Eclipsa Audio: Samsung prepara l’alternativa a Dolby
Samsung ha svelato nuovi dettagli su Eclipsa Audio, il formato di audio spaziale sviluppato insieme a Google. La tecnologia è royalty-free, supporta configurazioni come 5.1.2 e 7.1.4 e punta ora a espandersi da concerti e musica a sport, film e serie TV. In futuro potrebbe offrire anche un controllo molto più preciso sui singoli elementi sonori.
Samsung continua a lavorare su Eclipsa Audio, il formato spaziale sviluppato insieme a Google e pensato come alternativa a Dolby Atmos.
Il progetto non nasce oggi. Eclipsa Audio è stato annunciato nel 2024 ed è arrivato nel 2025 su parte della gamma TV e soundbar Samsung.
Ora, però, l’azienda sta iniziando a raccontare meglio come funzionerà e soprattutto dove vuole portarlo.
Il progetto si basa sulla specifica IAMF, sigla di Immersive Audio Model and Formats. Lo standard è mantenuto dalla Alliance for Open Media.
Samsung e Google hanno lavorato insieme sul sistema di base, sui metadati spaziali, sulla codifica e sulla catena di riproduzione.
L’obiettivo è chiaro: costruire un formato immersivo capace di offrire un’esperienza simile a quella di Dolby Atmos, senza utilizzare un sistema proprietario con royalty.
Eclipsa Audio supporta configurazioni 3D complete
Eclipsa Audio supporta in modo nativo configurazioni multicanale come 5.1.2 e 7.1.4.
Questo significa che il sistema può gestire diffusori anteriori, posteriori, laterali e canali dedicati all’altezza.
I metadati spaziali permettono quindi di posizionare i suoni lungo più direzioni. Non ci si limita più alla semplice distinzione tra canale sinistro e destro.
Il risultato punta a creare un campo sonoro tridimensionale, capace di circondare maggiormente lo spettatore.
Per Samsung, questa flessibilità sarà importante soprattutto su televisori e soundbar di fascia alta. Sono proprio questi prodotti a sfruttare configurazioni con più canali e altoparlanti rivolti verso l’alto.
Inoltre, il formato non dovrebbe creare problemi quando il contenuto o il dispositivo non lo supportano.
In quel caso, il sistema passa automaticamente all’audio stereo. Non viene quindi generato un errore di riproduzione.
Questa compatibilità all’indietro può facilitare la diffusione del formato. Un contenuto Eclipsa Audio può continuare a essere riprodotto anche su dispositivi meno recenti, semplicemente rinunciando alla parte immersiva.
Samsung amplia Eclipsa Audio oltre la musica
Finora Samsung ha utilizzato Eclipsa Audio soprattutto in alcuni test legati alla musica.
L’azienda ha sperimentato il formato con concerti di musica classica e K-pop. Ora vuole però passare a una fase molto più ampia.
I prossimi settori coinvolti saranno sport in diretta, film e programmi televisivi.
Questa espansione rappresenta un passaggio importante. Un formato audio diventa realmente rilevante soltanto quando può contare su una quantità sufficiente di contenuti.
Gli eventi sportivi sono particolarmente interessanti. Un buon sistema spaziale può separare il rumore dello stadio, il pubblico, gli effetti ambientali e la telecronaca.
Nei film, invece, il formato può essere utilizzato per creare effetti sonori che arrivano da direzioni precise. Lo stesso vale per le serie TV e le produzioni pensate per l’home cinema.
Samsung vuole quindi trasformare Eclipsa Audio da dimostrazione tecnica a piattaforma utilizzabile ogni giorno.
Il controllo dei singoli elementi potrebbe fare la differenza
La parte più interessante riguarda però quello che Samsung vuole introdurre in futuro.
L’azienda sta lavorando su metadati spaziali capaci di offrire un controllo più preciso dell’ambiente sonoro.
In pratica, l’utente potrebbe intervenire su elementi specifici senza modificare tutto il mix.
Durante una partita, per esempio, potrebbe diventare possibile aumentare il volume della telecronaca e contemporaneamente ridurre il rumore del pubblico.
