’uso quotidiano Apple AirPods 4 fanno esattamente quello che ci si aspetta da un prodotto Apple: si aprono, si avvicinano a iPhone, compaiono subito a schermo e sono pronte in pochi secondi. Non c’è una configurazione complicata, non ci sono menu strani da cercare e non serve installare app esterne.
Il sensore a pressione sullo stelo funziona bene ed è più preciso dei vecchi controlli a tocco. Con una pressione si mette in pausa o si riprende la riproduzione, con due pressioni si passa al brano successivo, con tre pressioni si torna indietro e con la pressione prolungata si richiama Siri. Durante le chiamate, gli stessi comandi permettono di rispondere o chiudere la conversazione in modo rapido.
La risposta è sempre pulita e non capita spesso di sbagliare comando. Questo è importante perché gli auricolari sono piccoli, lo stelo è corto e il rischio di tocchi involontari sarebbe dietro l’angolo. Apple, invece, ha mantenuto un sistema semplice e abbastanza affidabile.
Resta però una mancanza che si sente: non si può regolare il volume direttamente dagli auricolari. Per alzare o abbassare l’audio bisogna usare iPhone, Apple Watch, Siri, il Centro di controllo o i comandi del dispositivo collegato. Non è un problema enorme, ma su auricolari da 149 euro sarebbe stata una comodità utile, soprattutto quando si cammina o si ha il telefono in tasca.
La vera forza di AirPods 4 emerge quando si usano più dispositivi Apple. Il passaggio tra iPhone, iPad, Mac e Apple Watch è rapido, naturale e quasi sempre automatico. Si può guardare un video su iPad, ricevere una chiamata su iPhone e tornare poi al Mac senza dover scollegare e ricollegare tutto a mano.

Molto comodo anche il rilevamento automatico dell’orecchio: quando togliamo un auricolare, la musica si ferma; quando lo rimettiamo, riparte. È una funzione semplice, ma nell’uso di tutti i giorni pesa più di tante voci da scheda tecnica.
Con Siri l’integrazione è completa. Si possono avviare chiamate, mandare messaggi, controllare la musica o chiedere informazioni senza prendere in mano il telefono. Inoltre, con gli ultimi aggiornamenti dell’ecosistema Apple, gli AirPods possono riconoscere anche alcuni gesti della testa per interagire con l’assistente in modo più discreto, ad esempio per accettare o rifiutare determinate richieste.
Il discorso cambia parecchio se si usano con Android o con dispositivi non Apple. Gli auricolari funzionano anche lì, ma perdono buona parte del loro valore: niente animazione di abbinamento, meno funzioni smart, gestione meno completa e aggiornamenti meno immediati. In quel caso diventano semplici auricolari Bluetooth, comodi e ben costruiti, ma molto meno interessanti rispetto a quello che offrono dentro l’ecosistema Apple.

Qualità audio Apple AirPods 4
Sul fronte audio AirPods 4 fanno un passo avanti evidente rispetto alle generazioni precedenti. Il suono è più pieno, più pulito e più equilibrato, con una resa che si adatta bene all’uso quotidiano: musica, podcast, video, reel, chiamate, serie TV e contenuti su iPhone, iPad o Mac.
Non sono auricolari pensati per chi cerca bassi profondi, isolamento forte o ascolto concentrato. Il design open-fit lascia passare l’aria e non sigilla il condotto uditivo, quindi la resa cambia molto in base all’ambiente. In una stanza tranquilla si apprezzano meglio le voci, i dettagli e l’apertura generale; in strada, sui mezzi o in luoghi rumorosi, invece, il suono perde corpo e il volume tende a salire.
La gamma media è probabilmente la parte più convincente. Le voci sono chiare, i podcast si ascoltano bene e nei video parlati non serve alzare troppo il volume. Anche con musica pop, elettronica leggera, rock non troppo carico e playlist da tutti i giorni il risultato è piacevole, senza frequenze fastidiose o impastate.
I bassi ci sono, ma restano controllati. Non spingono come su auricolari in-ear con gommini e non danno quella sensazione di pressione che qualcuno cerca quando ascolta musica più energica. Per il formato aperto, però, Apple ha fatto un buon lavoro: il suono non appare vuoto e riesce comunque a mantenere una certa presenza.
