Recensione Huawei Mate XT Ultimate: il futuro piegato tre volte
Lo abbiamo visto per la prima volta l’anno scorso al MWC di Barcellona; da quel momento non vedevamo l’ora di metterci su le mani. Huawei, negli anni, è stata tra le poche a sperimentare davvero sui pieghevoli; e noi lo abbiamo toccato con mano provando modelli come Mate X3 e Mate X6. E, più di recente, anche Pura X, che ha confermato quanto il brand stia continuando a spingere sul formato, senza limitarsi a “copiarlo”.
Con Mate XT Ultimate, però, il salto è ancora più netto. Qui non siamo davanti al classico “telefono che si apre”; qui l’idea è quella di un tablet che si chiude. È un dispositivo che cambia forma in modo più graduale: da chiuso è uno smartphone; a metà è una via di mezzo credibile; da aperto diventa una superficie ampia, pensata per leggere, lavorare e fare multitasking con più spazio.
Le caratteristiche che lo rendono speciale sono poche, ma pesanti. Prima di tutto è il primo tri-fold in commercio; non un prototipo da fiera o un esercizio di stile. Poi c’è la costruzione: doppia cerniera, spessore che da chiuso resta vicino a quello dei fold “classici”, mentre da aperto l’effetto è quasi surreale, perché diventa sottilissimo. E c’è anche il display, grande e ambizioso, con un formato che punta chiaramente su produttività e contenuti.
Detto questo, è un prodotto ultra premium e di nicchia; e lo si capisce anche dal prezzo, che lo mette in una fascia “lusso” senza giri di parole. Inoltre ci sono compromessi che vanno detti subito: prestazioni non sempre da riferimento assoluto rispetto ai top più recenti; possibili limiti di rete fuori da alcuni mercati; e, soprattutto, la questione Google, che per chi vive in Italia resta una variabile importante. Le alternative ci sono; però qualche app complicata, prima o poi, può capitare.
Quindi sì, è un oggetto affascinante; e promette anche tanto tra fotocamera, batteria e ricarica. Però la domanda della recensione è una sola: questo tri-fold è già una scelta sensata per la vita reale, oppure è ancora un capriccio tecnologico per chi vuole il massimo a prescindere?

Huawei Mate XT Ultimate Design : Voto 8.5
Huawei Mate XT Ultimate è uno di quei prodotti che riportano entusiasmo nel tech. È il primo tri-fold davvero commerciale, e si vede che dietro c’è ingegneria vera. Da chiuso si usa come uno smartphone premium; a metà è un fold “classico” super comodo; aperto diventa un tablet da 10,2” che fa scena e, quando serve, è utilissimo. Il display è il suo cuore, e nell’uso frontale le pieghe passano in secondo piano. Le fotocamere sono top, soprattutto principale e tele, e la ricarica è completa e veloce. Dopo oltre due settimane come telefono principale, ci ha convinto anche per usabilità. Però il prezzo è estremo, il ban richiede adattamento, manca il 5G e non c’è certificazione IP. Se volete il tri-fold, oggi è lui; se cercate razionalità, no.
Pro
- Tri-fold vero: 6,4” / 7,9” / 10,2” con senso pratico
- Design e meccanica ultra premium, da aperto è sottilissimo
- Display immersivo e versatile, ottimo per multitasking e contenuti
- Fotocamere top: principale forte, tele che fa la differenza, grande versatilità
- Ricarica top: 66W cablata, 50W wireless, anche inversa
Contro
- Prezzo altissimo: 3.000–3.500 euro
- Ban: niente GMS, serve adattarsi alle app
- Niente 5G nella nostra versione
- Niente certificazione IP, serve più attenzione del normale
- Formato unico: lo userete spesso da telefono/fold, il “tablet” resta più di nicchia
Griglia valutazioni – Huawei Mate XT Ultimate
| Sezione | Voto | Stelle |
| Confezione | 7,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️☆ |
| Design | 9,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ |
| Display | 9,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ |
| Hardware | 8,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️☆ |
| Software | 7,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️☆ |
| Fotocamera | 9,0/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ |
| Autonomia | 8,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️☆ |
| Prezzo/qualità | 8,0/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️☆ |
| Media finale | 8,5/10 | ⭐️⭐️⭐️⭐️☆ |
Confezione di vendita
La nostra unità di test, però, è priva della confezione di vendita. Quindi non possiamo raccontarvi l’unboxing “completo” come piace a noi. Detto questo, la confezione ufficiale prevede comunque il classico set base, quindi cavo e manualistica; inoltre, ed è una nota interessante su un prodotto di questo livello, è inclusa anche una cover dedicata, fatta bene e pensata proprio per accompagnare il tri-fold senza snaturarne il design.
