Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

vivo X300 Ultra arriva in una fascia dove non basta avere una scheda tecnica importante. A 1.999 euro, uno smartphone deve convincere in ogni dettaglio, soprattutto quando si presenta come uno dei riferimenti assoluti per fotografia e video.

Non è il classico top di gamma pensato per piacere a tutti. Qui vivo punta a un pubblico più preciso: utenti evoluti, appassionati di fotografia mobile, creator e chi usa lo smartphone come strumento quotidiano per scattare, registrare, modificare e condividere contenuti.

La sua identità si capisce subito. Grande modulo fotografico, hardware di fascia altissima, display premium, batteria generosa e un comparto camera costruito per andare oltre il semplice punta e scatta. vivo X300 Ultra vuole essere uno smartphone completo, ma soprattutto un camera phone con ambizioni serie.

Il prezzo, però, alza subito il livello del giudizio. Perché quando si entra in questa fascia, non si valuta più solo la qualità generale. Si guarda la costanza, la cura, l’esperienza d’uso e la capacità di offrire qualcosa che i rivali non riescono a dare nello stesso modo.

Ed è proprio da qui che parte questa recensione. vivo X300 Ultra è costoso, importante e decisamente ambizioso. Ma se fotografia, video e autonomia sono le vostre priorità, potrebbe essere uno degli smartphone più interessanti da mettere alla prova nel 2026.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

vivo X300 Ultra : Voto 9.2

vivo X300 Ultra è uno smartphone pensato per chi mette la fotografia mobile al centro di tutto. La principale da 35 mm cambia il modo di scattare e regala immagini più naturali, meno “da telefono”. Il tele da 85 mm è il vero colpo forte: ritratti, dettagli e compressione prospettica hanno una qualità altissima. Anche l’ultra grandangolare convince, perché resta coerente con le altre ottiche e non sembra una camera secondaria. Nel nostro test a Milano, tra Parco Sempione e Piazza Duomo, ci ha spinto a cambiare focale e cercare più spesso l’inquadratura giusta. È ottimo anche come smartphone: display eccellente, prestazioni al top, software ricco e autonomia molto solida. Il prezzo resta elevato e il modulo camera sporge parecchio, quindi non è un prodotto per tutti. Però chi vuole il massimo lato foto e sa sfruttarlo trova qui uno dei camera phone più completi del 2026. Non è il vivo più razionale della gamma, perché X300 Pro e V70 parlano a un pubblico più ampio. Ma per chi cerca una vera esperienza fotografica premium, vivo X300 Ultra è un riferimento assoluto.

Pro

  • Fotocamera tra le migliori del 2026, con principale da 35 mm e tele da 85 mm di altissimo livello
  • Ottima resa fotografica nel punta e scatta, ma anche tanti strumenti per utenti esperti
  • Ultra grandangolare finalmente all’altezza del resto del comparto
  • Video completi, con 4K 120 fps, Dolby Vision, Log e modalità Pro
  • Display AMOLED grande, luminoso, fluido e molto preciso
  • Prestazioni da vero top di gamma
  • Autonomia solida con batteria da 6.600 mAh
  • Ricarica rapida a 100W e wireless a 40W
  • OriginOS 6 ricca, fluida e ormai matura anche in Europa
  • Costruzione premium, IP68/IP69 e cover in tinta inclusa

Contro

  • Prezzo molto alto, soprattutto con Photography Kit
  • Modulo fotografico grande e molto sporgente
  • Dimensioni e peso non adatti a chi cerca compattezza
  • Manca un tasto fisico dedicato alla fotocamera
  • Modalità Ritratto a volte meno nitida della modalità Foto
  • I 200 MP non sono sempre utili nell’uso quotidiano
  • Alcune alte luci nei JPEG possono essere gestite meglio
  • Teleconverter molto interessante, ma adatto a un uso più esperto e specifico

Valutazione finale vivo X300 Ultra

SezioneVotoStelle
Confezione8,8/10⭐⭐⭐⭐☆
Costruzione e design9,0/10⭐⭐⭐⭐☆
Display9,5/10⭐⭐⭐⭐⭐
Hardware e prestazioni9,6/10⭐⭐⭐⭐⭐
Software8,9/10⭐⭐⭐⭐☆
Fotocamera9,8/10⭐⭐⭐⭐⭐
Autonomia e ricarica9,5/10⭐⭐⭐⭐⭐
Prezzo e concorrenti8,3/10⭐⭐⭐⭐☆

Voto finale

9,2/10

⭐⭐⭐⭐⭐

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Confezione di vendita vivo X300 Ultra

La confezione di vivo X300 Ultra segue l’impostazione dei veri top di gamma, ma con una dotazione più curata rispetto a molti concorrenti diretti. Nel nostro caso, infatti, troviamo anche una cover in TPU verde, in tinta con lo smartphone, ben realizzata e piacevole da usare.

È un dettaglio utile, perché protegge subito il telefono senza rovinare l’estetica generale. Inoltre, non aumenta troppo le dimensioni e non appesantisce la presa. Su uno smartphone importante come vivo X300 Ultra, con un modulo fotografico così evidente, avere una cover già adatta al design fa comodo.

Bene anche la presenza della pellicola protettiva preinstallata sul display. Non è una cosa da dare per scontata, soprattutto su prodotti premium dove spesso bisogna comprare tutto a parte. Qui, invece, il telefono è pronto all’uso fin dal primo avvio.

Nella confezione troviamo poi lo smartphone, il cavo USB-C, la manualistica rapida e lo strumento per estrarre il carrellino SIM. In alcune offerte può essere presente anche il caricatore rapido, dettaglio importante visto che il telefono supporta la ricarica cablata fino a 100W.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Va poi fatta una distinzione. Chi acquista solo vivo X300 Ultra porta a casa un flagship già completo, mentre chi sceglie il bundle con Photography Kit entra in un’esperienza più fotografica.

Il Photography Kit aggiunge grip, comandi fisici e accessori pensati per migliorare l’impugnatura durante scatti e video. Inoltre, rende il telefono più stabile quando si usa lo zoom o quando si registra per diversi minuti. È un accessorio che ha più senso per creator, appassionati e utenti che vogliono sfruttare davvero il comparto fotografico.

