Recensione ASUSTOR Drivestor 4 Gen2: il NAS che ci serviva
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 è un NAS a quattro vani pensato per centralizzare file, fotografie, video e backup. Lo abbiamo inserito nel nostro lavoro editoriale per capire se può semplificare la gestione di un archivio in continua crescita. Offre rete 2,5 GbE, Btrfs e accesso remoto, mentre il prezzo è di circa 314 euro senza dischi.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 nel nostro lavoro editoriale
Con il passare degli anni, il nostro lavoro editoriale è diventato sempre più impegnativo anche dal punto di vista digitale. Ogni recensione porta con sé fotografie ad alta risoluzione, video, documenti, schede tecniche e numerosi materiali da conservare. Di conseguenza, affidarsi soltanto alla memoria dei computer o a qualche disco esterno diventa presto scomodo.
Abbiamo quindi inserito ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 AS1204T direttamente nel nostro flusso di lavoro. Il NAS viene venduto senza unità e, al momento della recensione, si trova online a circa 314 euro. Al prezzo iniziale bisogna quindi aggiungere il costo dei dischi scelti.
Nel nostro caso abbiamo utilizzato una configurazione completa con quattro dischi. L’obiettivo non era avere un semplice contenitore nel quale parcheggiare i file. Volevamo creare un archivio centrale, raggiungibile dai nostri dispositivi e abbastanza semplice da gestire ogni giorno.
La presenza di quattro unità permette di combinare capacità e protezione dei dati. Inoltre, la porta Ethernet da 2,5 Gigabit promette trasferimenti più rapidi rispetto a un normale collegamento Gigabit. Sono caratteristiche interessanti quando dobbiamo spostare fotografie, filmati e intere cartelle di lavoro. Naturalmente, le specifiche raccontano soltanto una parte della storia.
Un NAS deve essere anche facile da configurare, silenzioso e affidabile. Inoltre, deve permettere di recuperare velocemente un documento senza trasformare ogni operazione in un piccolo corso di amministrazione di rete. Per noi contano soprattutto la continuità del lavoro e la possibilità di sapere sempre dove si trova un determinato contenuto.
Durante la prova abbiamo quindi utilizzato ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 come parte concreta della nostra attività editoriale. Abbiamo osservato la gestione dei file, i backup, l’accesso dai nostri dispositivi e la reattività durante le operazioni quotidiane. Allo stesso tempo, abbiamo cercato di capire quanto possa essere adatto a chi affronta per la prima volta il mondo dei NAS.
Questa recensione non vuole essere un manuale per sistemisti. Vogliamo invece raccontare se ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 riesce a rendere più ordinato, sicuro e pratico un archivio digitale in continua crescita.

ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 : voto 8.3
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 è diventato il centro del nostro archivio editoriale. Ci aiuta a tenere insieme fotografie, video, documenti e backup senza complicare il lavoro quotidiano. Non possiede la potenza dei modelli superiori, ma offre quattro vani, rete 2,5 GbE e un software accessibile. La RAM limitata e l’assenza di NVMe frenano gli utilizzi più impegnativi, non la sua capacità di diventare uno strumento prezioso nel nostro negozio.

Design e installazione di ASUSTOR Drivestor 4 Gen2
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 mantiene un’impostazione semplice e piuttosto discreta. Non cerca di attirare l’attenzione con forme elaborate, display o finiture particolarmente ricercate. Il risultato è un NAS sobrio, facile da inserire sia in un ufficio sia in un’attività commerciale.
Le dimensioni sono pari a 165 × 164 × 218 millimetri, mentre il peso senza dischi si ferma a circa 1,57 chilogrammi. L’ingombro rimane quindi contenuto considerando la presenza di quattro vani. Una volta installate tutte le unità, però, il peso aumenta sensibilmente.
Nel nostro negozio ha trovato posto senza creare particolari problemi. Il design discreto non attira inutilmente l’attenzione, mentre le dimensioni contenute facilitano il posizionamento anche in uno spazio già occupato da computer, accessori e altri dispositivi.
La parte esterna utilizza pannelli in materiale plastico, mentre la struttura interna è prevalentemente metallica. Questa combinazione permette di contenere costi e peso senza restituire una sensazione eccessivamente economica. La parte frontale presenta una lavorazione a rilievo che rompe la monotonia del nero e nasconde meglio polvere e impronte.
Il telaio appare solido e adatto a rimanere acceso per lunghi periodi. Sul retro troviamo una grande ventola da 120 millimetri, incaricata di raffreddare contemporaneamente i quattro dischi e i componenti interni. Analizzeremo rumore e temperature nella sezione dedicata.