Design e costruzione Mate XT Ultimate
Qui Huawei ha fatto una cosa che, sinceramente, ci mancava vedere. Un’innovazione vera; non la solita variazione sul tema. Dopo anni in cui tanti brand giocano sul “più o meno uguale”, Mate XT Ultimate rimette al centro il coraggio di sperimentare. E lo fa nel modo più diretto possibile: un tri-fold reale, che non sembra un prototipo messo in vendita per fare scena, ma un prodotto progettato per funzionare.

Partiamo dalle dimensioni, perché su un tri-fold non sono un dettaglio. Da aperto, Mate XT Ultimate misura circa 156,7 × 219,0 mm e pesa intorno ai 298 grammi. Non è leggero, ovviamente; però il peso è distribuito bene e, nell’uso a due mani, non risulta sbilanciato. Da chiuso, invece, si torna a una sensazione più “smartphone spesso”: non è compatto come un classico top, ma non diventa nemmeno un mattone.

Il punto che colpisce davvero è lo spessore. Da chiuso siamo attorno ai 12,8 mm, quindi su valori molto vicini a quelli di un fold tradizionale. Da aperto, invece, è incredibilmente sottile: circa 3,6 mm. Dal vivo fa quasi effetto, perché sembra di avere in mano un pannello più che un dispositivo completo; e questo è uno dei motivi per cui il posizionamento ultra premium si percepisce subito.

Il concetto si capisce anche dal formato. Da aperto è un tablet da 10,2 pollici, con un rapporto 16:11 che ricorda quello dei tablet “classici”; quindi non è il solito schermo lungo che in verticale si usa male. Qui, in verticale, si usa davvero come un tablet normale; in orizzontale, invece, avete spazio per due app affiancate senza sentirvi sempre stretti.
La parte più delicata, ovviamente, sono le cerniere. Qui Huawei ha lavorato su una doppia soluzione in acciaio, con una sensazione di apertura precisa e stabile. La cosa interessante è che le posizioni intermedie non sembrano un trucco: da chiuso avete lo schermo esterno da 6,4 pollici; se lo piegate “a metà” ottenete un formato da 7,9 pollici che ricorda un fold classico; da completamente aperto arrivate al 10,2” e lì cambia tutto. In ogni modalità il dispositivo resta fermo, non balla, e si usa con naturalezza.
Materiali e finiture sono da fascia altissima. La cornice è metallica, sottile e arrotondata; il retro è rivestito in pelle vegana, utile anche per il grip e per tenere a bada le impronte. Sul mercato ci sono due colorazioni, rossa e nera; noi stiamo provando proprio la nera, che è la più elegante. Inoltre ha quegli inserti oro che, dal vivo, risultano molto chic e danno subito l’idea di prodotto “da collezione”, non solo da usare.

Porte e interfacce sono sistemate in modo razionale. In alto trovate uno speaker, il blaster IR e un microfono; in basso ci sono USB-C, carrellino SIM, microfono principale e l’altro speaker. L’audio è quindi stereo, e il layout è pulito. Per la biometria si usa un lettore di impronte laterale: comodissimo da chiuso, un po’ meno immediato quando siete completamente aperti, ma resta una scelta sensata su un dispositivo così.
Mate XT Ultimate è raffinato, premium, e si nota in qualsiasi contesto; soprattutto, offre una flessibilità d’uso che oggi non ha veri equivalenti. L’unica cosa che avremmo voluto, su un prodotto così, è una protezione migliore contro acqua e imprevisti: anche una resistenza base sarebbe stata più coerente con il posizionamento.
