Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Xiaomi 17 Ultra Leica Edition è uno di quei telefoni che non nasce per fare “il più completo” e basta, e in questa recensione lo mettiamo subito alla prova sul campo: Xiaomi qui punta dritto su una cosa, essere il camera phone dell’anno, quello che metti in tasca se la priorità sono foto e video, senza rinunciare al resto. E sì, va anche contestualizzato: su tradingshenzhen.com oggi parte da €1.247.

La dicitura Leica Edition non è solo un nome. Questa versione esiste sia in White sia in Black, quindi non è una questione di colore. È proprio un discorso di accorgimenti estetici: finiture più “camera-like”, dettagli più curati e un’impostazione che richiama di più il mondo delle fotocamere. In mezzo a tutto spicca la ghiera girevole attorno al modulo fotografico, che dà carattere e aggiunge anche un elemento fisico di controllo durante lo scatto. In più la dotazione è più ricca del solito, e su un Ultra è un dettaglio che pesa, perché oggi non è più scontato trovare tutto “di serie”.

Altro punto importante: l’unità in prova è un modello asiatico, arrivato tramite tradingshenzhen.com. Quindi va letto tutto con il giusto contesto, perché software e servizi possono comportarsi in modo diverso rispetto a una futura variante globale. Detto questo, è anche un modo diretto per vedere il prodotto “com’è”, con le sue scelte originali.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

A livello tecnico, i numeri sono quelli da top vero: LTPO AMOLED da 6,9 pollici a 120 Hz, pannello piatto, picco di luminosità dichiarato molto alto. Sotto c’è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, con memorie veloci UFS 4.1 e tagli premium. La batteria sale a 6.800 mAh, con ricarica 90 W cablata e 50 W wireless, quindi sulla carta ci sono più margini per arrivare a sera senza ansia.

La parte fotografica è il centro di tutto: principale da 50 MP con sensore da 1 pollice, ultra-wide da 50 MP, e tele da 200 MP con zoom ottico continuo 3,2–4,3x, quindi meno “salti” e più continuità quando si passa tra ingrandimenti. Anche davanti c’è un salto: selfie da 50 MP con autofocus, utile non solo per i selfie, ma anche per video e controluce.

E uno spoiler lo diamo subito, perché tanto si sente in mano: rispetto a Xiaomi 15 Ultra, qui design ed ergonomia sono migliori. È più sensato come bilanciamento, più pratico nell’uso quotidiano, e questa cosa su un Ultra pesa parecchio.

Xiaomi 17 Ultra Leica Edition : Voto 8.9

Xiaomi 17 Ultra Leica Edition è un camera phone vero, e si sente subito: qui l’obiettivo è scattare tanto e bene, con uno stile riconoscibile. La combo tra sensore da 1 pollice e tele da 200 MP con zoom ottico continuo 3,2–4,3x è il motivo per cui esiste questo telefono. In più, gli stili Leica e i preset danno carattere alle foto senza dover editare ogni volta. Bene anche la selfie, finalmente da top: 50 MP con autofocus, più affidabile e più consistente. Nel nostro uso, l’ergonomia è migliore rispetto a Xiaomi 15 Ultra, e la Leica Edition aggiunge dettagli che fanno piacere anche in mano. La batteria asiatica da 6.800 mAh aiuta davvero, soprattutto se fate tante foto e video, e la ricarica resta completa tra 90W cablata e 50W wireless. Il rovescio della medaglia è la solita gestione da import: ROM cinese, alcune AI poco sfruttabili qui, e niente eSIM “vera”. Il prezzo è importante già così, e in Europa potrebbe salire ancora, Leica Edition permettendo. Se la fotocamera è il vostro core, è uno dei telefoni più convincenti dell’anno; se cercate equilibrio totale, Oppo e vivo restano alternative molto forti, spesso a meno.

Pro

  • Fotocamera da riferimento: principale da 1″, tele da 200 MP con zoom ottico continuo 3,2–4,3x
  • Leica Edition fatta bene: look dedicato, dettagli hardware, e soprattutto stili Leica e filtri che danno carattere senza dover editare sempre.
  • Selfie finalmente da top: 50 MP con autofocus, più costante e più credibile.
  • Ergonomia migliore del 15 Ultra: più moderno, più piatto, pesi meglio distribuiti; si usa meglio nonostante dimensioni e massa.
  • Autonomia forte (modello asiatico): 6.800 mAh che danno margine reale nel day-by-day.
  • Ricarica completa: 90W cablata, 50Wwireless, inverse, più opzioni di tutela batteria.

Contro

  • Prezzo importante: già alto da import, e in Europa (se arriva) può salire ancora, Leica Edition compresa.
  • ROM cinese: si sistema, ma resta meno immediata; alcune funzioni/AI sono più “Asia-first”.
  • Niente eSIM “vera” su asia: il supporto è legato a servizi locali, quindi per noi è un limite concreto (probabile soluzione con la global).
  • Ghiera girevole non per tutti: bella idea e personalizzabile, però può attivarsi per errore; non è la feature che da sola giustifica l’acquisto.
  • Wireless meno spinta del 15 Ultra: 50W sono tanti, ma è comunque un passo indietro rispetto alla generazione precedente.
  • Scelta da fare con testa: se la fotocamera non è il core, in questa fascia ci sono alternative più equilibrate (Oppo e vivo su tutti, e i soliti Apple/Samsung per ecosistema).

Griglia valutazioni Xiaomi 17 Ultra Leica Edition (import Asia)

Sezione Voto Stelle
Confezione 9.0 🟩🟩🟩🟩🟩
Design 9.0 🟩🟩🟩🟩🟩
Display 8.7 🟩🟩🟩🟩⬜
Hardware 9.3 🟩🟩🟩🟩🟩
Software 8.2 🟩🟩🟩🟩⬜
Fotocamera 9.6 🟩🟩🟩🟩🟩
Autonomia 9.2 🟩🟩🟩🟩🟩
Prezzo/qualità 7.9 🟨🟨🟨🟨⬜

Confezione di vendita Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

Qui la differenza tra un Ultra “normale” e questa Xiaomi 17 Ultra Leica Edition si sente ancora prima di accenderlo. La nostra unità è arrivata in una scatola più grande del solito, proprio in stile “edizione speciale”, e dentro c’è una dotazione che finalmente non sembra buttata lì per fare presenza.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Oltre al classico necessario, Xiaomi mette un cavo USB-A / USB-C che è più robusto e più “serio” di quelli lisci standard. In confezione c’è anche il caricatore compatibile: nella nostra unità è un 100 W, cosa curiosa perché la ricarica dichiarata del telefono è 90 W. In pratica, non cambia la sostanza: il telefono si fermerà comunque al suo limite, però è un segnale chiaro di come Xiaomi abbia impostato questa versione, più completa e meno “tirata”.