Molto buona anche la resa con film e serie, soprattutto grazie all’Audio Spaziale personalizzato con rilevamento dinamico della testa. Con i contenuti compatibili l’effetto è più coinvolgente, la scena sembra più ampia e l’audio segue meglio i movimenti della testa. Non è una funzione indispensabile per tutti, ma dentro l’ecosistema Apple aggiunge valore, soprattutto se si guarda spesso contenuto video su iPhone, iPad o Apple TV.
Il limite resta sempre lo stesso: l’assenza di isolamento. AirPods 4 non cancellano il rumore e non lo bloccano fisicamente. Questo significa che non sono le cuffie migliori per treno, metropolitana, aereo, palestra rumorosa o uffici molto affollati. In questi contesti la versione con ANC ha un vantaggio netto.
Microfoni e chiamate Apple AirPods 4
Sulle chiamate AirPods 4 si comportano bene, soprattutto se restiamo nell’uso quotidiano classico: telefonate, vocali su WhatsApp e Telegram, riunioni rapide, videochiamate su FaceTime, Meet o Zoom. La voce arriva chiara, abbastanza pulita e con una buona separazione rispetto ai rumori leggeri dell’ambiente.
Il chip H2 aiuta nella gestione della voce e si nota soprattutto quando si passa da vecchi modelli di AirPods a questa generazione. La conversazione risulta più stabile, meno metallica e più naturale, con una resa adatta anche a chi usa spesso gli auricolari per lavorare, guidare, camminare o rispondere al volo senza prendere in mano iPhone.
Molto utile anche la funzione di isolamento vocale, che prova a dare priorità alla voce rispetto ai rumori di fondo. In casa, in ufficio tranquillo o in strada non troppo trafficata fa un buon lavoro. La persona dall’altra parte sente bene e non serve parlare più forte del normale.
Quando però l’ambiente diventa molto rumoroso, i limiti si sentono. Se passano auto, c’è vento, ci troviamo in mezzo a tante persone o siamo vicino a rumori continui, i microfoni riescono comunque a mantenere la voce comprensibile, ma non fanno miracoli. Il risultato resta buono per un uso normale, meno convincente se pretendiamo una cancellazione aggressiva del rumore attorno a noi.
Nei vocali, invece, AirPods 4 sono molto pratici. Si indossano velocemente, registrano una voce chiara e permettono di rispondere senza isolarsi troppo da quello che succede intorno. Questo è uno dei vantaggi del formato open-fit: mentre parliamo, non abbiamo quella sensazione di orecchio tappato tipica di molti auricolari con gommini.
Anche nelle videochiamate il comportamento è positivo. La connessione resta stabile, il ritardo è contenuto e il passaggio tra Mac, iPad e iPhone rende tutto molto comodo se si lavora dentro l’ecosistema Apple. Si parte da una chiamata su iPhone, si passa a una riunione su Mac e gli auricolari seguono senza richiedere troppi interventi manuali.
Funzioni smart ed ecosistema Apple
Il vero valore di AirPods 4 non si capisce guardando solo la scheda tecnica. Si capisce quando si usano dentro l’ecosistema Apple, perché è lì che diventano molto più di semplici auricolari Bluetooth.
L’abbinamento con iPhone è immediato: si apre la custodia, compare il popup sullo schermo e in pochi secondi gli auricolari sono pronti. Da quel momento vengono associati anche agli altri dispositivi collegati allo stesso account Apple, quindi iPad, Mac e Apple Watch li ritrovano senza dover rifare ogni volta la configurazione.
Il passaggio automatico tra dispositivi è una delle funzioni più comode. Si può ascoltare musica da iPhone, aprire un video su iPad, rispondere a una chiamata e poi tornare al Mac per una riunione. Non è sempre perfetto al cento per cento, perché ogni tanto può servire scegliere manualmente la sorgente, ma nella maggior parte dei casi rende l’esperienza molto più fluida rispetto a comuni auricolari Bluetooth.

Molto utile anche l’integrazione con Dov’è, che permette di localizzare gli auricolari dall’app Apple. Sulla versione normale di AirPods 4, però, bisogna ricordare un limite importante: la custodia non ha lo speaker integrato presente sulla versione con ANC, quindi ritrovarla quando è nascosta in casa o in una borsa può essere meno immediato.
