Smartphone da 1000 euro che sembrano da 400: i peggiori, al momento, del 2025

Quando gli smartphone superano i 1000 euro devono offrire tutto, o almeno avvicinarsi. E invece nel 2025 ci troviamo davanti a modelli che costano tanto, ma sembrano progettati da chi ha fatto copia-incolla da un listino di medio gamma.

Ci sono nomi noti, design curati, qualche numero da sparare nelle campagne pubblicitarie. Poi li usi e capisci: è solo fumo.

Ti vendono potenza grezza, ma ti tolgono la sostanza. Hanno il coraggio di sfondare il muro dei 1000 euro mentre si dimenticano dettagli che fanno davvero la differenza.

Chi scrive? Elettronelibero. E sì, sono abbastanza incazzato.

Questi sono i cinque che non compreremmo nemmeno con uno sconto del 50%.

Quando 1000 euro per uno smartphone sembrano una barzelletta

realme GT7 Pro

Su carta è una bomba: Snapdragon 8 Elite, display 2K, ricarica da 120W, batteria solida. Ma poi usi la fotocamera e ti rendi conto che è sempre la solita storia: tanta scena, poca resa. I sensori lavorano male in condizioni difficili, l’algoritmo ha quel tono finto che fa sembrare tutto plastificato, e l’ultragrandangolare è lì solo per far numero.

L’esperienza d’uso è fluida, certo, ma per oltre 1000 euro serve qualcosa che lasci il segno, non un flagship da benchmarking.

realme qui ha fatto il salto di categoria solo nel prezzo. Il resto è rimasto in quella fascia media che aveva senso quando i GT costavano la metà, e io me lo ricordo bene.

Sony Xperia 1 VII

Sony vive in un universo parallelo. 4K OLED, controlli manuali per la fotocamera, jack audio, microSD. Tutto bello per chi fa video su set chiusi e ha tempo da perdere.

Ma per l’utente reale? È un incubo. L’app fotocamera sembra un software da registi indie, con interfacce fittissime e scorciatoie non intuitive, e il punto peggiore: le foto vengono peggio di un Galaxy di fascia media: sarsa gamma dinamica, rumore visibile, poca costanza.

Il prezzo? 1499 euro. Per un telefono che non riesce a fare una foto decente in automatico. Se non ti chiami Christopher Nolan, lascia perdere.

Firmato ElettroneLibero, che i soldi li conta.

Xiaomi 14T Pro

Altro classico. Xiaomi ti dice: Dimensity 9300+, display 144Hz, ricarica rapida, design da top. E poi mette dentro fotocamere mediocri, assenza totale di ottica zoom seria, e HyperOS che continua a sembrare un esercizio di stile complicato più che un software efficiente.

I risultati? Buoni solo con tanta luce e con soggetti immobili. La sera, il dettaglio si perde, il rumore sale, e lo stesso prezzo – 999 euro – ti mette davanti a smartphone che fanno tutto meglio. Persino modelli interni allo stesso ecosistema Xiaomi.

Sembra una versione “lite” dell’Ultra travestita da Pro. E quando lo capisci, ti girano. A me, girano già.

Galaxy S25 Plus

Samsung ha fatto il solito giochino: ti vende la serie Plus come se fosse un Ultra senza S Pen, ma qui manca ben di più.

Niente zoom periscopico, meno RAM, batteria nella media e il design è lo stesso del base, e a occhio nudo non c’è nulla che lo faccia sembrare da 1150 euro.

Il problema vero è che basta un’offerta sull’Ultra per rendere questo S25 Plus completamente insensato. Con 100 euro in più hai davvero tutto. Qui invece paghi tanto per un flagship… a metà, ma venduto a prezzo pieno. E io lo so che Samsung può fare di meglio. Ma non lo fa.

iPhone 16 Plus

Apple fa sempre il suo gioco, ma quest’anno il Plus è una trappola. Stessa fotocamera dell’iPhone 16 base, niente 120Hz, niente ProMotion, niente zoom, solo uno schermo più grosso. Costa 1159 euro, e non ha neanche il titanio, né il sensore LiDAR, né il display always-on.

L’unico motivo per prenderlo? Avere un iPhone grande e spendere meno del Pro Max. Ma è una finta economia, bastano 180 euro in più e ti prendi il Pro Max con tutto: fotocamere Pro, 120Hz, titanio, prestazioni vere. Qui no: hai solo la stazza. E nemmeno le ossa buone.

Non basta più scrivere “flagship” sulla scatola

Questi “smartphone da 1000 euro” costano tanto, ma valgono poco. Il bello è che ne vendono pure.

Perché i listini si alzano, i nomi suonano bene e le differenze vere le scopri quando è troppo tardi.

Per questo scrivo questi pezzi, perché mi girano quando vedo gente che spende 1100 euro per un medio gamma in smoking.

E se stai leggendo questo articolo, è perché ti è venuto almeno un dubbio. Bravo. Tienilo acceso, perché nel 2025, per difendersi, serve solo una cosa: un po’ di coscienza tecnologica e zero pazienza per le fregature.

Firmato, come sempre: ElettroneLibero.

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