CUKTECH Power Exoskeleton: l’esoscheletro va a power bank
Con CUKTECH Power Exoskeleton il produttore conosciuto per caricabatterie e power bank entra nella robotica indossabile. L’esoscheletro pesa 2,5 kg, raggiunge 34 N·m di coppia e promette fino al 35% di assistenza al movimento. La particolarità? Non utilizza una batteria fissa, ma i power bank CUKTECH.
Per oltre dieci anni CUKTECH ha lavorato quasi esclusivamente su energia portatile, caricabatterie e power bank. A IFA Berlin 2026, però, il produttore ha deciso di mostrare dove potrebbe portare quell’esperienza.
Il risultato è CUKTECH Power Exoskeleton Kit, il primo prodotto dell’azienda dedicato alla robotica indossabile.
Non parliamo quindi dell’ennesimo caricatore più potente o di una nuova power station da scrivania. CUKTECH ha progettato un esoscheletro per gli arti inferiori capace di assistere la camminata, affrontare scale e pendenze e seguire i movimenti dell’utilizzatore.
La soluzione più curiosa riguarda proprio l’alimentazione. Invece di integrare una batteria fissa, l’esoscheletro utilizza power bank CUKTECH sostituibili.
CUKTECH Power Exoskeleton sfrutta power bank intercambiabili
La scelta permette di affrontare in modo differente uno dei problemi principali dei dispositivi indossabili motorizzati: l’autonomia.
Con una batteria integrata, quando l’energia finisce bisogna fermarsi e ricaricare l’intero prodotto. CUKTECH consente invece di sostituire rapidamente il power bank e continuare a utilizzare l’esoscheletro.
L’utente può inoltre scegliere una capacità diversa in base alla durata prevista dell’attività.
C’è anche un altro dettaglio interessante. Lo stesso power bank può alimentare contemporaneamente smartphone, fotocamere e altri dispositivi portatili, riducendo il numero di batterie da portare con sé durante escursioni o attività prolungate.
È una soluzione molto coerente con la storia del produttore. CUKTECH non cerca di nascondere le proprie origini nel settore della ricarica, ma le utilizza come base per entrare in una categoria completamente nuova.
Fino al 35% di assistenza al movimento
Il sistema utilizza diversi sensori per analizzare il movimento degli arti inferiori e interpretare in tempo reale l’intenzione dell’utilizzatore.
CUKTECH parla di riconoscimento multimodale dell’intenzione di movimento, con regolazioni automatiche quando si passa da terreno pianeggiante a una salita oppure a una scala.
La coppia massima dichiarata raggiunge 34 N·m, mentre l’assistenza può arrivare fino al 35%.
Il produttore indica inoltre una velocità supportata fino a 18 km/h. Questo significa che l’esoscheletro non nasce esclusivamente per una camminata lenta, ma anche per attività più dinamiche.