C’è poi Audio Spaziale personalizzato con rilevamento dinamico della testa, una funzione che dà il meglio con film, serie, video e contenuti compatibili. Non serve a tutti e non cambia ogni ascolto, ma quando funziona bene rende la scena più ampia e coinvolgente, soprattutto usando iPhone, iPad o Apple TV.
Con Siri l’esperienza resta molto comoda. Si possono avviare chiamate, mandare messaggi, controllare la riproduzione, chiedere indicazioni o gestire alcune funzioni senza prendere in mano il telefono. Le interazioni con i movimenti della testa aggiungono un livello in più: in alcune situazioni si può rispondere sì o no con un cenno, in modo più discreto rispetto al comando vocale.
C’è anche la condivisione audio, utile se due persone vogliono ascoltare lo stesso contenuto da un solo dispositivo Apple. È una di quelle funzioni che non si usano tutti i giorni, ma quando serve è davvero pratica, ad esempio in viaggio, davanti a un film su iPad o durante una pausa con un amico.
Il discorso cambia parecchio con Android. Gli auricolari si collegano e funzionano, ma perdono molte funzioni chiave: niente popup Apple, niente gestione completa dall’interfaccia di iOS, meno controllo sugli aggiornamenti, niente vera integrazione con l’ecosistema e un’esperienza molto più basica. In quel caso restano auricolari comodi e leggeri, ma il rapporto qualità/prezzo diventa meno interessante.
Batteria e ricarica
L’autonomia di AirPods 4 è buona per l’uso quotidiano, anche se non rappresenta uno dei punti più forti del prodotto. Con una singola carica si arriva fino a 5 ore di ascolto, mentre usando anche la custodia si può arrivare fino a 30 ore complessive. Per chiamate, video, musica, podcast e vocali durante la giornata sono numeri più che sufficienti.
Nell’uso reale, ovviamente, tutto dipende da volume, tipo di contenuto e numero di chiamate. Se le usiamo soprattutto per musica e video, la durata è tranquilla. Se invece passiamo molte ore tra telefonate, riunioni e vocali, la batteria scende più velocemente, come succede su quasi tutti gli auricolari true wireless.
La custodia è piccola, leggera e molto comoda da portare in tasca. Appena si ripongono gli auricolari, la ricarica parte in automatico e in pochi minuti si recupera abbastanza autonomia per continuare a usarli. La ricarica rapida è utile proprio nelle situazioni classiche: si esce di casa, ci si accorge che gli auricolari sono scarichi e bastano pochi minuti nella custodia per arrivare almeno a una sessione breve.
La grande novità pratica è la porta USB-C, ormai molto più comoda rispetto al vecchio Lightning. Si può usare lo stesso cavo di tanti smartphone, tablet, MacBook e accessori recenti, quindi nella vita di tutti i giorni diventa tutto più semplice.

Va ricordato, però, che questa versione normale di AirPods 4 non supporta la ricarica wireless. La custodia si ricarica solo via cavo, mentre la versione con ANC offre una custodia più completa. Non è un limite enorme, ma su un prodotto da 149 euro qualcuno avrebbe potuto aspettarsi qualcosa in più.
Resistenza e uso sportivo Apple AirPods 4
AirPods 4 hanno certificazione IP54, quindi resistono a polvere, sudore e piccoli schizzi d’acqua. Questo le rende adatte all’uso quotidiano senza troppe preoccupazioni: camminate, spostamenti, palestra leggera, qualche goccia di pioggia e allenamenti non troppo intensi.
Non sono però auricolari sportivi puri. Il formato open-fit resta comodo e poco invasivo, ma non offre la stessa sicurezza di un modello con gommini, archetti o sistemi di aggancio pensati per correre forte, saltare o fare attività molto dinamiche. Nel nostro utilizzo sono rimaste stabili, ma la tenuta dipende sempre molto dalla forma dell’orecchio.
Per attività leggere vanno bene: camminata veloce, cyclette, pesi, lavoro in movimento, casa, ufficio e spostamenti quotidiani. In questi contesti il vantaggio è proprio la leggerezza: non isolano troppo, non danno fastidio e permettono di sentire quello che succede intorno.
