DJI Osmo Pocket 4: la videocamera tascabile per creator cresce ancora
DJI Osmo Pocket 4 alza ancora l’asticella nel segmento delle videocamere tascabili e si propone come una soluzione sempre più seria per creator, vlogger e utenti avanzati. La nuova generazione punta su qualità video elevata, stabilizzazione meccanica, slow motion 4K a 240 fps e una dotazione che prova a spingere oltre ciò che uno smartphone, da solo, riesce a offrire.
DJI Osmo Pocket 4 arriva dopo mesi di indiscrezioni e raccoglie l’eredità di un prodotto che ha conquistato molti creator proprio grazie al suo equilibrio tra compattezza e qualità video. La nuova versione resta fedele all’idea originale, cioè offrire una videocamera stabilizzata che sta nel palmo della mano, ma aggiorna diversi aspetti chiave per renderla ancora più credibile in un uso quotidiano e semi-professionale.
Il punto forte del prodotto resta chiaro fin dal primo sguardo: avere un dispositivo piccolo, rapido da usare e molto più orientato alla ripresa rispetto a uno smartphone. DJI punta ancora su una formula semplice ma efficace, fatta di sensore ampio, gimbal meccanico e controlli diretti, con l’aggiunta di nuove funzioni smart e di una scheda tecnica pensata per chi crea contenuti in movimento.

Qualità video e sensore: il cuore del progetto
Alla base di DJI Osmo Pocket 4 troviamo ancora un sensore CMOS da 1 pollice, soluzione che continua a distinguere questa linea nel segmento delle camere tascabili. Abbinato a un’apertura f/2.0, il sensore promette una buona resa anche quando la luce cala, mantenendo un livello di nitidezza e controllo superiore rispetto a molte soluzioni più piccole.
Uno degli aspetti più interessanti riguarda la gestione dell’immagine. I leak e le informazioni circolate indicano infatti una gamma dinamica di 14 stop, un dato molto interessante per chi lavora su scene con forti contrasti tra alte luci e ombre. A questo si aggiunge il supporto al profilo D-Log a 10 bit, che amplia le possibilità in fase di color correction e rende la camera più appetibile anche per utenti evoluti.
La vera sorpresa, però, è la capacità di registrare in 4K fino a 240 fps, una specifica che dà grande flessibilità creativa a chi ama lo slow motion. In un dispositivo così compatto non è una caratteristica banale, e anzi rappresenta uno dei punti che più differenziano DJI Osmo Pocket 4 da tante altre camere da vlog più tradizionali.
Il risultato è una proposta che non vuole sostituire una mirrorless, ma che prova a ritagliarsi uno spazio molto preciso. Per vlog, travel video, backstage, clip social di qualità e riprese documentaristiche leggere, questa formula continua ad avere un senso molto forte.

Stabilizzazione, comandi e funzioni intelligenti
Uno dei motivi per cui la serie Pocket piace tanto è la sua stabilizzazione meccanica su tre assi, e anche stavolta resta uno degli elementi centrali. Il gimbal integrato aiuta a mantenere fluide le riprese in camminata, nei movimenti veloci e nelle situazioni più dinamiche, offrendo un look più naturale rispetto a molte stabilizzazioni solo elettroniche.
Accanto alla stabilizzazione torna un sistema di tracciamento evoluto. ActiveTrack 7.0 promette infatti un inseguimento più preciso del soggetto, anche in situazioni complicate e con ingrandimenti fino a 4x, così da dare più libertà a chi gira da solo o vuole mantenere il focus su persone in movimento.
DJI ha lavorato anche sull’usabilità. L’interfaccia resta familiare, ma arriva un nuovo joystick 5D, insieme a pulsanti fisici dedicati allo zoom, che facilitano il passaggio rapido tra 1x, 2x e 4x senza rallentare l’azione. Per iniziare a filmare continua inoltre a essere sufficiente ruotare il display touch, un gesto semplice che contribuisce alla velocità d’uso del prodotto.
Interessanti anche le funzioni intelligenti legate ai gesti, pensate per attivare alcune operazioni a distanza. Per esempio, mostrare il palmo della mano può avviare il tracking, mentre il segno di vittoria può servire per foto o registrazione, una comodità concreta per vlogger e creator che spesso lavorano senza assistenza.
Memoria, autonomia, audio e prezzi
Un cambiamento che farà discutere riguarda la memoria. DJI Osmo Pocket 4 integra infatti 107 GB di memoria interna, ma rinuncia allo slot microSD, una scelta che semplifica il design ma riduce la flessibilità per chi preferisce espandere lo spazio in modo tradizionale.
DJI prova a compensare con una velocità di trasferimento dichiarata fino a 800 MB/s, utile per scaricare rapidamente i file su computer tramite USB-C. È una soluzione coerente con un approccio più integrato, anche se non tutti ameranno l’addio alla scheda esterna.
Molto buono il capitolo autonomia. La batteria può arrivare fino a 240 minuti di ripresa a 1080p, mentre la ricarica consente di recuperare l’80% in 18 minuti, due dati che rendono la camera più affidabile nelle giornate di ripresa lunghe o negli spostamenti rapidi.
Sul fronte audio, il supporto all’ecosistema OsmoAudio e ai trasmettitori DJI Mic 3 permette registrazioni fino a quattro canali, una dotazione molto interessante per interviste, vlog strutturati o produzioni leggere in mobilità. Quanto ai prezzi, si parte da 479 euro per la versione Essential, si sale a 499 euro per la Standard e si arriva a 629 euro per la Creator, che include accessori più completi come ottica grandangolare e microfono esterno.
A chi può interessare davvero
DJI Osmo Pocket 4 non è pensata per tutti, ma per chi crea contenuti spesso e vuole qualcosa di più immediato di una mirrorless e più efficace di uno smartphone. Se cerchi portabilità, riprese stabilizzate davvero credibili, slow motion avanzato e un ecosistema audio già maturo, questa nuova camera ha argomenti molto solidi per diventare uno degli strumenti più interessanti dell’anno.


