TSMC minaccia di rivedere gli investimenti in Arizona se scatteranno i dazi sui chip
TSMC lancia un avvertimento alla Casa Bianca. L’azienda taiwanese ha chiesto l’esenzione dai dazi per i chip importati, altrimenti potrebbe rivedere i suoi piani negli Stati Uniti.
Nuovi dazi minacciano l’espansione dei chip in USA
Lo scorso aprile, il Segretario al Commercio Howard Lutnick ha parlato della possibilità di introdurre dazi sui semiconduttori. Queste tariffe potrebbero entrare in vigore tra maggio e giugno.
I dazi riguarderebbero smartphone, computer, chip e altri prodotti tecnologici. TSMC produce la maggior parte dei suoi chip in Taiwan, mentre solo uno dei tre stabilimenti promessi in Arizona è attivo.
Il rischio è concreto: se gli USA impongono dazi sulle importazioni, i chip TSMC destinati al mercato americano diventeranno più costosi. L’azienda non vuole assorbire questi costi e non vuole nemmeno scaricarli sui clienti.
La posizione di TSMC: niente dazi o meno investimenti
Per rispondere a questa situazione, TSMC ha scritto una lettera al Dipartimento del Commercio. Il messaggio è diretto:
“Per permettere investimenti come quelli di TSMC Arizona, servono esenzioni da dazi e restrizioni.”
L’azienda ha già speso miliardi per costruire una fabbrica operativa. Due impianti sono ancora in fase di progettazione. Ce ne sono altri tre previsti per il futuro.
In totale, TSMC potrebbe investire fino a 165 miliardi di dollari in Arizona. Ma tutto dipende dalla politica dei dazi. Se le tariffe dovessero entrare in vigore, TSMC potrebbe rallentare o annullare gli altri progetti.
Chip avanzati e tecnologia americana: il nodo Arizona
Il nuovo impianto in costruzione produrrà chip a 2nm e 1.6nm con la tecnologia Super Power Rail. Questo metodo fornisce energia dal retro del chip e migliora le prestazioni.
Secondo TSMC, l’Arizona ospiterà il 30% della capacità globale dell’azienda per chip a 2nm e oltre. Un dato che mostra l’importanza strategica dello stabilimento anche per la sicurezza tecnologica degli USA.
TSMC avvisa: a rischio anche Apple e Nvidia
TSMC non lavora solo per sé. I suoi clienti americani sono giganti del settore: Apple, AMD, Nvidia e altri.
Se gli Stati Uniti introducono i dazi, i clienti USA potrebbero ridurre gli ordini. Questo ridurrebbe anche l’utilizzo delle fabbriche TSMC sul suolo americano.
Nella lettera, l’azienda ha specificato:
“Una domanda inferiore da parte dei nostri clienti statunitensi potrebbe ridurre l’utilizzo dei nostri impianti USA.”
Una partita economica e politica
Il tema dei dazi ai chip coinvolge non solo TSMC, ma anche la politica industriale americana. Se Trump o la futura amministrazione dovessero introdurre tariffe sui semiconduttori, la risposta di TSMC potrebbe essere dura.
L’azienda ha già messo le carte in tavola. Vuole continuare a investire in America, ma solo a patto di poterlo fare senza penalizzazioni fiscali.