E poi ci sono gli extra che fanno capire l’orientamento “camera phone”: la custodia magnetica, il copriobiettivo, il cordino rosso e un panno per la pulizia. Sembrano dettagli, ma nell’uso reale sono quelle cose che ti porti dietro e che, soprattutto con un modulo foto così importante, hanno senso. Il copriobiettivo, ad esempio, è una di quelle aggiunte che apprezzi se il telefono finisce spesso in tasca o in borsa insieme a chiavi e oggetti vari.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Considerando che su tradingshenzhen.com si parte da €1.247, è anche un modo per rendere più “tonda” l’esperienza dal primo giorno, senza dover correre subito a comprare accessori a parte.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Design e costruzione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

Qui Xiaomi 17 Ultra Leica Edition fa una cosa molto semplice, ma molto giusta: prende un design che conosciamo e lo rende più moderno e più pratico. La sensazione generale è più “pulita”, perché Xiaomi ha scelto un’impostazione piatta: fronte piatto, retro piatto e anche cornice laterale piatta. È una scelta che cambia parecchio nell’uso, perché il telefono è più stabile in mano, più prevedibile quando lo appoggi, e più comodo nei gesti.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Partiamo subito da numeri e ingombri, perché qui siamo nel mondo “Ultra” senza scuse: 162,9 x 77,6 x 8,5 mm per 230 grammi. Quindi sì, è grande e si sente. Però, rispetto a Xiaomi 15 Ultra, per noi ergonomia e design sono migliori. Il motivo è doppio: da una parte è più sottile, dall’altra il bilanciamento sembra più centrato. E soprattutto il comparto fotocamere, pur restando importante, per noi sporge meno e risulta meno “invadente” nell’uso quotidiano.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Davanti c’è un display da 6,9 pollici con un’estetica molto pulita. Qui la cosa che colpisce davvero sono le cornici sottilissime, quindi il pannello “riempie” il frontale e dà subito un feeling da top vero. Il vetro è completamente piatto, scelta comoda anche per chi usa pellicole, mentre il foro della selfie cam resta discreto e non disturba.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Dietro, il telefono è “fotocamera-centrico” e non lo nasconde. Il modulo è un grande cerchio piatto, protagonista assoluto. Sulla Leica Edition però ci sono quei dettagli che cambiano la percezione: la ghiera girevole attorno al gruppo camere, la piccola “pallina” rossa Leica sulla back cover e la scritta “Leica Camera Germany” serigrafata sul frame. Sono cose sottili, ma fanno subito “edizione speciale”, senza bisogno di effetti strani.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Oltre alla ghiera e ai dettagli “firma”, la Leica Edition ha anche una zigrinatura sul frame. È una lavorazione che richiama certe impugnature da fotocamera e al tatto si sente subito. Non è solo estetica: aumenta il grip e rende il telefono più sicuro quando si scatta con una mano o quando si fanno video lunghi. È uno di quei particolari che in foto sembrano secondari, ma su un Ultra da 230 grammi fanno davvero la differenza.

La ghiera girevole è un elemento meccanico che può gestire zoom o parametri come l’esposizione, e può anche diventare una scorciatoia per avviare la fotocamera. Va detta però una cosa chiara: nell’uso può capitare di ruotarla involontariamente. Quindi è un extra interessante, bello da avere, ma non è la funzione su cui basare tutta la scelta. Se avesse uno scatto più deciso o una resistenza maggiore, sarebbe ancora più centrata.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Esteticamente la Leica Edition mantiene quel gusto bicolore già visto su Xiaomi 15 Ultra, ed è disponibile in White e Black. E il retro, per finitura e sensazione, punta a essere più “da camera phone” anche nel grip, quindi meno scivoloso e più pratico in mano.

Sul frame si nota anche un’altra scelta particolare: i comandi volume non sono la classica bascula lunga, ma due pulsanti separati e tondi, quasi “da fotocamera”. Il click è secco, la corsa è giusta e la posizione è comoda, perché stanno dove li cerchi senza dover cambiare presa. Subito sotto c’è il tasto accensione, e nell’uso quotidiano l’insieme risulta naturale.

Materiali e protezioni: telaio in alluminio, sensazione solida, assemblaggio preciso. La finitura posteriore della Leica Edition è pensata per dare un feeling più “premium” e più resistente nell’uso quotidiano, meno delicata del vetro lucido. Davanti troviamo il vetro con protezione dedicata, e l’aspettativa è quella di un pannello che regga bene graffi e microsegni nel tempo.

Anche la resistenza complessiva è completa: certificazioni IP68 e IP69, quindi non solo immersione e polvere, ma anche maggiore tolleranza a getti d’acqua.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Passando a porte e interfacce, sotto troviamo la USB-C per ricarica e dati, affiancata dalla griglia dello speaker e dal carrellino SIM. Sul nostro modello asiatico il vassoio accetta due SIM fisiche, mentre il discorso eSIM è più “particolare” e dipende dal mercato, quindi è una cosa da considerare se si vuole usarlo come telefono principale senza compromessi. In tipico stile Xiaomi c’è anche l’infrarossi, integrato in modo pulito e sempre utile per TV, climatizzatori e domotica. Completano il pacchetto le dotazioni da top: stereo speaker, NFC e connettività moderna, quindi non resta mai la sensazione che “manchi qualcosa” quando lo si usa davvero tutti i giorni.