Porte essenziali, ma scelte bene
La dotazione non è particolarmente ricca, ma comprende ciò che serve per l’utilizzo previsto. Sul frontale troviamo una porta USB da 5 Gbps, comoda per collegare velocemente un disco esterno o una chiavetta.
La stessa porta può essere associata alla funzione One Touch Backup. Dopo la configurazione iniziale, basta collegare un’unità e premere il pulsante dedicato per avviare una copia preimpostata. È una soluzione utile per duplicare rapidamente fotografie, video e cartelle di lavoro.
Sul retro sono presenti altre due porte USB da 5 Gbps, il connettore di alimentazione e una porta Ethernet 2,5 GbE. Quest’ultima rappresenta uno degli elementi più interessanti del prodotto, perché permette di superare il limite della normale rete Gigabit.
Mancano HDMI, seconda porta di rete e collegamenti più veloci. Non lo consideriamo però un difetto inatteso. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 nasce prima di tutto come archivio, sistema di backup e cloud personale. Non vuole competere con i NAS più costosi destinati alla virtualizzazione o alla produzione video professionale.

Montaggio semplice, ma non immediato
L’installazione dei quattro dischi richiede qualche passaggio in più rispetto ai NAS dotati di cassetti frontali estraibili. Per accedere ai vani bisogna allentare le quattro viti posteriori e far scorrere una parte della scocca.
A quel punto le unità vengono inserite nella struttura interna e fissate nella loro posizione. La procedura non è difficile e non richiede particolari competenze. Bisogna però lavorare con calma, soprattutto durante l’allineamento dei quattro dischi con i connettori SATA.
Questa soluzione contribuisce a mantenere compatto il telaio, ma rende meno rapido un futuro intervento. La sostituzione di un disco richiede infatti l’apertura del NAS. I modelli con slitte frontali risultano più pratici quando le unità vengono cambiate frequentemente.

Nell’utilizzo previsto, però, l’operazione viene svolta soprattutto durante la prima configurazione. Una volta installati i quattro dischi e richiusa la scocca, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 può essere collegato alla rete e lasciato lavorare sulla propria postazione.
Il design privilegia concretezza e ingombri ridotti. Non è il NAS più elegante o sofisticato in circolazione, ma appare costruito con criterio. Nel nostro negozio si è inserito facilmente nell’ambiente di lavoro. Inoltre, la USB frontale e la rete 2,5 GbE risultano coerenti con il nostro utilizzo editoriale.

Configurazione di ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 e ADM 5.1
Una volta installati i quattro dischi, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 deve essere collegato al router o allo switch tramite cavo Ethernet. La configurazione non avviene direttamente sul NAS, perché il dispositivo non dispone di display o uscita HDMI. Serve quindi un computer collegato alla stessa rete.
Il metodo più semplice consiste nell’utilizzare ASUSTOR Control Center, disponibile gratuitamente per Windows e macOS. Il programma individua il NAS, mostra il suo indirizzo di rete e permette di aprire la procedura iniziale nel browser. In alternativa, è possibile effettuare la ricerca tramite l’applicazione mobile AiMaster.
La configurazione guidata accompagna l’utente nella scelta del nome del NAS, delle credenziali di accesso e delle impostazioni principali. Inoltre, consente di decidere come organizzare i dischi e quali applicazioni installare. ADM propone alcune opzioni in base all’utilizzo indicato, evitando di riempire subito il sistema con servizi inutili.
La parte più delicata riguarda la creazione del volume. Con quattro unità bisogna scegliere il tipo di RAID e il file system, operazione che determina capacità, prestazioni e protezione dei dati. Ne parleremo nel prossimo capitolo, perché una scelta sbagliata può obbligare a ricominciare la configurazione e cancellare il contenuto dei dischi.
La preparazione iniziale può richiedere diverse ore, soprattutto con quattro unità di grande capacità. Il NAS rimane comunque gestibile mentre completa sincronizzazione e controlli. Durante questa fase, però, prestazioni e reattività potrebbero non rappresentare ancora il comportamento definitivo.
ADM 5.1 è semplice anche per iniziare
Il sistema operativo ADM 5.1 utilizza un’interfaccia che ricorda il desktop di un computer. Le applicazioni sono rappresentate da icone, mentre impostazioni, archiviazione e gestione degli utenti sono divise in menu abbastanza chiari. È disponibile anche la lingua italiana.
Non bisogna conoscere Linux o utilizzare righe di comando per le operazioni principali. Creare una cartella condivisa, aggiungere un utente o controllare lo stato dei dischi richiede pochi passaggi. Le funzioni più avanzate rimangono presenti, ma non ostacolano chi vuole limitarsi ad archiviazione e backup.
Nel nostro utilizzo editoriale abbiamo organizzato il NAS come punto centrale per fotografie, video, documenti e materiali delle recensioni. Le cartelle condivise possono essere raggiunte dai computer del negozio come normali unità di rete. Di conseguenza, non è necessario aprire ogni volta il pannello di ADM per lavorare con i file.
Attraverso App Central è possibile aggiungere funzioni dedicate a backup, fotografie, streaming multimediale, videosorveglianza e sincronizzazione cloud. Il consiglio, considerando la presenza di 1 GB di RAM non espandibile, è installare soltanto ciò che serve realmente.
ADM rimane adatto alle attività principali per cui nasce questo modello. Con molti servizi attivi contemporaneamente, però, il limite della memoria può diventare più evidente. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 va quindi considerato come un NAS per archiviazione, backup e contenuti multimediali, non come un server destinato a numerose applicazioni pesanti.
La prima configurazione appare più semplice di quanto il mondo dei NAS possa far pensare. Serve attenzione nella scelta del RAID, ma l’interfaccia riesce a spiegare buona parte dei passaggi senza utilizzare un linguaggio riservato agli esperti.

