Sony smartwatch 3: il vero best buy

Cari amici di batista70phone, in pieno controcorrente, al sopraggiungere delle temperature non più estive mi assale da sempre una smaniata voglia di smartwatch, quegli oggettini tanto odiati, criticati, amati o definiti da molti per cosi’ dire “inutili”, sopratutto per la vetusta tecnologia ancora adottata o per il fatto, e qui sono pienamente d’accordo, di ricaricarli praticamente ogni sera.

In visione di tutto ciò, mi sono promesso di colmare la mia voglia di oggetto inutile ma stiloso, con garbo e senza spendere cifre folli.

Nella mia mente giravano sempre gli stessi nomi: Huawei, Motorola, Asus ecc… ma la risposta è arrivata da una telefonata di un amico che a sorpresa mi ha proposto la vendita del suo smartwatch: il Sony smartwatch 3. Un balzo al cuore, a quello che era, alle sensazioni che avevo provato quando lo avevo preso e usato tempo fa per diverso tempo e poi rivenduto.

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Me lo ha proposto a 70 euro con 1 mese di vita. Perchè no penso, in fondo era ottimo. Ci diamo appuntamento, lo vedo, lo prendo, lo saluto. Due minuti dopo era al mio polso e da allora non l’ho più tolto.

Cerco di domandarmi allora per quale strambo motivo lo abbia venduto la prima volta, forse solo perchè era un periodo di pieno fervore, o solo per recuperare la cifra spesa in previsione di un nuovo acquisto.

Fatto sta che appena indossato mi sono reso conto di quanto fossi stato stupido a rivenderlo, si’ perché allo smartwatch di Sony non manca proprio nulla fatta eccezione del rilevatore di battito cardiaco.

Cominciando dai materiali: uno splendido cinturino solido in caucciù comodo e idrorepellente, con una chiusura deployante in metallo a doppio scatto, veramente bella e forte. Il corpo dello smartwatch è in acciaio ed è certificato IP 68, dove altri nomi blasonati la inseriscono come feature nel 2016, Sony l’aveva implementata già tempo fa e senza millantarla.

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Al primo avvio, lo schermo si presenta molto luminoso, bello, nitido e pulito con dei colori ben bilanciati e dei neri un po “grigi” ma in fondo non è uno schermo oled e quindi i miracoli non possono esserci. Dopo una veloce configurazione con android wear eccolo pronto al polso.

Mi arrivano cinque aggiornamenti, li faccio in fila, e noto come il sistema non rallenti, anzi. E’ uno dei più scattanti e senza lag all’alba di questo fine anno, dove invece i competitors android latitano ogni tanto nonostante hardware più potente e pompato.

A proposito di dati, ve li riepilogo qui: Processore  Quad ARM A7, 1.2 Ghz, 512 MB RAM, 4 GB eMMC,sensori luce ambientale, Accelerometro, Bussola, Giroscopio, GPS, Batteria da 420 mAh (fino a 2 giorni con uso normale)

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Ma passando nell’uso quotidiano posso affermare senza dubbio che questo Sony ha dalla sua alcune caratteristiche uniche e sottovalutate alla sua uscita nei negozi. Il display quadrato da 1,6 pollici ha una risoluzione di 320×320 e 283 dpi. Si traduce in una resa davvero niente male con in più un sensore di luce ambientale che mitiga la luminosità in maniera egregia e senza dover “tagliare” il display come hanno fatto altri produttori. Ma la vera chicca è lo schermo riflettente quando spento, in pratica una sorta di “pebble” che si attiva solo prima che una vostra rotazione del braccio lo risvegli mostrando il quadrante originale. Non è da sottovalutare questa feature, tutti i produttori avrebbero dovuto implementarla ed infatti non solo nella schermata “spenta” si riescono a leggere l’ora e le notifiche ma questo porta ad un dispendio di energia pari quasi a zero.

Ve ne accorgerete perchè la durata della batteria è ben più performante delle altre montate su diversi smartwatch e i due giorni pieni e stress li farete senza problemi.

Come accennavo prima, l’esperienza d’uso è poi delle migliori, sempre reattivo e senza lag, quasi a chiedersi come sia possibile che non abbia avuto il successo sperato.

Si aggiunga che lo smartwatch di Sony è anche devoto al fitness, infatti nella scheda tecnica i più avvezzi avranno notato che dispone di gps integrato, cosa questa, praticamente assente su quasi la totalità degli smartwatch. Quindi qualora vi andiate ad allenare senza portare il vostro amato smartphone, niente paura, perchè lo smartwatch di Sony terrà traccia del percorso e dell’allenamento fatto fino al vostro ritorno alla base.

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Android wear svolge egregiamente il suo lavoro, non manca nessuna app solita, i comandi vocali funzionano benissimo e altra chicca; se vi allontanate e perdete l’accoppiamento Bluetooth non vi preoccupate, appena rientrerete nel campo di azione lo smartwatch si ricollegherà automaticamente allo smartphone senza necessità del vostro intervento; sembrerebbe scontata come cosa, ma purtroppo alcuni competitore sono “caduti” su una banalità come questa.

Ma quindi non ci sono note dolenti? Sì forse una, ma facilmente aggirabile; parlo dell’intensità della vibrazione per le notifiche, per me veramente troppo bassa. Ma vi basterà scaricare un applicazione dallo store di google denominata “fell the wear” ed il gioco è fatto, avrete a disposizione la vibrazione ad intensità che più vi aggrada.

Concludo ricordandovi l’estrema è bellissima personalizzazione dei cinturini proposti da Sony, dal verde lime con un design futuristico al classico cinturino in cuoio marrone o acciaio a maglie; insomma per tutti i gusti e tasche.

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Sony smartwatch 3 all’alba di fine 2016 si conferma ancora il miglior smartwatch Android wear per qualità,assemblaggio,features, e rapporto qualità-prezzo.

Se vi piace il design, e volete spendere poco o addirittura pochissimo non esitate; con un prezzo di listino di 199 euro (ma in rete nuovo lo trovate a 100 euro senza problemi) era ed è il vero best-buy da comprare.

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