Recensione Wiko WiSHAKE Pocket: bene ma non benissimo

I WiSHAKE Pocket sono degli auricolari wireless non in-ear, appena lanciati sul mercato da Wiko all’interessante prezzo di 30 euro circa. Incuriosito, come già accaduto in passato, dagli accessori commercializzati dalla casa franco-cinese, ho deciso di acquistarli per verificarne l’effettivo valore in termini di utilità, eleganza, comodità, ecc…Vediamo come è andata.

Unboxing

La confezione di vendita include, oltre al manuale d’uso comprensivo di lingua italiana, il case piuttosto compatto che promette 3 ricariche complete ed è dotato di ingresso USB-C e il relativo cavo USB-A / USB-C. Di seguito vi propongo una breve video anteprima:

Specifiche e prime impressioni

Ecco le specifiche tecniche di maggior rilievo:

  • Bluetooth 5.0
  • Range operativo: max 10 metri
  • Auricolari con superficie touch
  • Peso: 4 grammi (singolo auricolare)
  • Colore bianco lucido
  • Ingresso alimentazione della custodia dotata di LED di stato: USB-C (DC 5V – 1A)
  • Tempo di ricarica auricolari: 35 minuti
  • Tempo di ricarica custodia: 1.5 ore
  • Certificazione IPX4 che ne attesta la resistenza contro gli spruzzi d’acqua
  • Tempo max di riproduzione/conversazione degli auricolari: 4 ore
  • Tempo max di riproduzione/conversazione considerando anche la custodia: 16 ore
  • Possibilità di utilizzare gli auricolari singolarmente
  • Compatibilità con Android e iOS

Non è presente alcuna soppressione attiva del rumore, cosa della quale non mi sono stupito, dato il prezzo.

Ho effettuato l’accoppiamento con uno Zenfone 6, con un vecchio Moto Z Play e con un iPad Pro e da questo punto di vista non ho sperimentato alcuna difficoltà. 

Esteticamente gli auricolari offrono un design non innovativo ma comunque moderno e gradevolecosì come quello della custodia che ho trovato compatta e abbastanza solida (da chiusa, anche se sollecitata energicamente, scricchiola solo un pochino, da aperta occorre prestare sicuramente una maggior attenzione).

Gli auricolari sono molto leggeri, comodi da indossare, lisci e dotati di una parte superiore (una sorta di bottone chiamato Pulsante Multifunzione – MF) sensibile al tocco e poco al di sotto di questa zona un LED di stato.

Pur essendo la forma dei bastoncini molto simile a quella dei WiSHAKE True Wireless 2 che avevo recensito a inizio anno, ho avuto meno problemi nel maneggiarli mentre ero a passeggio, probabilmente a causa delle dimensioni ridotte della testa dei Pocket, rispetto ai True Wireless 2.

Ammetto che l’auricolare sinistro mi è caduto due volte a causa della mia sbadataggine nel togliere la mascherina in questo maledetto periodo caratterizzato dal COVID-19, ma pur essendosi aperto in due (letteralmente) in entrambe le occasioni e dopo aver ricomposto le parti tramite una semplice pressione delle dita, in seguito non ha mai dato problemi di funzionamento.

Esperienza d’uso

L’ esperienza di ascolto relativa alla musica si e’ rivelata soddisfacente in relazione al segmento di mercato a cui appartengono i WiSHAKE Pocket. Il costo attuale è di 29,99 euro (come detto sono stati lanciati da poco in commercio) e non nutrivo grandi aspettative. Ad ogni modo il pairing è immediato e stabile mentre la resa è sufficiente per un ascolto che accompagni una sessione di allenamento, una semplice passeggiata o una qualsiasi altra attività sedentaria.
La riproduzione tende a sacrificare sia bassi che alti (ma teniamo sempre a mente la fascia di prezzo di appartenenza) e questo almeno in parte, si può ascrivere, a mio avviso, al fatto di non essere in-ear, il che porta a una minore canalizzazione del suono verso il timpano. Attenzione però, nulla che possa inficiare gravemente l’esperienza d’ascolto, ma va sottolineato che non si parla certo di un prodotto destinato agli audiofili. 