Quattro dischi tra capacità, RAID e protezione
La presenza di quattro vani è uno dei principali motivi per scegliere ASUSTOR Drivestor 4 Gen2. Avere quattro dischi non significa soltanto disporre di più spazio. Permette anche di organizzare le unità in modo da proteggere i dati in caso di guasto.
Durante la configurazione, ADM consente di scegliere tra disco singolo, JBOD, RAID 0, RAID 1, RAID 5, RAID 6 e RAID 10. Le possibilità sono numerose, ma non tutte risultano adatte allo stesso utilizzo.
Con RAID 0 tutta la capacità viene utilizzata e le prestazioni possono aumentare. La rottura di una sola unità, però, rende inutilizzabile l’intero volume. È quindi una soluzione poco indicata per fotografie, video e documenti che vogliamo conservare.

Per un NAS a quattro dischi, RAID 5 rappresenta spesso il compromesso più equilibrato. Lo spazio equivalente a un’unità viene utilizzato per la protezione, mentre la capacità delle altre tre rimane disponibile. Se un disco si guasta, il sistema continua a funzionare e permette di sostituirlo senza perdere i file.
Per fare un esempio semplice, quattro dischi della stessa capacità configurati in RAID 5 offrono uno spazio utile vicino alla somma di tre unità. La capacità reale sarà leggermente inferiore a causa della formattazione e delle modalità di calcolo.
RAID 6 protegge invece dalla rottura contemporanea di due dischi, ma riduce lo spazio disponibile alla capacità equivalente di due unità. RAID 10 offre buone prestazioni e ridondanza, utilizzando però soltanto metà della capacità complessiva.
La scelta dipende quindi dall’importanza dei dati e dallo spazio necessario. Nel nostro utilizzo editoriale, la priorità consiste nel trovare un equilibrio tra capacità, prestazioni e protezione. Fotografie e filmati occupano molto spazio, ma perderli potrebbe significare cancellare settimane di lavoro.
Btrfs e snapshot: una seconda possibilità
Una delle novità più importanti di questa generazione è il supporto al file system Btrfs. Rispetto al tradizionale EXT4, Btrfs permette di utilizzare gli snapshot, cioè fotografie dello stato dei file create in momenti differenti.
Immaginiamo di modificare per errore un documento, sovrascrivere una fotografia oppure cancellare una cartella. Attraverso Snapshot Center possiamo tornare a una versione precedente senza ripristinare tutto l’archivio.
ASUSTOR permette di conservare fino a 256 snapshot per volume. Inoltre, la creazione può essere programmata, evitando di dover ricordare ogni volta di avviarla manualmente. Gli snapshot iniziali occupano poco spazio, perché registrano soprattutto le modifiche effettuate dopo la loro creazione.
Questa funzione è utile nel nostro lavoro. Durante la preparazione di una recensione, infatti, fotografie, documenti e materiali possono essere modificati più volte. Avere la possibilità di recuperare una versione precedente aggiunge una protezione concreta contro distrazioni ed errori umani.
Il RAID non è un backup
È importante chiarire un concetto spesso frainteso. RAID 5 protegge dal guasto di un disco, ma non sostituisce un vero backup. Se cancelliamo volontariamente un file, questo viene eliminato dall’intero volume. Lo stesso vale in caso di furto, incendio, danno elettrico o attacco informatico.
Per i contenuti più importanti bisogna quindi conservare almeno un’ulteriore copia. Possiamo utilizzare un disco USB collegato al NAS, un secondo dispositivo oppure un servizio cloud. Gli snapshot aggiungono un’altra difesa, ma non devono diventare l’unica.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 offre quindi una base completa per organizzare i dati. RAID protegge dal guasto di un’unità, Btrfs permette di recuperare versioni precedenti e un backup separato copre gli eventi più gravi. È la combinazione di questi strumenti, non una singola funzione, a rendere più sicuro il nostro archivio editoriale.

Backup, fotografie e cloud personale nel lavoro quotidiano
Dopo la configurazione iniziale, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 smette presto di sembrare un dispositivo separato. Le cartelle condivise possono essere aggiunte a Windows e macOS come normali unità di rete. Di conseguenza, file e documenti si gestiscono quasi come se fossero salvati direttamente nel computer.
Nel nostro negozio questa impostazione si adatta bene al lavoro editoriale. Fotografie, video, bozze e schede tecniche possono essere raccolti in cartelle ordinate e raggiunti dai dispositivi autorizzati. In questo modo diminuisce la necessità di trasferire continuamente materiale attraverso chiavette, dischi portatili o servizi diversi.
ADM permette inoltre di creare account separati e assegnare permessi specifici. Possiamo decidere quali cartelle rendere visibili a ogni utente, limitando l’accesso ai contenuti più importanti. È una funzione utile anche in una piccola attività, perché evita di condividere l’intero archivio con ogni dispositivo collegato.