Certo, il bundle fa salire ancora il prezzo. Per questo non va visto come un extra per tutti. Però, nel contesto di vivo X300 Ultra, ha una sua logica: valorizza il prodotto proprio nella parte che lo distingue di più dalla concorrenza.

In ogni caso, la confezione va valutata anche in rapporto al prezzo. A queste cifre, ogni dettaglio viene notato. Per questo la presenza di cover in tinta e pellicola già applicata è una scelta apprezzabile, perché rende l’esperienza premium più completa fin dal primo utilizzo.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Costruzione e design vivo X300 Ultra

vivo X300 Ultra si presenta subito come un camera phone senza compromessi. Il frontale è pulito e moderno, ma appena lo si gira diventa evidente che il progetto ruota attorno al grande modulo fotografico posteriore. È una scelta estetica forte, però perfettamente coerente con la natura del prodotto.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Il modulo posteriore è circolare, molto grande e sporge parecchio dalla scocca. Non poco, va detto. Quando si appoggia il telefono su un tavolo, lo spessore della camera island si nota subito. Allo stesso tempo, vivo ha lavorato bene sull’estetica: la ghiera esterna richiama quella di un obiettivo fotografico, con zigrinature e scritte tecniche, mentre i loghi ZEISS e T* rafforzano il taglio da camera phone evoluto.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Nel nostro caso, la colorazione Green rende il tutto più particolare. Non è il classico verde piatto, perché il retro gioca con due zone cromatiche e un effetto leggermente marmorizzato. Anche il frame è abbinato alla scocca, pur essendo in alluminio, mentre fronte e retro sono in vetro con protezione Armor Glass.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Le superfici sono completamente piatte, sia davanti sia dietro. Rispetto ad alcuni modelli precedenti, quindi, sparisce quella leggera curvatura ai bordi. Questa scelta rende il frame centrale un po’ più presente, ma aiuta anche la presa. Considerando dimensioni e peso, è una scelta che nell’uso quotidiano si apprezza.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Parliamo infatti di 162,98 x 76,81 x 8,49 mm e circa 237 grammi. vivo X300 Ultra è grande, importante e si sente in mano. Inoltre, con tutto quel comparto fotografico nella parte alta, tende a essere leggermente sbilanciato verso l’alto.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Però il bilanciamento generale resta migliore del previsto e, dopo un po’, si trova una presa comoda e sicura.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

La cover in TPU in tinta, già presente in confezione, aiuta senza stravolgere estetica e dimensioni. Protegge soprattutto il modulo camera, che resta la parte più esposta del telefono, ma non trasforma il dispositivo in qualcosa di goffo.

Il frontale è uno degli elementi più riusciti. Il display piatto occupa quasi tutta la superficie, con cornici sottili e molto regolari. Non ci sono sensori visibili, perché tutto è integrato sotto il pannello in modo pulito. Anche il foro centrale della selfie camera resta discreto e non disturba durante l’uso.

Sotto al display troviamo un lettore d’impronte ultrasonico, rapido e preciso. È una soluzione più evoluta rispetto ai classici sensori ottici e, su un prodotto di questa fascia, è giusto trovarla. Lo sblocco è affidabile, anche quando si usa il telefono con il dito non perfettamente asciutto.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

I comandi fisici sono quelli classici. Sul lato destro ci sono bilanciere del volume e tasto accensione, entrambi ben posizionati e con un feedback secco. Manca invece un tasto fotografico dedicato, scelta un po’ curiosa per uno smartphone così orientato alla camera. Sul lato sinistro non troviamo pulsanti aggiuntivi.

La parte superiore ospita solo una piccola uscita per lo speaker, mentre in basso troviamo porta USB-C, griglia dello speaker principale, microfoni e carrellino SIM. La configurazione supporta Dual SIM con due Nano SIM e, nella variante globale, anche eSIM.

Bene anche la resistenza. vivo X300 Ultra offre certificazione IP68/IP69, quindi protegge da polvere, immersioni e getti d’acqua ad alta pressione. Per uno smartphone pensato anche per foto, video, viaggi ed esterni, è una garanzia importante.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

vivo X300 Ultra è un telefono grande, solido e molto fotografico. Non cerca leggerezza o discrezione, ma trasmette qualità in ogni dettaglio. Il modulo camera sporge tanto, le dimensioni non sono per tutti, eppure l’insieme funziona: materiali premium, frontale pulito, display piatto, ergonomia migliore del previsto e una personalità forte, costruita intorno alla fotografia.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Display vivo X300 Ultra

Il display di vivo X300 Ultra è uno di quei componenti che non fa solo da contorno alla scheda tecnica. Su un camera phone di questo livello serve anche come mirino, come schermo di controllo per foto e video e come pannello su cui valutare subito colori, esposizione e dettaglio.

La base tecnica è di fascia altissima. Troviamo un pannello LTPO AMOLED piatto da 6,82 pollici, con risoluzione 2K da 3168 x 1440 pixel, refresh rate fino a 144 Hz e una densità di circa 510 ppi. Tradotto nell’uso reale: testi incisi, immagini ricche di dettaglio e una fluidità sempre all’altezza, sia nello scrolling sia nelle animazioni di sistema.

La scelta del pannello piatto, su uno smartphone così grande, convince. Riduce i tocchi involontari, rende più semplice l’uso delle gesture e aiuta anche quando si scatta o si registra in orizzontale. Inoltre, le cornici sottili e regolari danno al frontale un aspetto moderno, senza soluzioni estetiche troppo spinte.

Molto buona anche la luminosità. vivo X300 Ultra arriva a un picco dichiarato fino a 4.500 nit, quindi resta leggibile anche all’aperto e gestisce bene i contenuti HDR. Naturalmente il picco massimo si raggiunge solo in condizioni specifiche, ma nell’uso quotidiano il pannello resta brillante, contrastato e piacevole da guardare.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Convince anche la gestione della luminosità automatica. Il passaggio tra interni, esterni e ambienti con luce mista avviene in modo progressivo, senza variazioni nervose o correzioni troppo aggressive. È un dettaglio che si nota soprattutto durante l’uso fotografico, perché permette di mantenere una buona leggibilità anche quando si passa rapidamente da una scena all’altra.