Chiudo con due note pratiche: il lettore impronte sotto al display è ultrasuoni, quindi rapido e affidabile, e in generale la presa è buona nonostante dimensioni e peso. In sintesi: è un Ultra grande e serio, però è anche un Ultra che si usa meglio di quanto ci si aspetti, e rispetto a Xiaomi 15 Ultra il mix di design piatto, pesi più proporzionati e camera bump meno invasivo per noi è un passo avanti.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Display Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

Lo schermo è uno di quei punti che, su un Ultra, devono convincere subito. Qui parliamo di un LTPO AMOLED da 6,9″ a 120 Hz, quindi un filo più grande rispetto a Xiaomi 15 Ultra. La prima cosa che si nota, però, non sono i decimali: sono le cornici sottilissime e il vetro completamente piatto. Il frontale è pulito, moderno, e nell’uso quotidiano è anche più pratico: pellicole più semplici da applicare, meno riflessi “strani” sui bordi e una sensazione generale più precisa.

Sì, la risoluzione è 1200 x 2608 (circa 416 ppi), quindi sulla carta è meno spinta del 15 Ultra. Nella realtà, però, la nitidezza non delude: testi, foto e UI restano definiti, e non arriva mai quella sensazione di pannello “tirato via”. È uno di quei casi in cui il numero cambia più nella scheda tecnica che negli occhi.

Sul tema luminosità, Xiaomi qui gioca forte e dichiara un picco fino a 3500 nit. Quello che conta è come si comporta davvero: all’aperto, anche con sole serio, il display resta leggibile e non ti costringe a cercare ombra per leggere una mail o controllare una mappa. E quando entra l’HDR, quindi con highlight e scene ad alto contrasto, il pannello sa spingere parecchio. Invece a tutto schermo la resa è più “equilibrata”: non sembra sempre il più aggressivo in assoluto, però è costante e soprattutto non ti tradisce nei momenti in cui serve.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Il pannello LTPO qui lavora bene anche sulla gestione del refresh. Lasciandolo su Predefinito/Automatico, si adatta davvero allo scenario: scende quando lo schermo è fermo e risale quando si naviga. E si vede nelle cose normali: scroll in browser, commenti su YouTube, feed social. Poi quando parte un video, il display tende a sincronizzarsi al frame-rate del contenuto, evitando sprechi e quell’effetto “sempre a 120” anche quando non ha senso.

Sempre lato qualità, non manca nulla: HDR10+, Dolby Vision e HDR Vivid, con profondità colore dichiarata a 12 bit. Tradotto: film e serie in streaming hanno una resa ricca, e anche le foto con luci forti e cieli complessi risultano più “pulite”, con meno banding e transizioni più morbide.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

C’è anche il tema pratico dell’Always-On Display. Qui Xiaomi offre le classiche opzioni: AOD “sempre attivo” o “intelligente” (in base a movimento/contesto), con personalizzazioni e stili. È una funzione che in tanti usano più di quanto ammettano, perché tra orologio, notifiche e scorciatoie rapide cambia il modo in cui si interagisce col telefono durante la giornata.

Parlando di protezione e sensori: davanti c’è il vetro con protezione dedicata (la “Shield Glass” di nuova generazione) e il vantaggio del vetro piatto è che, anche volendo mettere una pellicola in vetro, si fa tutto senza drammi. I sensori di luminosità e prossimità lavorano in modo coerente: la luminosità automatica non impazzisce, e nelle chiamate lo schermo si spegne quando deve, senza tocchi fantasma. Sotto al display c’è l’impronta ultrasuoni, e si sente subito: è rapida, precisa e tende a funzionare bene anche con pellicole più spesse, cosa che su un Ultra ha senso perché tanta gente lo protegge subito.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Scheda tecnica — Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

  • Modello: Xiaomi 17 Ultra Leica Edition (import Asia)
  • Colore (nostra unità): White
  • Dimensioni e peso: 162,9 × 77,6 × 8,5 mm; 230 g
  • Materiali: vetro frontale; telaio in alluminio con zigrinatura (Leica Edition); retro con finitura premium “camera style”
  • Resistenza: IP68 / IP69
  • Display: 6,90″ LTPO AMOLED
    • Refresh rate: 120 Hz
    • PWM dimming: 2160 Hz
    • HDR: HDR10+ / Dolby Vision / HDR Vivid
    • Luminosità: picco dichiarato 3500 nit
    • Risoluzione: 1200 × 2608416 ppi
  • Protezione display: Xiaomi Shield Glass 2.0
  • Sensori: prossimità e luminosità; impronta a ultrasuoni sotto display
  • SoC: Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5 (3 nm)
  • GPU: Adreno 840
  • RAM e storage (nostra unità): 16 GB RAM / 1 TB UFS 4.1
  • Sistema operativo: Android 16 con HyperOS 3 (ROM cinese sul nostro esemplare)

Fotocamere posteriori

  • Principale: 50 MP, sensore 1.0″ (Light Fusion 1050L / OVX10500), 23 mm, f/1.7, OIS, PDAF
  • Teleobiettivo: 200 MP, 75–100 mm (zoom ottico continuo 3,2–4,3x), f/2.4–3.0, OIS, PDAF
  • Ultra-grandangolare: 50 MP, 14 mm, f/2.2, PDAF
  • Profondità: TOF 3D

Fotocamera frontale

  • Selfie: 50 MP, AF, 21 mm, f/2.2

Video

  • Posteriori: fino a 8K@30, 4K@30/60/120, Dolby Vision HDR (fino a 4K)
  • Frontale: fino a 4K@60
  • Batteria: 6.800 mAh (versione Asia; la global potrebbe essere più contenuta)
  • Ricarica cablata: 90 W (HyperCharge)
  • Ricarica wireless: 50 W
  • Reverse charging: 22,5 W cablata; 10W wireless
  • Salute batteria: limite 80%, ricarica intelligente, toggle ricarica rapida

Connettività

  • Reti: 5G
  • Wi-Fi: Wi-Fi 7
  • Bluetooth: 5.4 (aptX HD/Adaptive, LHDC 5)
  • NFC:
  • USB: USB-C (con uscita video)
  • GPS: multi-banda
  • IR blaster:

SIM e satellitare

  • SIM: Dual SIM fisica
  • eSIM: non “tradizionale” sulla ROM cinese (servizi locali)
  • Comunicazione satellitare: presente, ma operativa solo in Cina
  • Audio: altoparlanti stereo
  • Sicurezza: impronta ultrasuoni sotto display

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Hardware, prestazioni e connettività

Qui il cuore è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5, e su un Ultra come questo serve per una cosa molto concreta: far girare tutto senza sforzo, soprattutto quando lo si usa davvero come camera phone. Quindi foto in serie, HDR pesante, zoom continuo, video 4K/8K, clip lunghe, e anche un po’ di editing al volo.

