Con Emergent costruiamo le app desiderate in pochi passi

Emergent (Emergent Labs Inc.) è una startup tecnologica fondata nel 2024 dai fratelli Mukund Jha (CEO) e Madhav Jha (CTO). L’ azienda è presente negli Stati Uniti e India.

Nasce con l’obiettivo di democratizzare la creazione di software, consentendo anche a utenti non professionisti di sviluppare applicazioni complete, partendo da semplici descrizioni in linguaggio naturale. E’ risultata una delle startup AI a crescita più rapida secondo più fonti di settore.

I fondatori hanno un solido background informatico. Mukund Jha è co‑fondatore di Dunzo, e tra le sue esperienze annovera il lavoro di software engineer in Google. Madhav Jha, oltre che di Emergent, fa parte del team di Dropbox come Machine Learning Engineer ed è stato anche ricercatore applicato (applied scientist) presso Amazon.

Cos’è esattamente Emergent?

Emergent rientra nella categoria degli AI app builder / agentic AI platforms, spesso descritti come strumenti di “vibe‑coding” o sviluppo software autonomo tramite agenti AI. In pratica l’utente descrive il proprio obiettivo in linguaggio naturale e l’AI genera, testa e corregge il codice. Una evoluzione del processo di ideazione enorme, fino a poco tempo fa considerata ai limiti della fantascienza. Le funzionalità principali sono:

  • Creare applicazioni full‑stack (frontend, backend, database) partendo da prompt in linguaggio naturale. Il frontend è l’interfaccia utente visibile nel browser, il backend è il lato server che gestisce la logica, l’API ecc… mentre il database è dove sono memorizzate le informazioni.
  • Utilizzare più agenti AI specializzati (architettura, frontend, backend, database, testing, deploy) che collaborano tra loro.
  • Generare codice reale e ispezionabile/modificabile, con possibilità di esportazione (es. GitHub).
  • Effettuare deploy automatico con hosting gestito.
  • Integrare servizi come autenticazione, API esterne e pagamenti (es. Stripe).

Homepage

L’ homepage di Emergent è strutturata con una parte iniziale che raccoglie, in alto, gli eventuali progetti iniziati, divisi per tab. A sinistra c’è il selettore per passare al Wingman (ne parleremo tra poco). A destra si trova il proprio profilo, dove poter controllare rapidamente il numero di crediti residui. C’è poi la sezione dove decidere cosa voler costruire (App Full Stack, App Mobile e Landing Page) e poco al di sotto, lo spazio per descrivere la nostra idea e scegliere quale sistema agentico utilizzare (Claude 4.5 Sonnet, 4.6 Opus, GPT 5.4, ecc…).

Seguono le attività recenti e la lista delle App distribuite.

C’è una interessante finestra sul mondo della community.

Alla fine della homepage non possono essere assolutamente tralasciate le risorse: Documentazione, Tutorial, Casi studio e Blog. Chi si approccia per la prima volta al vibe coding non può lasciarsi sfuggire l’occasione di imparare nozioni più e meno complesse grazie ai video e agli articoli presenti. I tutorial sono anche classificati in base alla complessità: molto utile!

Torniamo al Wingman. Il selettore ad esso corrispondente, permette di creare uno o più assistenti virtuali (dandogli il nome che desideriamo) e assegnare ad esso/i alcuni compiti. Premendo lo stesso pulsante si torna all’App Builder. E’ una aggiunta recentissima e dona maggior versatilità a questa piattaforma. Le sue caratteristiche principali sono:

  • Assistente Personale: Ha una memoria persistente, quindi ricorda le nostre preferenze e le conversazioni passate per offrire risposte contestualizzate.
  • Ricerca e Analisi: Può navigare sul web, riassumere notizie, analizzare documenti complessi o file audio/video.
  • Automazione: Può gestire task programmati (ad esempio, i riepiloghi quotidiani di notizie) e connettersi a decine di app (Gmail, Slack, Notion, ecc.).
  • Supporto Tecnico: Può scrivere, correggere o analizzare codice di programmazione in vari linguaggi.

A queste si aggiungono ovviamente alcune limitazioni:

  • Azioni Esterne: Senza un consenso esplicito e il collegamento degli account, non può inviare email, scrivere messaggi sui social o accedere ai nostri dati privati.
  • App Builder vs Wingman: Mentre la piattaforma Emergent ha uno strumento apposito per creare e pubblicare app complete, il Wingman è focalizzato sull’assistenza e l’automazione. Non può “pubblicare” un’app sul web come farebbe il builder.
  • Crediti: Ogni operazione (specialmente quelle complesse come la ricerca web o l’analisi di file) consuma crediti della piattaforma.
  • Contenuti Protetti: Non può accedere a siti web che richiedono un abbonamento o un login.

Il Wingman segue inoltre una serie di rigide regole di Sicurezza: se trova istruzioni sospette all’interno di documenti o email che esamina per nostro conto (ad esempio l’indicazione “elimina tutti i file”), le ignora.