Bene anche il comportamento del sensore di prossimità. Durante le chiamate il display si spegne correttamente quando si avvicina il telefono all’orecchio e si riattiva senza incertezze quando lo si allontana. Su uno smartphone grande, con un pannello così esteso, è un aspetto pratico da non sottovalutare, perché evita tocchi involontari e rende l’esperienza più pulita.

La resa cromatica è uno dei punti più interessanti. Il display lavora bene con foto, video, social, streaming e galleria, ma soprattutto restituisce una visione credibile degli scatti appena realizzati. Su uno smartphone così fotografico, questa cosa fa la differenza: se il pannello altera troppo colori e contrasto, diventa più difficile giudicare una foto sul momento.

Bene anche la fluidità adattiva. Il refresh rate può salire fino a 144 Hz, ma il sistema lo gestisce in modo dinamico per non sprecare energia quando non serve. Così si mantiene una buona sensazione di velocità, senza penalizzare troppo l’autonomia.

Da apprezzare anche l’attenzione alla protezione degli occhi. Il pannello supporta dimming ad alta frequenza e modalità pensate per ridurre l’affaticamento, soprattutto di sera o con luminosità bassa. Non è un dettaglio secondario, perché un display da 6,82 pollici viene usato spesso per lunghi periodi.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

L’Always-On Display è presente e si integra bene con il software. Offre le informazioni essenziali senza obbligare a riattivare ogni volta lo schermo, mentre la gestione automatica della luminosità mantiene una buona coerenza anche quando il telefono resta appoggiato sulla scrivania o sul comodino.

Il lettore d’impronte sotto al display è di tipo ultrasonico. È veloce, preciso e posizionato in modo comodo. Anche questo contribuisce alla sensazione premium, perché lo sblocco resta immediato e affidabile nella maggior parte delle situazioni.

Il display di vivo X300 Ultra è all’altezza del resto del prodotto. È grande, definito, luminoso, fluido e ben gestito dai sensori. Non è solo un bel pannello da flagship: è una parte concreta dell’esperienza camera phone.

Scheda tecnica vivo X300 Ultra

  • Modello testato: vivo X300 Ultra Green, 16 GB RAM + 1 TB
  • Dimensioni e peso:
    • 162,98 x 76,81 x 8,49 mm
    • 237 grammi nella colorazione Green
    • Versione Black: 8,19 mm e 232 grammi
  • Materiali e resistenza:
    • Frame in alluminio
    • Retro in vetro
    • Protezione frontale e posteriore Armor Glass
    • Certificazione IP68 / IP69
  • Display:
    • AMOLED piatto da 6,82 pollici
    • Risoluzione 3168 x 1440 pixel
    • Densità 510 ppi
    • Refresh rate adattivo 1-144 Hz
    • Luminosità di picco locale fino a 4.500 nit
    • Color gamut P3
    • Supporto HDR e Dolby Vision
    • Lettore impronte 3D ultrasonico sotto al display
    • Sensore di luminosità ambientale e sensore di prossimità
  • Processore:
    • Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5
    • Processo produttivo a 3 nm
    • CPU octa-core: 2 x 4,6 GHz + 6 x 3,62 GHz
  • Memorie:
    • 16 GB RAM LPDDR5X Ultra Pro
    • 1 TB storage UFS 4.1
    • RAM estesa fino a 16 GB
    • Memoria non espandibile
  • Software:
    • Android 16
    • OriginOS 6
    • 5 anni di aggiornamenti dichiarati
  • Fotocamere posteriori:
    • Sistema fotografico ZEISS
    • Trattamento ZEISS T*
    • Sensore multispettrale da 5 MP a 12 canali
  • Fotocamera principale:
    • Sony Lytia 901 da 200 MP
    • Formato 1/1.12”
    • Focale equivalente 35 mm
    • Apertura f/1.85
    • Stabilizzazione ottica OIS
  • Ultra grandangolare:
    • Sony Lytia 818 da 50 MP
    • Formato 1/1.28”
    • Focale equivalente 14 mm
    • Apertura f/2.0
    • Autofocus
    • Stabilizzazione ottica
  • Teleobiettivo:
    • Samsung ISOCELL HP0 da 200 MP
    • Formato 1/1.4”
    • Focale equivalente 85 mm
    • Apertura f/2.67
    • Stabilizzazione gimbal a 3 assi
    • Zoom ottico 3,7x
    • Zoom digitale fino a 105x
  • Fotocamera frontale:
    • Sensore da 50 MP
    • Apertura f/2.45
    • Autofocus
    • Video fino a 4K 60 fps
  • Video:
    • Registrazione fino a 8K 30 fps
    • Registrazione 4K fino a 120 fps sulle camere posteriori
    • Supporto 10-bit Log
    • Supporto Dolby Vision
    • Modalità Pro Video
    • Registrazione in formato MP4
    • Quad microfono con funzioni avanzate per audio e zoom sonoro
  • Batteria:
    • Batteria BlueVolt da 6.600 mAh
    • Capacità nominale 6.395 mAh
    • Design a cella singola
  • Ricarica:
    • Ricarica cablata 100W FlashCharge
    • Ricarica wireless 40W Wireless FlashCharge
    • Supporto OTG
  • Connettività:
    • 5G
    • Dual SIM Dual Standby 5G + 5G
    • Configurazioni supportate: SIM1 + SIM2, SIM1 + eSIM, eSIM + eSIM
    • Wi-Fi 7
    • Bluetooth 6.0
    • NFC
    • Infrarossi
    • USB-C 3.2 fino a 10 Gbps
    • Wi-Fi Display
    • GPS, BeiDou, GLONASS, Galileo, QZSS, NavIC, A-GPS
  • Audio:
    • Doppio speaker stereo
    • Nessun jack audio da 3,5 mm
    • Supporto AAC, WAV, MP3, MIDI, Vorbis, APE, FLAC
  • Sensori:
    • Accelerometro
    • Giroscopio
    • Bussola elettronica
    • Sensore di prossimità
    • Sensore di luminosità ambientale
    • Sensore temperatura colore
    • Sensore flicker
    • Sensore laser focus
    • Motore lineare asse X
    • Lettore impronte ultrasonico 3D
    • Infrarossi
  • Colorazioni:
    • Black
    • Green
  • Prezzo Italia:
    • 1.999 euro per vivo X300 Ultra
    • 2.399 euro per bundle con Photography Kit Professionale

Hardware vivo X300 Ultra

Sotto la scocca, vivo X300 Ultra usa una piattaforma da vero top di gamma. Il processore è Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5, affiancato da memorie rapide e da una configurazione pensata per sostenere fotografia computazionale, video ad alta risoluzione, multitasking e gaming.

