Vivo X500, la sfida fotografica parte il 21 settembre
La serie Vivo X500 sarà presentata ufficialmente in Cina il 21 settembre e vivo ha già anticipato buona parte delle novità fotografiche. X500 Pro e Pro Max punteranno su un nuovo sensore sviluppato con Sony, fino a 17 EV di gamma dinamica, video 4K a 240 fps e stabilizzazione CIPA 7.0. Debutterà anche OriginOS 7 con un multitasking preso in prestito dai pieghevoli.
La data adesso è ufficiale. vivo X500 sarà protagonista di un evento in Cina il 21 settembre 2026, quando conosceremo configurazioni complete, prezzi e disponibilità della nuova generazione di flagship fotografici.
Prima della presentazione, però, vivo ha già scoperto parecchie carte. E quest’anno l’evoluzione sembra riguardare soprattutto il video, senza rinunciare alla fotografia che negli ultimi anni è diventata uno dei tratti distintivi della serie X.
Il modello più interessante sarà probabilmente vivo X500 Pro Max, affiancato in Cina da X500 e X500 Pro. Per un eventuale lancio internazionale non abbiamo ancora una data ufficiale e, soprattutto, vivo non ha confermato quali versioni arriveranno in Europa o in Italia.
Vivo X500 punta tutto sulla nuova fotocamera ZEISS
La novità principale della serie Pro è la nuova fotocamera che vivo chiama Blueprint Guangyu 900, sviluppata insieme a Sony.
Alla base troviamo il Sony Lytia L910, sensore da 50 megapixel in formato 1/1,28″ basato sulla tecnologia LOFIC, acronimo di Lateral Overflow Integration Capacitor. Questa soluzione permette al sensore di gestire quantità maggiori di luce senza saturare rapidamente le aree più luminose dell’immagine.
In termini pratici dovrebbe aiutare soprattutto nelle scene complicate: controluce, finestre molto luminose alle spalle di un soggetto, tramonti oppure video nei quali convivono zone molto chiare e molto scure.
vivo dichiara una gamma dinamica effettiva fino a 17 EV. È un dato fornito dal produttore e dovrà naturalmente essere verificato nei test reali, ma rappresenta una delle specifiche sulle quali l’azienda sta insistendo maggiormente.
X500 Pro Max porta il video fino al 4K a 240 fps
La vera accelerazione sembra arrivare sul video.
La serie X500 Pro supporterà la registrazione slow motion fino a 4K a 240 fps, oltre al 4K a 120 fps DCG HDR. Sono numeri importanti per uno smartphone, soprattutto considerando che vivo vuole abbinarli alla maggiore gamma dinamica del nuovo sensore.
Arriva anche un sistema hardware dedicato alla registrazione 4K 120 fps 10 bit Log, con supporto alla codifica 10 bit 4:2:2 e al flusso colore ACES. L’obiettivo è chiaramente rendere X500 più interessante anche per chi vuole lavorare sul filmato successivamente, invece di affidarsi soltanto all’elaborazione automatica dello smartphone.
La stabilizzazione riceve a sua volta un aggiornamento importante. Su X500 Pro Max sia la fotocamera principale sia il teleobiettivo raggiungono una certificazione dichiarata CIPA 7.0, abbinata a un movimento fisico fino a 3 gradi.
Questo potrebbe incidere non soltanto sui video, ma anche sulle foto notturne e sugli scatti con teleobiettivo, dove ogni piccolo movimento viene amplificato.
Teleobiettivo da 200 MP per Vivo X500 Pro Max
Sul retro di X500 Pro Max ritroveremo inoltre un teleobiettivo periscopico ZEISS APO da 200 megapixel.
Il sensore indicato è il Samsung HP0 da 1/1,4″, già molto grande per una fotocamera tele. vivo prevede inoltre la compatibilità con il teleconverter da 400 mm introdotto con i propri modelli Ultra.
Per X500 Pro è invece prevista una soluzione più compatta da 64 megapixel e 85 mm, mentre il modello standard dovrebbe ereditare parte dell’hardware fotografico di X300 Pro.
La differenziazione diventa quindi abbastanza netta: Pro Max sarà il modello dedicato a chi vuole il massimo soprattutto sul teleobiettivo, mentre Pro dovrebbe cercare un compromesso tra dimensioni e dotazione fotografica.
OriginOS 7 porta il multitasking dei foldable sui Vivo X500
La fotografia non sarà l’unica novità.
La serie Vivo X500 utilizzerà OriginOS 7, nuova versione dell’interfaccia vivo associata ad Android 17.
Tra le funzioni più interessanti troviamo Atomic Workbench, già sperimentato sui dispositivi pieghevoli dell’azienda. vivo vuole ora portarlo anche sui classici smartphone a barra.
Il sistema permette di mantenere fino a cinque applicazioni all’interno dello stesso spazio di lavoro, con un’app principale e le altre disponibili ai lati per il passaggio rapido.
Su un foldable con display da oltre otto pollici il vantaggio è immediato. Su uno smartphone tradizionale lo spazio è naturalmente inferiore, ma potrebbe risultare comodo quando si alternano continuamente browser, mail, messaggistica, documenti o social.
OriginOS 7 introdurrà inoltre una nuova gestione delle animazioni e dell’interazione, con quella che vivo definisce “interazione interrompibile dal primo frame”. In sostanza il sistema dovrebbe rispondere immediatamente a un nuovo comando anche mentre un’animazione precedente è ancora in corso.
Anche l’interfaccia grafica verrà rinnovata con maggiori trasparenze, profondità ed effetti simili al vetro. Sarà però l’utilizzo quotidiano a dirci se il cambiamento sarà soltanto estetico oppure contribuirà realmente alla leggibilità.
Vivo X500 in Europa: per ora nessuna data
L’evento del 21 settembre riguarda il mercato cinese.
Alcune informazioni circolate finora indicano X500 e X500 Pro Max come possibili candidati per la distribuzione internazionale, ma al momento non è un annuncio ufficiale di vivo.
Di conseguenza non abbiamo ancora un prezzo europeo, una data per l’Italia o una conferma definitiva sui modelli che arriveranno nel nostro mercato.
Ed è un dettaglio particolarmente interessante per noi. Con X300 Ultra vivo ha già mostrato quanto possa spingersi avanti sul fronte fotografico; la serie X500 sembra voler trasferire buona parte di quella filosofia su una gamma più ampia, aggiungendo un’attenzione molto maggiore al video.
Il 21 settembre capiremo soprattutto quanto saranno distanti X500, X500 Pro e Pro Max tra loro. Sulla carta, però, vivo sembra aver scelto una direzione precisa: non rincorrere soltanto megapixel e zoom, ma lavorare su gamma dinamica, stabilizzazione e video, cioè proprio gli aspetti nei quali uno smartphone deve ancora fare maggiori compromessi rispetto a una fotocamera dedicata.