Confronto Huawei Mate XT Tri Fold e Huawei Mate X6 Fold
Display tri-fold Mate XT Ultimate
Qui c’è il vero motivo per cui Mate XT Ultimate esiste. Il pannello OLED LTPO tri-fold da 10,2 pollici è il cuore del progetto; ed è anche la parte che più vi farà capire se questo dispositivo fa per voi oppure no. Da completamente aperto avete un formato 16:11 che si comporta da tablet vero: in verticale si legge bene, si lavora bene, si naviga senza quella sensazione di “telefono stirato”. In orizzontale, invece, il multitasking diventa naturale, perché lo spazio per affiancare due app non è un compromesso.
La versatilità nasce dal fatto che non avete una sola diagonale. Ne avete tre. Da chiuso lo usate come smartphone con lo schermo da 6,4 pollici; poi c’è la modalità intermedia da 7,9 pollici, quando aprite un lato; infine l’apertura completa a 10,2 pollici. Sono tre formati che cambiano davvero l’uso quotidiano; e la cosa bella è che vi ritrovate ad aprirlo per un motivo preciso, non “per farlo vedere”.

Sul piano tecnico, il pannello è completo: 10 bit, refresh fino a 90 Hz, e un touch molto reattivo con campionamento fino a 240 Hz. Inoltre c’è un PWM a 1440 Hz, utile per gestire lo sfarfallio e rendere la lettura più rilassata per chi è sensibile. La risoluzione, da completamente aperto, è 3184 × 2232 pixel; quindi dettaglio ce n’è, anche su testi piccoli e PDF.
Parliamo di luminosità, perché su uno schermo così grande è fondamentale. In modalità tablet, la luminosità massima manuale arriva a circa 568 nit; in automatico sale fino a circa 944 nit. In modalità smartphone, i valori sono molto simili: circa 575 nit in manuale e circa 939 nit in automatico. La luminosità minima scende fino a circa 2,1 nit, quindi di sera non abbaglia e si usa bene anche in camera.

A livello estetico, lo schermo fa scena anche per come è “incorniciato”. I profili sono sottili e regolari; da aperto, con uno spessore complessivo così basso, l’effetto è quasi da “lastra”. È una sensazione particolare: vi ritrovate davanti a un tablet grande, ma con una presenza fisica leggerissima. E quando lo richiudete, invece, torna quella sensazione da fold più tradizionale, quindi più “spesso” ma ancora credibile da tenere in mano.
Poi c’è l’argomento inevitabile: le pieghe. Sì, ci sono, ed è ovvio su un tri-fold. Però va detta una cosa chiara: quando lo si usa frontalmente, quindi con lo sguardo perpendicolare al display, praticamente non si vedono. Diventano più evidenti con luci forti, angoli inclinati, o quando ci fate caso apposta; ma durante l’uso normale smettono di essere il centro del mondo.
Infine, c’è il tema Always-On Display. Su un prodotto del genere è quasi obbligatorio, perché lo usate spesso anche “da chiuso” come smartphone. Qui l’AOD serve davvero: orologio, notifiche e colpo d’occhio rapido; inoltre aiuta a non dover accendere lo schermo ogni volta, soprattutto quando siete in mobilità.
Il display del Mate XT Ultimate non è solo grande. È utile; perché vi dà tre modalità che cambiano davvero la giornata: compatto quando serve, comodo quando volete equilibrio, enorme quando vi serve spazio. E su un tri-fold è esattamente questo che deve succedere.