A livello tecnico, parliamo di una piattaforma a 3 nm, con CPU octa-core 2+6 e GPU Adreno 840. Tradotto: tanta potenza e una base più efficiente, quindi più margine quando il telefono deve lavorare a lungo senza diventare ingestibile.

Nel nostro caso la configurazione è quella “senza pensieri”: 16 GB di RAM e 1 TB di storage, con memorie UFS 4.1. È uno di quei dettagli che si sente: app pesanti che restano in memoria, galleria sempre fluida e gestione di file grossi più rapida. È anche il taglio giusto se si registra tanto, perché tra 4K/8K e scatti RAW lo spazio finisce in fretta.

Il punto delicato, come sempre, è la stabilità sotto carico. Un Ultra non deve solo essere veloce nei primi cinque minuti. Deve reggere quando lo stressi davvero. Qui Xiaomi sembra aver scelto un comportamento più “maturo”: prestazioni alte, ma senza picchi e cali continui che poi si traducono in frame instabili o in un telefono che cambia umore in base alla temperatura. Scalda, com’è normale, però resta gestibile e soprattutto prevedibile.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Connettività e porte

La dotazione è da top vero, completa anche lato interfacce. C’è una USB-C con supporto a trasferimenti dati veloci e uscita video, quindi possibilità di collegarlo a monitor/TV e usarlo in modo più “desktop” quando serve.

Sul wireless troviamo 5G e Wi-Fi 7, più Bluetooth moderno e NFC. C’è anche l’infrarossi, sempre comodo per TV e climatizzatori. Per la navigazione, il GPS è da flagship con supporto multi-costellazione, quindi aggancio rapido e buona stabilità.

Sul nostro modello asiatico c’è anche la connessione satellitare bidirezionale, ma va detta chiara: funziona solo in Cina, quindi qui da noi è più una voce da scheda tecnica che un vantaggio reale.

Audio e vibrazione

Gli speaker sono stereo con schema ibrido: altoparlante principale in basso e capsula superiore che lavora anche da secondo canale. Quello in basso è più presente, ma l’esperienza resta bilanciata. La resa è piena e calda, con voci pulite: non è il più rumoroso in assoluto, però come qualità è tra i migliori oggi. In assoluto, ci sono pochi che fanno meglio, e uno dei riferimenti resta iPhone 17 Pro Max.

E’ un Ultra che spinge forte, ma soprattutto lo fa in modo stabile, con memorie e connettività da vero top.

L’audio in chiamata cosi come la ricezione, nonostante sia un prodotto non destinato al mercato occidentale, è perfetto, come ci si aspetta da un vero premium phone.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Software Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

Qui entriamo in una delle parti più importanti della recensione, anche perché il nostro è un modello asiatico. Quindi sì, c’è Android 16 con HyperOS 3, ma l’esperienza va raccontata con il contesto giusto: non è solo “com’è l’interfaccia”, è proprio come si vive ogni giorno tra servizi, notifiche e impostazioni.

Partiamo da come si presenta: HyperOS 3 è curato, fluido, pieno di opzioni e con un’impostazione che ormai è riconoscibile. Nel nostro caso c’è anche un tocco in più, perché la Leica Edition ha un tema dedicato preinstallato, con icone e font in stile Leica. Non cambia la sostanza, però dà coerenza al prodotto e, se piace quel mood, è una personalizzazione fatta bene.

Poi c’è la parte che interessa a tutti: Google. Su questo tipo di import, la domanda è sempre la stessa. Qui la risposta è semplice: si mette senza problemi. Il Play Store si installa in modo lineare e poi si scarica tutto il resto, inclusa Google Gemini, che gira senza intoppi e si usa normalmente come chatbot/assistente. La differenza la fa il “setup” iniziale: per avere notifiche solide bisogna fare le cose come si deve, cioè attivare il background alle app importanti e togliere i risparmi energetici dove serve. Fatto questo, le notifiche vanno bene, e nella nostra esperienza è un passo avanti rispetto a come ci era capitato di vivere Xiaomi 15 Ultra in certe situazioni.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Detto questo, va chiarito il limite più grosso della ROM cinese: l’esperienza non è completamente “occidentalizzata”. In particolare, il sistema nasce con un focus su cinese e inglese, e alcune funzioni legate all’ecosistema Google non sono identiche a quelle che si trovano su una ROM globale. Ad esempio, Google Discover può non essere presente come feed nativo, la Cronologia delle posizioni di Google Maps può non comportarsi allo stesso modo, e mancano o risultano limitate integrazioni comode come Quick Share tra Android. Anche Android Auto non è l’esperienza “plug and play” che ci si aspetta su un modello EU, e l’attivazione vocale dell’Assistente Google non è sempre disponibile come su dispositivi pensati per il nostro mercato.

Un punto pratico che torna utile: si può usare SetEdit per sistemare e “tradurre” una buona parte dell’esperienza, anche se il menu principale non sempre diventa perfetto come su una versione globale. Quindi sì, si migliora molto, ma non è una trasformazione totale.

Sul fronte AI, HyperOS 3 offre diverse funzioni “smart” dentro sistema e app Xiaomi, però qui entra un’altra differenza da import: molte funzioni AI sono pensate e localizzate per l’Asia. Quindi alcune feature non sono disponibili, altre funzionano solo in parte, e in generale non si sfrutta tutto al 100% come succede nel mercato di riferimento. La buona notizia è che, se vi interessa l’AI in stile Google, Gemini si installa e va, quindi non si resta tagliati fuori dal mondo assistenti e chatbot. Semplicemente, l’ecosistema AI “Xiaomi” non è sempre completo qui da noi.

