Twitch cambia volto: il 39% del tempo è fuori dal gaming
Twitch cambia volto e i numeri raccontano una piattaforma sempre più distante dall’immagine esclusivamente gaming degli esordi. Oggi il 39% del tempo di visualizzazione riguarda contenuti non legati ai videogiochi, contro il 20% del 2020. Eppure, nonostante un pubblico enorme e molto coinvolto, gran parte dei brand continua ancora a considerare Twitch una piattaforma di nicchia.
Twitch cambia volto: il gaming non domina più come prima
Per molti utenti il nome Twitch continua a essere associato quasi automaticamente ai videogiochi. È comprensibile, perché il gaming ha costruito l’identità della piattaforma e continua a rappresentarne una parte fondamentale. I dati raccolti da Kolsquare mostrano però un cambiamento ormai difficile da ignorare.
Le categorie non legate al gaming rappresentano oggi il 39% del tempo complessivo di visualizzazione. Nel 2020 erano ferme al 20%, quindi il peso di questi contenuti è quasi raddoppiato in pochi anni. Tradotto in ore, parliamo di circa 7,4 miliardi di ore di diretta ogni anno dedicate ad altro.
Twitch raggiunge complessivamente circa 240 milioni di persone al mese e 35 milioni di utenti ogni giorno. La piattaforma genera inoltre circa 19 miliardi di ore di visualizzazione annuali, numeri che rendono sempre più difficile considerarla un semplice luogo per gamer.
Nel frattempo sono cresciuti talk show, musica, commenti sportivi e soprattutto contenuti IRL, acronimo di In Real Life. La piattaforma sta quindi diventando un ecosistema molto più ampio, nel quale la relazione con il creator conta almeno quanto l’argomento della diretta.
Just Chatting racconta meglio di tutto la nuova Twitch
La prova più evidente del cambiamento arriva da Just Chatting. La categoria non è legata a un videogioco specifico e ruota principalmente intorno alla conversazione tra creator e pubblico. Eppure è diventata la singola categoria più vista sulla piattaforma.
Qui troviamo discussioni, incontri, commenti su eventi, interviste e contenuti che ricordano sempre più una sorta di televisione interattiva. La differenza principale è che lo spettatore non rimane passivo, ma partecipa attraverso la chat e costruisce una relazione continua con chi trasmette.
Anche creator cresciuti inizialmente su TikTok e Snapchat stanno trovando spazio su Twitch. Alcuni portano il proprio pubblico all’interno di tavole rotonde, streaming quotidiani e contenuti IRL molto più lunghi rispetto ai tradizionali video verticali.
Le dirette possono durare fino a otto ore
Ed è proprio la durata uno degli elementi più particolari del modello Twitch. Secondo lo studio, una trasmissione può durare mediamente tra due e otto ore, creando una quantità di tempo condiviso difficilmente replicabile su altri social.
Gli spettatori tornano inoltre giorno dopo giorno per seguire una persona precisa. Non cercano soltanto un contenuto, ma una community e una relazione costruita nel tempo. Per i brand questa differenza può avere un valore enorme.
Un video da trenta secondi può generare milioni di visualizzazioni. Passare diverse ore insieme allo stesso creator produce però un livello di familiarità completamente differente.
Twitch cambia volto anche nel suo pubblico
Anche il profilo degli utenti sta diventando più vario. A livello globale, secondo i dati riportati nello studio, il 35% del pubblico Twitch è composto da donne. L’età media dello spettatore è invece di 26 anni.
Il dato forse più interessante riguarda la distribuzione anagrafica. Il 72% degli utenti ha meno di 34 anni, quindi Twitch mantiene una forte capacità di raggiungere le generazioni più giovani. Allo stesso tempo, però, non significa più parlare esclusivamente a ragazzi interessati ai videogiochi.
Il cambiamento dei contenuti sta inevitabilmente modificando anche il pubblico. Una persona può entrare per seguire un evento sportivo, un creator che parla di tecnologia oppure una semplice conversazione quotidiana.
È proprio questa diversificazione che sembra essere stata recepita più lentamente dal mercato pubblicitario.
I brand continuano a investire soprattutto altrove
Nel 2025 soltanto il 15% dei brand e delle agenzie europee avrebbe investito in campagne su Twitch. In Italia il dato sale al 20%, ma rimane comunque basso considerando dimensioni e coinvolgimento del pubblico.
Gran parte dei budget destinati all’influencer marketing continua infatti a concentrarsi su Instagram e TikTok. Sono piattaforme enormi e perfettamente integrate nelle strategie pubblicitarie, ma proprio per questo anche estremamente affollate.
Twitch presenta invece un meccanismo diverso. La sua forza non risiede necessariamente nella reach immediata, ma nella relazione tra streamer e spettatore. Il creator diventa una presenza familiare e la sponsorizzazione viene inserita all’interno di un rapporto già consolidato.
Un sondaggio Amazon Ads del 2025, riportato da Kolsquare, indica che il 54% degli spettatori Twitch si fida dei consigli sui prodotti dei propri streamer preferiti. Tra gli utenti più attivi la percentuale raggiunge addirittura il 67%.
Più della metà degli spettatori maggiormente coinvolti ha inoltre dichiarato di aver cercato informazioni su un prodotto dopo averlo visto durante una trasmissione sponsorizzata.
I creator più grandi non sono necessariamente i migliori
C’è poi un altro dato interessante per chi investe in influencer marketing. La dimensione del pubblico non sarebbe sempre il miglior indicatore del valore commerciale di uno streamer.
Secondo l’analisi Kolsquare, i creator mid-tier, con una media compresa tra 500 e 5.000 spettatori simultanei, possono rappresentare una delle fasce più interessanti per i brand.
Il motivo è semplice. Con questi numeri lo streamer riesce ancora a leggere la chat, rispondere ai singoli utenti e mantenere un rapporto molto diretto con la community. La sponsorizzazione può quindi essere integrata nella conversazione invece di sembrare una semplice interruzione pubblicitaria.
È una differenza importante rispetto a piattaforme dove spesso il valore viene misurato quasi esclusivamente attraverso follower e visualizzazioni. Su Twitch, il livello di interazione può contare molto di più della dimensione assoluta del pubblico.
Twitch cambia volto, ma il valore resta nella community
Il cambiamento di Twitch non significa che il gaming stia scomparendo. Significa piuttosto che attorno al nucleo originale della piattaforma è cresciuto un ecosistema molto più grande, fatto di conversazioni, musica, sport, intrattenimento e vita quotidiana.
La stessa natura delle dirette rende difficile confrontare Twitch con Instagram o TikTok utilizzando soltanto le visualizzazioni. Uno spettatore che rimane collegato per ore e torna quotidianamente costruisce un rapporto completamente diverso con il creator.
Ed è proprio questa relazione che può rendere le collaborazioni commerciali più credibili. La sponsorizzazione viene spesso percepita dalla community come parte del sistema che permette al creator di continuare a produrre contenuti, invece che come una semplice intrusione.
Per i brand, quindi, la questione potrebbe non essere più capire se Twitch sia abbastanza grande. I numeri dimostrano che il pubblico esiste già ed è enorme.
La domanda diventa piuttosto un’altra: quanto tempo passerà prima che le aziende smettano di pensare a Twitch soltanto come alla piattaforma dove qualcuno gioca davanti a una webcam?
Perché il gaming resta fondamentale, ma Twitch ha già cambiato volto.