In palestra rumorosa, invece, emerge il limite principale: non avendo ANC e non avendo isolamento passivo, la musica viene coperta facilmente dall’ambiente. Se la sala è piena, se ci sono speaker ad alto volume o rumori continui, spesso bisogna alzare il volume per ascoltare meglio.
La resistenza IP54 è quindi un buon punto a favore, ma va letta nel modo giusto. AirPods 4 possono accompagnare tranquillamente una giornata attiva, ma non nascono per chi cerca auricolari da sport intenso o da allenamenti pesanti. Sono più adatte a chi vuole comodità, leggerezza e praticità anche quando si muove.
AirPods 4 o AirPods 4 con ANC: quale scegliere?
La domanda più normale, davanti ad AirPods 4, è questa: meglio risparmiare e prendere la versione normale oppure aggiungere qualcosa e passare al modello con cancellazione attiva del rumore?
La differenza di prezzo ufficiale è di 50 euro: AirPods 4 costano 149 euro, mentre AirPods 4 con ANC arrivano a 199 euro. A livello di forma sono molto simili, perché entrambe mantengono il design open-fit senza gommini, ma cambiano parecchio nelle funzioni.
La versione normale è quella più essenziale. Offre il chip H2, l’Audio Spaziale personalizzato, i comandi a pressione, la porta USB-C, una buona qualità in chiamata e tutta l’integrazione con iPhone, iPad, Mac e Apple Watch. Per chi usa gli auricolari soprattutto in casa, in ufficio tranquillo, per video, chiamate, vocali, podcast e musica senza bisogno di isolarsi, può essere più che sufficiente.
Il modello con ANC, invece, aggiunge la cancellazione attiva del rumore, la modalità Trasparenza, l’Audio Adattivo e alcune funzioni più vicine all’esperienza degli AirPods Pro. Non avendo gommini, l’isolamento non può essere quello di un vero in-ear, ma la differenza si sente soprattutto su mezzi pubblici, treni, aerei, uffici rumorosi e palestre affollate.
Cambia anche la custodia. Sulla versione normale abbiamo ricarica tramite USB-C, ma niente ricarica wireless e niente speaker integrato. La versione con ANC ha una custodia più completa, con ricarica wireless e speaker utile per la funzione Dov’è, così è più facile ritrovarla quando finisce sotto un cuscino, in una borsa o in giro per casa.

La scelta, quindi, non dipende solo dal budget. Dipende da dove userete davvero gli auricolari. Se vi piacciono gli AirPods aperti, volete qualcosa di semplice e non vi interessa isolare il rumore, la versione normale ha senso. Costa meno, mantiene l’esperienza Apple e resta molto comoda nella vita di tutti i giorni.
Se però prendete spesso mezzi pubblici, lavorate in ambienti rumorosi, viaggiate molto o volete un prodotto più completo, i 50 euro in più della versione con ANC sono facili da giustificare. Non perché la versione normale sia sbagliata, ma perché quella con cancellazione del rumore copre più situazioni e invecchia meglio nel tempo.
Nel nostro caso, AirPods 4 senza ANC restano interessanti proprio per la loro semplicità. Sono il modello giusto per chi vuole restare nel mondo Apple, non ama i gommini e non cerca isolamento. Chi invece vuole il pacchetto più completo dovrebbe guardare direttamente alla versione con ANC.
Prezzo e concorrenti
Apple AirPods 4 nella versione normale costano ufficialmente 149 euro. Non sono pochi, soprattutto perché parliamo del modello senza cancellazione attiva del rumore, senza ricarica wireless e senza gommini in silicone. Guardando solo la scheda tecnica, nella stessa fascia di prezzo si trovano auricolari true wireless con più funzioni, app dedicate, equalizzatore più completo e ANC.
Qui, però, il discorso va fatto con un po’ di equilibrio. AirPods 4 non provano a battere tutti sul rapporto funzioni/prezzo. Il loro valore sta nell’esperienza con iPhone: abbinamento immediato, passaggio rapido tra dispositivi Apple, Audio Spaziale personalizzato, buona qualità in chiamata, custodia compatta, formato aperto e zero complicazioni.