Scheda tecnica Huawei Mate XT Ultimate
Design e dimensioni
- Tipologia: tri-fold
- Materiali: cornice in metallo, retro in pelle vegana
- Colorazioni: Nero (con inserti oro), Rosso
- Peso: 298 g
- Spessore: 3,6 mm da aperto, 12,8 mm da chiuso
Display
- Principale: OLED LTPO tri-fold 10,2″ (rapporto 16:11), 10-bit, 90 Hz
- Risoluzione principale: 3184 × 2232 (circa 381 ppi)
- Touch sampling: 240 Hz
- PWM dimming: 1440 Hz
-
Modalità schermo:
- 6,4″ (chiuso) 1008 × 2232
- 7,9″ (intermedio) 2048 × 2232
- 10,2″ (aperto) 3184 × 2232
Hardware e memorie
- SoC: Kirin 9010 (7 nm)
- GPU: Maleoon 910
- RAM: 16 GB LPDDR5X
- Archiviazione: 256 GB / 512 GB / 1 TB (UFS 4.0)
- Versione provata: 16 GB + 1 TB
Fotocamere
- Principale: 50 MP, f/1.4–f/4.0, OIS, PDAF, Laser AF
- Tele periscopico: 12 MP, zoom ottico 5,5x, OIS
- Ultra-grandangolare: 12 MP, AF
- Frontale: 8 MP, f/2.2, fuoco fisso
- Video: posteriori fino a 4K 60 fps, frontale fino a 4K 30 fps
Batteria e ricarica
- Batteria: 5600 mAh (3 celle collegate, anodo Si/C)
- Cablata: 66 W
- Wireless: 50 W
- Wireless inversa: 7,5 W
- Cablata inversa: 5 W
Connettività
- Rete: 4G (niente 5G nella nostra versione, per ban)
- Wi-Fi: Wi-Fi 6
- Bluetooth: 5.2
- NFC: Sì
- IR blaster: Sì
- Porta: USB-C
- SIM: slot SIM (formato non specificato nel tuo materiale)
Audio e sicurezza
- Altoparlanti: stereo (alto + basso)
- Lettore impronte: laterale
Software
- Globale: EMUI 14.2 (base Android 12)
- Cina: HarmonyOS 4.2
- Note: assenza GMS per ban; installazione app via AppGallery/APK + soluzioni compatibilità
Resistenza
- Certificazione: nessuna certificazione IP dichiarata
Hardware e prestazioni
Sotto la scocca c’è Kirin 9010, abbinato a 16 GB di RAM LPDDR5X; la nostra unità è la versione con 1 TB di memoria interna, su storage UFS 4.0. È una configurazione “da top” nel senso pratico del termine: tanta RAM per reggere multitasking e finestre, tanto spazio per vivere sereni tra foto, video e file offline. Su un tri-fold, vi assicuriamo, non è un dettaglio.
A livello tecnico, Kirin 9010 è un octa-core con schema 1+3+4; quindi un core più spinto, tre intermedi e quattro a basso consumo. Il processo è a 7 nm e la parte grafica è affidata alla Maleoon 910. Tradotto: l’idea è darvi un’esperienza stabile, fluida e continua, soprattutto quando iniziate a sfruttare il display grande per fare davvero più cose insieme.
Capitolo connettività. Qui c’è tutto quello che serve sulle connessioni locali: Wi-Fi 6, Bluetooth 5.2, NFC e anche IR blaster. Sulle reti mobili, invece, va detto senza giri: per le restrizioni legate al ban, nella nostra versione non c’è il 5G. Quindi sì, si va di 4G. Detto questo, la parte “telefono” è da tradizione Huawei: ricezione solida, aggancio stabile e comportamento affidabile anche in movimento.
E proprio sulle chiamate si sente la mano Huawei. Capsula chiara, voce pulita, microfoni che fanno bene il loro lavoro; anche in vivavoce si resta su un livello alto, senza quell’effetto “scatola” che su alcuni fold si nota ancora. È uno di quei telefoni che, come telefono, non vi tradisce.
Lato audio multimediale, invece, la scelta è semplice: due speaker, uno in alto e uno in basso. Da chiuso lo stereo è più “naturale” e bilanciato; da aperto diventa più diagonale, quindi cambia un po’ la percezione in base a come lo impugnate. Su un dispositivo che, da aperto, è quasi un tablet, qualcuno si aspetterebbe quattro altoparlanti; qui ce ne sono due. La resa però è buona: suono ricco, equilibrato, piacevole sui dialoghi; il volume non è quello che spacca i muri, ma per film e serie in casa ci sta alla grande.
Per la biometria c’è un sensore di impronte laterale. Da chiuso è comodissimo: lo tocchi e sei dentro, punto. Da completamente aperto è meno immediato, perché cambia la presa; però è rapido, affidabile, e soprattutto evita di complicare lo schermo con soluzioni strane.