Backup automatici dei computer
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 può diventare la destinazione dei backup dei computer presenti nel negozio. Su macOS è disponibile il supporto a Time Machine, mentre per Windows ASUSTOR propone Backup Plan. In entrambi i casi è possibile programmare copie regolari senza doverle avviare manualmente.
Questo approccio è più utile del semplice trascinamento dei file. Un backup automatico lavora in secondo piano e riduce il rischio di dimenticare documenti importanti sul computer. Inoltre, consente di recuperare una versione precedente quando un file viene modificato o cancellato per errore.
La porta USB frontale permette anche di collegare un disco esterno e utilizzare One Touch Backup. Possiamo copiare i dati dal dispositivo USB al NAS oppure procedere nella direzione opposta, in base alla configurazione scelta. È un metodo pratico per creare una seconda copia dell’archivio editoriale.
Fotografie dallo smartphone al NAS
Attraverso AiFoto 3 è possibile inviare automaticamente al NAS le fotografie scattate con lo smartphone. Una volta completata la configurazione, il caricamento può avvenire quando il telefono si collega alla rete Wi-Fi.
Le immagini vengono poi gestite attraverso Photo Gallery 3, che permette di organizzarle per data, creare album e generare collegamenti per la condivisione. Per il nostro lavoro può essere utile quando dobbiamo trasferire rapidamente fotografie scattate durante una prova o documentare un particolare del prodotto.
Il sistema non raggiunge la stessa immediatezza di Google Foto, soprattutto nella ricerca intelligente e nella classificazione automatica. Offre però un vantaggio differente: i file rimangono sul nostro archivio e lo spazio dipende dalla capacità dei dischi installati, non da un abbonamento mensile.

Durante il primo caricamento di una libreria molto ampia, la generazione delle anteprime può richiedere tempo. Una volta completata l’indicizzazione, la consultazione diventa più leggera.

Il nostro archivio anche fuori dal negozio
Con EZ Connect possiamo raggiungere ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 anche quando non siamo collegati alla rete del negozio. Il servizio semplifica l’accesso remoto e riduce la necessità di configurare manualmente porte e indirizzi di rete.
L’applicazione AiData permette di consultare cartelle, scaricare documenti, caricare nuovi file e creare collegamenti da condividere. AiMaster serve invece per controllare stato del sistema, spazio disponibile, attività e notifiche.
La velocità fuori dal negozio dipende soprattutto dalla connessione Internet in upload. Il collegamento 2,5 GbE migliora il traffico interno, ma non può superare i limiti della linea utilizzata per raggiungere il NAS da remoto.
EZ Connect è comodo, ma l’accesso esterno deve essere configurato con attenzione. Password robuste, autenticazione a due fattori e aggiornamenti regolari sono fondamentali. Un archivio raggiungibile da Internet richiede più cura rispetto a un semplice disco scollegato.
E’ nell’utilizzo quotidiano che ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 mostra la propria utilità. Non sostituisce ogni servizio cloud e non elimina la necessità di un secondo backup. Riesce però a riunire file, fotografie e copie di sicurezza in un unico ambiente, accessibile dal negozio oppure in mobilità.
Prestazioni: la rete 2,5 GbE fa la differenza?
La presenza di una porta Ethernet 2,5 GbE distingue ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 da molti NAS economici ancora limitati alla rete Gigabit. Sulla carta, la maggiore velocità permette di trasferire file più rapidamente. Nella pratica, però, il risultato dipende dall’intera rete e dai dischi installati.
Per sfruttare il collegamento servono un router oppure uno switch con porte 2,5 GbE. Anche il computer deve essere compatibile direttamente o attraverso un adattatore. Se uno solo di questi elementi utilizza una porta Gigabit, la velocità si fermerà generalmente intorno a 110–115 MB/s.
La rete 2,5 GbE può raggiungere un limite teorico superiore a 300 MB/s. Non significa però che il NAS mantenga sempre questo valore. Processore, RAID, file system, numero di dischi e tipo di contenuto trasferito influenzano il risultato.

