No, ChatGPT non mi permetterà di scrivere come Stephen King
Negli ultimi mesi, ChatGPT ha iniziato a rifiutare le richieste che chiedono di imitare fedelmente lo stile di autori famosi. Al posto di una replica stilistica precisa, il modello genera testi originali che richiamano solo le “qualità generali” degli scrittori, mantenendo una voce distinta.
Secondo test condotti da Ars Technica, il modello non riproduce più lo stile di autori viventi come Stephen King, J.K. Rowling o Amy Tan, né quello di autori deceduti come Dickens o Hemingway. Questa scelta rappresenta un cambiamento significativo rispetto al comportamento precedente.
Perché ChatGPT non imita più gli autori
La decisione sembra collegata alle cause legali che coinvolgono OpenAI. Diversi autori hanno accusato l’azienda di aver addestrato i modelli su opere protette da copyright, sostenendo che ChatGPT sia in grado di generare testi “sostanzialmente simili” ai loro.
Negli Stati Uniti, il copyright protegge l’espressione specifica di un’idea, non lo stile. Tuttavia, un’imitazione troppo precisa potrebbe comunque essere considerata una violazione. Per questo OpenAI sta adottando un approccio più prudente, limitando la possibilità di imitare voci distintive.
Il ruolo delle organizzazioni professionali
La Authors Guild ha pubblicato linee guida che invitano gli scrittori a non usare l’IA per imitare stili unici di altri autori. Secondo l’organizzazione, farlo potrebbe generare problemi etici, danneggiare il valore delle opere originali e persino esporre a rischi legali.
La questione non è solo teorica. L’anno scorso l’autrice Lena McDonald è stata criticata per aver incluso nel suo libro un passaggio apparentemente riscritto da un’IA “per allinearsi allo stile di J. Bree”. Episodi come questo mostrano quanto sia delicato il tema dell’imitazione stilistica.
Come si comportano gli altri modelli IA
Non esiste un approccio uniforme nel settore:
- Google Gemini continua a imitare gli autori senza restrizioni evidenti.
- Perplexity AI rifiuta sistematicamente le richieste, come ChatGPT.
- Anthropic Claude e Microsoft Copilot accettano le richieste ma con avvertenze che mostrano consapevolezza del problema.
La mancanza di standard condivisi evidenzia quanto il tema sia ancora in evoluzione.
Implicazioni legali e culturali
Secondo esperti come Robert Brauneis, la capacità dell’IA di imitare stili personali “in modo economico e su larga scala” è una novità assoluta. Questo scenario richiede nuove riflessioni normative e un equilibrio tra creatività assistita e tutela degli autori.
Le reazioni degli utenti
Molti utenti storici di ChatGPT lamentano che le nuove restrizioni rendono più difficile ottenere contenuti creativi altamente personalizzati. Alcuni cercano soluzioni alternative, come fornire al modello testi propri da usare come base stilistica.