Huawei Matebook: la recensione
Cari amici, non poteva mancare all’appello la recensione del Matebook, interessante ibrido prodotto da Huawei che promette almeno sulla carta, una validissima alternativa al capostipite indiscusso della categoria; il Surface 4 pro di Microsoft. Sarà riuscita Huawei nel suo intento? Scopriamolo insieme…
Unboxing:

Tanto il materiale da sbustare nell’unboxing di questo prodotto; nella cifra di vendita di 999 euro c’è spazio veramente per una dotazione completa; Tablet, tastiera con attacco magnetico, dock multifunzione, penna (anche se nel nostro kit non era presente )oltre a cavi,manuali e adattatori. In conclusione ben tre scatole pesanti tutte da scoprire, e in effetti questo è un bene, specialmente dopo aver tirato fuori una cifra così considerevole. Nel complesso tutto è sistemato bene con materiale di ottima qualità ed eleganza e il semplice cartone diventa un contenitore elegante e di spessore. Ma passiamo al succo..


Costruzione ed Hardware :
HUAWEI MateBook si fa apprezzare per la solidità con cui è costruito, le dimensioni contenute, i bordi stretti, e l’estetica pulita che non mancherà d fare bella mostra di sé specialmente se usiamo la custodia in “eco-plastica” con la tastiera in essa contenuta di ottimo livello.

- Schermo: 12″ IPS LCD (2.160 x 1.440 pixel) con luminosità 400 nits e che riproduce l’85% del Gamut
- CPU: Intel Core M3/M5/M7 di sesta generazione (Skylake) fino a 3,1 GHz
- RAM: 4/8 GB
- Archiviazione: SSD da 128, 256 o 512 GB
- Batteria: 33,7 Wh, autonomia dichiarata 10 ore per uso “normale”
- Peso e dimensioni: 640 grammi e 6,9 mm di spessore, le cornici sono da 10 mm (rapporto schermo/cornici 84%)
- Audio: speaker stereo con tecnologia Dolby sul lato inferiore
- Colori: pannello frontale bianco con retro oro/pannello frontale nero con retro grigio
- OS: Windows 10 Home o Professional


A completare la scheda tecnica anche il lettore d’impronte sul bordo destro,prima volta presenta su un ibrido. L’espandibilità è un po’ limitata sul tablet: non esiste la possibilità di infilare una chiavetta usb, una SecureDigital o altro;tutta la connettività è affidata ad una docking station (MateDock) più adatta ad una scrivania che in mobilità.

Il sistema in generale si è rivelato non troppo maturo ; come vedremo nei test, è andato in crash in due specifiche situazioni che riguardavano la scheda grafica.
Nel complesso il tablet appare solido e abbastanza pesante, il che se da una parte rilascia un senso di soddisfazione, dall’altra ne accentua l’idea di progettazione più da “scrivania” che come portatile.
DISPLAY:

Il display del Matebook è un’unità da 12 pollici con risoluzione 2160×1440 ed un’altissima luminosità che garantisce immagini sempre molto vivide e con un ottimo angolo di visione.Sulla carta sembrerebbe un’ottimo display ma alla resa dei conti nonostante l’alta risoluzione e le ottime specifiche, il pannello mi ha un po deluso, non fosse per altro ,vi sembrerà strano,che riuscivo a scorgere qualche pixel qua e là, nulla di trascendentale intendiamoci però mi sarei aspettato un filino di più su un prodotto di tale fascia di prezzo. Apprezzabile invece il punto di nero che nonostante lo schermo LCD non delude, così come anche il gamut ben riprodotto. Ma nel macro, vi accorgerete di quanto sopra descritto. Molto bello invece l’aver ridotto al minimo le cornici, questo fa sì che lo schermo una volta accesso e sopratutto se visionate filmati, vi sembrerà più grande dei suoi 12 pollici. Lo schermo è lucido, forse proporre un alternativa con schermo opaco sarebbe stato un be colpo per Huawei, ma ricordiamoci che questo è pur sempre il loro primo tentativo nel settore.
Le cornici sottili si fanno notare piacevolmente in modalità pc; un po’ meno in modalità tablet dove occorre prestare molta attenzione a come si impugna; il rischio di toccare il touch è elevato. Le dimensioni generose, il poco grip, e il peso non esattamente basso tendono un po’ a stancare, e obbligano ad afferrare il tablet con decisione… e in queste situazioni le cornici sottili sono piuttosto penalizzanti.
Da segnalare l’assenza di fotocamera posteriore.
TASTIERA

La tastiera del Matebook si presenta in maniera elegante e sottile e se poggiata su un piano rigido (come il classico tavolo) tende a rimbalzare, ma si fanno apprezzare alcuni aspetti importanti: la corsa dei tasti è perfetta (IMHO), così come l’ampiezza, e soprattutto è retroilluminata (!); il tutto nonostante sia molto sottile. In realtà la tendenza a rimbalzare dipende molto dalla posizione in cui si tiene lo schermo: tenendolo in verticale il difetto si avverte davvero poco, ma inclinandolo nella posizione più “comoda” per scrivere, il potente magnete che unisce tablet e tastiera tende a sollevarla di 3-4mm, spazio sufficiente a farla sembrare poco stabile durante la digitazione. In fin dei conti è però una delle migliori provate su un tablet anche se i layout è internazionale e non italiano.