ASUSTOR dichiara, con quattro unità in RAID 5, velocità fino a circa 266 MB/s in lettura e 160 MB/s in scrittura. Sono valori ottenuti in condizioni controllate e rappresentano un riferimento, non una garanzia per ogni configurazione.
La porta 2,5 GbE permette comunque di superare il limite della rete Gigabit quando dischi, RAID e infrastruttura lo consentono. Non bisogna però aspettarsi di sfruttarne sempre tutta la banda disponibile.
File grandi e cartelle con molte fotografie
È soprattutto con i nostri file video che abbiamo capito perché la rete 2,5 GbE sia importante. Quando archiviamo i girati di una recensione, dobbiamo spesso spostare diversi gigabyte in una volta sola.
In questo scenario il vantaggio rispetto al Gigabit diventa concreto: l’archiviazione richiede meno tempo e possiamo riportare più rapidamente il materiale dentro il nostro flusso di lavoro.
Con migliaia di file piccoli il comportamento cambia. Fotografie, documenti, anteprime e cartelle articolate richiedono molte operazioni separate, quindi la velocità può oscillare e restare lontana dai valori massimi.
È un comportamento normale per un sistema di archiviazione: elaborare molti file piccoli richiede più lavoro rispetto alla copia di un unico video.
Processore adeguato, RAM limitata
Il processore Realtek RTD1619B quad-core da 1,7 GHz offre prestazioni sufficienti per archiviazione, backup e streaming. Il sistema rimane adatto anche a più operazioni leggere eseguite nello stesso momento.
Il principale limite hardware resta 1 GB di RAM DDR4 non espandibile. Copiare file mentre ADM aggiorna le anteprime o esegue un backup può aumentare l’utilizzo della memoria. Con troppe applicazioni attive, la risposta dell’interfaccia può diventare meno immediata.
L’assenza di slot NVMe impedisce inoltre di aggiungere una cache SSD dedicata. Le prestazioni dipendono quindi direttamente dai quattro dischi SATA e dalla configurazione RAID scelta. Per questo motivo non bisogna confrontare ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 con modelli pensati per carichi professionali più pesanti.
Nel nostro utilizzo conta meno inseguire il valore massimo e più ridurre i tempi delle operazioni quotidiane. La rete 2,5 GbE offre un vantaggio concreto quando tutta l’infrastruttura è compatibile. Non trasforma però questo NAS economico in un sistema da 10 Gigabit.
Il risultato è coerente con il posizionamento del prodotto. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 supera con facilità i limiti del Gigabit nei trasferimenti più favorevoli, ma conserva le prestazioni e i compromessi di un modello entry-level.
Video, Plex e lavoro da creator
Un NAS utilizzato nel nostro lavoro editoriale deve gestire molto più di documenti e fotografie. I video occupano rapidamente centinaia di gigabyte e richiedono uno spazio centrale nel quale conservare girati, progetti conclusi e versioni esportate.
Con quattro dischi, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 offre la capacità necessaria per creare un archivio multimediale ampio. Possiamo organizzare i contenuti per prodotto, data o tipologia, mantenendo separati i file originali dalle versioni pronte per la pubblicazione.
La rete 2,5 GbE aiuta soprattutto quando dobbiamo spostare filmati di grandi dimensioni. Un progetto terminato può essere trasferito sul NAS più rapidamente rispetto a una normale rete Gigabit. Inoltre, i file rimangono disponibili per eventuali correzioni o utilizzi successivi.
Questo modello è quindi adatto come archivio dei nostri girati e come destinazione dei backup. Il discorso cambia se vogliamo montare video pesanti direttamente dal NAS. La velocità dipende dai dischi, dal RAID e dalla complessità del progetto.
Con file compressi, proxy e montaggi semplici, il lavoro in rete può essere possibile. Progetti multicamera, contenuti ad alto bitrate e molte tracce contemporanee richiedono invece una piattaforma più veloce.
Per questo motivo lo consideriamo soprattutto un archivio editoriale, non un sostituto completo dello spazio SSD presente nel computer. Possiamo lavorare localmente sul progetto e trasferirlo sul NAS quando non serve più la massima velocità.
Plex e riproduzione in Direct Play
Attraverso App Central è possibile installare Plex Media Server e trasformare il NAS in una libreria per film, serie e video personali. I contenuti possono essere raggiunti da smart TV, computer, smartphone e dispositivi di streaming collegati alla rete.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 non dispone di un’uscita HDMI. Di conseguenza, non può essere collegato direttamente a un televisore. La riproduzione avviene attraverso la rete e richiede un’applicazione compatibile sul dispositivo utilizzato.
Il processore Realtek RTD1619B supporta la decodifica hardware dei formati H.264, H.265 e AV1. Questo aiuta nella gestione dei contenuti moderni, ma non rende il NAS una macchina destinata a conversioni video pesanti.
La situazione ideale è il Direct Play. In questo caso, il televisore o lo smartphone riconosce il formato originale e il NAS deve soltanto inviare il file. La richiesta di potenza rimane contenuta e anche i filmati 4K possono essere riprodotti con buona fluidità, se rete e dispositivo sono adeguati.