Kirin 9010, LPDDR5X, UFS 4.0 fino a 1 TB, connettività completa sul lato “locale”, 4G per via del ban, chiamate e ricezione da tradizione Huawei, audio stereo valido anche se “solo” a due speaker, e impronta laterale sempre pronta. È un hardware costruito per sostenere l’idea del tri-fold, senza frizioni nel quotidiano.
Software ed esperienza d’uso
Qui, più che altrove, Mate XT Ultimate si gioca il suo senso. Perché su un tri-fold non basta “avere lo schermo grande”; serve un software che sappia usarlo. La nostra unità, nella versione globale, gira con EMUI 14.2; in Cina, invece, si parla di HarmonyOS 4.2. In generale, l’interfaccia Huawei è quella che molti di voi già conoscono: pulita, familiare, senza rivoluzioni inutili; e soprattutto piena di piccole funzioni pratiche.

Dentro EMUI, tra l’altro, c’è una base Android che permette ancora una cosa importante: installare app anche tramite APK. Quindi AppGallery resta il punto di partenza, ma non è l’unica strada. E qui entra il tema inevitabile: il ban e quindi l’assenza dei Google Mobile Services. In Italia, questo pesa; però non significa “telefono inutilizzabile”. Significa che dovete scegliere come impostarvi.
Da una parte avete le app native Huawei e l’ecosistema: AppGallery, Petal Maps, Petal Search, browser Huawei, e una dotazione di app preinstallate che copre bene le basi, come Galleria, musica, video e gestione file. In più c’è anche Smart Remote, che sfrutta l’IR blaster e trasforma il telefono in un telecomando universale; una funzione che sembra piccola, ma nella vita reale torna comoda più spesso di quanto si pensi.
Dall’altra parte ci sono le soluzioni per “colmare” il mondo Google. Qui, nella pratica, il nome che torna sempre è GBox, cioè una sorta di ambiente che vi permette di usare molte app che richiedono i servizi Google, con Play Store, aggiornamenti e notifiche. Non è magia, e non è nemmeno la strada perfetta per tutti; però per tanti utenti è il modo più semplice per avere un’esperienza più simile a quella a cui sono abituati, senza impazzire. In alternativa ci sono altre soluzioni come microG, e poi c’è sempre la via degli APK; dipende da quanto volete “smanettare” e da quali app vi servono davvero.
Detto questo, la parte più interessante è come EMUI si comporta con le tre modalità di schermo. Perché qui il tri-fold deve essere fluido, altrimenti perde senso. E la buona notizia è che le transizioni tra 1/3, 2/3 e 3/3 sono naturali: aprite, richiudete, cambiate formato; e l’interfaccia vi segue senza farvi percepire “il passaggio” come un trauma. È esattamente quello che vi serve per usare un tri-fold tutti i giorni.
Il multitasking è uno dei punti forti. Avete una gestione multi-finestra concreta, con split sia orizzontale che verticale; soprattutto, non siete bloccati nel classico 50/50. Potete regolare bene i rapporti, potete usare finestre flottanti, potete far diventare lo schermo grande uno strumento vero; non solo un display enorme da guardare. E quando iniziate a usarlo così, capite perché questo formato ha senso.
Sulle funzioni “smart”, Huawei porta alcune soluzioni già viste: gesti aerei, rilevamento intelligente, e qualche funzione di editing in galleria tipo la rimozione degli elementi indesiderati. Non è sempre la più aggressiva sul fronte AI “da show”, però è un pacchetto che aggiunge comodità nelle cose piccole. E lato chiamate ci sono anche funzioni come la cancellazione del rumore: la voce resta più pulita, soprattutto in ambienti complicati.
Una nota importante riguarda AppGallery: resta il gestore centrale per installazioni e aggiornamenti, e sì, può ancora avere qualche elemento promozionale; però, rispetto a certe esperienze passate, risulta meno invadente e più “vivibile”. E se preferite, potete anche affidarvi ad altri store o repository; EMUI, da questo punto di vista, vi lascia margine.
Chiudiamo con un tema che spesso viene sottovalutato: gli aggiornamenti. Huawei, di solito, aggiorna a lungo i suoi top; e lo fa finché l’hardware e il quadro “restrizioni” lo permettono. Quindi, al netto del ban e delle sue conseguenze, l’idea è quella di un investimento abbastanza sicuro nel tempo: non è il dispositivo che vi lascia a piedi dopo pochi mesi. E su un prodotto così costoso, è una cosa che conta.
