Quale Motorola Razr scegliere? 70, Plus e Ultra a confronto
Abbiamo provato Motorola Razr 70, Razr 70 Plus e Razr 70 Ultra e le differenze vanno ben oltre la scheda tecnica. Il modello base punta sull’esperienza flip e sulla semplicità, Plus cerca il miglior equilibrio della famiglia, mentre Ultra vuole offrire un vero flagship pieghevole. La domanda quindi non è semplicemente quale sia il migliore, ma quale Motorola Razr scegliere in base alle proprie esigenze.
Tre Motorola Razr 70, tre utenti diversi: quale fa per voi?
Mettere sul tavolo Motorola Razr 70, Razr 70 Plus e Razr 70 Ultra potrebbe far pensare al classico confronto tra tre smartphone della stessa famiglia. Quello in cui si parte dal processore, si contano i megapixel, si confrontano i mAh e alla fine vince inevitabilmente quello che costa di più.
Certo, le differenze tecniche esistono e in alcuni casi sono anche importanti. Tuttavia, quello che cambia maggiormente passando da un Razr all’altro è il tipo di esperienza che Motorola vuole offrire e, soprattutto, l’utente al quale ogni modello sembra rivolgersi.
Non cercheremo semplicemente di stabilire quale sia il Razr più potente, perché la risposta sarebbe fin troppo facile. Cercheremo invece di capire quale Motorola Razr scegliere, quanto incidano realmente le differenze nell’utilizzo quotidiano e quando valga la pena spendere di più.
Tre Motorola Razr 70, ma non tre semplici fasce di prezzo
Guardandoli rapidamente, la struttura della gamma sembra molto semplice. Razr 70 rappresenta l’ingresso, Razr 70 Plus occupa la posizione intermedia e Razr 70 Ultra si prende naturalmente il vertice.
Razr 70 non è semplicemente un Ultra meno potente. Ha un carattere diverso e punta soprattutto su chi desidera entrare nel mondo dei flip, apprezzandone compattezza, design e modo particolare di utilizzare lo smartphone.
Razr 70 Plus fa un passo importante proprio nell’esperienza quotidiana. Il display esterno diventa molto più utile e permette di svolgere diverse operazioni senza aprire continuamente il telefono. Allo stesso tempo, prestazioni e dotazione raggiungono un livello che, per molti utenti, potrebbe già essere più che sufficiente.
Poi arriva Razr 70 Ultra, che cambia nuovamente prospettiva. Qui Motorola prova a ridurre al minimo quella sensazione di compromesso che spesso accompagna la scelta di un pieghevole. Potenza, autonomia, materiali e cura generale lo avvicinano molto di più al concetto di flagship tradizionale, mantenendo però tutti i vantaggi del formato flip.

Il migliore sulla carta non deve necessariamente essere quello da comprare. Un utente potrebbe spendere meno con Razr 70 ed essere perfettamente soddisfatto. Un altro potrebbe trovare nel Plus il punto di equilibrio ideale. Altri ancora potrebbero considerare indispensabili proprio quei vantaggi che rendono Ultra più costoso.
Per capire quale dei tre abbia più senso, quindi, dobbiamo dimenticare per qualche minuto benchmark e tabelle tecniche. Dobbiamo partire da una cosa molto più semplice: come si vive realmente con un Razr ogni giorno.
Cosa significa vivere davvero con un Razr
Prima di capire quale modello scegliere, bisogna chiarire un aspetto fondamentale: comprare un Razr non significa semplicemente acquistare uno smartphone Android che si piega a metà.
Il formato flip modifica alcune abitudini quotidiane. Dopo qualche giorno ci si accorge che non è sempre necessario aprire lo smartphone, e proprio questo diventa uno degli elementi più interessanti dell’esperienza.
Controllare una notifica, cambiare brano, rispondere rapidamente a un messaggio oppure verificare un appuntamento sono operazioni che possono essere gestite direttamente dall’esterno. Naturalmente, quanto tutto questo sia comodo cambia parecchio tra Razr 70, Plus e Ultra, e sarà uno dei punti centrali del nostro confronto.
Una volta chiusi, i tre Razr occupano poco spazio e risultano facili da portare con sé. In tasca diventano più corti di uno smartphone tradizionale e questa caratteristica continua a essere uno dei motivi più concreti per scegliere un flip.

Quando serve il display principale bisogna comunque aprire il telefono. La piega centrale rimane parte dell’esperienza e lo spessore, una volta chiuso, è superiore a quello di uno smartphone tradizionale. Sono aspetti che dopo qualche giorno tendono a diventare normali, ma che vanno considerati prima dell’acquisto.
Il display esterno cambia il modo di usare lo smartphone
Quando è sufficientemente grande e ben sfruttato dal software, smette di essere una semplice finestra per notifiche e widget. Diventa quasi un secondo modo di usare lo smartphone.
Con il modello giusto è possibile leggere e rispondere ai messaggi, gestire la musica, consultare indicazioni, controllare diverse applicazioni e svolgere tante piccole operazioni senza aprire il telefono.
Si prende il Razr dalla tasca, si guarda quello che serve e lo si rimette via. Non ogni interazione deve necessariamente trasformarsi in cinque minuti trascorsi sul display principale.

Per alcuni utenti sarà una comodità enorme. Per altri resterà una funzione utilizzata soltanto occasionalmente. Ed è proprio questa differenza di comportamento che aiuta già a capire quale Motorola Razr scegliere.
Anche le fotocamere sfruttano il formato flip
Chiudendo parzialmente il telefono è possibile appoggiarlo su una superficie e utilizzarlo senza treppiede. Per fotografie di gruppo, videochiamate, contenuti social o semplici autoscatto è una soluzione estremamente comoda.
Inoltre, il display esterno permette di utilizzare le fotocamere principali anche per i selfie e può mostrare l’inquadratura alla persona che stiamo fotografando.

Non significa automaticamente ottenere fotografie migliori rispetto a qualsiasi smartphone tradizionale. Significa però avere più modi per scattarle, e nell’uso reale questa versatilità è uno dei vantaggi più piacevoli del formato.
Un Razr deve adattarsi al vostro modo di usare il telefono
La domanda più utile, prima dell’acquisto, è quindi questa: quanto utilizzeremmo realmente un Razr da chiuso?
Se la risposta è “poco”, alcune differenze tra i tre modelli diventano meno importanti e può avere senso concentrarsi su prezzo, autonomia e prestazioni.