Fibra di carbonio e peso di 2,5 kg
Per mantenere contenuto il peso, CUKTECH utilizza una struttura in fibra di carbonio.
L’intero esoscheletro pesa appena 2,5 kg, dato interessante considerando la presenza di motori, sensori e sistema di controllo.
La struttura può inoltre essere ripiegata per facilitare trasporto e stoccaggio, mentre un sistema di sgancio rapido consente di indossarla o rimuoverla più velocemente.
L’azienda descrive anche una vestibilità progettata per distribuire la pressione durante utilizzi prolungati.
Sono aspetti che andrebbero naturalmente verificati con una prova reale. Su un prodotto indossato durante attività fisica, infatti, ergonomia e distribuzione dei pesi contano almeno quanto i numeri dichiarati sulla scheda tecnica.
Escursionismo, scale e ricerca: a cosa serve
CUKTECH immagina applicazioni molto differenti.
Tra gli utilizzi citati troviamo escursionismo in montagna, assistenza alla mobilità quotidiana, salita delle scale e corsa all’aperto.
L’azienda parla anche di ricerca e soccorso, sicurezza e produzioni cinematografiche, situazioni nelle quali diminuire parte dello sforzo sulle gambe potrebbe essere utile durante attività prolungate.
Viene citato anche il supporto alla riabilitazione. Qui, però, è importante non trasformare una possibile applicazione in una promessa medica: CUKTECH non presenta nel materiale fornito l’esoscheletro come sostituto di dispositivi clinici certificati.
Più interessante è considerarlo, almeno in questa fase, come una piattaforma di assistenza motorizzata alla mobilità.
Perché CUKTECH entra negli esoscheletri
Il passaggio può sembrare molto più strano di quanto sia realmente.
Un esoscheletro portatile dipende fortemente dalla gestione dell’energia. Servono batterie compatte, sistemi di distribuzione della potenza, controllo termico ed elettronica capace di gestire variazioni rapide del carico.
Sono aree nelle quali CUKTECH lavora da anni.
La società nasce inoltre dall’esperienza di ZMI e dichiara oltre 30 milioni di power bank venduti nel mondo. L’ingresso nella robotica diventa quindi un modo per trasferire competenze già sviluppate verso un prodotto completamente diverso.
CUKTECH definisce Power Exoskeleton il proprio primo passo nella wearable robotics, lasciando intendere che non si tratti necessariamente di un esperimento isolato.
Non solo esoscheletri: CUKTECH porta a IFA anche 300 W da scrivania
La robotica è stata la sorpresa, ma CUKTECH non ha dimenticato il settore nel quale è già conosciuta.
Tra i prodotti mostrati a Berlino troviamo CUKTECH 30 Charging Station, una soluzione desktop progettata per alimentare contemporaneamente più dispositivi.
Il dato più particolare è l’uscita DC fino a 300 W, pensata anche per notebook gaming che necessitano di potenze molto superiori rispetto a quelle gestite dai normali caricabatterie USB-C.
Sono presenti inoltre porte USB-C con supporto PD 3.1 fino a 140 W, compatibilità con Xiaomi 120 W, UFCS e numerosi altri protocolli di ricarica.
Un display IPS da 1,83 pollici mostra potenza totale, consumo delle singole porte, temperatura e curve di ricarica in tempo reale.
L’obiettivo è evitare che notebook ad alte prestazioni riducano CPU e GPU perché il caricatore non riesce a fornire energia sufficiente durante i carichi più pesanti.

CUKTECH 10 Ultra mette 100 W in un caricatore compatto
Più tradizionale, ma decisamente più trasportabile, è CUKTECH 10 Ultra Power Charger.
Il caricatore utilizza tecnologia GaN e mette a disposizione tre USB-C e una USB-A, con una singola porta Type-C capace di arrivare fino a 100 W.
Anche qui troviamo un display, questa volta da 1,57 pollici, che permette di controllare potenza e andamento della ricarica.
CUKTECH ha inoltre previsto quattro modalità intelligenti: AI Smart, Apple Ecosystem, Max Power e Balanced.
L’idea è modificare automaticamente la distribuzione dell’energia in base ai dispositivi collegati, evitando di trattare allo stesso modo un notebook e un paio di auricolari.

Una power station da scrivania con display removibile
L’altro prodotto interessante è la nuova soluzione desktop da 120 W, mostrata fuori dal mercato domestico per la prima volta proprio a IFA.
Integra tre porte USB-C, una USB-A e due prese AC, diventando quindi una sorta di centro di alimentazione per l’intera scrivania.
La parte più particolare è l’Omni Screen, un display da 2,8 pollici con forma piramidale che può essere separato dall’unità principale.

Il collegamento avviene tramite contatti magnetici pogo pin e il display mostra informazioni come wattaggio, tensione e potenza residua.
La connettività Wi-Fi permette inoltre l’integrazione con Mi Home, creando un collegamento diretto con l’ecosistema smart Xiaomi.
Dai caricabatterie alla robotica indossabile
Tra una stazione da 300 W, un caricatore GaN da 100 W e un hub da scrivania, sarebbe facile considerare IFA 2026 come una normale evoluzione del catalogo CUKTECH.
L’esoscheletro cambia completamente la prospettiva.
Power Exoskeleton Kit porta l’energia portatile direttamente sul corpo, sfruttando i power bank non soltanto per ricaricare un dispositivo, ma per contribuire fisicamente al movimento di chi lo indossa.
È anche la dimostrazione di quanto le tecnologie nate intorno alle batterie stiano diventando centrali in categorie molto lontane dagli accessori per smartphone.
Ora mancano informazioni fondamentali, soprattutto prezzo, autonomia effettiva e disponibilità commerciale internazionale. Saranno questi dati a stabilire quanto CUKTECH Power Exoskeleton possa diventare un prodotto realmente accessibile e non soltanto una dimostrazione tecnologica.
L’idea, però, è decisamente curiosa: dopo anni passati a costruire power bank capaci di alimentare i nostri dispositivi, CUKTECH vuole usarli anche per dare una mano alle nostre gambe.

