E’ arrivato il tanto sperato "passo in avanti". Ma non è iPhone 5, bensì iPhone 4S
Era il 20 luglio 1969 quando Neil Armstrong, poggiato il piede sulla luna, ebbe a dire: “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Così quando sul palco di Cupertino sale Phil Shiller (dopo aver parlato degli iPod, ndr) a presentare il nuovo iPhone esordendo con un “E’ arrivato il passo in avanti” si pensa subito al botto. Al vero balzo di qualità.

Ecco che le cover sottilissime, le smussature, il display 4 pollici e tutti i rumors stanno per prendere vita. Poi la prima doccia fredda: “Non fatevi ingannare dall’aspetto – dice Schiller – fuori è uguale al vecchio modello, dentro è tutto nuovo”. Un po’ come dire: la mia nuova ragazza è un cesso, ma dentro è bellissima. Poi iniziano le specifiche: processore A5, dual core fino a 7x più veloce rispetto ad iPhone 4: wow! “CPU più veloce significa avere una batteria più scarsa. Ma siamo riusciti a garantire otto ore di autonomia in conversazione”: wow! “Pensate alle foto fatte con iPhone 4. Si può avere di più. Ora c’è una fotocamera da 8mpx con risoluzione 3264 x 2448. E poi siete stanchi di aspettare che la fotocamera apra l’obiettivo e che la foto sia scattata? Nessun problema, grazie al nuovo chip si aprirà molto più velocemente rispetto agli altri competitor”. Ecco, qui riesco ad immaginare gli ingegneri Samsung riuniti in un ufficio grandissimo, ricco di piante di Ficus “simbolo del potere”, televisore LCD 50 pollici – rigorosamente Samsung – tavolo in noce, sedie rivestite in pelle umana, block-notes di appunti davanti o Samsung note, camicie slacciate per il caldo e tanta, tanta tensione che…. Inizia a scemare e sorseggiando chi whiskey, chi scotch, chi succo di frutta, chi acqua, chi quello che gli pare, si guardano l’un l’altro come a dire: “Questo sarebbe il passo in avanti? No dai, fammi bere ancora un po’…”
Phill arriva così alla conclusione della sua presentazione e annuncia il nome: iPhone 4S.
Ed ecco che si infila un pensiero sottile, fugace, speranzoso: “Porca vigliacca! Ma se questo è il 4S, figurati cosa sono stati capaci di mettere sull’iPhone 5!” Ad alimentare la forza di tale pensiero ci pensa la ricomparsata di Tim Cook, che da oggi chiamerò, italianizzandolo, Timoteo Cuoco (visto che, anticipo, il controllo vocale in italiano non sarà disponibile da subito) sul palco. Eccola la one more thing! Vai Timoteo, vaiiiiii! E invece… Nulla. Vabbè dai è uno scherzone. Adesso Timoteo scende e fa salire Steve Jobs in persona che esclama, a mo’ di Guidobaldo Maria Riccardelli ne Il secondo tragico Fantozzi quando tutti stanno per scappare perché la copia del film cecoslovacco non è giunta in tempo: “Dove andate fermi tutti! C’è la one more thing!” Aspetta 10 secondi, niente. Aspetta 20 secondi, niente. Aspetta un minuto, niente. Aspetta cinque minuti, niente. Arrivano gli omini e le donnine delle pulizie… Mmmhhh…. Mi sa che è davvero tutto finito. Eh sì. Tutto finito. Nessun telefono più sottile. Nessuno switch laterale passato da sinistra a destra. Nessun iPhone 5. C’è solo un vantaggio per noi blogger e giornalisti: possiamo usare le stesse foto di iPhone 4 per parlare di iPhone 4S (come ho fatto io per questo articolo). Personalmente sono molto deluso, e voi?
Per le caratteristiche e le specifiche del “nuovo” (solo dentro eh, come la nuova ragazza…) iPhone 4S, fate riferimento all‘articolo del nostro buon Cristian.