Il software del Mate XT Ultimate non è solo “EMUI su uno schermo grande”. È un’esperienza pensata per il tri-fold, con un multitasking fatto bene e transizioni fluide; in più, se vi serve, esistono strade concrete per portare dentro anche tante app del mondo Google. Qui, più che altrove, la domanda è semplice: questo ecosistema è quello giusto per voi? Se sì, allora il tri-fold inizia davvero ad avere senso.
Fotocamere Mate XT Ultimate
I pieghevoli, di solito, pagano qualcosa sul comparto foto. È quasi fisiologico: devi tenere insieme spessore, peso, cerniere, batterie, e poi pretendere anche un camera phone “vero”. Huawei, però, sui fold ha sempre provato a non scendere troppo a compromessi. E su Mate XT Ultimate, che è un oggetto ancora più complesso, la curiosità era alta: capire se oltre al formato c’è anche sostanza fotografica.
La base è seria. La principale è una 50 MP con OIS e soprattutto apertura variabile f/1.4–f/4.0; parliamo di un sensore “importante” per un fold, e lo si vede già nella gestione della luce. Poi c’è una ultra-grandangolare da 12 MP con autofocus, e un tele periscopico 12 MP con zoom dichiarato 5,5x; in pratica siamo in zona 125/130 mm equivalenti, quindi una focale perfetta per dettagli e ritratti più “stretti”. A completare il pacchetto ci sono i classici extra Huawei: Laser AF e sensore per la lettura più fine dei colori.

Nel nostro uso, con scatti fatti tra Rapallo e Santa Margherita Ligure, la principale è quella che dà più soddisfazioni. Di giorno tira fuori foto ricche di dettaglio, pulite, con una resa che resta “premium” anche quando la scena è complicata. I colori non sono sparati a caso, e il bilanciamento del bianco tende a restare stabile; inoltre l’apertura variabile aiuta nelle situazioni miste, perché può scegliere se aprirsi per far entrare luce o chiudersi per avere più controllo e nitidezza.
C’è anche un aspetto che ci è piaciuto: lo zoom 2x dalla principale. Su molti telefoni è un digitale “così così”. Qui, invece, il 2x viene fuori spesso molto bene, con un dettaglio credibile e senza quell’effetto impastato che rovina le scritte e le texture. E, per i ritratti, è una focale che funziona davvero: proporzioni più naturali e volti più piacevoli, senza dover per forza usare il tele.
Il tele periscopico, poi, è quello che userete quando volete staccare il soggetto. A 5,5x ci si diverte: dettagli lontani, barche, particolari dei palazzi, e quell’effetto compressione che fa subito “foto da top”. L’unico limite tipico di questi tele è la distanza minima: non è la lente con cui fate close-up ravvicinati al volo, perché preferisce soggetti a una certa distanza. Ma quando lo usate nel suo campo, il risultato è convincente.
L’ultra-wide è più “classica”, però completa bene il trio. L’angolo è ampio, la nitidezza regge bene e i colori possono risultare anche un filo più vividi rispetto alla principale; perfetta per panorami e interni, quindi proprio il tipo di foto che fate quando avete in mano un dispositivo che, da aperto, vi invita a guardare il mondo “più grande”.
Capitolo pieghevoli: qui avete anche un vantaggio enorme sui selfie. Sì, c’è una camera interna da 8 MP, utile per le emergenze e per le call. Però il vero bello è sfruttare il formato: aprite a metà, vi tenete una porzione di display come mirino, e vi fate i selfie con la principale o con l’ultra-wide. E a quel punto la qualità fa un salto netto, sia per dettagli che per gestione della pelle.
Di sera, la principale resta quella più solida. La gestione delle luci è buona e l’esposizione tende a essere equilibrata; quando serve, la modalità notte può dare una mano, anche se richiede un attimo di pazienza. Sul tele al buio, invece, bisogna essere realistici: può tirare fuori scatti buoni nelle zone illuminate, ma non è la lente che vi salva sempre in notturna. L’ultra-wide al buio si difende, però perde un po’ di mordente su dettagli e colori, come capita spesso.
