Escobar Fold, truffa confermata: il CEO si dichiara colpevole di frode

Un bluff da manuale: la truffa degli Escobar Fold è realtà

Era tutto troppo bello per essere vero. Smartphone pieghevoli placcati in oro venduti a meno di 400 dollari, video virali con nomi noti della tecnologia, l’aura controversa del cognome Escobar. E in effetti, non era vero per niente.

Olof Gustafsson, CEO svedese di Escobar Inc., si è ufficialmente dichiarato colpevole di sei capi d’imputazione tra cui frode telematica, postale e riciclaggio di denaro. A riportarlo è TechSpot, che cita documenti del tribunale federale di Los Angeles, dove l’imputato rischia ora fino a 20 anni di carcere per ogni capo di frode, e 10 per ogni accusa di riciclaggio. La sentenza è prevista per il 5 dicembre.

Escobar Fold e le promesse mancate

La saga dei dispositivi Escobar Fold è iniziata nel 2019, con il lancio del Fold 1, in realtà un Royole FlexPai ribattezzato, venduto a 349 dollari. Nel 2020 arrivò il Fold 2, nient’altro che un Samsung Galaxy Fold con adesivi dorati, proposto a 399 dollari. Il tutto condito da marketing aggressivo, immagini accattivanti e testimonial inconsapevoli.

Il problema? Quasi nessun cliente ha mai ricevuto il dispositivo acquistato. In cambio, molti hanno ricevuto libri, certificati o altri oggetti brandizzati Escobar, sufficienti però a generare una bolla di falsi tracciamenti di spedizione. Questi venivano usati da Gustafsson per dimostrare a PayPal, Klarna e altri operatori di pagamento che il prodotto era stato consegnato, bloccando così i rimborsi.

La truffa si estende: non solo smartphone

Il piano messo in atto da Escobar Inc. non si fermava ai pieghevoli. Tra i prodotti coinvolti figurano anche lanciafiamme da 249 dollari, in stile “Not-a-Flamethrower” di Elon Musk, e iPhone placcati in oro. Anche in questi casi, la maggior parte degli acquirenti non ha mai ricevuto quanto ordinato.

Gustafsson ha anche ammesso di aver spedito prototipi rudimentali a influencer tech per generare buzz mediatico. Tra questi, spicca il noto video di MKBHD, che ha involontariamente contribuito al successo della truffa, pur smascherandone le incongruenze.

Il punto di rottura: arresto, estradizione e patteggiamento

Arrestato in Spagna nel 2022 ed estradato negli Stati Uniti a marzo 2025, Olof Gustafsson ha accettato un patteggiamento che prevede la restituzione di 1,3 milioni di dollari, il congelamento dei conti bancari e la rinuncia a ogni profitto illecito. Solo a suo nome, oltre 300.000 dollari erano stati trasferiti da vittime della frode.

Intanto, il fratello del famigerato Pablo Escobar, Roberto Escobar, continua a rivendicare la legittimità del nome e dei progetti tech. Celebre la sua dichiarazione del 2019: “Voglio che la gente possa bruciare soldi, come facevamo io e Pablo”, rilasciata durante la presentazione del lanciafiamme Escobar. Il risultato? Migliaia di clienti truffati ben prima di avere qualcosa da incendiare.

Un caso da manuale: lezione (amara) per il mondo tech

Quello degli Escobar Fold è uno dei casi più eclatanti di frode tecnologica moderna, un mix di provocazione, falsi prodotti e sfruttamento della viralità social. Ha messo in luce quanto sia facile ingannare anche gli appassionati più esperti, se la confezione è seducente e il prezzo irresistibile.

Questa vicenda dovrebbe far riflettere. In un’epoca in cui ogni novità sembra dietro l’angolo, è fondamentale verificare sempre le fonti, diffidare delle offerte troppo convenienti e ricordarsi che, anche online, non tutto ciò che luccica è oro. Nemmeno se ci sono gli Escobar di mezzo.

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