Se invece l’idea è sfruttare davvero il display esterno, rispondere ai messaggi senza aprire il telefono e utilizzare frequentemente le possibilità offerte dal formato flip, allora la scelta cambia.
Perché Razr 70, Razr 70 Plus e Razr 70 Ultra condividono la stessa filosofia, ma non la interpretano nello stesso modo.
Motorola Razr 70: per chi vuole soprattutto l’esperienza flip
Motorola Razr 70 è il Razr che sceglieremmo pensando prima di tutto al formato. È compatto quando viene chiuso, costruito bene, piacevole da utilizzare e mantiene gran parte di quelle caratteristiche che rendono interessante questa famiglia.
Razr 70 punta soprattutto su chi vuole provare l’esperienza flip, ama un telefono particolare e non considera potenza, fotografia o display esterno ai massimi livelli come priorità assolute. Nella nostra recensione era già emerso chiaramente: è un prodotto equilibrato nell’uso quotidiano, ma mantiene una certa distanza dai due fratelli superiori.

Il pannello esterno da 3,63 pollici permette comunque di fare parecchie cose. Possiamo controllare notifiche, musica, calendario e chiamate, utilizzare alcune applicazioni e persino scrivere una risposta veloce senza aprire il telefono.
Lo spazio ridotto rende alcune operazioni meno immediate e invita più spesso ad aprire lo smartphone. I modelli superiori, invece, riescono maggiormente a trasformare il display esterno in una vera seconda interfaccia.
Se pensate di usare lo schermo esterno soprattutto per notifiche, musica, qualche risposta e informazioni rapide, Razr 70 fa già quello che serve.
Se invece uno dei motivi principali per acquistare un flip è utilizzare spesso lo smartphone senza aprirlo, Plus e Ultra iniziano subito ad avere più senso.
Razr 70 si comporta bene con social, WhatsApp, posta elettronica, browser, streaming, navigazione e tutte le attività che riempiono normalmente una giornata. Il passaggio tra display interno ed esterno rimane fluido e, nell’utilizzo comune, non abbiamo avuto la sensazione di trovarci davanti a uno smartphone lento.
Quando però si comincia a chiedere di più, emergono i limiti della sua impostazione. Il MediaTek Dimensity 7450X privilegia equilibrio e consumi rispetto alla potenza pura. I giochi più pesanti richiedono qualche compromesso e chi arriva da un vero top di gamma può percepire la differenza.
Durante la nostra prova a Tropea, la fotocamera principale ci aveva restituito buoni risultati soprattutto durante il giorno. Colori vivaci, HDR efficace e una resa generalmente pronta per essere condivisa sui social rendono Razr 70 semplice da utilizzare.
L’ultra-grandangolare amplia bene le possibilità di scatto, mentre manca un vero teleobiettivo. Inoltre, quando la luce diminuisce, il divario rispetto ai migliori smartphone tradizionali della stessa fascia diventa più evidente.
Possiamo utilizzare le fotocamere principali per i selfie guardandoci sul display esterno oppure appoggiare il telefono semiaperto per una foto di gruppo o un video. Sono possibilità che non fanno salire automaticamente la qualità fotografica, ma rendono più divertente e versatile il modo di scattare.
La batteria da 4.800 mAh ci ha permesso, nel nostro test dalle 7:00 alle 21:00, di arrivare a sera senza particolari preoccupazioni. Messaggi, social, mail, fotografie, navigazione, qualche video e diverse consultazioni dal display esterno non gli hanno impedito di completare la giornata.
Non diventa improvvisamente un battery phone e utilizzando molto GPS, hotspot, fotocamera o gaming il consumo cresce. Però nell’uso normale offre quella tranquillità che fino a qualche generazione fa non era affatto scontata su uno smartphone pieghevole.
Meno convincente la ricarica cablata da 30 W. Fa il suo lavoro, ma considerando la fascia di prezzo avremmo preferito qualcosa in più.
Lo vediamo bene nelle mani di chi vuole un telefono compatto, elegante e diverso dal solito, utilizza principalmente social, messaggi, chiamate, fotografie e applicazioni comuni e desidera provare il mondo dei pieghevoli senza inseguire necessariamente la scheda tecnica migliore.
Potrebbe essere anche il Razr più indicato per chi non sfrutterebbe intensamente il display esterno e quindi non avrebbe bisogno di pagare necessariamente per avere l’esperienza più completa possibile da chiuso.

Nella nostra recensione avevamo già sottolineato come i 999 euro di listino fossero difficili da digerire. A 899 euro diventava più interessante, ma con Razr 70 Plus distante circa 100 euro la scelta iniziava nuovamente a complicarsi.
Non è un brutto Razr. Al contrario, è un flip riuscito e piacevole. Ma ha bisogno della giusta distanza di prezzo dal Plus per diventare veramente facile da consigliare.
Perché aggiungendo qualcosa al budget si entra nel territorio del modello che, dopo averli provati tutti, consideriamo probabilmente il vero punto di equilibrio della famiglia.
Motorola Razr 70 Plus: il punto di equilibrio della famiglia
Se Razr 70 è il modello per chi vuole soprattutto entrare nel mondo dei flip, Motorola Razr 70 Plus è quello che comincia a farci capire quanto questo formato possa diventare realmente pratico nell’utilizzo quotidiano.
Razr 70 Plus prende molti degli elementi che rendono interessante la famiglia e li porta a un livello sufficientemente alto da soddisfare la maggior parte degli utenti, senza obbligarli ad arrivare al modello più costoso.

