Google Solar API: l’AI arriva su 300 milioni di tetti
Google Solar API amplia la propria presenza in India e può ora fornire informazioni su oltre 300 milioni di tetti. A livello globale la piattaforma copre più di 1,2 miliardi di edifici, sfruttando immagini e intelligenza artificiale. Google ha inoltre annunciato un nuovo progetto solare da 150 MW e diverse iniziative dedicate a clima, agricoltura e riciclo.
Google Solar API porta l’AI sul fotovoltaico
L’intelligenza artificiale di Google non serve soltanto a generare immagini, riassumere documenti o rispondere alle nostre domande. Può anche aiutare a capire quanto un tetto sia adatto all’installazione di pannelli solari.
Google Solar API, parte dell’ecosistema Earth AI, amplia ora sensibilmente la propria copertura in India. La piattaforma può generare informazioni relative a oltre 300 milioni di tetti nel Paese.
Il numero sale a più di 1,2 miliardi di edifici considerando la copertura globale.
La tecnologia combina immagini, dati geospaziali e intelligenza artificiale. In questo modo consente agli installatori di effettuare una prima valutazione del potenziale solare di un’abitazione senza recarsi immediatamente sul posto.
L’obiettivo è quindi molto concreto. Ridurre i tempi necessari per progettare un impianto e, allo stesso tempo, limitare i costi delle verifiche preliminari.
Come funziona Google Solar API
Solar API può fornire informazioni sulla geometria del tetto e sulle condizioni che possono influenzare l’installazione. I dati diventano poi la base per progettare un possibile impianto fotovoltaico.
Inoltre, le piattaforme che integrano il servizio possono automatizzare alcune operazioni normalmente svolte manualmente.
Tra queste troviamo la creazione di layout 3D, la valutazione degli spazi disponibili e la preparazione delle prime proposte commerciali.
In India stanno già utilizzando questi strumenti realtà come Solar Ladder e OpenSolar. La prima permette agli installatori di preparare proposte anche da dispositivi mobili. OpenSolar utilizza invece i dati per modellare le caratteristiche dei tetti e sviluppare progetti destinati ai clienti.
Questo non significa eliminare completamente sopralluoghi e verifiche tecniche. Significa, però, poter affrontare una prima parte del lavoro con molti più dati già disponibili.
Su una scala di centinaia di milioni di edifici, la differenza può diventare importante.
Un nuovo impianto solare Google da 150 MW
La seconda parte dell’annuncio riguarda direttamente la produzione di energia.
Google ha siglato un nuovo accordo a lungo termine con ReNew Power per un progetto solare da 150 MW in Rajasthan.
L’azienda riceverà gli attributi ambientali collegati all’elettricità pulita generata dal progetto. Questi verranno utilizzati per affrontare parte delle emissioni legate alla catena del valore di Google.
È il secondo progetto solare indiano di questo tipo dedicato alle emissioni Scope 3. Sommando le due iniziative, Google e ReNew puntano ad aggiungere 300 MW di nuova capacità solare alla rete elettrica indiana.
La distinzione è importante. Google non sta semplicemente dichiarando di utilizzare 150 MW di energia solare per alimentare direttamente i propri servizi.
L’accordo riguarda anche la riduzione dell’impatto ambientale della catena di fornitura. Quest’ultima comprende attività e partner sui quali un’azienda non ha sempre un controllo energetico diretto.
L’India, inoltre, ha un peso strategico proprio per la forte presenza di fornitori nell’area Asia-Pacifico.
Google porta l’AI anche nei campi di riso
Le nuove iniziative non riguardano soltanto pannelli fotovoltaici e reti elettriche.
Google collaborerà con Mitti Labs per un progetto destinato a decine di migliaia di piccoli coltivatori di riso nello stato indiano di Telangana.
Il programma utilizza una tecnica chiamata Alternate Wetting and Drying, o AWD. Invece di mantenere i campi costantemente sommersi, l’acqua viene drenata e reintrodotta periodicamente.
Questo metodo modifica le condizioni del terreno nelle quali prosperano i microrganismi responsabili della produzione di metano. Allo stesso tempo può ridurre la quantità d’acqua necessaria per l’irrigazione.
La questione non è marginale. Secondo i dati riportati da Google, la coltivazione del riso può rappresentare fino al 12% delle emissioni globali di metano.
Quando il progetto sarà pienamente operativo, Google stima inoltre la possibilità di risparmiare miliardi di galloni d’acqua mantenendo la produttività agricola.
Per verificare i risultati verranno utilizzati sia controlli sul territorio sia sistemi satellitari abilitati da tecnologie NASA.
Mitti punta a un impatto equivalente a circa 3 milioni di tonnellate di CO2e considerando un orizzonte temporale di 20 anni. La stima scende a un milione di tonnellate utilizzando il tradizionale periodo di 100 anni.
Google Solar API fa parte di un progetto molto più ampio
Solar API è quindi soltanto una delle cinque iniziative annunciate da Google in India.
L’azienda sta ampliando anche le attività del Google Center for Climate Technology, nato a febbraio insieme all’Office of the Principal Scientific Adviser del governo indiano.
Il centro aveva ricevuto 77 candidature e ha selezionato tre progetti iniziali. Le aree interessate comprendono formazione per professioni green e sviluppo di materiali da costruzione con minore impronta di carbonio.
Adesso arrivano altri due settori di ricerca.
Il primo riguarda la gestione dell’acqua e lo sviluppo di tecnologie capaci di ridurre la pressione sulle risorse idriche. Il secondo punta invece su rifiuti ed economia circolare.
In quest’ultimo caso c’è un legame diretto anche con il mondo tecnologico che seguiamo ogni giorno. Tra gli obiettivi troviamo infatti nuove soluzioni per il riciclo dei rifiuti elettronici e delle batterie.
Google sta inoltre sostenendo quattro startup indiane attraverso la prima edizione del Google DeepMind Accelerator: AI for the Planet.
Terrastack e Varaha Climate utilizzano dati e AI per fornire informazioni sui terreni e supportare pratiche agricole rigenerative.
Farmers for Forests e Climitra Carbon lavorano invece con Geo-AI, droni e modelli satellitari. Gli strumenti servono per progetti di riforestazione, biodiversità e trasformazione della biomassa invasiva in biochar.
È proprio questa combinazione a rendere interessante l’annuncio. Non si parla dell’AI come concetto astratto, ma del suo utilizzo per affrontare problemi molto fisici.
Un tetto può essere analizzato prima ancora di mandare un tecnico sul posto. I satelliti possono verificare come viene gestito un campo e modelli geospaziali possono aiutare a controllare grandi superfici agricole.
Google Solar API rappresenta forse l’esempio più immediato. Con una copertura di oltre 300 milioni di tetti in India e 1,2 miliardi di edifici nel mondo, la scala raggiunta dalla piattaforma comincia infatti a essere difficile da ignorare.