Smartphone premium al record: valgono il 29% delle vendite globali
Gli smartphone premium stanno occupando una parte sempre più grande del mercato globale. Nel primo semestre del 2026 hanno raggiunto il 29% delle vendite, contro il 25% dello scorso anno e il 20% del 2022. Apple mantiene il primo posto con il 65% del segmento, mentre crescono Oppo e vivo. A favorire questa trasformazione contribuisce anche l’aumento dei prezzi dei modelli economici e di fascia media.
Gli smartphone premium non sono mai stati così presenti nelle vendite globali. Nel primo semestre del 2026, i modelli con un prezzo medio di almeno 600 dollari o euro hanno raggiunto una quota del 29%.
Il confronto con gli anni precedenti mostra bene la trasformazione del mercato. Nel 2025 la stessa fascia valeva il 25%, mentre nel 2022 si fermava appena al 20%.
Non significa soltanto che gli utenti preferiscono dispositivi più costosi. Dietro questa crescita c’è anche un mercato della fascia media che sta diventando meno conveniente, soprattutto a causa dei rincari legati alle memorie.
Smartphone premium favoriti dall’aumento dei prezzi
Gli aumenti dei componenti stanno creando maggiori difficoltà soprattutto ai produttori di telefoni economici e di fascia media. In queste categorie, infatti, i margini sono più ridotti e assorbire un rincaro diventa complicato.
I marchi che operano nella fascia alta hanno invece più spazio. Possono ridurre promozioni e sconti oppure distribuire l’aumento su prezzi già elevati.
Di conseguenza, la differenza economica tra un buon medio gamma Android e un flagship in offerta si sta riducendo.
Questo cambia anche il modo in cui molti consumatori valutano un acquisto. Se la distanza è limitata, spendere qualcosa in più per un prodotto superiore può diventare più invitante.
Entrano inoltre in gioco gli aggiornamenti software. Un modello più recente e di fascia alta può offrire un supporto più lungo, rendendo la spesa iniziale più facile da giustificare.
Rateizzazioni e programmi di permuta aiutano ulteriormente. Il prezzo resta elevato, ma viene distribuito nel tempo oppure ridotto consegnando il vecchio smartphone.
Il mercato si sta quindi spostando verso modelli più costosi anche senza una crescita equivalente del potere d’acquisto degli utenti.
Apple domina ancora gli smartphone premium
Apple resta largamente in testa nel segmento premium. Nel primo semestre del 2026, gli iPhone hanno rappresentato il 65% delle vendite della categoria.
Le vendite sono inoltre aumentate del 9% su base annua. A sostenere la crescita sono stati soprattutto iPhone 17 Pro e iPhone 17.
Il dato resta molto forte, ma racconta anche una lenta erosione della posizione di Apple. Nel 2022 l’azienda controllava infatti il 74% della fascia premium.
In quattro anni sono quindi andati persi nove punti percentuali.
Una parte della riduzione viene attribuita alla maggiore presenza dei produttori cinesi nel loro mercato domestico. Anche il ritorno di Huawei nelle fasce più alte potrebbe aver modificato gli equilibri.

Apple mantiene comunque una distanza notevole dagli altri marchi. Il vantaggio deriva anche da una gamma composta quasi interamente da prodotti collocati nelle fasce di prezzo più elevate.
Il risultato è un mercato premium ancora fortemente legato agli iPhone, ma meno chiuso rispetto a qualche anno fa.
Samsung cresce, Oppo accelera del 69%
Dietro Apple troviamo Samsung, con una quota del 19% e vendite in crescita del 3%.
La serie Galaxy S26 è arrivata sul mercato più tardi rispetto alle precedenti generazioni. Nonostante questo, Counterpoint attribuisce un ruolo positivo alla funzione Privacy Display, utile per differenziare la nuova famiglia.
All’interno della gamma, Galaxy S26 Ultra rappresenta oltre la metà delle vendite. Il modello più costoso è quindi anche quello che raccoglie la parte maggiore della domanda.
Tra i produttori con quote inferiori emerge soprattutto Oppo. Le sue vendite nel segmento premium sono cresciute addirittura del 69%, spinte principalmente dalla serie Find X9.
Anche vivo ha registrato un progresso importante. L’aumento è pari al 20%, con la famiglia X300 indicata tra i principali motori della crescita.
Questi numeri mostrano come i produttori cinesi stiano diventando più competitivi proprio nelle fasce che garantiscono margini superiori.
Non si tratta più soltanto di proporre smartphone convenienti. Oppo, vivo e altri marchi stanno investendo sempre di più su fotocamere, materiali, display e prestazioni da top di gamma.
Smartphone premium sempre più centrali per i produttori
Il cambiamento riguarda anche le strategie delle aziende. I produttori sembrano meno interessati a inseguire grandi volumi a ogni costo e più concentrati sulla redditività.
L’aumento dei componenti rende questa scelta quasi inevitabile. Vendere milioni di dispositivi economici con margini ridotti diventa meno conveniente quando memorie e altri componenti aumentano di prezzo.
Anche il comportamento degli utenti sta cambiando. Gli smartphone vengono sostituiti meno spesso rispetto al passato e, quando arriva il momento di cambiarli, cresce la disponibilità a spendere di più.
Di conseguenza, un dispositivo premium può essere visto come un acquisto destinato a durare diversi anni.
La fascia media resta fondamentale, soprattutto per Android. Però, se i prezzi continueranno a crescere, la separazione con i flagship diventerà sempre meno evidente.
Un medio gamma molto completo può già avvicinarsi al prezzo di un vecchio top di gamma in promozione. In quel momento, il confronto non riguarda più soltanto il costo, ma anche fotocamere, materiali, supporto software e valore nel tempo.
Il 29% raggiunto nel primo semestre 2026 potrebbe quindi non essere un picco isolato. Se le attuali condizioni continueranno, gli smartphone premium potrebbero occupare una parte ancora maggiore del mercato nei prossimi anni.