Snapdragon 8 Elite 3 in due versioni con processo a 2 nm
Qualcomm segue il modello Apple: due varianti per Snapdragon 8 Elite 3
Qualcomm potrebbe rivoluzionare la propria linea di chip flagship con Snapdragon 8 Elite 3, adottando una strategia simile a quella di Apple con i chip della serie A. Invece di una sola versione, il chip 2026 dell’azienda californiana potrebbe arrivare in due varianti: una base e una “Pro”, entrambe realizzate con il processo produttivo a 2 nm.
Il cambiamento non è solo tecnico, ma anche strategico e commerciale. Con questa mossa, Qualcomm punta a differenziare l’offerta, rendendo la piattaforma più accessibile a produttori con target diversi. L’idea è fornire una versione economica, moderna ma più abbordabile, per coprire la fascia medio-alta del mercato, e al contempo spingere la variante Pro verso dispositivi ultra-premium.
Entrambe le varianti saranno prodotte da TSMC, confermando la fiducia nell’azienda taiwanese. La Samsung Foundry, che ha faticato a ottenere ordini recenti, resterà esclusa dalla produzione. Questo dettaglio non è irrilevante: mostra come Qualcomm intenda affidarsi solo al meglio per il salto generazionale verso i 2 nm.
Produzione a 2 nm: prestazioni top, ma anche costi in aumento
La nuova architettura a 2 nanometri porterà miglioramenti significativi in termini di efficienza energetica e prestazioni computazionali, ma comporterà anche aumenti di prezzo non trascurabili.
Secondo fonti industriali, i costi di produzione dei chip Snapdragon 8 Elite 3 saranno sensibilmente più alti rispetto alla generazione attuale. Questo potrebbe avere due conseguenze dirette:
- alcuni produttori potrebbero rinunciare a usare i nuovi chip, preferendo alternative più economiche per mantenere bassi i prezzi dei propri smartphone;
- altri potrebbero adottare solo la versione base del chip, con prestazioni comunque elevate, ma a costi inferiori rispetto al modello “Pro”.
In questo contesto, MediaTek potrebbe approfittare della situazione per conquistare quote nei segmenti dove Snapdragon 8 Elite 3 Pro risulterebbe troppo costoso.
Nel frattempo, Samsung lavora a una risposta: l’Exynos 2600, anch’esso a 2 nm, dovrebbe debuttare con la serie Galaxy S26. Dopo i ritardi con Exynos 2500, destinato inizialmente ai Galaxy S25 ma poi escluso, Samsung punta a recuperare terreno e affrancarsi dalla dipendenza da Qualcomm, almeno sui mercati selezionati.
Una strategia a lungo termine: differenziazione e marketing in stile Apple
L’approccio di Qualcomm non è solo tecnico. È anche una scelta di posizionamento e di comunicazione di prodotto. Offrire due varianti dello stesso chip – una standard e una Pro – consente ai produttori di differenziare le proprie gamme in modo simile a quanto fa Apple con gli iPhone.
Ad esempio, i modelli base di iPhone utilizzano un chip A della generazione precedente o un A-base, mentre le versioni Pro integrano l’ultimo SoC più potente. Questo permette di marcare una differenza chiara tra le due fasce di prodotto, giustificando differenze di prezzo e posizionamento.
Qualcomm potrebbe sfruttare la stessa logica con Snapdragon 8 Elite 3, rendendo la variante base più appetibile per produttori attenti ai costi – come nel caso del possibile utilizzo di un chip Snapdragon “lite” su Galaxy Z Flip 7 – e spingendo la versione completa nei top di gamma assoluti come Galaxy Z Fold 7 o Xiaomi 16 Ultra.
Il rilascio di Snapdragon 8 Elite 3 è atteso per il 2026, anno in cui sfiderà direttamente i chip A20 di Apple, anch’essi attesi con architettura a 2 nm.