DJI Osmo 360 II costa 589 euro: le lenti valgono l’aumento?
DJI Osmo 360 II arriva con video panoramici fino a 8K/60 fps, nuove lenti sostituibili e modalità AI SuperNight 2.0. Il prezzo Standard sale però a 589 euro, circa 109 euro più della prima generazione. Non tutte le specifiche rappresentano un vero passo avanti e, soprattutto per chi possiede già Osmo 360, l’upgrade va valutato con attenzione.
DJI ha presentato ufficialmente Osmo 360 II durante IFA 2026 e, come prevedibile, punta a consolidare la propria posizione nel settore delle videocamere panoramiche. La nuova generazione migliora diversi aspetti del modello precedente, ma questa volta c’è un elemento che pesa più degli altri: il prezzo.
DJI Osmo 360 II Standard Combo costa 589 euro in Italia, mentre la prima Osmo 360 era stata proposta a 479,99 euro. La differenza è quindi di circa 109 euro, pari a un aumento vicino al 23%.
È un incremento importante e proprio per questo conviene capire quali siano le vere novità, separandole dalle caratteristiche che DJI aveva già introdotto sulla prima generazione.
DJI Osmo 360 II: cosa cambia realmente
Guardando la scheda tecnica, il rischio è quello di avere l’impressione di trovarsi davanti a un salto generazionale molto più ampio di quanto non sia in realtà. Alcune caratteristiche messe in evidenza nel lancio erano infatti già presenti sulla prima Osmo 360.
Il sensore panoramico da un pollice, per esempio, non è una novità assoluta. Anche le fotografie panoramiche da 120 MP, i 105 GB di memoria interna utilizzabile e i 100 minuti dichiarati in registrazione 8K/30 fps erano già presenti sul modello precedente.
La nuova generazione lavora quindi soprattutto sulla maturità della piattaforma e introduce miglioramenti mirati. La registrazione panoramica passa da 8K/50 fps a 8K/60 fps, mentre la gamma dinamica dichiarata sale da 13,5 a 14,5 stop.

Arriva inoltre AI SuperNight 2.0, pensata per ridurre il rumore e migliorare la resa nelle riprese notturne, mentre lo slow motion raggiunge ora i 4K/240 fps. DJI introduce anche nuove funzioni per il tracciamento dei soggetti e per semplificare il lavoro durante il reframing dei video.
Sono miglioramenti interessanti, ma presi singolarmente non spiegano completamente un aumento superiore ai cento euro. La vera novità è un’altra.
Le lenti sostituibili sono il cambiamento più importante
Le videocamere a 360 gradi hanno un limite fisico difficile da eliminare: le lenti devono sporgere dal corpo della camera per poter acquisire correttamente l’intera scena panoramica. Questo le rende però molto più vulnerabili rispetto alle ottiche di una normale action cam.
Chi utilizza una camera di questo tipo su una moto, una bicicletta, un casco oppure su un selfie stick sa bene quanto sia facile avvicinarsi troppo a una superficie o appoggiare male il dispositivo.
Con DJI Osmo 360 II le lenti possono essere sostituite direttamente dall’utente, una soluzione che cambia concretamente il modo in cui si può vivere il prodotto nel tempo. DJI utilizza anche un nuovo rivestimento ottico pensato per aumentare la resistenza a graffi e usura.
Questa può sembrare una novità meno spettacolare del passaggio a 8K/60 fps, ma nell’utilizzo reale potrebbe essere la più importante dell’intera seconda generazione. Danneggiare una lente non significa più necessariamente dover affrontare una riparazione complessa o, nel peggiore dei casi, compromettere una camera che costa quasi 600 euro.

Meglio le lenti sostituibili dell’8K/60 fps?
Per molti utenti, probabilmente sì. Il passaggio da 8K/50 a 8K/60 fps offre maggiore fluidità e qualche possibilità in più durante montaggio e rallentamenti, ma non cambia radicalmente il modo di utilizzare una videocamera panoramica.
La possibilità di sostituire una lente danneggiata, invece, può incidere direttamente sulla durata del prodotto e sui suoi costi nel lungo periodo. È una di quelle caratteristiche che sulla scheda tecnica possono sembrare secondarie, ma che diventano molto più importanti dopo mesi di utilizzo reale.
Ed è proprio qui che DJI Osmo 360 II trova uno dei suoi argomenti migliori rispetto alla prima generazione.
DJI Osmo 360 II punta anche sulla qualità notturna
Un altro settore sul quale DJI ha deciso di intervenire riguarda le riprese in condizioni di scarsa illuminazione. Il nuovo algoritmo AI SuperNight 2.0 lavora insieme al sistema di acquisizione HDR per ridurre il rumore e migliorare la leggibilità delle scene.
La gamma dinamica dichiarata arriva ora a 14,5 stop, un valore superiore rispetto alla generazione precedente. Sulla carta è un miglioramento interessante, anche perché proprio la qualità notturna resta uno dei terreni più difficili per le videocamere panoramiche.
In una camera a 360 gradi non basta infatti gestire correttamente una singola immagine. Il sistema deve acquisire due flussi, elaborarli e unirli mantenendo il più possibile dettaglio, colore e uniformità dell’esposizione.
Per questo motivo SuperNight 2.0 potrebbe essere molto più importante di quanto dica il semplice nome della funzione, ma sarà anche uno degli aspetti che andranno verificati con attenzione nei test reali.
Interessante anche Spotlight Follow, che permette alla camera di mantenere automaticamente un soggetto al centro dell’inquadratura. Per creator, motociclisti e vlog può diventare una funzione utile perché riduce parte del lavoro da fare successivamente durante il reframing.