Nel nostro caso la versione è quella con 16 GB di RAM e 1 TB di memoria interna, quindi siamo nella fascia più alta della gamma. La RAM è di tipo LPDDR5X, mentre lo storage è UFS 4.1. In pratica, app, galleria, salvataggio degli scatti pesanti e gestione dei file video avvengono sempre con grande rapidità.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

L’uso quotidiano è quello che ci si aspetta da un flagship moderno. vivo X300 Ultra è rapido nell’apertura delle app, fluido nel passaggio tra più attività e sempre reattivo nella navigazione dell’interfaccia. Anche quando si lavora con tante foto, file grandi o video in alta qualità, non dà mai la sensazione di andare in affanno.

Il processore, però, qui non serve solo per avere benchmark alti. Su uno smartphone del genere lavora tanto dietro le quinte: gestisce autofocus, elaborazione HDR, modalità ritratto, zoom, registrazione video avanzata e stabilizzazione. È proprio nella parte fotografica che l’hardware mostra il suo ruolo più importante.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Molto buona anche la gestione termica. Durante l’uso normale il telefono resta sempre piacevole da impugnare. Con gaming, registrazione video lunga o tante foto consecutive, la temperatura sale, come normale su un prodotto così potente, ma non abbiamo notato cali fastidiosi nell’esperienza generale.

La parte audio è solida. Gli speaker stereo offrono un volume alto, una buona apertura e una resa pulita per video, giochi, social e vivavoce. Non sostituiscono una cassa esterna, ovviamente, ma restituiscono un suono pieno e coerente con la fascia del prodotto.

Completa anche la connettività. Troviamo 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 5.4, NFC, infrarossi, GPS multi-costellazione e supporto alla Dual SIM. La variante globale supporta anche eSIM, dettaglio comodo per chi viaggia o usa più linee. Il carrellino fisico accoglie due Nano SIM, quindi la flessibilità è buona.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

La porta USB-C è un altro elemento da considerare, soprattutto per chi usa lo smartphone con file video pesanti. Con un prodotto così orientato a foto e video, trasferire rapidamente materiale su PC, SSD o accessori esterni diventa parte dell’esperienza. È uno di quei dettagli che, su un camera phone da quasi duemila euro, non deve essere trascurato.

Bene anche vibrazione e feedback aptico. La risposta è precisa, secca e mai economica. Si sente quando si scrive, quando si naviga nei menu e quando si usa la fotocamera. Sono aspetti piccoli, ma su uno smartphone premium aiutano a rendere l’interazione più curata.

X300 Ultra non è solo un telefono con una grande fotocamera. Ha una base hardware potente, veloce e completa, capace di sostenere senza problemi la sua parte più ambiziosa. Il prezzo resta alto, quindi le aspettative sono inevitabilmente severe, ma sul piano delle prestazioni il pacchetto è all’altezza.

Software vivo X300 Ultra

Sul piano software, vivo X300 Ultra arriva con Android 16 e OriginOS 6, interfaccia che vivo ha portato anche sul mercato europeo. È un passaggio importante, perché rispetto alla vecchia esperienza Funtouch OS il telefono appare più moderno, più ricco e più piacevole da usare ogni giorno.

OriginOS 6 non è un Android minimale. Ha una sua identità, molte funzioni e parecchie opzioni di personalizzazione. Si può intervenire su icone, animazioni, schermata di blocco, Always-On Display, effetti grafici e comportamento dell’interfaccia. Inoltre, tutto si muove con grande fluidità, anche grazie all’hardware di fascia altissima.

Qualche margine di rifinitura resta. Alcune impostazioni potrebbero essere organizzate meglio e qualche traduzione non è ancora perfetta. Però l’esperienza generale è ormai matura e adatta a uno smartphone premium. Non si ha mai la sensazione di usare un software acerbo o fuori posto rispetto al prezzo.

Molto interessante anche Origin Island, che sfrutta la zona attorno al foro della fotocamera frontale per mostrare piccoli widget dinamici e informazioni rapide. È una funzione che richiama concetti già visti altrove, ma vivo la integra in modo gradevole e coerente con il resto dell’interfaccia.

La parte multitasking è una delle più comode. Ritroviamo la barra laterale, utile per aprire rapidamente le app in finestra, insieme a gesture rapide per ridurre un’app, portarla in finestra flottante o dividerla a schermo. Su un display così grande, queste funzioni hanno un’utilità reale, soprattutto quando si lavora tra messaggi, browser, galleria e app social.

Ottima anche la possibilità di usare la funzione Doppia app su tutte le applicazioni installate. Non è limitata solo ai soliti social o alle app di messaggistica più comuni, e questo la rende più flessibile per chi usa profili personali e professionali sullo stesso dispositivo.

Per il gaming troviamo una modalità dedicata, pensata per massimizzare le prestazioni, ridurre le distrazioni e tenere sotto controllo le risorse durante le sessioni più lunghe. Non è la funzione principale di vivo X300 Ultra, ma si abbina bene alla potenza dello Snapdragon 8 Elite Gen 5.

La parte fotografica entra in profondità anche nel software. L’app camera è ricca, con profili ZEISS, controlli manuali, modalità video evolute e tante opzioni per chi vuole gestire lo scatto in modo più preciso. Serve un po’ di pratica per sfruttarla tutta, ma l’interfaccia resta abbastanza ordinata.

Chi ha letto la nostra recente recensione di vivo V70 ritroverà una filosofia simile: interfaccia ricca, tante possibilità di personalizzazione e un’esperienza quotidiana ormai convincente. Naturalmente, su vivo X300 Ultra tutto viene spinto più in alto, soprattutto nella parte fotografica e nella gestione delle funzioni avanzate.