Il display esterno da 4 pollici offre più spazio e soprattutto permette di interagire con applicazioni e contenuti con molta maggiore naturalezza. Durante la nostra prova abbiamo utilizzato direttamente da qui WhatsApp, Telegram, Gmail, Maps, musica e diverse altre applicazioni, senza sentire continuamente la necessità di aprire il telefono.
Qualche decimo di pollice potrebbe sembrare poca cosa. Nell’uso reale, invece, significa avere più spazio per leggere, scrivere e muoversi all’interno delle applicazioni.
Una risposta veloce, il cambio di una playlist, una notifica oppure un’indicazione di Maps possono essere gestiti senza passare ogni volta al pannello principale.
La tastiera rimane inevitabilmente piccola e per scrivere testi lunghi preferiamo aprire lo smartphone. Per messaggi brevi, però, funziona bene.
Non tutte le applicazioni si adattano perfettamente. Qualche interfaccia presenta pulsanti piccoli oppure elementi parzialmente occupati dalle fotocamere. Motorola permette comunque di gestire l’area visualizzata e, nel complesso, la libertà offerta rimane uno dei punti forti del sistema.
Per chi compra un Razr proprio perché vuole sfruttare il formato flip, questo è un vantaggio che pesa parecchio nella scelta.
Razr 70 Plus utilizza Snapdragon 8s Gen 3, accompagnato da 12 GB di RAM e 512 GB di memoria UFS 4.0. Non è più la piattaforma Qualcomm più recente e Ultra dispone di un hardware decisamente superiore.
Con Razr 70 Plus abbiamo utilizzato social, posta elettronica, navigazione, streaming, fotocamera, messaggistica e multitasking senza difficoltà particolari. Il sistema rimane rapido e il passaggio tra display esterno e interno avviene generalmente senza interrompere ciò che stavamo facendo.
Il discorso cambia con il gaming più impegnativo. Lo spazio ridotto di un flip rende più difficile dissipare il calore e nelle sessioni lunghe la parte superiore può scaldarsi.
Chi cerca prestazioni estreme, gaming pesante oppure utilizza frequentemente applicazioni molto impegnative ha una ragione concreta per guardare Ultra.
Razr 70 Plus permette di ottenere fotografie piacevoli nella maggior parte delle situazioni quotidiane. La principale lavora bene, soprattutto con buona luce, e offre risultati adatti a social, vacanze, famiglia e utilizzo comune.
L’assenza di un vero teleobiettivo riduce la versatilità quando vogliamo avvicinare un soggetto. Anche ultra-grandangolare e zoom digitale non raggiungono i migliori cameraphone tradizionali della stessa fascia.
Possiamo utilizzare il display esterno come mirino e scattare selfie con la fotocamera principale. Possiamo mostrare l’inquadratura alla persona che stiamo fotografando oppure piegare il telefono e appoggiarlo su un tavolo senza utilizzare un treppiede.
La batteria da 4.500 mAh non sembra enorme, soprattutto considerando che stiamo parlando di un pieghevole con due display. Nell’utilizzo reale, però, il comportamento è stato molto buono.
Nel nostro consueto test dalle 7:00 alle 21:00, affrontato con un utilizzo intenso, abbiamo terminato la giornata con una carica residua compresa tra il 25% e il 40%.
Durante la giornata abbiamo alternato rete mobile e Wi-Fi, effettuato chiamate, utilizzato messaggistica, social, fotocamera, navigazione web e contenuti multimediali. A questo si sono aggiunti numerosi controlli effettuati direttamente dal display esterno.
Naturalmente, GPS prolungato, molte fotografie, registrazione video, rete 5G poco stabile e luminosità elevata possono modificare parecchio il risultato.
Nel nostro utilizzo, però, Razr 70 Plus ci ha permesso di affrontare la giornata senza l’ansia di cercare una presa nel pomeriggio.
La ricarica cablata arriva a 45 W. Non stabilisce record nel panorama Android, ma permette di recuperare rapidamente una buona percentuale quando serve.
Sono presenti anche la ricarica wireless da 15 W e quella inversa da 5 W, utile soprattutto per dare energia a piccoli accessori in caso di necessità.
L’autonomia superiore del modello di punta rimane un vantaggio, ma Plus non obbliga affatto a scegliere Ultra per avere una buona durata della batteria. Parte già da un livello che, nella nostra esperienza, soddisfa tranquillamente una giornata intensa.
Razr 70 Plus è quello che consiglieremmo a chi vuole vivere realmente l’esperienza Razr, sfruttare spesso il display esterno e avere prestazioni sufficientemente elevate da non pensarci durante il normale utilizzo.
Ha anche una buona autonomia, telefona bene, dispone di molta memoria e offre un comparto fotografico che sfrutta in maniera intelligente il formato pieghevole.
Manca la stessa potenza, non abbiamo quel margine hardware da vero top di gamma e la versione superiore offre qualcosa in più anche nella sensazione generale di prodotto senza compromessi.
Ci convince meno anche la politica degli aggiornamenti. Tre versioni Android sono poche per uno smartphone premium del 2026, soprattutto considerando ciò che offre parte della concorrenza.

Razr 70 Plus è arrivato in Italia a 1.199 euro, ma durante la nostra prova era proposto a 999 euro. E quei 200 euro cambiano parecchio il giudizio.
A 1.199 euro la concorrenza diventa molto aggressiva. A 999 euro, invece, Plus trova una posizione decisamente più convincente e rende persino più complicata la vita al Razr 70.
Lo vediamo bene nelle mani di chi utilizza parecchio lo smartphone e vuole che il formato pieghevole rappresenti un vantaggio quotidiano, non soltanto una scelta estetica.
È il Razr per chi vuole rispondere a un messaggio senza aprire il telefono, utilizzare Maps dal display esterno, controllare la musica, scattare in modi diversi e avere comunque prestazioni adeguate praticamente a tutto.
È indicato anche per chi guarda Razr 70 Ultra con interesse, ma non riesce a trovare una ragione concreta per aver bisogno di tutta quella potenza.
Dopo averli utilizzati tutti, continuiamo quindi a considerare Razr 70 Plus il modello più equilibrato della famiglia.
Ma perché è quello nel quale prestazioni, autonomia, display esterno, praticità e prezzo riescono a incontrarsi meglio.
Se Plus fa già così tante cose bene, perché spendere di più per Razr 70 Ultra?
La risposta esiste. E dopo averlo utilizzato, abbiamo scoperto che non riguarda soltanto la scheda tecnica.
Motorola Razr 70 Ultra: quando il flip diventa un vero flagship
Razr 70 Ultra è chiaramente il modello più completo dei tre: ha il processore più potente, più memoria, una batteria più capiente e materiali più ricercati. Ma dopo aver utilizzato Plus, il vero punto non è stabilire chi vinca sulla carta; è capire se tutto questo giustifichi davvero la spesa aggiuntiva.
La risposta arriva dalla somma di tante differenze, alcune evidenti e altre più sottili. Ultra è il Razr per chi vuole il formato flip riducendo al minimo la sensazione di aver rinunciato a qualcosa.