Qui dentro rientra anche una cosa specifica della Leica Edition: la sezione software legata alla ghiera girevole. Ed è importante perché, se nell’uso capita di muoverla senza volerlo, la soluzione non è tenersela così: si può configurare, decidere cosa controlla (zoom, esposizione o scorciatoia) e, se serve, anche ridimensionarne l’impatto fino a disattivarla.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Resta il tema aggiornamenti. Xiaomi di solito garantisce un supporto lungo, e l’aspettativa realistica è di vedere diversi anni tra update principali e patch di sicurezza. Sul modello asiatico, però, la comunicazione è meno “chiara” rispetto alle versioni globali, quindi qui la valutazione va fatta con buon senso: software moderno e stabile, ma con le logiche da import.

HyperOS 3 su Android 16 è fluido, ricco e personalizzabile. Su questa unità asiatica Google si installa bene, e con due regolazioni su background e risparmio energetico le notifiche diventano affidabili. Restano però alcune limitazioni tipiche della ROM cinese su integrazioni Google e funzioni “occidentali”, e anche l’AI Xiaomi non è sempre completa fuori dall’Asia. Quindi è un telefono che va scelto con aspettative corrette.

Fotocamera Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

Qui Xiaomi ha messo sul tavolo un comparto che non è “forte”, è proprio centrale. E la Leica Edition ci aggiunge due cose: un’identità più marcata e qualche chicca in più lato software e controlli, a partire dalla ghiera girevole attorno al modulo.

Prima di entrare nei dettagli, due righe sul contesto: le foto di test le abbiamo scattate in una bella giornata soleggiata a Rapallo. Quindi luce pulita, colori pieni, facciate chiare e ombre nette. È uno scenario perfetto per capire quanto un camera phone gestisca bene contrasti, riflessi e coerenza cromatica tra le lenti.

Hardware: cosa cambia davvero rispetto al passato

La base resta quella che piace a chi cerca un camera phone: una principale con sensore da 1 pollice e risoluzione 50 MP, stabilizzata e con focale equivalente 23 mm. La differenza è che il sensore è nuovo: Light Fusion 1050L (che a livello “tecnico” viene identificato come OmniVision OVX10500). Xiaomi continua a insistere sul formato 1”, e oggi è quasi una scelta controcorrente, perché molti stanno riducendo o “compensando” via software.

Il cambio più grosso, però, è dietro lo zoom: si passa da due tele a un solo tele più ambizioso. Qui c’è un periscopio da 200 MP con sensore grande (1/1.4”, famiglia Samsung ISOCELL HPE) e soprattutto con zoom ottico continuo tra 3,2x e 4,3x, quindi tra 75 e 100 mm equivalenti. Non è una corsa alla focale infinita, è un modo diverso di usarla: invece di scegliere “3x o 5x”, si sceglie il punto preciso dentro quella fascia.

L’ultra-grandangolo resta su 50 MP, con focale 14 mm, quindi la lente “da spazio” è presente e non è lì solo per fare numero.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

E davanti, finalmente, si cambia passo: selfie da 50 MP con autofocus. Era una cosa che mancava da troppo tempo su certi Xiaomi, e qui si vede proprio la volontà di chiudere il cerchio.

Per mettere ordine, ecco la scheda secca del comparto:

  • Principale: 50 MP, sensore 1”, OmniVision OVX10500 / Light Fusion 1050L, 23 mm, f/1.67, OIS, PDAF
  • Tele: 200 MP, ISOCELL HPE (1/1.4”), 75–100 mm, f/2.39–2.96, OIS, PDAF, zoom ottico continuo 3,2–4,3x
  • Ultra-wide: 50 MP, 14 mm, f/2.2, PDAF
  • Frontale: 50 MP, AF, fino a 4K 60 fps

Leica Edition: ghiera, preset e “firma” Leica

La Leica Edition non è solo estetica. La ghiera attorno alla camera non è un giocattolo: si può usare per aprire l’app, e dentro l’app si può associare una funzione in base alla modalità. Per esempio, in foto la si può legare alla compensazione dell’esposizione, nei video allo zoom fluido. Il bello è che è personalizzabile: si può regolare la sensibilità e, se non fa per voi, si può anche disattivare. Il feedback è elettronico, ma con vibrazione ben fatta, quindi al tatto “risponde”.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Xiaomi e Leica, però, hanno scelto di non mettere un tasto di scatto fisico. Con la ghiera c’è già un controllo in più, ma il pulsante vero avrebbe completato l’idea. Così com’è, la ghiera è interessante, ma non è quella cosa che da sola giustifica una scelta: è un extra che può piacere o meno, e va presa per quello che è.

Poi c’è la parte “look”: oltre ai classici profili Leica, qui entrano anche preset più caratterizzati, inclusi quelli che richiamano stili storici Leica, e un’impostazione che punta a farvi scattare già con un mood preciso, senza passare da editing aggressivo.

E in più, su questa versione c’è anche un tema legato all’autenticazione e alla “firma” dei contenuti, pensato per distinguere immagini reali da contenuti generati. È una funzione più concettuale che quotidiana, però racconta bene dove sta andando questa Leica Edition: non solo scatto, ma anche identità e credibilità dell’immagine.

Qualità foto: giorno, zoom, ritratti

Di giorno, la principale da 1 pollice è quella che fa capire perché Xiaomi vuole giocarsi il titolo di camera phone dell’anno. Il livello di dettaglio è alto, la resa è pulita, e soprattutto i colori restano “fotografici”: vivi, ma non finti. Anche il bilanciamento del bianco tende a essere molto centrato. La gamma dinamica è ampia e, in certe scene ad alto contrasto, può capitare che l’immagine venga un filo “spianata” per tenere tutto dentro. Non è un difetto vero, è più una scelta: meno dramma, più controllo.

E proprio a Rapallo, con sole pieno e ombre decise, si vede bene la coerenza: il telefono non cambia umore tra uno scatto e l’altro e non ti costringe a “rincorrere” l’esposizione. Le facciate chiare restano gestite, il cielo non esplode subito, e le ombre tengono dettaglio senza diventare grigie.

Il bello è che anche il 2x (quello che nasce dal sensore principale) resta molto credibile: nitido, dettagliato, e spesso diventa la focale che usate per ritratti “naturali” senza passare per forza alla modalità ritratto.