Bene anche l’integrazione con i servizi Google sulla versione globale. Play Store, notifiche, app bancarie e servizi principali funzionano come ci si aspetta da un prodotto venduto ufficialmente in Europa. Questo cambia parecchio l’esperienza rispetto ai modelli import con ROM cinese.

Buona anche la politica aggiornamenti: vivo X300 Ultra riceverà 5 anni di aggiornamenti, tra patch di sicurezza e nuove versioni Android. Su uno smartphone da 1.999 euro è una promessa importante, perché chi compra un prodotto del genere si aspetta continuità nel tempo.

OriginOS 6 convince. È ricca, fluida, piena di funzioni e finalmente più adatta anche al mercato europeo. Non è l’interfaccia più essenziale in circolazione, ma su vivo X300 Ultra funziona bene: accompagna la parte fotografica, valorizza il grande display e offre strumenti utili anche per produttività e multitasking.

Fotocamera vivo X300 Ultra

La fotocamera è il motivo principale per cui si sceglie vivo X300 Ultra. Tutto il resto del telefono lavora attorno a questo reparto: design, display, processore, autonomia, software e accessori. Non è solo un top di gamma con buone camere, ma uno smartphone pensato per chi scatta tanto e vuole più controllo.

Noi lo abbiamo provato a Milano, soprattutto tra Parco Sempione e Piazza Duomo, quindi in un contesto molto utile per valutare un camera phone. Da una parte ci sono verde, alberi, controluce e scene più naturali; dall’altra architettura, pietra chiara, dettagli fini, riflessi, persone in movimento e tanta luce variabile.

La configurazione posteriore è composta da tre fotocamere con ottiche ZEISS e trattamento ZEISS T*. Questo rivestimento aiuta a ridurre riflessi, flare, ghosting e aberrazioni cromatiche. Non è solo una scritta sul modulo camera: in controluce e con fonti luminose difficili la pulizia dell’immagine si nota.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

La principale usa un Sony Lytia 901 da 200 MP, con formato 1/1.12”, focale equivalente 35 mm, apertura f/1.85 e stabilizzazione ottica. È una scelta particolare per uno smartphone, perché la focale è più stretta rispetto ai classici 23 o 24 mm usati da molti concorrenti.

All’inizio serve un minimo di abitudine. Con una principale da 35 mm bisogna arretrare più spesso, soprattutto in interni o quando si vuole includere tanta scena. Però, dopo qualche giorno, questa scelta diventa uno dei tratti più interessanti del telefono. Le foto hanno meno deformazione ai bordi, i volti risultano più naturali e la prospettiva appare più fotografica.

A Milano, tra i vialetti di Parco Sempione, gli scorci verso l’Arco della Pace, la facciata del Duomo e le zone più affollate del centro, la principale da 35 mm è stata una delle camere più piacevoli da usare. Nei dettagli architettonici, nei ritratti ambientati e nelle scene urbane riesce a dare profondità senza forzare troppo la scena.

Il dettaglio è alto, la gamma dinamica ampia e i colori sono vivi senza risultare eccessivi. Il verde del parco non viene sparato, la pietra del Duomo mantiene una buona matericità e le ombre restano leggibili anche nelle scene con luce dura.

Il nuovo profilo colore Authentic, certificato BlueImage, ci è sembrato uno degli elementi più riusciti. Sostituisce il precedente profilo più naturale legato a ZEISS e lavora meglio su ombre, mezzi toni e incarnati. La resa è più matura: meno effetto cartolina, più volume nei soggetti e una gestione più credibile delle zone scure.

Il sensore grande genera anche un bokeh naturale molto bello. Spesso non serve entrare in modalità Ritratto, perché già in modalità Foto lo sfondo si separa con gradualità. Questo vale con persone, oggetti ravvicinati, dettagli di cibo, particolari architettonici e soggetti isolati tra il verde di Parco Sempione e gli scorci di Piazza Duomo.

C’è però una cosa da tenere presente. La profondità di campo è ridotta, quindi bisogna fare attenzione al punto di messa a fuoco. Con le persone il telefono aggancia bene gli occhi, mentre con oggetti o scene su più livelli serve un minimo di cura. Se si scatta troppo in fretta, può capitare di avere una parte della scena meno nitida.

La modalità Ritratto è ricca e piena di effetti ZEISS, ma spesso abbiamo preferito la modalità Foto normale. Il motivo è semplice: mantiene più dettaglio, appare più naturale e sfrutta già il bokeh ottico del sensore. Il Ritratto resta utile quando si vuole un effetto più marcato, ma può risultare leggermente più morbido.

Interessante anche la gestione delle risoluzioni. Oltre agli scatti standard da circa 12,5 MP, si può usare una modalità da 25 MP, poi i 50 MP e i 200 MP. La modalità da 25 MP è quella più equilibrata per chi vuole più dettaglio senza generare file troppo grandi. Sulla principale funziona bene anche con luce non perfetta.

I 50 MP hanno senso con paesaggi, architettura, dettagli urbani e scene ricche di texture. I 200 MP, invece, vanno usati con più attenzione. Possono dare soddisfazione in condizioni ideali, ma non sono la modalità da lasciare sempre attiva. I file sono grandi e il vantaggio reale non sempre giustifica spazio e tempi di gestione.

Un piccolo margine di miglioramento riguarda le alte luci nei JPEG. In alcune scene con sole diretto, riflessi sull’acqua o superfici molto illuminate, vivo X300 Ultra tende a esporre in modo un po’ generoso. I RAW conservano più informazione, ma richiedono lavoro in post-produzione e mostrano più rumore. Per un utente esperto è materiale interessante, mentre per chi vuole solo scattare e condividere può essere meno immediato.

Il teleobiettivo è forse la camera più divertente del pacchetto. Usa un Samsung ISOCELL HP0 da 200 MP, formato 1/1.4”, focale equivalente 85 mm, apertura f/2.67 e stabilizzazione gimbal a 3 assi con certificazione CIPA 7.0. Rispetto alla generazione precedente l’apertura è meno luminosa, ma la stabilizzazione più avanzata compensa molto, soprattutto di sera.