Il limite della transcodifica 4K
La transcodifica entra in gioco quando il dispositivo non riconosce il formato oppure quando bisogna ridurre risoluzione e bitrate. Il NAS deve quindi convertire il video in tempo reale, operazione molto più impegnativa.
Le conversioni leggere e alcuni contenuti Full HD rientrano nelle possibilità del processore. Con filmati 4K pesanti, HDR o codec complessi, le prestazioni possono invece calare. Il caricamento diventa più lento e la riproduzione può interrompersi.
Il suo terreno ideale rimane quindi il Direct Play. La transcodifica, soprattutto con contenuti 4K pesanti, porta invece rapidamente l’hardware verso i propri limiti. Più conversioni 4K contemporanee non rientrano nel tipo di utilizzo per cui nasce questo modello.
Questo limite conta meno con smart TV e dispositivi recenti, che riconoscono direttamente molti formati. Diventa più evidente durante la riproduzione da remoto, soprattutto quando la connessione richiede una riduzione automatica della qualità.
Nel nostro utilizzo editoriale, la componente multimediale resta comunque interessante. Possiamo visualizzare rapidamente un video archiviato, controllare un’esportazione o recuperare un vecchio filmato senza copiarlo subito sul computer.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 si comporta quindi bene come archivio e sorgente dei contenuti. È meno adatto alla produzione video diretta e alla transcodifica più impegnativa. Ancora una volta, conoscere questo confine permette di sfruttarlo nel modo corretto senza chiedergli un lavoro per il quale non è stato progettato.
Sicurezza, rumore e consumi di ASUSTOR Drivestor 4 Gen2
Un NAS installato nel nostro negozio può contenere fotografie, video, documenti e materiali ancora da pubblicare. La sicurezza non rappresenta quindi una funzione secondaria. Deve essere configurata correttamente fin dal primo avvio.
ADM 5.1 integra ADM Defender, un sistema che unisce firewall, liste di indirizzi consentiti e blocco automatico degli accessi sospetti. Nelle versioni più recenti di ADM, la lista nera automatica viene attivata già durante l’inizializzazione.
Possiamo inoltre sostituire l’account amministratore predefinito, limitare i tentativi di accesso e ricevere notifiche quando si verifica un evento importante. L’autenticazione a due fattori aggiunge un secondo controllo oltre alla password e dovrebbe essere attivata per tutti gli account con privilegi elevati.
Attraverso Dr. ASUSTOR possiamo analizzare le impostazioni principali e individuare configurazioni poco sicure. Non sostituisce un controllo attento, ma aiuta soprattutto chi affronta per la prima volta la gestione di un NAS.

Accesso remoto senza trascurare la sicurezza
EZ Connect permette di raggiungere i file anche fuori dal negozio, ma ogni servizio remoto aumenta la superficie esposta. Conviene quindi abilitare soltanto le funzioni necessarie, mantenere ADM aggiornato e utilizzare password lunghe e differenti da quelle degli altri account.
ADM 5.1 supporta anche la crittografia ibrida Post-Quantum Cryptography, utilizzata attraverso TLS 1.3 quando il browser è compatibile. Si tratta di una protezione pensata per rendere più sicura la connessione al pannello del NAS anche contro minacce future.
Questa tecnologia non protegge però da password deboli, file cancellati o ransomware già entrati nella rete. Rimangono quindi fondamentali autenticazione a due fattori, snapshot, backup separato e aggiornamenti regolari.
Nel nostro scenario editoriale la configurazione più prudente prevede un account amministratore utilizzato soltanto per la gestione e account normali per accedere ai file. Inoltre, ogni utente dovrebbe vedere esclusivamente le cartelle necessarie.