Razr 70 Ultra nella nostra versione PANTONE Orient Blue con rivestimento in Alcantara ha una personalità fortissima. Non è soltanto bello da guardare. La finitura posteriore migliora la presa, trattiene poche impronte e rende piacevole utilizzare il telefono anche senza cover.
Telaio in alluminio e cerniera rinforzata in titanio completano una costruzione che trasmette maggiore ricercatezza.
Ultra offre semplicemente quella cura in più che si percepisce ogni volta che lo si prende in mano, lo si apre oppure lo si richiude.
La cerniera è fluida, mantiene bene le posizioni intermedie e non trasmette quella sensazione di fragilità che accompagnava i primi pieghevoli.
La piega centrale rimane visibile in determinate condizioni e continua a sentirsi passando il dito. Nell’utilizzo frontale, però, dopo poco tempo smette quasi di attirare l’attenzione.
Il display esterno da 4 pollici è uno degli elementi che Ultra condivide concettualmente con Plus.
Anche qui possiamo utilizzare WhatsApp, Telegram, Gmail, Spotify, Google Maps e numerose altre applicazioni senza aprire lo smartphone. Possiamo rispondere ai messaggi, gestire musica, controllare notifiche e utilizzare diversi widget.
Non tutte le applicazioni risultano perfette su uno spazio così ridotto. Per testi lunghi, siti complessi o schermate ricche di controlli preferiamo ancora aprire il telefono.
Il flip smette di essere semplicemente uno smartphone che occupa meno spazio in tasca e comincia ad avere due modalità di utilizzo differenti.
Qui Ultra non stravolge ciò che fa Plus. Lo porta però dentro un prodotto nel quale anche tutto il resto è costruito per stare al livello di un vero top di gamma.
Sotto la scocca troviamo Snapdragon 8 Elite, accompagnato da 16 GB di RAM e 512 GB di memoria interna.
WhatsApp non diventa improvvisamente migliore. Spotify non parte in maniera rivoluzionaria e una pagina web non giustifica da sola il passaggio da Plus a Ultra.
Razr 70 Plus è già sufficientemente rapido per la maggior parte delle persone.
Multitasking intenso, elaborazione fotografica, montaggi video brevi, applicazioni pesanti e gaming trovano in Ultra molto più margine. I 16 GB di RAM permettono inoltre di passare continuamente tra diverse attività con pochi ricaricamenti.
Un flip offre meno spazio per dissipare il calore rispetto a uno smartphone tradizionale. Nelle sessioni prolungate la parte superiore può quindi scaldarsi e le prestazioni vengono gradualmente gestite dal sistema.
Per giocare occasionalmente o anche con titoli impegnativi va benissimo. Se però il gaming rappresenta la priorità assoluta, esistono smartphone tradizionali più adatti.
Se sulla velocità Plus riesce già a soddisfare moltissimi utenti, sull’autonomia Ultra mette sul tavolo un vantaggio molto più facile da percepire.
La batteria raggiunge 5.000 mAh, un valore notevole considerando dimensioni e struttura dello smartphone.
Abbiamo scollegato Razr 70 Ultra dal caricatore intorno alle 7:00 del mattino e lo abbiamo utilizzato come nostro smartphone principale. Nessuna particolare attenzione ai consumi, nessuna luminosità ridotta apposta e connettività utilizzata normalmente.
Questo significa arrivare a sera con un margine importante senza modificare le proprie abitudini.
Plus ci aveva già convinto, quindi non vogliamo creare una differenza artificiale tra i due. Anche il modello intermedio copre bene una giornata intensa.
Per chi trascorre molte ore lontano da una presa, utilizza parecchio rete mobile, GPS, fotocamera oppure semplicemente non vuole pensare alla batteria, quei 5.000 mAh hanno un valore concreto.
La ricarica cablata arriva a 68 W, mentre quella wireless raggiunge 30 W. È presente anche la ricarica inversa da 5 W.
Android è pulito, rapido e facile da utilizzare. Le aggiunte Motorola hanno generalmente uno scopo preciso e il lavoro fatto sul display esterno è quello che valorizza maggiormente il formato.
Altre restano più sperimentali e dipendono molto dalle proprie abitudini.
Lo compreremmo molto più facilmente per come Motorola ha integrato il display esterno dentro Android.
C’è però un aspetto che continuiamo a considerare migliorabile. È uno dei compromessi che Ultra non riesce ancora a eliminare.

Razr 70 Ultra ha senso quando si desidera il Razr più completo possibile.
È quello adatto a chi tiene lo smartphone per parecchio tempo durante la giornata, usa molte applicazioni, fotografa, naviga, lavora, gioca occasionalmente e vuole sempre avere potenza disponibile.
Il prezzo di 1.199 euro rimane importante, ma la configurazione da 16/512 GB e la dotazione complessiva lo rendono competitivo all’interno del mondo dei flip premium.
Rimane qualche rinuncia. Ma dopo averlo utilizzato possiamo dirlo con maggiore sicurezza: Per moltissimi utenti Razr 70 Plus rimane la scelta più equilibrata. Ultra è invece quello per chi vuole il Razr con meno compromessi possibile ed è disposto a pagare per averlo.
Usarli da chiusi: qui cambia davvero la scelta
Se dovessimo indicare una sola caratteristica capace di spiegare perché esistono tre Razr diversi, probabilmente sceglieremmo proprio il display esterno.
Un flip ha senso anche perché diventa molto compatto quando viene chiuso. Se però ogni notifica, ogni messaggio e ogni controllo ci obbligano ad aprirlo, una parte importante di questa filosofia si perde.
Razr 70: il display esterno come strumento rapido
Possiamo controllare notifiche, musica, calendario, chiamate e alcune applicazioni. Possiamo anche rispondere velocemente a un messaggio oppure verificare un’informazione senza aprire lo smartphone.
Lo spazio disponibile è inferiore e alcune operazioni risultano inevitabilmente più compresse. Leggere una conversazione lunga, utilizzare una mappa oppure muoversi all’interno di applicazioni più complesse ci porta più facilmente ad aprire il telefono.
Ed è proprio per questo che consideriamo Razr 70 adatto soprattutto a chi vede il display esterno come un’estensione dello smartphone, non come un vero secondo modo di utilizzarlo.
Con Plus il telefono può restare chiuso molto più spesso
Il display da 4 pollici offre più superficie e permette di utilizzare applicazioni reali con maggiore naturalezza.
Durante la nostra prova ci siamo trovati spesso a usare WhatsApp, Telegram, Gmail, Maps e musica direttamente dall’esterno. Non perché volessimo dimostrare che fosse possibile, ma perché dopo qualche giorno diventava semplicemente il modo più veloce per fare certe cose.
Un buon display esterno non dovrebbe essere qualcosa che utilizziamo perché “c’è”. Deve diventare qualcosa che utilizziamo perché ci fa risparmiare un passaggio.
Vogliamo cambiare brano?
Dobbiamo controllare rapidamente la strada oppure verificare una notifica?
Sono interazioni da pochi secondi, ma moltiplicate decine di volte durante la giornata cambiano realmente il rapporto con lo smartphone.
Ultra non rivoluziona Plus, ma completa l’esperienza E secondo noi è importante dirlo chiaramente. Chi sceglie Ultra non ottiene improvvisamente un display esterno appartenente a un’altra categoria. Anche Plus offre già un’esperienza molto completa da questo punto di vista.
In altre parole, il display esterno non rappresenta da solo il motivo per spendere di più.
Se la vostra priorità assoluta è utilizzare bene il Razr da chiuso, Plus offre già gran parte dell’esperienza che cercate.
La tastiera. Quando il testo diventa lungo, invece, apriamo il telefono. Bisogna semplicemente capire che tipo di utilizzo vogliamo farne. Se invece volete gestire decine di piccole interazioni quotidiane senza aprire ogni volta il telefono, Plus e Ultra sono estremamente efficaci.
Controllare rapidamente una direzione mentre si cammina senza aprire continuamente un pannello da quasi 7 pollici è molto più naturale.
Ed è proprio utilizzando queste applicazioni che abbiamo smesso di considerare il display esterno una curiosità tipica dei pieghevoli.
Non sostituisce il pannello principale, ma riduce il numero di volte in cui abbiamo bisogno di utilizzarlo.

