MediaTek porta i 2 nm sugli smartphone: Dimensity 9600 Pro sfida Qualcomm
MediaTek ha ufficializzato Dimensity 9600 Pro e Dimensity 9600M, aprendo una nuova generazione di processori destinati agli smartphone di fascia alta. Il modello Pro utilizza il processo produttivo 2 nm di TSMC e introduce una NPU più potente per l’intelligenza artificiale generativa, mentre il 9600M resta sui 3 nm.
La corsa ai processori mobile entra ufficialmente nell’era dei 2 nanometri. MediaTek ha presentato Dimensity 9600 Pro, il nuovo SoC destinato ai flagship Android di prossima generazione, affiancandolo al Dimensity 9600M.
Il passaggio tecnologico più importante riguarda proprio il processo produttivo. Il modello Pro viene realizzato utilizzando la tecnologia 2 nm di TSMC, mentre il Dimensity 9600M utilizza un nodo a 3 nm. Una differenziazione che permette a MediaTek di creare due livelli distinti all’interno della propria offerta premium.
Ma ridurre tutto ai nanometri sarebbe limitante. Con questa generazione MediaTek aumenta anche gli investimenti nell’AI locale, mentre sullo sfondo cresce un problema che riguarda tutto il settore: produrre smartphone sempre più potenti sta diventando anche più costoso.
Dimensity 9600 Pro porta i 2 nm TSMC nei flagship Android
Il nuovo Dimensity 9600 Pro rappresenta il passo successivo della strategia con cui MediaTek negli ultimi anni ha cercato di avvicinarsi sempre di più alla fascia più alta del mercato.
Il processo a 2 nm consente di aumentare la densità dei transistor e, almeno sulla carta, offre un margine importante per migliorare prestazioni ed efficienza energetica. I vantaggi reali dipenderanno naturalmente dall’architettura completa del SoC e da come i produttori decideranno di gestirne consumi e temperature.
MediaTek e TSMC avevano già preparato il terreno. Durante lo sviluppo della piattaforma, le aziende avevano parlato per il processo N2P di incrementi teorici fino al 18% nelle prestazioni a parità di consumo oppure di una riduzione dei consumi fino al 36% mantenendo prestazioni comparabili, rispetto al processo N3E.
Sono dati relativi alla tecnologia produttiva, non benchmark del Dimensity 9600 Pro. Servono quindi soprattutto per capire il potenziale offerto dal nuovo nodo e non devono essere interpretati come un aumento automatico delle prestazioni dello smartphone della stessa entità.
Dimensity 9600 Pro punta molto sull’AI generativa
L’altro elemento centrale è la nuova NPU dedicata all’intelligenza artificiale.
MediaTek dichiara un miglioramento delle prestazioni fino al 51% rispetto alla generazione precedente nelle elaborazioni legate all’AI generativa on-device.
È un dato particolarmente significativo perché i produttori di smartphone stanno cercando di spostare sempre più operazioni direttamente sul dispositivo. Generazione e modifica di immagini, riassunti, trascrizioni, traduzioni, assistenti personali e gestione contestuale delle informazioni possono diventare molto più interessanti quando non richiedono continuamente una connessione al cloud.
L’elaborazione locale porta inoltre vantaggi potenziali in termini di velocità e privacy, perché alcuni dati possono rimanere sul telefono invece di essere inviati a server esterni.
Naturalmente molto dipenderà dal software. Una NPU più potente è utile soltanto se Android e le interfacce dei vari produttori riescono realmente a sfruttarla.
Ed è probabilmente qui che si giocherà buona parte della prossima battaglia tra MediaTek e Qualcomm.

Dimensity 9600M rimane a 3 nm
Accanto alla versione Pro arriva Dimensity 9600M, costruito invece con processo produttivo a 3 nm.