Il touchpad ha un attrito molto basso e questo aiuta a non affaticare il polso. Ben fatto.
PERFORMANCE
Ha senso parlare di performance su un prodotto votato 100% alla portabilità? Per alcuni (che pretendono di volerlo utilizzare come portatile) forse si, per cui eccoci a spremerlo come un limone:
CPU:

l’Intel Core m3 6Y30 si comporta davvero bene, fermando l’asticella ad un passo da processori desktop magari non di ultima generazione, ma per un processore con frequenza nominale di clock da nemmeno 1GHz, credetemi, non è per niente male!! Ad ogni modo la potenza di calcolo è sicuramente superiore alle esigenze dell’utente medio, sempre molto silenzioso e non arrivando mai a temperature “proibitive” anzi..
RAM (4GB):

davvero di buon livello la velocità della ram, soprattutto in scrittura. La capacità di 4GB è allineata col sistema, e non risulta mai stretta, soprattutto per merito dell’ottima gestione da parte dei nuovi OS Microsoft
SSD (128GB):

il “disco” è costituito da un notevole chip samsung che ne assicura performance da primato, purtroppo la capacità di 128GB (versione in prova) oggi è definibile come “appena sufficiente”, e qui si fa sentire fortemente l’assenza di slot di memorie esterne e interne; anche qui dipende dall’uso che ne si fa.
GPU:

La scheda grafica restituisce prestazione nella media (bassa) su applicazioni 2D, mentre nel 3D i test hanno evidenziato notevoli problemi di stabilità: PassMark è andato in crash 2 volte, la prima volta con le librerie DirectX10, la seconda col driver della scheda grafica che il OS ha prontamente riavviato; non è da escludere che in futuro verranno rilasciate patch per migliorare la stabilità, in quanto il prodotto è relativamente giovane. Sul campo invece nessun problema ne rallentamento.
La batteria integrata di 33 Wh è un altro punto debole, ufficialmente dovrebbe rendere come utilizzo 7 ore e oltre, ma nell’uso comune noi ci siamo fermati a meno di 5 ore, contando che l’abbiamo però messo sotto stress e con lo schermo all’80% di luminosità.
L’audio invece è ben potente e calibrato, il suono è naturale e caldo e questo è un punto a suo favore.
Considerazioni finali:

Sono molto combattuto su questo prodotto, da una parte ben rifinito,assemblato,completo, dall’altro sembra un’opera non compiuta e sopratutto non sono riuscito a stupirmi ne ad innamorarmi. Intendiamoci, tutte le considerazioni sono da rapportare alla cifra di vendita abbastanza onerosa che lo pone in diretta concorrenza con prodotti che alla resa dei conti risultano più performanti ed appaganti. Non siamo riusciti a provare uno dei “plus” del tablet cioè l’implementazione della penna che prometteva di essere stupefacente e di questo sono amareggiato.
La superficie occupata sul tavolo è generalmente maggiore di quello di un ultrabook di pari dimensioni o superiori per via dello standing che deve sorreggere lo schermo, e quindi appoggiare oltre la base (tastiera), e questo necessita obbligatoriamente di un piano di appoggio.
Lo spessore complessivo (tablet e tastiera custodia) è inferiore di poco agli ultimi ultrabook provati.
Il peso complessivo avvertito portandolo in borsa non si distingue da quello di ultrabook di pari dimensioni, quindi parlando di mobilità (settore su cui fa leva un prodotto del genere) ultrabook o convertibili si collocano probabilmente sullo stesso piano.
Le VERE DIFFERENZE stanno nell’UTILIZZO PRINCIPALE che l’utente ne fa: Un MateBook vince se utilizzato spesso come tablet; in caso contrario risulta generalmente più scomodo di un ultrabook; da considerare inoltre che soluzioni di questo tipo vengono fortemente penalizzati dalla TOTALE assenza di porte (usb, SD, video, …); In questo particolare caso (espansione) tutto è delegato alla MateDock fornita insieme al tablet, ma che rende il sistema ingombrante e assolutamente poco portatile… tanto che, secondo me, ha senso solo da lasciare a casa collegata a stampante, secondo video, mouse e periferiche varie.
Concludendo, i suoi punti di forza sono; un’ottima fluidità generale del sistema, i bordi contenuti del display, una tastiera ben costruita ed un’ottima (forse troppa) stabilità costruttiva del prodotto, tanto da sembrare un “ultrabook diviso” più che un ibrido.
Se per voi questi elementi sono necessari ed è quello che stavate cercando non posso che consigliarvi il prodotto, altrimenti bisogna aspettare il secondo tentativo che sono sicuro non tarderà ad arrivare ed ad aggiustare i difetti di questo prodotto, peso e portabilità in primis ma forse il vero problema è che non “colpisce” e non fa destare lo sguardo dai diretti concorrenti.