Quindi, quale scegliere se volete usare davvero il Razr da chiuso?
Razr 70 va bene se pensate al display esterno soprattutto per notifiche, widget e operazioni rapide.
Razr 70 Plus è quello che sceglieremmo se il display esterno fosse una delle ragioni principali dell’acquisto. Offre quasi tutto ciò che serve per trasformarlo in una vera seconda interfaccia.
Razr 70 Ultra offre la stessa libertà da chiuso, ma il motivo per preferirlo va cercato nel resto del pacchetto: prestazioni, autonomia, materiali e dotazione generale. Per vivere bene il concetto di Razr, quindi, non serve necessariamente arrivare al modello più costoso.
A questo punto, però, rimane un’altra domanda inevitabile.
Prestazioni: serve davvero tutta la potenza di Razr 70 Ultra?
Guardando soltanto la scheda tecnica, questa parte del confronto sembrerebbe già chiusa.
Nell’utilizzo quotidiano, però, le distanze diventano molto meno nette. La domanda interessante non è quale Razr ottenga il punteggio più alto.
Razr 70: per l’uso normale non serve molto di più
Non è una piattaforma pensata per competere con i processori dei migliori flagship, ma durante la nostra prova ha gestito senza particolari difficoltà tutte le attività quotidiane.
Anche il passaggio tra più applicazioni rimane sufficientemente rapido e l’interfaccia mantiene una buona fluidità.
Leggere una piattaforma meno potente sulla scheda tecnica non significa automaticamente trovarsi davanti a uno smartphone lento.
Per l’utente che utilizza il telefono principalmente per comunicare, navigare, fotografare e consumare contenuti, Razr 70 offre già prestazioni adeguate.
Gaming pesante, applicazioni più complesse oppure multitasking molto intenso mettono maggiormente in evidenza la distanza dai modelli superiori.
Razr 70 Plus è quello che mette maggiormente in difficoltà Ultra
Con Snapdragon 8s Gen 3, 12 GB di RAM e 512 GB di memoria UFS 4.0, possiede già una dotazione che nell’utilizzo comune lascia pochissimo spazio alle lamentele.
Usandolo per una giornata normale, passare subito dopo a Ultra non produce necessariamente quell’effetto “wow” che la differenza di hardware potrebbe far immaginare.
Lo stesso vale per Gmail, Chrome, Spotify, YouTube, Maps e la maggior parte delle applicazioni che utilizziamo quotidianamente.
Per la maggior parte degli utenti è già abbastanza veloce da non diventare mai un problema.
Con Ultra compriamo soprattutto margine
Snapdragon 8 Elite e 16 GB di RAM non servono tanto a rendere rivoluzionaria un’attività semplice, quanto a garantire molto più margine quando le richieste aumentano.
Ultra permette inoltre di affrontare gli anni successivi con una riserva prestazionale maggiore.
Ed è questo, secondo noi, il modo corretto di interpretare la differenza.
State pagando per avere meno situazioni nelle quali lo smartphone può arrivare vicino ai propri limiti.
Se giochiamo poco, le differenze prestazionali diventano relativamente semplici da ignorare.
Razr 70 può gestire molti titoli, ma con quelli più impegnativi bisogna essere pronti a ridurre qualche impostazione e accettare prestazioni meno costanti.
Ultra porta naturalmente il livello ancora più in alto. Lo spazio interno è ridotto e dissipare il calore rimane più difficile rispetto a uno smartphone tradizionale di dimensioni simili.
Per questo continuiamo a non considerare nessuno dei tre un gaming phone nel senso stretto del termine.
Se il gaming fosse però la ragione principale dell’acquisto, probabilmente guarderemmo altrove.

Chi noterà davvero la differenza?
Dopo averli utilizzati tutti, divideremmo gli utenti in maniera piuttosto semplice.
Chi vuole maggiore velocità, utilizza molte applicazioni e pretende una sensazione più vicina a quella di un top di gamma trova in Razr 70 Plus probabilmente tutto quello che serve.
Ed è qui che torna il concetto centrale del nostro confronto.
Ma non tutti hanno bisogno del Razr più potente. E proprio per questo, prima di spendere di più, ci faremmo una domanda molto semplice:
Se la risposta è “quasi mai”, Plus continua ad avere un’enorme quantità di senso.
Fotocamere: conta più come si scatta che il numero di megapixel
Arrivati alle fotocamere, sarebbe facile aspettarsi una progressione molto semplice.
Dopo averli provati, però, la situazione è più sfumata. A cambiare parecchio è invece il modo nel quale possiamo utilizzare le fotocamere.
Razr 70: di giorno convince più di quanto ci aspettassimo
Mare, cieli molto luminosi, vicoli in ombra e tramonti hanno creato situazioni decisamente più interessanti della classica fotografia scattata sulla scrivania.
Di giorno abbiamo ottenuto immagini piacevoli, con buon dettaglio, HDR efficace e colori abbastanza vivaci. Motorola tende spesso verso una resa pronta per essere condivisa sui social, quindi non sempre è la più neutra possibile.
La ultra-grandangolare da 50 MP amplia molto le possibilità durante viaggi, paesaggi e fotografie di gruppo. Con buona luce funziona bene, anche se rimane inferiore alla principale per gamma dinamica e gestione delle zone più difficili.
Non essendoci un teleobiettivo, lo zoom viene gestito digitalmente. Il 2x può essere utilizzato in diverse situazioni, mentre andando oltre il dettaglio diminuisce rapidamente.
Plus migliora l’esperienza, senza trasformarsi in un cameraphone
La principale offre stabilizzazione ottica e durante il giorno restituisce fotografie dettagliate e piacevoli. Anche qui Motorola tende leggermente ad aumentare saturazione e contrasto, con un risultato generalmente efficace per la condivisione immediata.
Di sera la principale continua a essere quella da utilizzare.
La ultra-grandangolare torna utile per paesaggi, edifici, interni e gruppi. La presenza dell’autofocus permette inoltre di sfruttarla per le macro.
Anche Plus rimane senza teleobiettivo. Quindi, se la fotografia è la vostra priorità assoluta e utilizzate spesso focali differenti, nella stessa fascia di prezzo esistono smartphone tradizionali più completi.