La presenza di due piattaforme permette a MediaTek di differenziare maggiormente i prossimi smartphone premium. Il 9600 Pro dovrebbe rappresentare la soluzione più avanzata, mentre il 9600M può diventare interessante per dispositivi che vogliono mantenere prestazioni elevate senza assorbire tutti i costi legati al nuovo nodo produttivo.
Non sarebbe sorprendente vedere i due chip distribuiti tra versioni standard, Pro e Ultra delle prossime famiglie Android.
Proprio nei giorni scorsi erano già comparse indiscrezioni sul possibile utilizzo del Dimensity 9600M su alcuni flagship in arrivo. L’annuncio ufficiale di MediaTek permette ora di inserire quei rumor all’interno di una gamma reale, anche se per le singole associazioni con gli smartphone serviranno naturalmente le conferme dei produttori.
MediaTek sfida Qualcomm anche sul terreno più difficile
La competizione con Qualcomm sarà inevitabile.
Negli ultimi anni MediaTek ha ridotto parecchio la distanza nella fascia alta, ma Snapdragon rimane un riferimento soprattutto sui flagship destinati ai mercati internazionali.
Con Dimensity 9600 Pro l’azienda vuole affrontare Qualcomm anche sulla tecnologia produttiva più avanzata disponibile e, contemporaneamente, sul terreno dell’AI generativa locale.
Non sarà però sufficiente vincere qualche benchmark.
Efficienza sotto carico, gestione termica, GPU, modem, ISP fotografico e capacità di mantenere prestazioni elevate durante gaming e registrazione video conteranno quanto la potenza massima della CPU.
Sarà quindi particolarmente interessante confrontare i primi smartphone commerciali basati su questa piattaforma con quelli equipaggiati con il prossimo Snapdragon di fascia alta.
I 2 nm hanno anche un problema: costano
C’è però un altro aspetto dell’annuncio che merita attenzione.
Secondo quanto riportato da Reuters, MediaTek sta collaborando con i produttori di smartphone per cercare di contenere l’aumento dei costi dei componenti, una pressione alimentata anche dalla forte domanda di hardware destinato all’intelligenza artificiale.
È un problema che va ben oltre MediaTek.
La stessa corsa all’AI che richiede processori più potenti sta aumentando la richiesta di capacità produttiva avanzata, memoria e componenti specializzati. Tutto questo arriva mentre i produttori cercano di mantenere i prezzi degli smartphone entro livelli accettabili.
Il passaggio ai nodi produttivi più avanzati non aiuta sul fronte dei costi. Le tecnologie di produzione diventano progressivamente più complesse e i chip di fascia alta occupano una parte sempre più importante del costo complessivo di un dispositivo.
Per questo Dimensity 9600M potrebbe avere un ruolo strategico quasi quanto la versione Pro: offrire un’alternativa premium meno estrema può aiutare i produttori a costruire una gamma più equilibrata.
I flagship Android del 2027 iniziano da qui
Dimensity 9600 Pro è quindi interessante non soltanto perché porta il numero 2 nm nelle specifiche.
Rappresenta bene la direzione che stanno prendendo gli smartphone di fascia alta: chip sempre più efficienti, molta più potenza dedicata all’AI e una crescente quantità di elaborazioni eseguite direttamente sul dispositivo.
Allo stesso tempo aumenta la pressione economica sull’intera filiera. Produrre questi SoC costa di più e la corsa globale all’intelligenza artificiale sta rendendo più preziose molte delle stesse risorse utilizzate dagli smartphone.
Nei prossimi mesi vedremo quali produttori utilizzeranno per primi Dimensity 9600 Pro e quanto il passaggio ai 2 nm si tradurrà in vantaggi reali nell’utilizzo quotidiano.
Per MediaTek, però, il messaggio è già abbastanza chiaro: la sfida a Qualcomm non riguarda più soltanto il rapporto tra prezzo e prestazioni. Ora si gioca direttamente sulla tecnologia più avanzata disponibile per i prossimi flagship Android.