Addio ai modelli Plus: Apple detta la rotta, Samsung risponde con Galaxy S26 Edge
C’è un filo invisibile che unisce Apple e Samsung, e non da oggi. Ogni volta che Apple decide di cambiare qualcosa nella sua lineup, l’intero settore smartphone sembra scattare sull’attenti. Può essere un dettaglio, un nome, persino l’eliminazione di una porta. La storia ci ha insegnato che ciò che parte da Cupertino, nel giro di poco tempo, diventa prassi diffusa.
Ed è quello che sta succedendo ancora una volta. Con iPhone 17, Apple manda in pensione i modelli Plus. Al loro posto arriva iPhone 17 Air, un nome che non nasce dal nulla: “Air” è un marchio che ha già un peso enorme, perché identifica da anni i prodotti più sottili e leggeri della mela, dagli iconici MacBook agli iPad. E, puntuale come un orologio, anche Samsung si muove: la serie Galaxy S26 abbandonerà il formato Plus, rilanciando invece il marchio Edge, legato ai display curvi che fecero scalpore quasi dieci anni fa.

Questa doppia mossa dice molto più di quanto sembri. Non si tratta soltanto di marketing o di un cambio di nome: è il segno di come l’industria stia voltando pagina, semplificando le gamme e puntando su identità più chiare.
Apple, il solito “metronomo” del settore
Chi segue la tecnologia da vicino sa che non è la prima volta che succede. Anzi, è quasi un copione già scritto.
Quando Apple tolse il jack audio dall’iPhone 7, fu una rivoluzione: all’inizio sembrava un azzardo folle, oggi è difficile trovare un top di gamma con quella porta. Con iPhone X, Apple introdusse il notch: molti lo criticarono, eppure nel giro di due anni i produttori Android si inventarono ogni possibile variazione, dalla tacca a goccia ai fori nel display.
La forza di Apple è tutta qui: può permettersi di imporre scelte che all’inizio fanno discutere, salvo poi diventare lo standard di riferimento. Non è sempre la prima a innovare, ma è quella che riesce a “convalidare” un’idea agli occhi del mercato. Ora accade lo stesso con la lineup: prima è sparito il modello Mini, ora è il turno dei Plus.
Perché addio ai modelli intermedi
La ragione è più semplice di quanto sembri. I modelli Plus, sia per Apple che per Samsung, hanno sempre sofferto di una certa ambiguità: più grandi dei base, ma non abbastanza distintivi rispetto ai Pro o agli Ultra.
In altre parole, erano telefoni che parlavano a un pubblico ristretto, mentre le vendite vere e proprie correvano su due binari: i modelli compatti “mainstream” e i top assoluti per chi cerca il massimo.
Eliminare i Plus significa semplificare e rendere più leggibile l’offerta. Apple lo fa con un nome dal richiamo immediato, Air, che comunica leggerezza e raffinatezza. Samsung risponde con Edge, rievocando quell’era in cui i bordi curvi erano un segno di esclusività e differenziazione.

Samsung segue, ma con una propria firma
Che Samsung guardi ad Apple non è un mistero. La confezione senza caricatore? Prima mossa di Cupertino, poi replicata in Corea. L’idea di ridurre i modelli e spingere di più sull’ecosistema Galaxy? Ancora una volta, risposta diretta a quello che Apple fa da anni con i suoi dispositivi.
Eppure, sarebbe ingiusto dire che Samsung si limita a copiare. La sua forza è sempre stata quella di reinterpretare la direzione di Apple aggiungendo una firma personale. Con Edge ripropone un design che aveva lasciato il segno, con i foldable ha osato dove Apple per ora resta a guardare, con la S-Pen ha creato un’esperienza che nessun altro è riuscito a replicare davvero.
Il risultato è che sì, Samsung segue il ritmo imposto da Cupertino, ma lo fa cercando di danzare con passi propri.
Cosa significa per gli utenti
Il cambiamento porta con sé un effetto collaterale: meno scelta. Le lineup diventano più snelle e razionali, ma perdono quelle “sfumature” che potevano incontrare i gusti di nicchie particolari. Lato positivo, per l’utente medio sarà più facile orientarsi: l’offerta si riduce a pochi modelli con caratteristiche ben definite.
Per esempio:
- Apple avrà iPhone 17, 17 Pro, 17 Air e 17 Pro Max.
- Samsung porterà Galaxy S26, S26 Edge e S26 Ultra.
Una struttura più chiara, meno affollata. Ma anche più rigida.

Conclusione
Guardando al passato, la storia si ripete. Apple prende una decisione, Samsung la segue a ruota, e alla fine tutto il mercato si adegua.
È stato così con il jack audio, con i display edge-to-edge, con le confezioni minimaliste, e ora con la scomparsa dei modelli Plus.
Non è un segno di debolezza per Samsung, ma la conferma che Cupertino resta ancora oggi il vero metronomo dell’industria. Nel 2025, a quasi vent’anni dal primo iPhone, Apple continua a dettare la rotta: decide cosa eliminare e cosa introdurre, e i concorrenti si adeguano.
Per noi consumatori significa scelte più semplici, ma anche lineup sempre più simili tra loro. L’unica vera differenza la faranno i dettagli: il design, l’ecosistema, la capacità di un brand di mettere un “segno distintivo” dentro un mare di telefoni che, a guardarli bene, finiscono per assomigliarsi sempre di più.