Sul tele, la parte più riuscita è proprio la sensazione di continuità. A 3,2x (75 mm) la qualità è alta e la lente è perfetta per ritratti: prospettiva giusta, sfondo che si stacca bene già otticamente. A 4,3x (100 mm) la qualità resta lì, con più compressione e un look più “da ritratto stretto” o dettaglio.

Dove si vede che Xiaomi è cresciuta rispetto a Xiaomi 15 Ultra è anche negli zoom intermedi e in quello che potremmo chiamare “zoom spinto ma ancora sensato”: fino a un certo punto le immagini restano buone e usabili, con un vantaggio più netto rispetto alla generazione precedente.

Ultra-wide: più solida di quanto ci si aspetti

L’ultra-wide sorprende per coerenza e nitidezza. In buona luce tira fuori scatti convincenti, con colori e gamma dinamica che restano allineati al resto del sistema. Se si sale con la risoluzione al massimo, l’effetto “wow” non è automatico: spesso conviene restare sulle modalità standard, perché l’equilibrio generale è migliore.

Primi piani e “macro”

Qui c’è un punto da conoscere: scegliendo un tele unico e più grande, la messa a fuoco ravvicinata non è quella “da macro cattiva” del vecchio tele corto del 15 Ultra. Quindi, se il vostro uso principale è fare macro a distanza ridicolmente ravvicinata, il 15 Ultra aveva un vantaggio tecnico. Però non è la fine del mondo, perché ci sono alternative: il 2x della principale regge molto bene, e anche il tele, sfruttato in modo intelligente, può tirar fuori primi piani più che buoni. Rimane comunque una cosa che Xiaomi potrebbe migliorare ancora.

Scatti notturni e in poca luce

Quando cala la luce, lo Xiaomi 17 Ultra Leica Edition gioca la carta più importante: la principale da 1 pollice. Qui la resa resta molto pulita, con tanto dettaglio e un bilanciamento del bianco credibile. Inoltre, la modalità notturna non “impasta” tutto per forza. Le texture restano texture, e il contrasto non diventa finto. Anche il 2x ottenuto dalla principale sorprende: è uno di quei livelli di zoom che, di notte, di solito crollano. Qui invece regge, ed è uno dei segnali più chiari del salto rispetto a Xiaomi 15 Ultra.

Passando al tele, lo zoom ottico continuo 3,2–4,3x rimane affidabile anche al buio, con colori coerenti tra i moduli e luci gestite bene. Le ombre possono diventare un filo più morbide, però senza trasformarsi in rumore brutto o in acquerello. Salendo ancora, l’8,6x resta usabile quando la scena è ben illuminata. A zoom estremi, invece, il senso è più “ricordo” che dettaglio: ci sta, ed è una scelta onesta.

L’ultra-grandangolare di notte fa il suo, ma non è quello che stupisce di più. Va bene per scatti d’ambiente e social, mentre i rivali più “ossessionati” dal notturno possono offrire qualcosa in più in nitidezza pura. In ogni caso, l’impressione generale è chiara: questo Xiaomi è nato per essere un camera phone anche quando il sole non c’è più.

Selfie: finalmente un salto vero

La frontale da 50 MP con autofocus è una di quelle evoluzioni che si sentono subito. Nei primi piani è convincente, più nitida e più costante. Non ama sempre la luce “cattiva”, quindi sole molto duro o interni bui possono metterla un po’ più in difficoltà rispetto a quanto ci piacerebbe. Però il salto rispetto alla vecchia 32 MP è netto: è una selfie cam che, finalmente, sta al livello del telefono.

Video: tante opzioni, qualche dettaglio da tenere d’occhio

Sul video, Xiaomi porta numeri e funzioni da top: 8K a 30 fps, 4K fino a 120 fps su principale e tele, 4K 60 fps su ultra-wide e frontale. C’è anche Dolby Vision (tranne dove non è supportato) e una modalità Pro ricca, con controlli manuali e strumenti seri.

La resa generale è molto buona, con colori corretti e gamma dinamica ampia. Però c’è un punto: la nitidezza non è sempre “spettacolare” come ci si aspetterebbe guardando solo la scheda tecnica. E la stabilizzazione è un po’ particolare: ultra-wide e tele sono solidi, mentre la principale può risultare meno “ferma” di quanto ci si aspetta da un Ultra così. Non rovina l’esperienza, ma è un dettaglio che si nota se siete fissati col video perfetto.

Foto di giorno e zoom sono da fascia altissima, il tele con zoom continuo è una scelta intelligente e più pratica di quanto sembri, e la selfie finalmente gioca in prima squadra. Sui video c’è tanta sostanza e tante opzioni, ma la principale potrebbe fare meglio lato stabilizzazione e “punch” di dettaglio.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Autonomia e ricarica Xiaomi 17 Ultra Leica Edition

Su un Ultra così, l’autonomia non è un dettaglio. È proprio una parte dell’esperienza, perché quando inizi a usare davvero la fotocamera — scatti in serie, zoom continuo, video lunghi, editing, condivisione — la batteria è quella che decide se il telefono resta “sempre pronto” o se diventa un top da usare con attenzione.

Qui Xiaomi ha scelto una strada chiara: 6.800 mAh sul nostro modello asiatico. È un salto importante anche rispetto a Xiaomi 15 Ultra, e si sente perché ti dà più margine sia nella giornata classica, sia nelle giornate “pesanti”, quelle in cui il telefono è sempre acceso e sempre sotto stress.

Nel nostro test reale 7:00–21:00, la sensazione è proprio questa: più respiro. Anche usando tanto la fotocamera, il telefono arriva a sera con meno ansia e con un comportamento più costante. Se si spinge forte con video, zoom e luminosità alta, ovviamente scende più in fretta, però la base è solida.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Sul fronte ricarica, la dotazione è da flagship: 90W via cavo con HyperCharge (protocollo proprietario Xiaomi), e supporto a standard come PD 3.0 e PPS, quindi non si vive solo di alimentatore proprietario. In più c’è la ricarica wireless a 50W e anche le ricariche inverse: 22,5W via cavo e 10W wireless, utili per cuffie, smartwatch o per dare una mano al volo.