A 85 mm cambia proprio il modo di fotografare. Si lavora meglio su ritratti stretti, dettagli lontani, statue, guglie, particolari architettonici e soggetti isolati. Tra Piazza Duomo e Parco Sempione, questa focale è stata una delle più divertenti da usare, perché permette di staccare particolari che a occhio nudo rischiano di perdersi nella scena.

Le lenti APO aiutano nella pulizia dell’immagine e nella gestione dello sfocato. Il bokeh è morbido, il soggetto resta ben separato e i bordi non mostrano aberrazioni fastidiose. Nei ritratti, soprattutto in modalità Foto, il dettaglio sul volto è alto e l’incarnato resta piacevole.

Anche gli zoom intermedi sono molto convincenti. A 135 mm il telefono mantiene una qualità alta e permette di lavorare su dettagli più lontani senza perdere troppo. A 170 mm il risultato resta valido, mentre a 230 mm il software interviene di più, ma gli scatti sono ancora utilizzabili.

Non siamo davanti a un sistema con due teleobiettivi fisici, come su alcuni rivali. Però vivo riesce a coprire molte focali con una sola camera tele molto forte. La zona migliore resta tra 85 e 135 mm, dove il telefono offre il mix più riuscito tra dettaglio, resa ottica e stabilità.

Il tele è ottimo anche nei close-up. Grazie alla messa a fuoco ravvicinata, si possono fotografare fiori, texture, dettagli di oggetti, piatti e piccoli particolari con una resa superiore a tante macro dedicate. La principale, invece, non è la camera ideale per gli scatti estremamente ravvicinati, proprio per la profondità di campo più ridotta.

L’ultra grandangolare è una Sony Lytia 818 da 50 MP, formato 1/1.28”, focale equivalente 14 mm, apertura f/2.0 e stabilizzazione ottica con certificazione CIPA 6. È una delle ultra-wide più complete oggi disponibili su smartphone, e si vede soprattutto quando la luce è buona.

Nel nostro test è stata utilissima per paesaggi urbani, ampie vedute del parco, piazze, monumenti e interni. Il bello è che non sembra una camera secondaria di compromesso. Colori, esposizione e bilanciamento del bianco restano ben raccordati alle altre due fotocamere, quindi si può cambiare focale senza percepire un calo netto.

Di giorno lavora molto bene. Il dettaglio è alto, la gamma dinamica ampia e la resa ai bordi resta valida. Anche il crop a 28 mm può tornare comodo quando si vuole una focale più classica senza passare subito alla principale da 35 mm. Con poca luce, però, conviene restare sui 14 mm nativi.

A completare il sistema c’è un sensore multispettrale a 12 canali da 5 MP, utile per migliorare lettura della scena e bilanciamento del bianco. È una componente meno visibile all’utente, ma aiuta quando si passa da luce naturale ad artificiale, oppure quando la scena ha dominanti complesse.

Di notte, vivo X300 Ultra resta uno dei camera phone più convincenti. La principale cattura molta luce, mantiene un dettaglio alto e gestisce bene lampioni, insegne, vetrine e riflessi. In centro a Milano, con luci artificiali, persone in movimento e zone molto contrastate, il telefono ha mantenuto immagini pulite e ben leggibili.

Il tele a 85 mm sorprende anche in notturna. L’apertura f/2.67 sulla carta potrebbe sembrare meno favorevole, ma la stabilizzazione gimbal aiuta a usare tempi più lunghi con maggiore sicurezza. Con soggetti illuminati, dettagli architettonici e scene urbane, il risultato resta sopra la media.

L’ultra grandangolare si difende bene anche di sera, soprattutto alla focale nativa. Non ha la stessa pulizia della principale, ma resta utilizzabile. Eviterei invece gli zoom intermedi con poca luce, perché il dettaglio cala e le ombre diventano più morbide.

La camera frontale è una 50 MP con autofocus, apertura f/2.5 e focale equivalente 24 mm. Non è la più ampia della categoria, però basta per selfie, videochiamate e contenuti social. La nitidezza è buona, la gamma dinamica ampia e i colori restano piacevoli. Come sempre, meglio ridurre gli effetti bellezza per una resa più naturale.

L’app fotocamera è una parte importante dell’esperienza. È ricca, personalizzabile e piena di strumenti, ma resta abbastanza leggibile. Si possono organizzare i controlli nel mirino, scegliere scorciatoie, gestire profili colore e adattare l’interfaccia al proprio modo di scattare.

Molto interessante anche la possibilità di creare, modificare e condividere profili colore con altri utenti. Non è una funzione per tutti, ma si abbina bene alla filosofia del telefono. Chi vuole costruire un proprio stile fotografico ha più margine rispetto a tanti altri smartphone.

Resta il rimpianto per l’assenza di un tasto camera dedicato. Su uno smartphone così orientato alla fotografia avrebbe avuto senso. I tasti volume possono essere usati per scattare, ma un comando fisico vero avrebbe reso l’esperienza più completa, soprattutto in orizzontale.

La parte video è altrettanto ambiziosa. vivo X300 Ultra registra in 4K a 120 fps in Dolby Vision su tutte le focali posteriori, inclusa l’ultra grandangolare. Supporta anche il Log a 10 bit in formato APV, pensato per chi vuole lavorare in post-produzione con più margine.

La modalità Pro Video aggiunge controlli manuali, gestione dell’esposizione, livelli audio, waveform e focus manuale. Ci sono anche frame rate specifici, codec diversi e opzioni più vicine a un flusso di lavoro da creator evoluto. Non tutti useranno questi strumenti, ma sono perfettamente in linea con il posizionamento del telefono.

Nei video automatici la resa è alta. Colori, contrasto e gamma dinamica sono gestiti bene, mentre la stabilizzazione è tra gli aspetti più riusciti. Camminando sul lungomare, con cambi di luce e movimento continuo, le clip restano stabili e pulite.