Se usate Android, il prezzo diventa molto più difficile da giustificare. In quel caso perdete buona parte delle funzioni smart e vi restano auricolari Bluetooth comodi, leggeri e ben costruiti, ma non così speciali rispetto alla concorrenza. Con uno smartphone non Apple, a questa cifra ha più senso guardare modelli con ANC, app completa e maggiore personalizzazione del suono.
Dentro il mondo iOS, invece, la valutazione cambia. Chi usa iPhone, magari anche Apple Watch, iPad o Mac, compra soprattutto semplicità e continuità. Sono auricolari che non richiedono configurazioni, non obbligano a smanettare con mille impostazioni e si comportano sempre in modo prevedibile. Per molti utenti questo vale più di una funzione extra sulla carta.
I concorrenti diretti, quindi, dipendono molto dal tipo di utente. Se volete più isolamento e ascoltate spesso musica in ambienti rumorosi, ha senso guardare auricolari in-ear con ANC nella stessa fascia. Se invece non sopportate i gommini e volete un prodotto aperto, leggero e integrato con iPhone, le alternative diventano molte meno.

Il confronto più importante resta quello interno: AirPods 4 con ANC costano 199 euro, quindi 50 euro in più. Per chi viaggia, prende mezzi pubblici o lavora in ambienti rumorosi, quella differenza può essere ben spesa. Per chi invece usa gli auricolari soprattutto in casa, in ufficio tranquillo, per chiamate, video, podcast e musica leggera, la versione normale può bastare.
Il prezzo, quindi, è alto ma non fuori logica se guardiamo al pubblico giusto. AirPods 4 senza ANC hanno senso per utenti Apple che vogliono auricolari semplici, comodi e immediati, senza gommini e senza la necessità di isolarsi dal mondo. Se cercate il massimo numero di funzioni al minor prezzo possibile, non sono loro la scelta più furba.
Per chi sono e come ci siamo trovati
AirPods 4 senza ANC sono auricolari molto facili da capire: non vogliono essere il modello più completo della gamma Apple, ma quello più semplice, leggero e immediato per chi usa iPhone ogni giorno.
Le consigliamo soprattutto a chi non sopporta i gommini in silicone, a chi vuole auricolari aperti e comodi, a chi fa molte chiamate, ascolta podcast, guarda video, manda vocali e passa spesso da iPhone a Mac, iPad o Apple Watch. In questo scenario funzionano molto bene, perché non chiedono attenzione: si aprono, si collegano, suonano bene e restano comode anche dopo parecchio tempo.

Sono meno adatte, invece, a chi cerca isolamento, bassi più profondi o ascolto in ambienti rumorosi. Su mezzi pubblici, treni, aerei, palestre affollate o uffici molto caotici, l’assenza di ANC e di gommini si sente. Non è un difetto nascosto, è proprio la natura del prodotto: AirPods 4 lasciano passare l’ambiente e puntano tutto sulla comodità del formato aperto.
Nel nostro utilizzo ci hanno convinto per comfort, stabilità, chiamate, praticità e integrazione con l’ecosistema Apple. Anche l’audio è migliorato: non siamo davanti ad auricolari da ascolto audiofilo, ma la resa è pulita, equilibrata e più piena rispetto al passato. Per musica leggera, video, podcast e uso quotidiano vanno molto bene.
Il prezzo di 149 euro resta alto se guardiamo solo alle funzioni. A questa cifra ci sono concorrenti con ANC, app più complete e maggiore personalizzazione. Con AirPods 4, però, bisogna valutare anche tutto il resto: immediatezza, stabilità, passaggio tra dispositivi, custodia compatta, chiamate affidabili e quella semplicità che molti utenti Apple cercano ancora.
La scelta rispetto alla versione con ANC dipende dal vostro utilizzo reale. Se volete auricolari aperti, leggeri e non vi interessa isolare il rumore, questa versione normale ha senso. Se invece viaggiate spesso, lavorate in luoghi rumorosi o volete un prodotto più completo, i 50 euro in più per AirPods 4 con ANC sono probabilmente spesi meglio.
Per noi AirPods 4 senza ANC sono promosse, ma vanno consigliate al pubblico giusto. Non sono le più convenienti, non sono le più complete e non sono quelle da scegliere se volete il massimo isolamento. Sono però tra gli auricolari più comodi e naturali da usare con iPhone, e per tanti utenti questa resta la cosa più importante.