C’è però un “MA” che riguarda i video in generale e i giochi. Ho sperimentato un certo lag (in alcuni casi evidente) tra ciò che vedevo su schermo e ciò che ascoltavo via audio, nonostante l’accoppiamento coinvolgesse dispositivi dotati anch’essi di BT 5.0. Ripeto, in alcuni frangenti la mancanza di sincrono è stata più marcata, in altri molto meno (quasi impercettibile direi), ma è un aspetto da tenere in forte considerazione.

Anche per questi auricolari, come per i True Wireless 2, non esiste alcuna applicazione sviluppata dalla casa franco-cinese che possa gestire la equalizzazione o altri specifici aspetti, ma francamente non ne ho mai sentito alcuna particolare necessita’.

Dal punto di vista delle chiamate telefoniche, in ricezione, non ho da segnalare nulla di negativo mentre i miei interlocutori, nella quasi totalità delle situazioni in cui c’era traffico stradale o persone vicine a me che parlavano tra loro, hanno lamentato 1) una eccessiva cattura del suono circostante e 2) una voce poco naturale. In relazione a questi due problemi, il primo l’ho potuto constatare anche personalmente.

La gestione delle superfici touch consente di completare alcune operazioni basilari. Nello specifico:

Accensione – (oltre che tramite la rimozione dalla custodia) tocco prolungato per 1 secondo fino a quando non ascoltiamo “Power on”.

Spegnimento –  (oltre che tramite re-inserimento nella custodia) tocco prolungato per 3 secondi fino a quando non ascoltiamo “Power off”. 

Nel corso della riproduzione musicale – singolo tocco per “pausa” (singolo tocco anche per riprendere l’ascolto), doppio tocco su auricolare destro per “brano successivo” e doppio tocco su auricolare sinistro per “brano precedente” o per riavvolgere la traccia. Per alzare il volume triplo tocco su auricolare destro, per abbassarlo triplo tocco su auricolare sinistro (molto bene che si possa controllare il volume).

Nel corso della conversazione telefonica – singolo tocco, su uno dei due auricolari, per rispondere a una chiamata o per concluderla. In alternativa, con un tocco prolungato di tre secondi è possibile rifiutarla. Sia a destra che a sinistra abbiamo 1 microfono, il che ci permette di utilizzare anche solo una delle earbuds.  

La piccola superficie touch rappresentata dal pulsante MF (Multi Function) è responsiva, ma in realtà la zona sensibile al tocco è più estesa, arrivando a lambire i bordi destro e sinistro del bastoncino. Questo l’ho trovato francamente comodo, in movimento. Il fatto di poter quasi “pizzicare” l’auricolare per fargli compiere l’operazione desiderata, dona una maggior sicurezza e rapidità. 

Utilizzando la custodia, una volta aperto il coperchio, ed estratti gli auricolari questi si ricollegano automaticamente al dispositivo accoppiato in precedenza a meno che non sia passato molto tempo dall’ultimo pairing. In questo caso occorrerà ripetere la procedura, così come occorrerà ripeterla nel caso in cui si vogliano utilizzare i WiSHAKE in abbinamento a un dispositivo già accoppiato in passato, che però non è quello attualmente in uso. 

Nel corso della riproduzione multimediale se estraiamo gli auricolari dalla custodia, attivandoli quindi, l’audio dopo qualche attimo viene riprodotto attraverso di essi, mentre l’azione inversa non porta alla diffusione diretta dallo speaker del telefono (se stiamo usando un telefono, ad esempio) ma mette in pausa il media. 

Bene per ciò che riguarda l’autonomia. Con il mio utilizzo, anche se discontinuo, posso confermare per ora quanto riportato da Wiko.

Conclusioni

Se utilizzate gli auricolari per il 90% del tempo per ascoltare la musica in maniera “easy”, come sottofondo durante una qualche vostra attività, relegando il gioco e la visione di contenuti al restante 10%, direi che l’acquisto dei WiSHAKE Pocket sia da prendere in considerazione, anche perchè li ho trovati molto comodi da indossare.

Dal punto di vista telefonico portano a casa il risultato, ma attenzione ai difetti che ho riportato, primo su tutti quello del fastidioso fuori sincrono audio-video che talvolta si presenta.

A 29.99 euro (+ 4.99 euro di spese di spedizione, se acquistate dall’e-shop di Wiko) vedo comunque più luci che ombre.

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