La nitidezza video in 4K è buona, anche se non sempre la più incisiva in assoluto. L’ultra grandangolare è quella più morbida, la principale resta equilibrata, mentre il tele ci è sembrato il più interessante. Non è un limite pesante, perché la qualità generale resta alta, ma su un prodotto da questa fascia va segnalato.

Il Photography Kit completa il pacchetto per chi vuole usare vivo X300 Ultra come sistema fotografico più evoluto. Il grip migliora presa, stabilità e scatto in orizzontale. Inoltre, rende più comodo registrare video o lavorare per più tempo con il telefono in mano.

Il teleconverter Gen 2 Ultra 4,7x porta il tele a una focale equivalente di circa 400 mm. Noi non lo abbiamo ancora provato, quindi non possiamo valutarlo come parte del nostro test diretto. Però, per esperienza con focali così spinte e accessori ottici simili, è una soluzione molto specifica.

A 400 mm serve mano ferma, serve luce buona e serve anche un minimo di esperienza nella composizione. Non è l’accessorio da usare per ogni foto. Per molti utenti, soluzioni meno estreme come un 2,35x o un teleconverter intorno ai 200 mm possono risultare più semplici da gestire e più versatili nell’uso quotidiano.

Resta comunque interessante vedere uno smartphone entrare in un territorio così fotografico. Non sostituisce una fotocamera con ottiche dedicate, ma permette di sperimentare focali che normalmente il mondo mobile non offre in modo così diretto.

Il comparto fotografico di vivo X300 Ultra è uno dei più completi e ambiziosi oggi disponibili. La principale da 35 mm ha una personalità forte, il tele da 85 mm è eccellente, l’ultra grandangolare è tra le migliori della categoria e la parte video offre strumenti avanzati.

Non è tutto perfetto. Manca il tasto camera dedicato, la modalità Ritratto può risultare meno nitida della modalità Foto, i 200 MP non servono sempre e la gestione delle alte luci merita ancora qualche rifinitura. Però, nell’uso reale, vivo X300 Ultra resta uno dei camera phone più interessanti da portare in viaggio, in città o durante una giornata piena di scatti. Qui vivo non offre solo qualità: propone un modo più fotografico di usare uno smartphone.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

Autonomia e ricarica

Sul fronte autonomia, vivo X300 Ultra parte da una base molto solida. La batteria è da 6.600 mAh, quindi superiore a quella di molti top di gamma tradizionali. E su uno smartphone così orientato a foto e video, questa scelta si sente.

Durante l’uso quotidiano il telefono si comporta molto bene. Con social, mail, messaggi, navigazione, tanta fotocamera, qualche video, streaming, hotspot e display spesso ad alta luminosità, si arriva a sera senza particolari ansie. Non è uno smartphone da usare con il contagocce, e questa è una cosa importante.

Nel nostro test a Milano, tra Parco Sempione, Piazza Duomo, spostamenti, foto, video, navigazione e uso social, l’autonomia ci ha convinto. È proprio in questi contesti che si capisce il valore di una batteria generosa: si scatta tanto, si controllano le immagini, si registra qualche clip e si resta comunque tranquilli fino a sera.

Il dato più interessante è proprio questo: non bisogna cambiare troppo il proprio modo di usare lo smartphone. Anche nelle giornate più intense, con parecchi scatti e diversi video, non ci siamo mai trovati a controllare continuamente la percentuale residua. Per un camera phone così spinto, è un risultato importante.

La batteria capiente aiuta, ma non basta da sola. Qui lavorano bene anche Snapdragon 8 Elite Gen 5, display LTPO e gestione software. Il telefono riesce a modulare frequenza del pannello, prestazioni e consumi in modo intelligente, senza dare l’impressione di tagliare troppo sulla reattività.

Naturalmente, la fotocamera resta la parte che consuma di più. Usare spesso il mirino, registrare in alta risoluzione, scattare a 50 o 200 MP e lavorare con tele e video avanzati incide sulla batteria. Però il margine è ampio, quindi anche una giornata da viaggio o da shooting leggero resta alla portata.

Anche la gestione in standby è buona. Lasciato sul tavolo o nello zaino, il telefono non mostra cali anomali. Le notifiche arrivano correttamente e il sistema non sembra sacrificare troppo le app in background, almeno nella variante globale con servizi Google.

La ricarica è un altro punto forte. vivo X300 Ultra supporta la ricarica cablata fino a 100W, quindi permette di recuperare energia in tempi rapidi. Non serve per forza arrivare allo zero: anche una ricarica breve durante la giornata restituisce parecchia autonomia.

C’è anche la ricarica wireless fino a 40W, dettaglio che su un prodotto premium è giusto trovare. Non è veloce quanto quella via cavo, ma resta comoda in ufficio, sulla scrivania o sul comodino. Inoltre, permette di usare lo smartphone in modo più flessibile, senza dipendere sempre dal cavo.

Durante la ricarica, il telefono gestisce bene la temperatura. Con potenze così alte un po’ di calore è normale, ma non abbiamo avuto sensazioni preoccupanti nell’uso standard. Come sempre, se si vuole preservare la batteria nel tempo, ha senso evitare ricariche rapide continue quando non servono.

Da segnalare anche le opzioni software per la gestione della batteria. OriginOS 6 permette di monitorare consumi, applicazioni più energivore e abitudini di ricarica. Su un prodotto destinato a durare diversi anni, questi strumenti aiutano a mantenere più stabile l’autonomia nel tempo.

vivo X300 Ultra convince anche qui. La batteria da 6.600 mAh dà respiro, la ricarica a 100W riduce i tempi morti e la wireless da 40W completa bene l’esperienza. Per un camera phone così potente, l’autonomia non è un semplice dato tecnico: è una parte fondamentale dell’usabilità quotidiana.

Prezzo e concorrenti

vivo X300 Ultra arriva in una fascia dove il prezzo diventa parte centrale della valutazione. Il listino italiano è di 1.999 euro per lo smartphone, mentre il bundle con Photography Kit Professionale sale a 2.399 euro. Sono cifre importanti, quindi le aspettative crescono in modo automatico.

A questi livelli non basta avere una fotocamera eccellente. Serve un’esperienza completa: display, autonomia, prestazioni, software, aggiornamenti, costruzione, assistenza e qualità costante nel tempo. Da questo punto di vista, vivo X300 Ultra parte bene, perché non sembra uno smartphone costruito solo attorno alla camera.