In un concerto, invece, si potrebbe dare maggiore risalto alla voce oppure a determinati strumenti.
Questa possibilità rappresenterebbe qualcosa di diverso rispetto alla semplice regolazione di bassi, alti o volume generale.
L’utente avrebbe un controllo molto più mirato sull’esperienza.
Naturalmente, questa funzione richiede contenuti preparati in modo specifico e metadati corretti. Samsung la presenta quindi come una direzione futura, non come una caratteristica già disponibile ovunque.
Eclipsa Audio segue la strategia usata con HDR10+
La scelta di Samsung non arriva isolata.
Sul fronte video, l’azienda non utilizza Dolby Vision e nemmeno Dolby Vision 2 sui propri televisori.
Samsung ha invece investito su HDR10+, formato sviluppato come alternativa aperta e senza le stesse dinamiche di licenza.
Ora la società sembra voler applicare una strategia simile anche all’audio.
Eclipsa Audio permette infatti a Samsung di ridurre la dipendenza da Dolby e dalle relative licenze.
Questo approccio offre vantaggi economici, ma anche un maggiore controllo sullo sviluppo del formato.
Samsung e Google possono infatti definire la roadmap, aggiungere nuove funzioni e adattare la tecnologia ai propri dispositivi.
Per l’utente, però, il vero vantaggio non sarà certo sapere che Samsung paga meno royalty.
La differenza dovrà arrivare dall’esperienza concreta.
Se Eclipsa Audio offrirà soltanto una resa simile a Dolby Atmos, il beneficio resterà soprattutto industriale. Se invece arriveranno controlli avanzati sui singoli elementi del mix, il formato potrà offrire qualcosa di realmente nuovo.
Samsung vuole ridurre sempre di più la dipendenza da Dolby
Il progetto suggerisce una strategia piuttosto chiara.
Samsung ha già costruito un ecosistema video nel quale Dolby Vision non è necessario. Con Eclipsa Audio potrebbe provare a fare la stessa cosa con Dolby Atmos.
Naturalmente, sostituire completamente Dolby richiederà tempo.
Dolby Atmos è ormai presente su moltissimi film, piattaforme streaming, console, smartphone, televisori e sistemi home cinema.
Eclipsa Audio deve quindi conquistare creatori, studi cinematografici, broadcaster e piattaforme streaming.
Inoltre, serviranno strumenti semplici per produrre e distribuire contenuti compatibili.
La collaborazione con Google può aiutare molto. Google dispone di piattaforme, sistemi operativi e servizi capaci di portare rapidamente uno standard su milioni di dispositivi.
Samsung, invece, può spingere il formato attraverso televisori e soundbar.
Le due aziende hanno quindi una base hardware e software sufficientemente ampia per provare a trasformare Eclipsa Audio in uno standard reale.
Eclipsa Audio deve ancora dimostrare il proprio valore
Sulla carta, la proposta appare interessante.
Il supporto a configurazioni 5.1.2 e 7.1.4 permette già di costruire esperienze immersive complete. Il fallback stereo evita inoltre problemi quando il formato non è disponibile.
L’espansione verso sport, film e TV è però il passaggio decisivo.
Un formato audio può essere tecnicamente eccellente, ma resta poco utile senza contenuti.
Per questo motivo, i prossimi accordi saranno probabilmente più importanti delle specifiche.
Samsung dovrà convincere produttori e piattaforme a utilizzare Eclipsa Audio. Solo in quel momento potremo capire se il progetto rappresenta realmente un’alternativa a Dolby Atmos.
La parte più promettente resta comunque il controllo granulare del mix.
Poter aumentare una voce, ridurre il rumore dello stadio oppure mettere in evidenza un determinato elemento sonoro cambierebbe davvero il modo di utilizzare un sistema audio domestico.
Eclipsa Audio non vuole quindi essere soltanto la versione royalty-free di Dolby Atmos.
Samsung e Google stanno cercando di costruire qualcosa di più flessibile, capace di adattare il suono alle preferenze di chi ascolta.
Ora resta da vedere quanto velocemente questa ambizione diventerà una funzione concreta sui contenuti che utilizziamo ogni giorno.