Ultra è il migliore, ma anche lui deve accettare una rinuncia importante
La fotocamera principale da 50 MP stabilizzata offre immagini luminose, dettagliate e molto gradevoli. La gestione delle scene con luci e ombre difficili è buona e il telefono riesce generalmente a conservare informazioni sia nelle zone luminose sia in quelle più scure.
Di sera la principale rimane affidabile. La ultra-grandangolare da 50 MP mantiene una buona coerenza cromatica durante il giorno e, grazie all’autofocus, permette anche di realizzare fotografie macro.
Poi arriviamo nuovamente allo zoom. Il 2x rimane sfruttabile con buona luce, ma aumentando l’ingrandimento iniziano a comparire perdita di dettaglio e interventi più evidenti dell’elaborazione software.
Su uno smartphone da oltre mille euro, chi arriva da un flagship tradizionale dotato di teleobiettivo può sentirne la mancanza.
Per i selfie i Razr giocano con regole diverse
Ma è proprio qui che un Razr tira fuori uno dei suoi vantaggi migliori.
Con un Razr possiamo semplicemente chiudere il telefono, utilizzare il display esterno come mirino e fotografarci con le fotocamere principali.
Abbiamo più dettaglio, maggiore gamma dinamica e risultati migliori quando la luce diventa complicata.
Anche Razr 70 permette di farlo, pur con uno schermo esterno più piccolo.
Un treppiede che abbiamo sempre in tasca
C’è poi una delle caratteristiche che abbiamo utilizzato più volentieri.
Possiamo aprire un Razr a circa 90 gradi, appoggiarlo su una superficie e lasciare che il telefono sostenga se stesso.
Non serve un treppiede. Durante un viaggio possiamo appoggiarlo su un tavolo, un muretto oppure una panchina e fare una fotografia di gruppo.
Lo stesso vale per video, timelapse, videochiamate e contenuti social.
Motorola permette inoltre di avviare lo scatto attraverso gesti, mentre la persona davanti alla fotocamera può vedere l’inquadratura sul display esterno.
Sono funzioni semplici, ma una volta abituati diventano sorprendentemente comode.
Ed è qui che cambia completamente il modo nel quale giudichiamo il comparto fotografico.
Un Razr potrebbe non avere lo zoom di alcuni flagship tradizionali, ma permette di ottenere determinate fotografie con molta meno fatica.
Quindi quale Razr scegliere se fotografate molto?
La principale offre maggiore sicurezza nelle situazioni difficili e il comparto complessivo è quello più adatto a chi fotografa spesso.
La qualità generale è buona, la principale funziona bene e soprattutto offre praticamente tutte le possibilità creative legate al formato flip.
Razr 70 è quello nel quale accettiamo qualche compromesso in più, soprattutto quando le condizioni diventano difficili. Di giorno, però, ci aveva piacevolmente convinto e mantiene gli stessi vantaggi concettuali del formato pieghevole.
Se volete la migliore fotocamera possibile a quel prezzo, probabilmente nessuno dei tre sarebbe la nostra prima scelta.
Se invece volete un telefono che permetta di fare buone fotografie e che contemporaneamente offra selfie con le fotocamere principali, autoscatto senza treppiede, modalità Flex e anteprima sul display esterno, allora la famiglia Razr diventa molto più interessante.
Provano a rendere più semplice e divertente il momento in cui quella foto viene scattata.

Autonomia: tre Razr che finalmente non fanno temere la sera
Il formato pieghevole lascia meno spazio interno, ci sono due display da alimentare e le dimensioni compatte non aiutano. Di conseguenza, scegliere uno smartphone a conchiglia significava spesso accettare qualche compromesso sull’autonomia.
Con Razr 70, Razr 70 Plus e Razr 70 Ultra, la situazione è molto più rassicurante.
Tutti e tre ci hanno permesso di affrontare una normale giornata senza trasformare la percentuale della batteria in un pensiero costante.
Guardando soltanto le capacità, potremmo aspettarci una classifica molto semplice. Ultra dispone di 5.000 mAh, Razr 70 di 4.800 mAh, mentre Plus scende a 4.500 mAh.
Razr 70: 4.800 mAh e una giornata senza particolari ansie
Nel nostro utilizzo dalle 7:00 alle 21:00 siamo riusciti ad arrivare a sera senza particolari preoccupazioni.
Non avevamo registrato una percentuale finale precisa da utilizzare come riferimento, quindi preferiamo non inventarne una oggi soltanto per rendere più ordinata questa comparativa.
Il dato importante della nostra prova era un altro: Razr 70 copriva tranquillamente la giornata con un utilizzo normale.
Razr 70 si ferma a 30 W via cavo, accompagnati dalla ricarica wireless da 15 W. Non è una soluzione lenta in senso assoluto, ma è quella che mostra maggiormente la distanza dai modelli superiori.
Razr 70 Plus è quello che ci ha sorpreso maggiormente
La batteria da 4.500 mAh è infatti la meno capiente dei tre.
Nel consueto utilizzo dalle 7:00 alle 21:00, con una giornata intensa, siamo arrivati a sera con una percentuale residua compresa tra il 25% e il 40%.
Abbiamo alternato rete mobile e Wi-Fi, effettuato chiamate, utilizzato messaggistica, social, fotocamera, navigazione web e contenuti multimediali. Durante la giornata abbiamo sfruttato parecchio anche il display esterno.
Razr 70 Plus possiede la batteria più piccola della famiglia, ma questo non significa che sia automaticamente quello con l’autonomia peggiore.
La ricarica sale inoltre a 45 W via cavo, con wireless da 15 W e ricarica inversa da 5 W.
Ultra aggiunge soprattutto margine e una ricarica molto più veloce
Intorno alle 21:00 la batteria mostrava ancora il 35%. Chiamate, messaggi, mail, social, fotografie, navigazione web, 5G, Bluetooth e alcune sessioni con Google Maps non gli hanno quindi impedito di arrivare a sera con un margine rassicurante.
Con un utilizzo moderato è possibile spingersi anche dentro la giornata successiva, mentre chi utilizza intensamente fotocamera, GPS, video e rete mobile probabilmente continuerà a ricaricarlo ogni notte.
Ultra supporta la ricarica cablata fino a 68 W e quella wireless fino a 30 W, oltre alla ricarica inversa da 5 W.
Ma attenzione: i nostri test non sono un benchmark
Razr 70 Plus ha terminato alcune nostre giornate con un residuo compreso tra il 25% e il 40%. Ultra, nella giornata raccontata nella recensione, era al 35% alle 21:00.
Le prove sono state effettuate in giorni diversi, con condizioni di rete, utilizzo, luminosità e applicazioni inevitabilmente differenti.
Tutti e tre permettono di arrivare a sera. Razr 70 offre una buona autonomia, ma paga una ricarica meno veloce.
Razr 70 Plus sorprende per efficienza e riesce a compensare molto bene la capacità inferiore della batteria.
Ultra offre la dotazione energetica più completa, con 5.000 mAh e una ricarica sensibilmente più rapida.