Il suo rivale più immediato non è per forza uno solo. Chi guarda alla fotografia pura può metterlo vicino a Oppo Find X9 Ultra e Xiaomi 17 Ultra, cioè altri modelli che puntano forte su sensori grandi, zoom spinti e collaborazione con brand fotografici. Qui vivo gioca la carta della focale principale da 35 mm, del tele da 85 mm e di un’impostazione più vicina a chi vuole fotografare con intenzione.

Rispetto a Samsung Galaxy S26 Ultra, iPhone 17 Pro Max e Google Pixel 10 Pro XL, il discorso cambia. Samsung, Apple e Google restano riferimenti per ecosistema, aggiornamenti, semplicità d’uso, servizi e riconoscibilità del marchio. Però, sul terreno fotografico più specialistico, vivo X300 Ultra offre un’esperienza diversa, più tecnica e più orientata a chi ama scegliere la focale giusta.

Il prezzo, però, resta alto. E va detto senza girarci troppo intorno. 1.999 euro sono tanti per uno smartphone, anche quando il comparto fotografico è di questo livello. Il bundle da 2.399 euro, poi, entra in una zona ancora più particolare, perché si rivolge a chi vuole usare davvero grip, teleconverter e accessori dedicati.

Per questo non lo vedo come un acquisto da consigliare a tutti. Chi usa la fotocamera solo per social, foto veloci e qualche video ogni tanto può trovare alternative più equilibrate e meno costose. Chi invece scatta spesso, registra video, viaggia, lavora con i contenuti o vuole un camera phone con una personalità forte, qui trova un prodotto raro.

Il valore del Photography Kit dipende proprio da questo. Noi non abbiamo provato a fondo il teleconverter, quindi non possiamo trattarlo come parte centrale del nostro giudizio. Però, per esperienza, accessori di questo tipo hanno senso solo se si ha voglia di usarli con calma, luce buona e un minimo di attenzione nella composizione.

A 400 mm equivalenti, infatti, non si scatta come con la camera principale. Serve stabilità, serve un soggetto adatto e serve una scena che giustifichi quella focale. Per molti utenti, il solo smartphone è già più che sufficiente. Per altri, invece, il kit può diventare un plus concreto, soprattutto in viaggio, eventi, dettagli lontani e fotografia più ragionata.

In rapporto ai concorrenti, vivo X300 Ultra non punta sul miglior compromesso economico. Punta sulla massima esperienza fotografica possibile dentro uno smartphone. È una scelta precisa, anche un po’ estrema. Però è proprio questa identità a renderlo interessante.

Quindi sì, il prezzo è elevato e va considerato con attenzione. Ma almeno qui non si paga solo un nome o una scheda tecnica gonfiata. Si paga un progetto fotografico completo, costruito con una direzione precisa. Per chi cerca un top di gamma generalista, ci sono alternative più semplici. Per chi mette foto e video al primo posto, vivo X300 Ultra entra di diritto tra i riferimenti del momento.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

vivo X300 Ultra : Voto 9.2

vivo X300 Ultra è uno di quegli smartphone che lasciano un segno, soprattutto se la fotografia mobile è una parte importante del vostro modo di usare il telefono. Non è un modello nato per fare tutto in modo generico; è un prodotto pensato per chi vuole scattare, provare focali diverse, giocare con luce e prospettiva, registrare video evoluti e portarsi in tasca uno strumento più vicino alla fotografia “seria”.

La parte camera è il motivo principale per cui lo sceglierei. La principale da 35 mm cambia l’approccio rispetto ai classici smartphone, perché obbliga a comporre meglio e restituisce immagini più naturali. Il tele da 85 mm è una delle soluzioni più belle provate su uno smartphone recente, soprattutto per ritratti, dettagli e compressione prospettica. Anche l’ultra grandangolare, spesso sacrificata su altri modelli, qui resta di livello alto e mantiene una buona coerenza con le altre ottiche.

Durante il nostro test a Milano, tra Parco Sempione, Piazza Duomo, architettura, verde, persone in movimento e tante condizioni di luce diverse, vivo X300 Ultra ha confermato la sua natura da camera phone evoluto. È uno smartphone che invoglia a scattare, cambiare focale, provare prospettive diverse e usare la fotocamera con più attenzione.

Anche come smartphone puro convince. Il display è grande, luminoso e preciso, le prestazioni sono da top assoluto, il software è ricco e ormai maturo, mentre l’autonomia da 6.600 mAh permette di affrontare giornate intense senza troppi pensieri. Nel nostro classico utilizzo dalle 7.00 alle 21.00, anche con tanta fotocamera, si è comportato molto bene.

Detto questo, vivo X300 Ultra non è lo smartphone da consigliare a chiunque. Costa 1.999 euro, ha dimensioni importanti, il modulo camera sporge parecchio e richiede un minimo di consapevolezza per essere sfruttato fino in fondo. Chi scatta solo foto rapide per social, chat e ricordi quotidiani può trovare soluzioni più immediate e meno costose.

Restando in casa vivo, ad esempio, vivo X300 Pro può essere la scelta più equilibrata per chi vuole un flagship fotografico di altissimo livello, ma con un approccio meno estremo. Allo stesso modo, vivo V70, che abbiamo appena recensito, resta una proposta molto interessante per chi cerca una bella esperienza fotografica in una fascia più accessibile.

Recensione vivo X300 Ultra: fotografia al massimo

vivo X300 Ultra si rivolge invece a chi mette la fotografia al primo posto, vuole il massimo disponibile nel mondo mobile e sa di poterlo sfruttare. In quel caso il prezzo resta alto, ma il prodotto ha una sua logica forte. Non è solo uno smartphone potente con tante fotocamere: è un camera phone maturo, personale e tecnicamente molto raffinato.

Per me è uno dei telefoni più affascinanti dell’anno, perché non prova a piacere a tutti. Sceglie una direzione precisa e la porta avanti con grande qualità. Se foto e video sono la vostra priorità assoluta, vivo X300 Ultra è uno dei riferimenti più convincenti del 2026.

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