Rumore e temperature dipendono dai dischi
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 utilizza una ventola posteriore da 120 millimetri. Le dimensioni generose permettono di muovere una buona quantità d’aria senza richiedere necessariamente una rotazione elevata.
Nella pratica, il rumore di un NAS a quattro vani dipende soprattutto dai dischi installati. Le unità meccaniche producono vibrazioni, rotazioni e il caratteristico movimento delle testine. Questi suoni diventano più percepibili durante trasferimenti, indicizzazione e sincronizzazione del RAID.
Non avendo effettuato una misurazione con un fonometro, preferiamo evitare valori numerici poco rappresentativi. Modello dei dischi, superficie di appoggio, distanza e rumore ambientale possono cambiare completamente il risultato.
Nel nostro negozio abbiamo preferito valutarlo in termini pratici: durante il lavoro quotidiano conta più l’impatto reale che un numero isolato. Un NAS non deve necessariamente essere inudibile, ma non deve diventare una presenza fastidiosa mentre lavoriamo o parliamo con i clienti.
Per ridurre vibrazioni e temperature è importante utilizzare una superficie stabile e lasciare spazio intorno alle aperture. Inserire il NAS in un mobile completamente chiuso può attenuare il rumore, ma rischia di ostacolare il raffreddamento.
ADM permette inoltre di controllare la temperatura delle singole unità e di ricevere notifiche in caso di valori anomali. È un controllo utile soprattutto durante trasferimenti prolungati, backup completi e ricostruzione del RAID.
Consumi adatti al funzionamento continuo
ASUSTOR dichiara un consumo di circa 22,8 W durante il funzionamento e 9,41 W con i dischi in ibernazione. Questi valori dipendono dal numero e dal modello delle unità installate, oltre che dalle attività eseguite.
Non avendo effettuato una misurazione diretta con un wattmetro, consideriamo i dati ufficiali come un riferimento e non come il consumo esatto della nostra configurazione. Quattro dischi differenti possono modificare sensibilmente il risultato.
ADM permette di programmare accensione, spegnimento e ibernazione. Possiamo anche stabilire dopo quanto tempo fermare i dischi quando non vengono utilizzati. Nel nostro negozio, però, backup e accessi distribuiti durante la giornata possono impedire un’ibernazione frequente.
Spegnere continuamente il NAS riduce la disponibilità dei file e rende meno efficaci i backup programmati. Per un archivio editoriale è più utile lasciarlo operativo durante le ore di lavoro e valutare una programmazione notturna in base alle nostre necessità.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 offre protezioni moderne e consumi dichiarati coerenti con la sua categoria. Per sfruttarlo in sicurezza non basta però collegarlo alla rete. Aggiornamenti, account separati, autenticazione a due fattori e una copia esterna dei dati rimangono indispensabili.
Prezzo e costo reale della configurazione
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 AS1204T viene venduto senza dischi e, al momento della recensione, si trova online a circa 314 euro. È quindi importante non considerare questa cifra come il costo completo del sistema.
Per utilizzare il NAS bisogna aggiungere da uno a quattro dischi. Nel nostro caso abbiamo lavorato con tutti i vani occupati, creando una configurazione più coerente con il tipo di prodotto e con le esigenze del nostro archivio editoriale.
Il costo finale dipende dalla capacità e dalla categoria delle unità scelte. I dischi progettati per NAS sono generalmente più costosi dei normali HDD per computer, ma nascono per funzionare a lungo e gestire meglio vibrazioni e carichi continui.
Bisogna inoltre considerare lo spazio realmente disponibile. Con quattro dischi in RAID 5, la capacità equivalente a un’unità viene utilizzata per la protezione. Di conseguenza, non possiamo sommare semplicemente lo spazio indicato sull’etichetta di tutti e quattro gli HDD.
Il prezzo può aumentare ancora se la rete del negozio non dispone di porte 2,5 GbE. Per sfruttare completamente il collegamento del NAS potrebbero servire uno switch compatibile e un adattatore per il computer. Senza questi elementi, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 funzionerà comunque, ma resterà limitato alla velocità Gigabit.
NAS oppure abbonamento cloud?
Il confronto con un servizio cloud non può basarsi soltanto sul prezzo iniziale. Un abbonamento richiede pagamenti ricorrenti, ma comprende infrastruttura remota, manutenzione e una copia dei dati conservata fuori dal negozio.
Con un NAS affrontiamo una spesa iniziale più elevata, ottenendo però maggiore capacità e controllo diretto sui file. Non ci sono limiti mensili legati allo spazio disponibile, oltre a quelli stabiliti dai dischi installati.
Rimangono però a nostro carico manutenzione, aggiornamenti, consumi e sostituzione delle unità. Inoltre, se il NAS rappresenta l’unica copia dei dati, non offre la stessa protezione geografica di un servizio cloud.
Per questo motivo non vediamo le due soluzioni come necessariamente alternative. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 può diventare l’archivio principale del nostro negozio, mentre un disco esterno o un servizio cloud conserva una seconda copia dei contenuti più importanti.
Rapporto tra prezzo e dotazione
Considerando i quattro vani, la rete 2,5 GbE, Btrfs, gli snapshot e il sistema ADM, il prezzo della struttura rimane competitivo. Il prodotto offre molte delle funzioni necessarie per archiviazione, backup e cloud personale senza entrare nella fascia dei NAS professionali.
I compromessi restano quelli emersi durante la prova: le possibilità di espansione sono limitate e la sostituzione dei dischi è meno immediata rispetto ai modelli con slitte frontali.
La convenienza dipende quindi dalle aspettative. Per conservare fotografie, video, documenti e backup, la dotazione appare equilibrata. Chi cerca virtualizzazione, montaggio video pesante o numerosi servizi simultanei dovrebbe invece considerare un modello superiore.
Il vero investimento non è rappresentato soltanto dai 314 euro richiesti per il NAS. Bisogna valutare anche dischi, rete e seconda copia di sicurezza. Una volta considerato l’intero sistema, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 rimane una proposta interessante per chi cerca molta capacità, quattro vani e una gestione accessibile.
FAQ su ASUSTOR Drivestor 4 Gen2
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 viene venduto con i dischi?
No. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 viene venduto senza HDD. Al prezzo del NAS bisogna quindi aggiungere quello delle unità che vogliamo installare. Nel nostro caso abbiamo utilizzato tutti e quattro i vani disponibili.
Quale RAID conviene usare con quattro dischi?
Dipende dalle esigenze, ma RAID 5 rappresenta un buon compromesso tra capacità disponibile e protezione dei dati. Con quattro dischi della stessa capacità, lo spazio equivalente a un’unità viene utilizzato per la ridondanza.
RAID 5 sostituisce un backup?
No. RAID 5 protegge dal guasto di un disco, ma non sostituisce un vero backup. Cancellazioni accidentali, ransomware, furto o danni al NAS possono comunque compromettere i dati. Per i file importanti conviene quindi mantenere una seconda copia separata.
Serve una rete 2,5 GbE per utilizzare ASUSTOR Drivestor 4 Gen2?
No. Il NAS funziona anche con una normale rete Gigabit. Per sfruttare realmente la porta Ethernet 2,5 GbE, però, anche router o switch e computer devono supportare questa velocità. In caso contrario, i trasferimenti resteranno limitati dalla rete Gigabit.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 va bene con Plex e video 4K?
Sì, soprattutto quando i contenuti possono essere riprodotti in Direct Play. In questo scenario il NAS deve principalmente inviare il file al dispositivo. Le transcodifiche 4K più pesanti, invece, possono mettere in difficoltà l’hardware e non rappresentano il suo utilizzo ideale.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 è adatto come primo NAS?
Secondo la nostra esperienza, sì. ADM 5.1 è abbastanza semplice da utilizzare e permette di gestire cartelle, utenti, backup e applicazioni senza conoscere Linux o utilizzare righe di comando. Bisogna prestare soprattutto attenzione alla configurazione iniziale del RAID e del volume.