Quale scegliamo se l’autonomia è una priorità?
Se vogliamo la soluzione più completa e il massimo margine disponibile, Razr 70 Ultra rimane la scelta naturale.
I 5.000 mAh danno tranquillità e soprattutto i 68 W permettono di recuperare rapidamente energia quando serve.
La batteria da 4.500 mAh poteva preoccupare. Nell’uso reale, invece, ci ha permesso di affrontare anche giornate intense con un residuo ancora rassicurante.
Questo significa che non consigliamo di passare automaticamente a Ultra soltanto per paura dell’autonomia del Plus.
Razr 70, infine, si comporta bene durante la giornata, ma la ricarica da 30 W è quella che oggi avvertiamo maggiormente come un limite.
Ultra offre il pacchetto migliore. Plus è quello che sorprende di più. Razr 70 fa il suo dovere senza creare particolari preoccupazioni.
Quanto vale salire da Razr 70 a Plus e poi a Ultra?
Perché stabilire che Ultra sia il modello migliore è semplice. Più difficile è capire se ciò che offre in più serva davvero al singolo utente.
Qui il prezzo non determina soltanto quanto spendiamo. Può cambiare completamente il giudizio sul prodotto.
Da Razr 70 a Plus: sono probabilmente i soldi spesi meglio
Razr 70 arriva con un prezzo di listino di 999 euro, anche se durante la nostra prova lo avevamo già trovato intorno agli 899 euro.
In quella situazione la differenza reale era quindi di circa 100 euro.
Non perché Razr 70 sia un prodotto poco riuscito. Abbiamo già spiegato quanto ci sia piaciuto per design, autonomia, costruzione e semplicità d’uso.
Il display esterno da 4 pollici è molto più sfruttabile. Le prestazioni salgono sensibilmente. Passiamo da 8/256 GB a 12/512 GB e la ricarica cablata cresce da 30 a 45 W.
Ed è difficile ignorare questo aspetto su un telefono che compriamo proprio perché si piega.
Non stiamo pagando per una funzione che utilizzeremo forse una volta al mese.
Razr 70 ha bisogno della giusta distanza di prezzo
Razr 70 diventa molto più interessante quando costa sensibilmente meno di Plus.
Con 250 o 300 euro di distanza, invece, il ragionamento cambia.
Non tutti utilizzeranno Gmail o Maps sul display esterno. Non tutti giocano. Non tutti hanno bisogno di 512 GB di memoria.
Quindi il problema del modello base non è tanto quello che offre.
Ed è un aspetto importante quando si valutano le offerte.

Da Plus a Ultra: qui la scelta diventa molto più personale
Durante le nostre prove, Razr 70 Plus era proposto a 999 euro, mentre Razr 70 Ultra costava 1.199 euro.
Questa volta non abbiamo una risposta altrettanto netta. Passiamo da Snapdragon 8s Gen 3 a Snapdragon 8 Elite, da 12 a 16 GB di RAM e manteniamo 512 GB di memoria interna.
La ricarica cablata passa da 45 a 68 W, mentre quella wireless sale da 15 a 30 W.
Quindi i 200 euro non spariscono nel nulla. La domanda è un’altra:

Per molti utenti Plus continua a essere sufficiente
Immaginiamo un utente che viva di messaggistica, social, Maps, streaming, fotografie e chiamate, e che giochi solo ogni tanto. In questo scenario Razr 70 Plus fa già praticamente tutto ciò che serve.
Per questa persona spendere 200 euro in più potrebbe non cambiare abbastanza la giornata da giustificare il salto.
Per altri, invece, quei 200 euro hanno perfettamente senso
Utilizza lo smartphone molte ore ogni giorno. Fa parecchio multitasking, gioca, registra video, usa GPS e rete mobile per molto tempo e vuole una batteria che lasci sempre un buon margine.
Qui Razr 70 Ultra diventa molto più facile da giustificare.
Non comprano però un’esperienza Razr completamente diversa. Plus possiede già gran parte di ciò che rende speciale questa famiglia.
Ultra non costa di più soltanto perché è Ultra
La configurazione italiana di Razr 70 Ultra offre 16 GB di RAM e 512 GB di memoria.
Allo stesso tempo, a 1.199 euro entriamo inevitabilmente nel territorio dei flagship tradizionali.
Con la stessa cifra possiamo trovare smartphone non pieghevoli con teleobiettivi più avanzati, dissipazione migliore e, in alcuni casi, supporto software più lungo.
Ultra risponde con qualcosa di completamente diverso: dimensioni ridotte da chiuso, display esterno, modalità Flex e una personalità che un telefono tradizionale difficilmente può replicare.
Non guardate il prezzo: guardate la differenza di prezzo
Se Razr 70 costa 899 euro e Plus 999 euro, per noi vale quasi sempre la pena aggiungere quei 100 euro.
Se invece Razr 70 scende molto e la distanza raggiunge 250-300 euro, il modello base torna ad avere una ragione molto più forte per esistere.
Con 200 euro di differenza, Ultra merita sicuramente di essere considerato. Ma non diventa automaticamente la scelta migliore per tutti.
Razr 70 deve costare abbastanza meno degli altri per essere realmente conveniente.
Razr 70 Plus offre probabilmente il miglior rapporto tra spesa ed esperienza Razr.
Non è il più potente, ma permette già di vivere quasi completamente il formato, offre buona autonomia e una dotazione equilibrata.
Razr 70 Ultra è quello sul quale spendiamo di più per eliminare compromessi, non per ottenere un Razr completamente diverso.
Per chi invece guarda un prodotto premium e vuole sapere di aver scelto il Razr migliore disponibile, Ultra rimane la risposta più semplice.