Autonomia: pochi cambiamenti sulla carta
DJI dichiara per Osmo 360 II fino a 100 minuti di registrazione continua in 8K/30 fps, un valore sicuramente buono ma che non rappresenta un vero miglioramento rispetto al passato. Anche la prima Osmo 360 dichiarava infatti 100 minuti nelle stesse condizioni.
La nuova batteria ha una capacità superiore, ma questo incremento non si traduce quindi in un vantaggio evidente almeno guardando il dato ufficiale in 8K/30 fps.
La ricarica raggiunge l’80% in circa 22 minuti, mentre attraverso il Battery Extension Rod è possibile aumentare sensibilmente la durata durante le sessioni più lunghe.
Anche in questo caso, però, i dati più interessanti arriveranno dall’utilizzo reale. Sarà importante capire quanto cambia l’autonomia registrando in 8K/60 fps, utilizzando SuperNight 2.0 oppure sottoponendo la camera a sessioni prolungate durante le giornate più calde.
DJI Osmo 360 II costa 589 euro: il prezzo pesa
La parte più delicata di Osmo 360 II resta il listino. Osmo 360 Standard Combo costava 479,99 euro, mentre Osmo 360 II Standard Combo arriva a 589 euro.
Parliamo di un aumento vicino al 23%, abbastanza importante da rendere inevitabile il confronto con il modello precedente.
La nuova Osmo è senza dubbio più completa. Le ottiche sostituibili rappresentano un vantaggio concreto, SuperNight 2.0 promette migliori prestazioni al buio e il passaggio a 8K/60 fps rende la piattaforma più flessibile.

Il discorso cambia però se il confronto viene fatto con chi possiede già Osmo 360. La prima generazione registra già in 8K, utilizza un sensore panoramico da un pollice, scatta foto da 120 MP e dispone di 105 GB di memoria interna utilizzabile.
Anche l’autonomia dichiarata in 8K/30 fps è praticamente identica.
Per questo motivo passare da Osmo 360 a Osmo 360 II solo per ottenere dieci fotogrammi al secondo in più sarebbe difficile da giustificare. Le lenti sostituibili hanno invece un peso molto diverso, soprattutto per chi utilizza spesso la camera in condizioni nelle quali urti e graffi non sono eventualità così remote.
Prezzo e disponibilità in Italia
Il prezzo italiano indicato per DJI Osmo 360 II Standard Combo è di 589 euro, mentre Adventure Combo arriva a 749 euro.
Quest’ultimo dato risulta leggermente superiore ai 739 euro comunicati per alcuni altri mercati europei.
Sul fronte disponibilità, DJI ha presentato ufficialmente Osmo 360 II il 3 settembre 2026, mentre lo store europeo indica il 15 settembre come riferimento per la commercializzazione.
Anche DJI Store Italia mostra il prodotto in preordine con disponibilità indicata dal 15 settembre. Per il nostro mercato possiamo quindi considerare 589 euro come prezzo di riferimento dello Standard Combo e 15 settembre 2026 come data più prudente per l’effettiva disponibilità.

Osmo 360 II migliora, ma l’upgrade non è automatico
Osmo 360 II mi sembra uno di quei prodotti nei quali la novità più importante rischia di essere anche quella meno appariscente.
Il passaggio da 8K/50 a 8K/60 fps è interessante, così come la maggiore gamma dinamica e l’arrivo di SuperNight 2.0. Sono tutti miglioramenti che rendono la nuova generazione più completa e che possono incidere sulla qualità finale delle riprese.
Ma sono le lenti sostituibili a cambiare realmente la mia percezione del prodotto.
Una videocamera a 360 gradi viene spesso utilizzata proprio nelle situazioni nelle quali una lente può graffiarsi o subire un urto. Sapere di poter intervenire direttamente su una delle parti più delicate della camera rende Osmo 360 II più tranquilla da utilizzare e, almeno sulla carta, anche più longeva.
Resta però quel prezzo di 589 euro, che obbliga a ragionare con maggiore attenzione.
Per chi entra oggi nel mondo delle videocamere panoramiche DJI, Osmo 360 II parte da basi solide e corregge uno dei limiti pratici più importanti della prima generazione.
Chi possiede già Osmo 360, invece, non ha necessariamente un motivo per correre a cambiarla.
Prima di considerare giustificati quei 109 euro in più vorrei vedere quanto migliora realmente la qualità notturna, quanto regge la batteria utilizzando l’8K/60 fps e quanto Spotlight Follow riesce a semplificare il lavoro durante un utilizzo concreto.
Osmo 360 II è migliore della prima generazione. Ora DJI deve dimostrare che è migliore abbastanza da meritare anche il prezzo più alto.