Sul fronte video, le specifiche sono complete: 4K a 60 fps con tutte e tre le camere posteriori, e 4K a 30 fps con la frontale. Potete scegliere tra H.264 e H.265, e c’è anche la registrazione in HDR in stile Huawei. La stabilizzazione è sempre presente, e nell’uso quotidiano aiuta; inoltre c’è una modalità più “steady” che lavora soprattutto con l’ultra-wide, pensata per chi cammina e vuole la clip più ferma possibile.
Su Mate XT Ultimate la fotocamera non è una scusa. La principale è forte, il tele dà carattere, l’ultra-wide completa; e il formato tri-fold vi regala anche un modo migliore di fare selfie e inquadrature. Poi sì, è un pieghevole complicato, e qualche limite in notturna o sul video più spinto può emergere; però come pacchetto, per un tri-fold, è decisamente più “serio” di quanto molti si aspetterebbero.

Batteria e ricarica Mate XT Ultimate
Su un tri-fold la batteria conta doppio; perché lo stesso dispositivo può fare lo “smartphone” o il “tablet” nella stessa giornata. Qui Huawei usa una soluzione a tre celle collegate, con anodo composito Si/C, per una capacità totale di 5.600 mAh. È una scelta sensata e coerente con la struttura a tre sezioni: distribuisce meglio gli ingombri e dà l’idea di un progetto pensato bene.
Nella vita reale l’autonomia dipende tantissimo da come lo usate. Se lo tenete spesso chiuso, quindi più telefono, i consumi sono più facili da gestire. Se invece lo usate tanto a 7,9 e soprattutto a 10,2 pollici, è normale vedere scendere la percentuale più in fretta. È inevitabile: un OLED grande, luminoso e con multitasking acceso chiede energia.
Nel nostro test classico 7:00–21:00, con una giornata piena tra chat, mail, social, foto e un po’ di video, il comportamento è stato coerente con quello che ci aspettavamo: si arriva a sera, ma conta tantissimo quanto lo tenete aperto. Se lo usate molto in modalità tablet e con due app affiancate, la batteria cala più rapidamente; se lo trattate più da smartphone e aprite quando serve davvero, la giornata diventa molto più semplice.

La ricarica è uno dei suoi punti forti. Avete 66 W via cavo e 50 W in wireless, più la ricarica inversa per accessori: 7,5 W wireless e 5 W cablata. Quindi non è il pieghevole che vi costringe a lasciarlo attaccato ore, e in più può dare una mano a cuffie, smartwatch o un secondo telefono.
Sui tempi, senza entrare in test da laboratorio, l’idea è questa: con 66 W una batteria da 5.600 mAh torna “operativa” molto in fretta. In genere in circa 20–25 minuti siete già a un livello comodo per ripartire; per arrivare al 100% ci si muove spesso tra 50 e 65 minuti, perché l’ultima parte rallenta come su quasi tutti i top moderni. In wireless a 50 W, invece, la ricarica completa è più lunga: mediamente circa 75–95 minuti, a seconda di base, allineamento e temperatura.
5.600 mAh sono una base solida per un tri-fold, il test 7:00–21:00 conferma che la giornata si chiude, e la ricarica è completa e veloce. E su un prodotto così, avere sia cavo rapido sia wireless “serio” fa davvero la differenza.
Prezzo e concorrenti Mate XT Ultimate
Partiamo dal dato secco: Huawei Mate XT Ultimate oggi oscilla, in base a mercato e disponibilità, tra 3.000 e 3.500 euro. È una cifra che fa impressione, inutile fingere il contrario; però è anche una cifra che racconta bene cosa sia questo prodotto. Non è un fold “per tutti”. È un oggetto esclusivo, quasi da vetrina, e il prezzo include anche quella componente: l’idea di avere tra le mani qualcosa che, al momento, pochissimi hanno.
Dentro quel prezzo c’è soprattutto la tecnologia del display. Perché il tri-fold non è solo “uno schermo grande”: è un OLED LTPO da 10,2 pollici che diventa anche 6,4” e 7,9”, con un formato tablet vero e uno spessore da aperto che sembra irreale. È un pezzo di ingegneria, e si percepisce ogni volta che lo aprite. Quindi sì, una parte del prezzo è giustificata proprio da questo: premium vero, non solo marketing.