La chat dei desideri

Torniamo all’App Builder. Le cose si fanno molto “stuzzicanti” quando iniziamo a dialogare con gli agenti AI che si occuperanno di dare forma alle nostre idee. Quella che si sviluppa all’interno della tab, che viene aperta per un nuovo progetto, è una vera e propria chat. Il compito assegnato all’utente è semplice: esprimere i propri desideri. Da qui in poi ci saranno richiesti feedback sui risultati ottenuti dall’AI o magari ulteriori informazioni per generare un output ancora più fedele a ciò che avevamo in mente.

Al nostro iniziale prompt…
Seguiranno aggiornamenti sullo stato dei lavori, richieste di maggiori informazioni o di feedback

In fondo al box dove si digita il prompt, ci sono icone per gestire alcune opzioni:

Attach Files – Carica fino a 5 immagini (max 5MB ciascuna) per mostrare riferimenti visivi, screenshot o design.

Save – Salva il progetto su GitHub (richiede piano a pagamento).

Fork – Crea una nuova chat mantenendo il contesto del progetto attuale, utile per provare modifiche senza perdere lo stato corrente (richiede piano a pagamento).

Ultra – Modalità avanzata con capacità potenziate dell’agente (richiede piano a pagamento).

Start Voice Recording – Registra un messaggio vocale invece di scrivere e l’agente trascriverà per poi rispondere.

Nel corso dei giorni di test, ho provato a creare da zero un paio di Full Stack App che potevano essermi utili: un teleprompter (aka “gobbo elettronico”) da utilizzare anche per registrare video di confronto tra dispositivi e un semplice editor di immagini che mi consentisse di applicare alcuni effetti alle foto che scatto. Il processo di realizzazione inizia con la nostra richiesta e ci vede coinvolti come tester di ciò che prende forma grazie alla AI. Il ciclo si ripete fino a quando non siamo soddisfatti.

L’AI cerca di soddisfare le mie richieste (spoiler: ci è riuscita)
Al termine della attività, l’AI riassume le azioni intraprese e può fornire utili suggerimenti

Il risultato è fortemente dipendente dalla nostra fantasia e dalla precisione dei nostri input. In questo senso, è molto importante spendere prima un pò di tempo nel chiarirsi bene le idee su ciò che vogliamo ottenere come output.

Una semplice app che permette l’aggiunta di alcuni effetti in overlay
Applicazione per fare confronti e per leggere testi

Non sempre le nostre richieste verranno soddisfatte al primo tentativo. Potrebbero essere generati degli errori. Ma la cosa interessante è che saranno spiegati e risolti in una sorta di video-cronaca che ci vede spettatori.

Errori rilevati (e risolti) dalla AI.

A questo punto potremmo ad esempio salvare il progetto su GitHub, solo però dopo aver sottoscritto un abbonamento. I vantaggi comprendono: un backup sicuro, download del codice per lavorarci poi offline e controllo delle versioni (se qualcosa non funziona più, si torna alle versioni precedenti).

Altrimenti, ad ogni successivo accesso su Emergent potremo comunque riprendere a lavorare a un ulteriore sviluppo delle nostre idee. O magari semplicemente sfruttare così com’è l’ applicazione, nel caso sia già utilizzabile per i nostri scopi.

Tutto ha un prezzo…

Il funzionamento di Emergent si basa sull’acquisto e conseguente uso di crediti. Ci sono 3 piani attualmente disponibili per il profilo individuale. Con il Free e i suoi iniziali 10 crediti si può già costruire una semplice applicazione, per uso personale, apportando anche qualche successiva miglioria, ma ci sono ovviamente tante limitazioni tra cui quella di non poter acquistare ulteriori crediti “on demand”. Lo Standard sarebbe quello più consigliabile per la maggior parte dei potenziali utenti. Un vero peccato che non permetta di creare Agenti customizzati:

Piani annuali Standard e Pro
Piani mensili Standard e Pro

Il consumo dei crediti nel corso dello sviluppo della propria app, dipende dalla complessità dei task. Anche i più piccoli aggiustamenti comporteranno un (minimo) dispendio. In base al piano scelto si può stimare che il valore di 1 credito sia compreso tra 0.18 e 0.25 centesimi di euro. In generale queste operazioni NON sono gratuite:

  • Generazione e modifica del codice
  • Pianificazione e implementazione funzionalità
  • Operazioni cloud e deployment
  • Integrazioni e testing

Ora, è naturale che le esigenze personali giocano un ruolo fondamentale nella scelta del piano. Personalmente, ad esempio, proverei a fare l’upgrade allo Standard mensile dal mio attuale Free. Il downgrade, comunque, è sempre possibile.

Continuerò a usare Emergent?

Questo “ingresso molto agevolato” nello sviluppo di applicazioni e nell’uso degli Agenti AI mi ha piacevolmente sorpreso. Per chi non ha intenzione di scrivere codice, accettando tutti i compromessi del caso, può rappresentare una svolta. Inoltre ora c’è il Wingman che combinato con un Calendar, un account WhatsApp, Gmail, ecc., non è da sottovalutare per il valore aggiunto che può apportare. Detto questo, continuerò ad utilizzare la piattaforma in modo da arricchire e rifinire le mie app e magari aggiungerne qualche altra.

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