Va anche detto un dettaglio che non tutti si aspettano: la wireless a 50W è sì veloce, però è anche un passo indietro rispetto a Xiaomi 15 Ultra, che arrivava più in alto (almeno come picco dichiarato). Non cambia la vita, ma per chi usa tanto la base wireless è una nota da sapere.

Sulla ricarica cablata, con l’alimentatore “pieno” in confezione (nel nostro caso anche da 100W) il telefono non diventa un fulmine assoluto, però resta concreto: in un ciclo completo si arriva dall’1% al 100% in circa 56 minuti, e nei primi 30 minuti si recupera intorno al 68%. Quindi, nel quotidiano, la ricarica rapida è quella che ti rimette in pista in tempi ragionevoli, senza doverci pensare troppo.

Se invece si passa a un caricatore USB-PD compatibile (anche ad alta potenza), l’andamento cambia: all’inizio regge bene, poi tende a rallentare più vicino al 100%, e una ricarica completa può arrivare a circa 1 ora e 23 minuti. Tradotto: PD va benissimo per comodità e compatibilità, ma se vuoi il massimo ritmo, HyperCharge resta la strada più “lineare”.

C’è anche una parte utile lato salute batteria: puoi limitare la carica all’80%, oppure attivare una ricarica “intelligente” che impara le abitudini e completa al momento giusto. E se sei uno che preferisce tenere temperature e stress più bassi, puoi anche disattivare la ricarica rapida.

E qui va fatto un inciso importante, perché incide proprio sulla scelta tra import e versione ufficiale: la versione global dovrebbe arrivare con una batteria più piccola, quindi potenzialmente più “tirata” rispetto a questa asiatica da 6.800 mAh. Non è una tragedia in assoluto, ma su un camera phone che invita a scattare e girare tanto, quei mAh in più cambiano eccome la tranquillità d’uso. Per questo, l’autonomia è uno dei punti in cui l’import può risultare più interessante, mentre la global avrà altri vantaggi più “da vita facile” (servizi, localizzazione, compatibilità).

Con 6.800 mAh e ricarica completa, questo modello asiatico è quello che vuoi su un Ultra pensato per la fotocamera. Se la global sarà davvero più “sottodimensionata” lato batteria, sarà uno dei compromessi più importanti da considerare.

Prezzo e concorrenti

Qui bisogna essere molto diretti, perché lo Xiaomi 17 Ultra Leica Edition non è un “top di gamma generico”. È un camera phone con un’identità precisa, e quindi anche il prezzo va letto con quel filtro.

Nel nostro caso parliamo di import da tradingshenzhen.com, e il listino di partenza è da 1247€ per la Leica Edition. A questo poi si sommano le solite variabili da import (tempi, garanzia, compatibilità), però il punto resta: siamo già in territorio ultra-premium.

E qui entra il primo tema: valore reale. Perché paghi tanto, sì, ma stai anche comprando un pacchetto che prova a essere “il camera phone dell’anno”: sensore da 1 pollice, tele da 200 MP con zoom ottico continuo, selfie finalmente seria, e una costruzione Leica Edition che ha dettagli unici (ghiera, look, accessori). In più, almeno nella nostra configurazione asiatica, c’è anche il vantaggio concreto di una batteria più grande rispetto a quella che ci aspettiamo sulla global.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Concorrenti diretti

A questo livello i rivali non mancano, e sono tutti “mostri” con filosofie diverse. Qui non vince solo la scheda tecnica: vince lo stile di foto, quanto vi interessa il video, e quanto contano ecosistema e affidabilità nel tempo.

  • iPhone 17 Pro Max: resta il riferimento per chi vuole video semplici, consistenti e una resa che difficilmente ti tradisce. Inoltre è uno dei migliori anche come audio e gestione “punta e scatta”. Però, se il focus è la fotografia come esperienza da camera phone, Xiaomi qui gioca una partita più “da fotocamera”.
  • Galaxy S25 Ultra: è il tuttofare premium per eccellenza, con zoom, funzioni smart e una solidità generale altissima. Detto questo, qui Xiaomi è più “camera-first” come approccio e come identità Leica Edition. E c’è anche un fattore pratico: a breve arriverà Samsung Galaxy S26 Ultra, quindi S25 Ultra potrebbe diventare più interessante lato prezzo, mentre chi vuole l’ultimo modello in assoluto potrebbe aspettare direttamente la nuova generazione.
  • Honor Magic 8 Pro: è un rivale da tenere sul radar perché negli ultimi anni Honor è cresciuta tanto su display, autonomia e fotografia “pronta” per social, spesso con risultati molto convincenti. È meno legato a un’identità fotografica specifica come Leica, però come equilibrio complessivo è uno di quelli che possono farvi venire il dubbio serio.
  • Oppo Find X9 Pro e vivo X300 Pro: sono i concorrenti più “vicini” come mentalità. Fotografia spinta, tanta elaborazione quando serve, e qualità altissima in quasi tutto. Qui la scelta diventa personale: resa dei colori, gestione HDR, preferenze sul tele e, soprattutto, quanto vi piace l’impronta Leica rispetto ad altri stili.
  • Google Pixel 10 Pro XL: è l’alternativa per chi vuole una fotocamera che “fa tutto da sola” e lo fa bene, con scatti immediati e una coerenza molto alta tra le varie situazioni. Il punto forte non è l’hardware estremo, ma l’elaborazione e l’esperienza software: tante funzioni smart, AI utile e integrazione Google impeccabile. Se però il vostro core è lo zoom e l’idea di camera phone “attrezzato” con impronta Leica, lo Xiaomi resta più completo e più focalizzato.
  • Xiaomi 15 Ultra: il confronto interno più sensato per chi guarda anche al portafoglio. Perché spesso scende di prezzo, resta fortissimo e, in certe promo, può essere il vero affare. Però il 17 Ultra Leica Edition migliora ergonomia, gestione dei pesi e modernità del design, e soprattutto spinge ancora di più sull’idea di camera phone totale.

Import vs Global: il nodo vero

Il punto più delicato è questo: la versione import che stiamo recensendo è un modello asiatico, quindi ha pro chiari (batteria enorme da 6.800 mAh, dotazione più ricca, Leica Edition completa), ma anche compromessi da accettare lato software e servizi. La global dovrebbe essere più “facile” e immediata per chi vuole tutto pronto, però con una batteria più piccola può diventare un po’ più “tirata” proprio quando usi tanto fotocamera e display.