Tre utenti, tre Razr: quale fa davvero per voi?
Razr 70, Razr 70 Plus e Razr 70 Ultra non sono semplicemente tre livelli della stessa gamma.
E proprio per questo la scelta diventa molto più semplice quando smettiamo di guardare soltanto prezzi e specifiche e iniziamo invece a pensare al tipo di utente che dovrà conviverci ogni giorno.
Scegliete Razr 70 se volete soprattutto un flip
Razr 70 è quello che consigliamo a chi viene attirato prima di tutto dal formato.
Lo vediamo bene nelle mani di chi vuole uno smartphone compatto da chiuso, elegante e diverso dal solito, ma non sente la necessità di avere prestazioni da vero top di gamma.
È adatto a chi usa principalmente messaggistica, social, chiamate, browser, streaming e fotografia quotidiana.
Il display esterno permette comunque di controllare notifiche, musica e alcune applicazioni. Non offre però la stessa libertà di Plus e Ultra.
Per questo Razr 70 ha senso soprattutto per chi pensa di utilizzare lo schermo esterno come uno strumento rapido e continuerà ad aprire il telefono per la maggior parte delle operazioni.
Non manca nulla per l’utilizzo quotidiano, ma chi gioca molto oppure utilizza applicazioni particolarmente impegnative troverà nei due modelli superiori maggiore margine.
L’autonomia, invece, ci aveva convinto e consente di affrontare tranquillamente una normale giornata.
Razr 70 è quello da comprare quando costa sensibilmente meno di Plus.
Se tra i due ci sono soltanto 100 euro, personalmente faremmo lo sforzo e saliremmo di modello.
Se invece la differenza diventa molto più ampia, Razr 70 torna a essere una scelta estremamente sensata per chi vuole semplicemente vivere il mondo flip senza spendere più del necessario.
Scegliete Razr 70 Plus se volete il Razr più equilibrato
È il modello per chi non vuole semplicemente possedere un flip, ma vuole sfruttarlo davvero come tale.
Messaggi, Maps, musica, notifiche e diverse applicazioni possono essere utilizzati direttamente da chiuso. Dopo qualche giorno smette di sembrare una funzione particolare e diventa semplicemente comodo.
Allo stesso tempo, Snapdragon 8s Gen 3, 12 GB di RAM e 512 GB di memoria offrono prestazioni più che sufficienti per quasi qualsiasi utilizzo quotidiano.
Ma durante una normale giornata è difficile trovarsi nella situazione di pensare continuamente che servirebbe qualcosa di più.
Anche l’autonomia ci aveva sorpreso positivamente. Nonostante la batteria da 4.500 mAh sia la meno capiente dei tre, nella nostra prova abbiamo terminato giornate intense con un margine ancora rassicurante.
Per questo lo consideriamo il Razr ideale per chi vuole un telefono completo, piacevole e realmente sfruttabile da chiuso, senza sentire la necessità di arrivare per forza al modello Ultra.
Scegliete Razr 70 Ultra se non volete pensare ai compromessi
È quello per chi vuole il formato flip, ma non vuole che questa scelta venga percepita come una rinuncia rispetto a un top di gamma tradizionale.
Snapdragon 8 Elite, 16 GB di RAM, 512 GB di memoria, batteria da 5.000 mAh e ricarica da 68 W mettono sul tavolo una dotazione che lascia pochissimo spazio ai dubbi.
I materiali sono più ricercati e tutta l’esperienza restituisce una sensazione maggiormente premium.
È il Razr che consigliamo a chi utilizza molto lo smartphone, fa multitasking, gioca, registra video, usa parecchio GPS e rete mobile oppure semplicemente vuole avere sempre molta potenza disponibile.
È anche il modello giusto per chi cambia telefono raramente e preferisce partire con la piattaforma hardware più potente possibile.
Il display esterno offre un’esperienza molto simile e nelle attività quotidiane più semplici la differenza di velocità non stravolge l’utilizzo.
Per questo Razr 70 Ultra è il migliore dei tre, ma non è automaticamente quello che compreremmo per tutti.

Dopo aver utilizzato Razr 70, Plus e Ultra, quale compreremmo davvero noi?
Se la domanda fosse soltanto quale sia il migliore, la risposta sarebbe semplice: Razr 70 Ultra. Ma il nostro confronto nasce proprio per separare il prodotto migliore da quello più sensato per la maggior parte delle persone.
Dopo settimane con tutti e tre, la risposta è chiara: non è necessario comprare Ultra per vivere bene l’esperienza Razr. Il modello giusto dipende da quanto utilizzeremo davvero ciò che cambia salendo di fascia.
Quello che consiglieremmo alla maggior parte delle persone
Se un amico ci chiedesse oggi quale dei tre comprare senza darci esigenze particolari, probabilmente gli indicheremmo Motorola Razr 70 Plus.
I 12 GB di RAM e 512 GB di memoria lasciano parecchio margine e l’autonomia, nonostante i 4.500 mAh, durante la nostra prova si è dimostrata decisamente convincente.
In poche parole, Plus possiede quasi tutto ciò che cerchiamo quando decidiamo di comprare un Razr.
Ma noi quale prenderemmo?
Se dovessimo scegliere il Razr da utilizzare personalmente tutti i giorni e la differenza di prezzo rimanesse ragionevole, noi prenderemmo Razr 70 Ultra.
Proprio perché Plus funziona così bene, Ultra riesce a convincerci soltanto aggiungendo qualcosa negli aspetti che, nel nostro utilizzo, contano davvero.
La maggiore potenza ci torna utile quando utilizziamo molte applicazioni, lavoriamo con fotografie e video oppure chiediamo allo smartphone qualcosa in più della normale routine.
La batteria da 5.000 mAh offre ulteriore tranquillità e i 68 W di ricarica diventano comodi nelle giornate nelle quali il telefono viene utilizzato parecchio.
Ci piacciono inoltre i materiali più ricercati e quella sensazione generale di avere tra le mani il Razr nel quale Motorola ha cercato meno compromessi possibili.
Questo non significa che Ultra sia il miglior acquisto
Il prodotto migliore e il prodotto che conviene maggiormente non devono essere per forza lo stesso.
Razr 70 Ultra vince se chiediamo il massimo. Razr 70 Plus vince se cerchiamo l’equilibrio. Comprare Ultra per utilizzare principalmente WhatsApp, Instagram, chiamate e qualche fotografia non è sbagliato. Semplicemente, una buona parte della spesa aggiuntiva potrebbe rimanere inutilizzata.
Allo stesso modo, scegliere Plus sapendo di fare gaming pesante, utilizzare moltissimo il telefono e desiderare sempre il massimo margine potrebbe lasciare qualche rimpianto.
La scelta giusta dipende da quanto valore attribuiamo a ciò che cambia realmente tra i due.

Il nostro verdetto, quindi, è doppio
Se ci chiedete quale consigliamo alla maggior parte delle persone, la risposta è Razr 70 Plus. Se invece ci chiedete quale terremmo noi, sceglieremmo Razr 70 Ultra. Plus è quello che razionalmente offre quasi tutto ciò che serve; Ultra aggiunge quel margine che, nel nostro utilizzo, apprezziamo davvero.
È una distinzione semplice ma importante: Plus è il consiglio più facile, Ultra è quello che ci fa venire voglia di tenerlo.
Non esiste un modello migliore per tutti. Esiste quello che interpreta meglio il nostro modo di utilizzare uno smartphone.
Razr 70, Plus e Ultra: il confronto in breve
Dopo averli raccontati nel dettaglio, possiamo riassumere le differenze in modo molto più utile di una semplice tabella tecnica.
Non ci interessa stabilire quale abbia più RAM o quale processore vinca nei benchmark. Quello che conta è come queste differenze cambiano l’esperienza quotidiana.



