Samsung ISOCELL HPC: 200 MP, DeepPix e HDR fino allo zoom 4x

Samsung presenta ISOCELL HPC, un nuovo sensore fotografico da 200 megapixel pensato per gli smartphone di fascia alta. La novità principale è l’architettura DeepPix, che aumenta del 60% la capacità di accumulo rispetto alla generazione precedente. Il sensore supporta inoltre HDR a 16 bit, video 8K a 30 fps e HDR anche agli zoom 1,5x, 2x, 3x e 4x. Il debutto potrebbe avvenire su uno dei nuovi flagship cinesi attesi a settembre.

Samsung ISOCELL HPC è il nuovo sensore da 200 MP con cui Samsung vuole migliorare soprattutto raccolta della luce, gamma dinamica e qualità dello zoom digitale. La risoluzione resta molto elevata, ma il lavoro più importante riguarda ciò che avviene all’interno di ogni pixel.

Per raggiungere questo obiettivo, Samsung introduce per la prima volta la tecnologia DeepPix. La nuova struttura modifica il modo in cui il sensore raccoglie e conserva la luce, cercando di ridurre il rumore nelle situazioni più difficili.

Accanto a DeepPix arrivano anche diverse novità per HDR, autofocus e registrazione video. Inoltre, il sensore permette di mantenere l’HDR attivo su più livelli di zoom, una funzione non comune sugli smartphone attuali.

Samsung ISOCELL HPC introduce la tecnologia DeepPix

La base tecnica di Samsung ISOCELL HPC resta l’architettura ISOCELL, ma il nuovo sensore aggiunge una struttura dei pixel chiamata DeepPix.

Samsung dichiara un aumento del 60% della capacità di accumulo rispetto alla generazione precedente. Il miglioramento deriva dalla tecnologia Front Deep Trench Isolation, che interviene sulla struttura interna dei pixel.

In particolare, aumenta sia la capacità del fotodiodo sia quella della diffusione flottante condivisa. In termini pratici, il sensore riesce a raccogliere e gestire una quantità maggiore di luce.

Questa modifica dovrebbe portare benefici soprattutto nelle scene con forti differenze tra zone illuminate e aree scure. Inoltre, una maggiore capacità permette di contenere meglio il rumore e preservare più informazioni.

Samsung parla infatti di alte luci più luminose, ombre più profonde e una gamma dinamica più ampia. L’obiettivo è evitare cieli completamente bruciati oppure zone scure prive di dettaglio nelle situazioni più complesse.

Il sensore utilizza anche le tecnologie High Precision Microlens e High Transmittance ARL. La prima dirige più luce verso ogni fotodiodo, mentre la seconda riduce i riflessi indesiderati.

Insieme, queste soluzioni dovrebbero migliorare nitidezza, resa cromatica e precisione dell’immagine in condizioni di illuminazione differenti.

HDR a 16 bit e zoom fino a 4x

Uno degli aspetti più particolari di Samsung ISOCELL HPC riguarda il supporto all’HDR a 16 bit su singolo fotogramma.

Invece di combinare più esposizioni separate, il sensore raccoglie le informazioni HDR all’interno dello stesso frame. Questo sistema riduce i problemi che possono comparire quando il soggetto si muove tra una ripresa e l’altra.

Secondo Samsung, la resa cromatica può risultare fino a quattro volte più ricca rispetto all’HDR convenzionale. Il vantaggio dovrebbe essere visibile soprattutto con forte controluce o durante gli scatti in pieno giorno.

Un’altra novità riguarda lo zoom. Molti sensori limitano infatti le funzioni HDR a specifici ingrandimenti, mentre ISOCELL HPC estende l’elaborazione su più livelli.

L’HDR a singolo fotogramma resta disponibile a 1x, 1,5x, 2x, 3x e 4x. Di conseguenza, il passaggio da una focale digitale all’altra dovrebbe mantenere una resa più uniforme.

Samsung utilizza anche un sistema di downscaling intelligente direttamente nel sensore. Questa elaborazione riduce la risoluzione mantenendo il maggior numero possibile di informazioni durante lo zoom.

Il vantaggio non riguarda soltanto la nitidezza. Anche gamma dinamica e colori dovrebbero restare più coerenti tra un livello di ingrandimento e quello successivo.

Samsung ISOCELL HPC registra fino a 8K e 360 fps

Il nuovo sensore misura 1/1,3 pollici e utilizza pixel da 0,6 μm. La risoluzione effettiva è pari a 16.384 × 12.288 pixel, per un totale di circa 200 MP.

Samsung adotta il filtro colore Tetra²pixel, progettato per combinare più pixel quando serve raccogliere maggiore luce. Il sensore integra inoltre il sistema autofocus Super QPD.

Sul fronte video, ISOCELL HPC può registrare in 8K a 30 fps. Scendendo alla risoluzione 4K, il frame rate arriva fino a 180 fps.

In Full HD si può raggiungere addirittura 360 fps, anche se in questa modalità l’autofocus non è disponibile. Questa combinazione permette quindi di realizzare rallenty molto spinti.

La gestione HDR utilizza anche Smart-ISO Pro HDR, mentre i formati di uscita comprendono RAW10, RAW12, RAW14 e RAW16.

Il supporto RAW fino a 16 bit può essere utile soprattutto nei flussi di lavoro fotografici più avanzati. Consente infatti di mantenere più informazioni durante l’elaborazione, prima della conversione finale dell’immagine.

Nel complesso, Samsung sembra aver lavorato meno sulla semplice corsa ai megapixel e più sulla qualità delle informazioni raccolte. I 200 MP restano importanti, ma DeepPix, HDR e zoom rappresentano le novità tecniche più rilevanti.

Quale smartphone userà per primo ISOCELL HPC?

Samsung non ha indicato nel materiale disponibile quale produttore utilizzerà per primo il nuovo sensore.

A settembre sono però attesi in Cina diversi nuovi smartphone di fascia alta. Tra i possibili candidati vengono citate le future serie Oppo Find X10 e Vivo X500.

Al momento non esistono conferme su nessuna delle due famiglie. Quindi, l’eventuale debutto di ISOCELL HPC su uno di questi modelli resta soltanto una possibilità.

La scelta sarà comunque significativa. Un sensore da 200 MP con formato da 1/1,3 pollici e HDR esteso fino allo zoom 4x può diventare una soluzione adatta alle fotocamere principali dei flagship.

Molto dipenderà anche dalle ottiche, dal processore d’immagine e dagli algoritmi scelti dai singoli produttori. Il sensore rappresenta infatti soltanto una parte dell’intero sistema fotografico.

Sulla carta, Samsung ISOCELL HPC porta però diverse innovazioni concrete: più luce raccolta, HDR più evoluto, zoom più uniforme e video ad alta velocità. Ora resta da vedere quale smartphone sarà il primo a sfruttarle.

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