In sintesi: il prezzo è alto, ma coerente con l’ambizione. E i concorrenti sono tutti credibili, quindi la scelta non è “chi è migliore in assoluto”, ma chi ti dà l’esperienza che cerchi: ecosistema e video, versatilità totale, oppure fotografia e identità Leica.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

Valutazione finale : Voto 8.9

Arrivati alla fine, lo Xiaomi 17 Ultra Leica Edition si capisce in fretta: non nasce per essere “il top che va bene a tutti”. Nasce per essere un telefono che mette la fotocamera davanti a tutto il resto, e lo fa con un’idea chiara. Hardware importante, resa Leica più presente, e quella sensazione da camera phone vero che oggi non è così scontata.

Il nostro è un modello asiatico importato, e questo cambia parecchio il quadro. Da una parte ti porti a casa la versione “piena”, con batteria enorme e dotazione più ricca; dall’altra devi accettare una ROM che, anche se oggi si sistema abbastanza bene, resta meno immediata di una global.

La fotocamera è il motivo per cui esiste questo Ultra, e qui Xiaomi ha spinto sul serio. La principale con sensore da 1 pollice ha quella pulizia e quella consistenza che ti aspetti quando il progetto è centrato. E poi c’è il tele da 200 MP, che non è il solito “tiro lungo” da usare due volte: con lo zoom ottico continuo 3,2–4,3x diventa pratico, ti fa scegliere l’inquadratura giusta, e ti dà un look più fotografico quando vuoi comprimere la scena o fare un ritratto fatto bene. In mezzo ci sta anche l’ultra-wide, solida, e davanti finalmente una selfie che non sembra un compromesso: 50 MP con autofocus, quindi più affidabile e più consistente, soprattutto nei primi piani.

La Leica Edition poi non è solo un badge o un look. È anche una questione di software fotografico: gli stili Leica ci sono, e danno davvero un’impronta riconoscibile. Tra Leica Vibrant e Leica Authentic si gioca già tanto del carattere degli scatti, e in più c’è tutto il pacchetto di filtri/preset che rende l’esperienza più “fotografica” e meno “smartphone che pompa tutto”. In pratica, se vi piace ragionare di resa, di tonalità e di mood, qui avete più strumenti per cucirvi l’immagine addosso senza dover passare sempre da editing esterno.

Poi c’è la ghiera girevole: scenica, personalizzabile, e legata proprio all’uso in camera. Potete associarla a funzioni come lo zoom o la compensazione dell’esposizione, decidere quanto deve essere sensibile, o spegnerla del tutto se non vi convince. Non è la feature che da sola giustifica l’acquisto, però è coerente con l’idea Leica Edition: più controllo, più gesto “da fotocamera”, più interazione fisica.

Nel quotidiano, oltre alla fotocamera, l’altro punto che ti resta addosso è l’equilibrio generale. Rispetto a Xiaomi 15 Ultra l’ergonomia per noi è migliore: design più moderno, sensazione più “piatta” e più comoda, e un peso che, pur restando importante, è distribuito in modo più sensato. È uno di quei telefoni che ti fa dire “ok, è grande e serio”, ma senza quella sensazione di mattone sbilanciato.

E poi c’è la batteria: sul nostro import asiatico i 6.800 mAh non sono un numero da scheda tecnica, sono un vantaggio reale. Lo si vede proprio quando fai quello per cui questo telefono è nato: foto, zoom, video, display acceso, giornate piene. Nel nostro uso reale 7:00–21:00, l’idea è semplice: arrivi a sera con più margine e con meno ansia rispetto a tanti altri top. E quando serve recuperare, la ricarica è completa e pratica: 90W via cavo con HyperCharge, wireless a 50W e ricariche inverse. Qui l’unica nota è che la wireless è veloce, ma rispetto al 15 Ultra è un passo indietro come picco. Non è un dramma, però è una di quelle cose che su un modello nuovo ti aspetti sempre “in salita”.

Il tema prezzo, però, è altrettanto centrale. Perché 1247€ di partenza da import sono già tanti, e in Europa — se arriverà — è realistico aspettarsi cifre ancora più alte. Soprattutto perché non è nemmeno scontato che la Leica Edition venga proposta identica anche da noi; e anche ammesso che arrivi, il “normale” Xiaomi 17 Ultra europeo difficilmente costerà meno della versione cinese importata. Quindi sì, il prezzo è importante, e pesa più di quanto pesasse qualche anno fa.

Recensione Xiaomi 17 Ultra Leica Edition: foto top, prezzo alto

E a questo livello, i concorrenti non sono “alternative simpatiche”: sono tremendamente seri. Apple (iOS) e Samsung su tutti, perché offrono un pacchetto che funziona sempre, con ecosistemi solidi, valore nel tempo e un’esperienza generale super rodata. Quindi, secondo noi, questo Xiaomi va scelto con un criterio chiaro: se la fotocamera è il core principale. Se state comprando un camera phone perché vi interessa davvero fotografia e stile Leica, allora ha senso. Se invece la fotocamera è “solo una delle cose”, allora la partita cambia.

Perché ci sono anche alternative che, a meno, vi danno quasi la stessa soddisfazione fotografica. Oppo e vivo sono i due nomi più concreti in questo senso: qualità foto altissima, coerenza generale e spesso prezzi più “umani” sul mercato reale. E qui lo diciamo senza troppi giri: Oppo, soprattutto, per noi è spesso il telefono più equilibrato, e anche lato software ha un’impronta più pulita e piacevole, con una sensazione di prodotto “completo” che non vive solo di fotocamera.

Quindi, tirando la riga: lo Xiaomi 17 Ultra Leica Edition è un telefono con una direzione chiara, e quando lo prendi per quella direzione ti ripaga. Se cercate un camera phone con personalità, zoom davvero sfruttabile, stili Leica che danno carattere agli scatti e una selfie finalmente da top, qui ci siete. Se volete il miglior equilibrio generale, o se la fotocamera non è la vostra priorità assoluta, allora ha senso guardare altrove: perché in questa fascia non esiste più “il compromesso facile”, esistono solo scelte molto consapevoli.

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