Smart glasses, ora c’è un software che può trovarli
Gli smart glasses assomigliano sempre più a normali occhiali, ma continuano a emettere segnali wireless. Bastille Networks ha sviluppato una funzione capace di riconoscerne la firma radio e localizzarli con una precisione dichiarata di 1-3 metri, pensando soprattutto ad aziende, strutture governative e ambienti dove registrare non è consentito.
Gli occhiali intelligenti stanno diventando più discreti, leggeri e soprattutto molto meno riconoscibili rispetto alle prime generazioni.
Prodotti come Ray-Ban Meta hanno contribuito a normalizzare un formato che, osservato velocemente, può sembrare quello di un normale paio di occhiali.
La differenza è che all’interno possono esserci fotocamere, microfoni, memoria e connessioni wireless.
Per un ufficio normale può rappresentare semplicemente una nuova categoria di wearable. In un laboratorio, un data center o una struttura governativa, invece, potrebbe diventare un problema di sicurezza.
Bastille Networks ha quindi introdotto una nuova capacità nella propria piattaforma di sicurezza wireless: rilevare e localizzare gli smart glasses attraverso i segnali radio che emettono.
Gli smart glasses possono essere trovati dalla firma radio
La soluzione non cerca di riconoscere fisicamente gli occhiali tramite telecamere.
Bastille analizza invece continuamente lo spettro radio all’interno dell’edificio.
La piattaforma dell’azienda monitora già dispositivi che comunicano tramite Wi-Fi, Bluetooth e reti cellulari, costruendo una sorta di mappa dell’ambiente wireless.
Con il nuovo aggiornamento può riconoscere anche le caratteristiche radio associate agli smart glasses.
Secondo Bastille, quando un dispositivo compatibile entra nell’area monitorata, il sistema può identificarlo nel giro di pochi secondi.
Dopo il rilevamento ne viene stimata anche la posizione fisica, con una precisione dichiarata compresa tra uno e tre metri.
A quel punto può essere generato un avviso destinato al personale di sicurezza.
Nessun nuovo sensore per chi usa già Bastille
Un aspetto interessante riguarda l’implementazione.
Non stiamo parlando di un nuovo rilevatore dedicato esclusivamente agli occhiali smart. La funzione viene aggiunta alla piattaforma Bastille esistente tramite software.
I clienti che utilizzano già l’infrastruttura riceveranno la capacità di localizzazione degli smart glasses attraverso un successivo aggiornamento dell’abbonamento.
Secondo l’azienda, quindi, non sarebbe necessario installare nuova infrastruttura hardware negli ambienti già coperti dal sistema.
Perché gli smart glasses preoccupano le aziende
Il problema nasce proprio dalla loro evoluzione.
Uno smartphone è facile da riconoscere e può essere lasciato all’ingresso di una struttura sensibile. Individuare un paio di occhiali dotati di fotocamera è molto meno immediato.
Inoltre il classico LED che segnala una registrazione non rappresenta necessariamente una protezione sufficiente.
Bastille sostiene che questi indicatori possano essere modificati o disabilitati. Anche la registrazione può avvenire senza coinvolgere direttamente la rete aziendale.
Gli occhiali possono infatti comunicare con lo smartphone del proprietario tramite Bluetooth e utilizzare successivamente la connessione cellulare del telefono.
Questo significa che parte del traffico potrebbe aggirare completamente la rete Wi-Fi aziendale e quindi sfuggire ai normali strumenti di monitoraggio IT.
Ed è qui che entra in gioco il controllo dello spettro radio.
Bastille non deve necessariamente conoscere ciò che viene registrato o trasmesso. Cerca invece di stabilire che quel particolare dispositivo wireless sia presente e dove si trovi.
Smart glasses e sicurezza: anche l’US Air Force ha introdotto restrizioni
L’attenzione verso questi dispositivi non riguarda soltanto le aziende private.
Nel 2026 l’US Air Force ha aggiornato le proprie regole sull’abbigliamento e sull’utilizzo dei dispositivi elettronici.
Le nuove indicazioni vietano al personale in uniforme di indossare smart glasses dotati di fotocamera, registrazione video o funzionalità di intelligenza artificiale.
È importante però definire correttamente la misura.
Non si tratta di un divieto generale negli Stati Uniti né di un bando assoluto degli smart glasses da parte delle forze armate. È una restrizione specifica sull’utilizzo mentre il personale dell’Air Force è in uniforme.
Il provvedimento mostra comunque quanto questa categoria stia entrando anche nelle valutazioni legate alla sicurezza fisica e alla protezione delle informazioni.
Un problema destinato a crescere
Secondo i dati citati da Bastille, nel 2025 sarebbero stati venduti oltre 7 milioni di smart glasses nel mondo.
L’azienda richiama inoltre una previsione di Omdia secondo cui le spedizioni annuali potrebbero raggiungere 21 milioni di unità entro il 2030.
Con numeri simili diventa difficile pensare che ogni persona che entra in un ufficio possa essere controllata manualmente alla ricerca di una fotocamera nascosta negli occhiali.
E i dispositivi stanno diventando sempre meno appariscenti.
Bastille racconta anche di aver rilevato smart glasses in ambienti aziendali e durante DEF CON, nonostante l’evento avesse introdotto restrizioni sul loro utilizzo. Durante una singola presentazione, il sistema avrebbe registrato circa mezza dozzina di rilevamenti.
Non blocca gli occhiali, ma dice dove sono
Va infine chiarito cosa questa tecnologia non fa.
Il sistema non disattiva le fotocamere, non interferisce con le comunicazioni e non impedisce automaticamente agli smart glasses di registrare.
La funzione consiste nel rilevamento e nella localizzazione.
Spetta poi all’organizzazione decidere come comportarsi: avvisare il personale di sicurezza, verificare il dispositivo oppure applicare le proprie regole interne.
Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante della vicenda.
Gli smart glasses stanno diventando talmente simili agli occhiali tradizionali che il controllo visivo rischia di non essere più sufficiente. Bastille prova quindi a spostare il controllo su qualcosa che resta molto più difficile da nascondere: le comunicazioni radio necessarie perché questi dispositivi possano funzionare e connettersi.
Più gli occhiali intelligenti entreranno nella vita quotidiana, più il confine tra comodità, privacy e sicurezza diventerà complicato da gestire.