Conclusioni: un archivio che diventa parte del nostro lavoro
Alla fine di questa prova, ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 non è rimasto semplicemente un altro dispositivo collegato alla rete del nostro negozio. È diventato il posto nel quale riunire una parte importante del nostro lavoro editoriale.
Dietro ogni cartella non ci sono soltanto gigabyte. Ci sono fotografie scattate durante le prove, ore di video, bozze, schede tecniche e recensioni costruite nel tempo. Sono materiali che raccontano il nostro lavoro e che, proprio per questo, meritano più attenzione di un semplice disco lasciato su una scrivania.
Avere un archivio centrale cambia soprattutto il modo di lavorare. Sappiamo dove salvare un progetto terminato, dove recuperare una vecchia fotografia e dove conservare i documenti che potrebbero servirci ancora. Diminuiscono i passaggi tra chiavette, dischi esterni e cartelle sparse su più computer.
ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 svolge questo compito senza pretendere che diventiamo amministratori di rete. Il sistema operativo ADM 5.1 accompagna bene anche chi non conosce il mondo dei NAS. Le funzioni principali sono comprensibili e le impostazioni più avanzate rimangono disponibili senza occupare continuamente la scena.
Abbiamo apprezzato soprattutto la combinazione tra quattro dischi, rete 2,5 GbE, Btrfs e snapshot. Non sono caratteristiche da citare soltanto in una scheda tecnica. Nel nostro utilizzo significano più spazio, trasferimenti più rapidi e una possibilità in più quando cancelliamo o modifichiamo qualcosa per errore.
Anche l’accesso remoto si inserisce bene nel nostro lavoro. Poter recuperare un documento o una fotografia quando non siamo in negozio rende l’archivio più utile. Il NAS non rimane quindi legato fisicamente alla postazione nella quale è installato.
Naturalmente, non tutto raggiunge lo stesso livello. 1 GB di RAM non espandibile impone di scegliere con attenzione le applicazioni. L’assenza di slot NVMe limita le prestazioni più ambiziose, mentre l’accesso interno ai dischi rende una futura sostituzione meno immediata.
Anche la componente video richiede aspettative realistiche. Come archivio dei nostri girati funziona bene e ci permette di mantenere ordinati i progetti. Non è però la macchina giusta per montaggi molto pesanti o per effettuare più transcodifiche 4K contemporaneamente.
Questi limiti non cancellano ciò che il prodotto riesce a fare bene. Lo aiutano, anzi, a definire chiaramente il proprio ruolo. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 non vuole essere un server professionale nascosto dentro un piccolo telaio. Vuole rendere accessibili archiviazione, backup e cloud personale.
Il prezzo di circa 314 euro senza dischi rappresenta soltanto l’inizio dell’investimento. Con quattro HDD, un’eventuale rete 2,5 GbE e una seconda copia di sicurezza, la spesa diventa più impegnativa. In cambio, però, costruiamo un archivio che rimane sotto il nostro controllo e può crescere insieme al lavoro.
È proprio questo l’aspetto che ci ha convinto maggiormente. Smartphone, computer e prodotti in prova cambiano continuamente. L’archivio, invece, deve restare stabile, ordinato e raggiungibile. ASUSTOR Drivestor 4 Gen2 riesce a diventare quella presenza silenziosa alla quale affidiamo il lavoro quando una recensione è terminata.
Non è il NAS più potente e non vuole esserlo.
È un prodotto concreto, accessibile e abbastanza completo da farsi utilizzare ogni giorno senza diventare un’altra complicazione da gestire. Nel nostro negozio ha trovato una collocazione naturale e, soprattutto, una funzione precisa.