Ubuntu cresce più su Windows che come sistema operativo

Ubuntu cresce più su Windows che come sistema operativo

La crescita di Ubuntu su Windows tramite WSL sta superando quella dell’uso desktop nativo. Secondo Jon Seager, vicepresidente Engineering di Canonical, nei prossimi mesi gli utenti Ubuntu su Windows potrebbero diventare più numerosi di quelli che utilizzano il sistema direttamente. A spingere il fenomeno sono soprattutto sviluppo, AI e machine learning.

Per anni Windows e Linux sono stati raccontati come mondi opposti.

O si stava da una parte o dall’altra.

Oggi, invece, la situazione è molto diversa.

Grazie a Windows Subsystem for Linux, meglio conosciuto come WSL, sempre più utenti stanno utilizzando Linux direttamente all’interno di Windows.

E tra tutte le distribuzioni, Ubuntu sembra essere una delle protagoniste principali di questa trasformazione.

Ubuntu su Windows cresce più del desktop nativo

La dichiarazione più interessante arriva da Jon Seager, vicepresidente Engineering di Canonical.

Parlando con The Pragmatic Engineer, Seager ha spiegato che nell’ultimo anno la crescita dell’utilizzo di Ubuntu tramite WSL è stata significativamente superiore rispetto alla crescita dell’utilizzo desktop tradizionale.

La previsione è ancora più interessante.

Secondo Seager, nei prossimi mesi potremmo arrivare a vedere più utenti Ubuntu su WSL che utenti Ubuntu nativi.

Non significa che questo sorpasso sia già avvenuto.

Si tratta di una previsione basata sul ritmo di crescita osservato da Canonical.

Cos’è WSL e perché sta diventando così importante

WSL significa Windows Subsystem for Linux.

È una tecnologia che permette di eseguire un ambiente Linux direttamente dentro Windows, senza bisogno di installare un secondo sistema operativo o configurare un dual boot.

Nella forma più semplice, Ubuntu viene eseguito attraverso il terminale.

L’utente può quindi utilizzare comandi, strumenti di sviluppo, package manager e software Linux senza abbandonare Windows.

Le versioni moderne di WSL permettono però anche di eseguire applicazioni Linux con interfaccia grafica.

Questo rende l’integrazione molto più completa rispetto alle prime versioni.

Non serve più scegliere tra Windows e Linux

Ed è proprio questo il punto.

In passato, chi aveva bisogno di strumenti Linux doveva spesso installare Ubuntu in dual boot, usare una macchina virtuale oppure dedicare un computer separato.

Oggi WSL permette di mantenere Windows come sistema principale e utilizzare Ubuntu quando serve.

Per molti sviluppatori è una soluzione molto più semplice, soprattutto in ambito aziendale, dove spesso non si può scegliere liberamente quale sistema operativo installare.

AI e machine learning spingono Ubuntu su Windows

Seager indica in particolare AI e machine learning come due dei settori che stanno accelerando l’adozione.

Molti framework importanti sono infatti progettati prima di tutto pensando a Linux.

Tra gli esempi citati troviamo PyTorch, Hugging Face Transformers e JAX.

Chi lavora con questi strumenti spesso preferisce un ambiente Linux perché documentazione, dipendenze e workflow risultano più naturali.

Ubuntu è inoltre molto diffuso nell’ecosistema Nvidia CUDA, utilizzato per sfruttare le GPU nei carichi di intelligenza artificiale e machine learning.

Per questo motivo molti sviluppatori scelgono proprio Ubuntu come distribuzione Linux di riferimento.

Il problema è che molti lavorano su PC Windows

Qui entra in gioco WSL.

Non tutti possono semplicemente formattare il computer e installare Ubuntu.

Molti sviluppatori ricevono dal proprio datore di lavoro un notebook Windows.

Altri utilizzano software aziendali che richiedono l’ambiente Microsoft.

Altri ancora preferiscono mantenere Windows per compatibilità con applicazioni, periferiche e strumenti utilizzati ogni giorno.

WSL permette di risolvere il problema senza compromessi troppo pesanti.

L’utente mantiene Windows e apre Ubuntu soltanto quando ne ha bisogno.

Per chi lavora con AI o sviluppo software, questa flessibilità può essere molto più comoda rispetto a un’installazione Linux completa.

Ubuntu nativo non sparisce, ma cambia il modo di usarlo

Il dato non significa che Ubuntu desktop stia scomparendo.

Significa piuttosto che sta cambiando il modo in cui una parte crescente degli utenti accede all’ecosistema Ubuntu.

Invece di utilizzare Linux come sistema operativo principale, lo utilizzano come ambiente di lavoro specializzato dentro Windows.

È un cambiamento interessante anche dal punto di vista culturale.

Per anni il dibattito tra Windows e Linux è stato molto polarizzato.

Oggi, invece, i due sistemi vengono sempre più spesso utilizzati insieme.

WSL rende Linux più accessibile agli sviluppatori

Uno dei grandi vantaggi di WSL è proprio la riduzione della barriera d’ingresso.

Un utente Windows può installare Ubuntu senza dover cambiare completamente ambiente.

Può provare comandi Linux, strumenti di sviluppo e framework senza rinunciare alle proprie applicazioni Windows.

Per chi si avvicina per la prima volta a Linux, questo può essere molto meno traumatico rispetto a una migrazione completa.

Allo stesso tempo, gli sviluppatori più esperti possono costruire workflow ibridi molto potenti.

Editor, browser e applicazioni Windows possono convivere con terminale, toolchain e servizi Linux.

L’AI sta accelerando questa convergenza

La crescita dell’intelligenza artificiale rende questa combinazione ancora più utile.

Molti strumenti AI nascono e vengono testati prima in ambienti Linux.

Allo stesso tempo, gran parte del mondo aziendale continua a utilizzare Windows.

WSL crea quindi un ponte naturale tra i due ecosistemi.

Ed è proprio per questo che Seager considera molto probabile un futuro nel quale Ubuntu su Windows diventi il modo più diffuso di utilizzare Ubuntu.

Non perché Windows stia sostituendo Linux.

Al contrario, perché Windows sta diventando uno dei principali veicoli attraverso i quali gli utenti accedono a Linux.

Una situazione impensabile fino a pochi anni fa

La parte quasi ironica della vicenda è storica.

Per decenni Windows e Linux sono stati presentati come rivali incompatibili.

Oggi Microsoft integra Linux direttamente nel proprio sistema operativo, mentre Canonical vede Windows come uno dei principali motori di crescita di Ubuntu.

È un ribaltamento notevole.

Il famoso “anno di Linux” potrebbe quindi non arrivare con milioni di persone che abbandonano Windows.

Potrebbe arrivare in una forma molto diversa: milioni di utenti Windows che utilizzano Linux ogni giorno senza lasciare Windows.

Ubuntu su Windows potrebbe diventare la norma

La previsione di Canonical va letta proprio in questa direzione.

Se il ritmo di crescita attuale continuerà, Ubuntu tramite WSL potrebbe presto superare Ubuntu desktop per numero di utenti.

Per sviluppatori, professionisti AI e aziende, il vantaggio è evidente.

Non bisogna più scegliere tra compatibilità Windows e strumenti Linux.

Si possono avere entrambi.

Ed è forse questo il cambiamento più importante.

La rivalità tra Windows e Linux non è sparita, ma nella vita reale degli sviluppatori sta diventando sempre meno rilevante.

Perché quando due sistemi possono lavorare bene insieme, scegliere per forza uno solo perde molto del suo significato.

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