Poi c’è un altro punto che conta: il posizionamento “di nicchia” porta con sé anche una logica diversa. Qui non si ragiona solo in termini di “rapporto qualità/prezzo” come su un top classico. Qui si ragiona anche in termini di prima generazione commerciale, di esclusività, di ricerca e sviluppo, e di un prodotto che punta più a definire una categoria che a inseguire i numeri.

E i concorrenti? Dipende da come guardate la cosa. Se parliamo di fold “tradizionali” già sul mercato o imminenti, i riferimenti naturali, oggi, sono Galaxy Z Fold7, Honor Magic V5 e i fold Huawei stessi come Mate X6 e il nuovo Mate X7 in Europa. Sono alternative più “razionali”, spesso più semplici da vivere nel quotidiano, e con un’idea di smartphone pieghevole più classica.
Se invece allarghiamo lo sguardo fuori dall’Europa, entrano in gioco anche nomi come Oppo Find N5 e vivo X Fold5, che in certi aspetti puntano fortissimo su qualità costruttiva e comparto tecnico. E poi c’è la voce più interessante, quella che potrebbe cambiare davvero il quadro: il tri-fold di Samsung. Al momento è un “fuori Europa” nel senso pratico del termine, ma è anche il concorrente concettuale più diretto: quando arriverà, sarà il primo vero rivale sullo stesso terreno.
A 3.000–3.500 euro il Mate XT Ultimate non è un acquisto razionale nel senso classico. È un acquisto per chi vuole il massimo della sperimentazione reale, per chi vuole un dispositivo che oggi non ha un equivalente diretto in Europa, e per chi considera l’esclusività e la tecnologia del tri-fold parte del valore. Chi cerca un fold più “equilibrato” ha alternative forti; chi vuole il tri-fold, oggi, ha un nome solo.
Valutazione Huawei Mate XT Ultimate : Voto 8.5
Torniamo al punto più importante: Huawei Mate XT Ultimate non è solo un esercizio di stile. Lo abbiamo usato come telefono principale per oltre due settimane, e la cosa che ci ha sorpreso di più è proprio questa: al netto dell’idea “estrema”, è un dispositivo usabile, e pure con una naturalezza maggiore di quanto ci aspettassimo.
Sì, ve lo diciamo sinceramente: nell’uso quotidiano lo abbiamo sfruttato più da smartphone e da pieghevole tradizionale che da tablet. Ed è normale. Da chiuso è comodo, immediato, e vi porta a fare tutto come fareste con un top classico. La modalità intermedia, poi, è quella che usate più spesso quando volete “qualcosa in più” senza aprirlo del tutto: lettura, mail, web, social, un po’ di lavoro. Il tablet da 10,2 pollici lo abbiamo usato meno, ma ogni volta che lo aprite completamente vi strappa comunque quel sorriso; è figo, punto. E soprattutto è utile quando serve davvero spazio: video, documenti, multitasking, controllo delle foto.
A livello di progetto, resta un prodotto che impressiona. La parte meccanica e la costruzione sono da ultra premium; lo schermo tri-fold è immersivo come pochi, e la sensazione di avere tra le mani un oggetto così sottile da aperto è qualcosa che ancora oggi non è “normale”. Anche la fotocamera, per un convertibile di questo tipo, è versatile e capace di tirar fuori scatti di livello, soprattutto con la principale e con il tele.
Poi però ci sono i compromessi da mettere sul tavolo, senza drammi ma con chiarezza. Le prestazioni sono pensate per la fluidità e l’uso reale, non per la potenza pura: nel quotidiano va bene, ma non è il dispositivo che scegliete per spingere sempre al massimo con gaming pesante. E soprattutto c’è il tema che in Europa conta sempre: ban, quindi niente Google Mobile Services, con un’esperienza app che può dipendere da compatibilità e soluzioni alternative. In più, nella nostra versione, niente 5G: si vive, ma è un limite che a questo prezzo si nota.
E c’è un altro punto che pesa, perché su un oggetto così costoso vorreste sentirvi più tranquilli: manca una certificazione IP. Quindi niente “protezione ufficiale” contro acqua e polvere. Non significa che al primo spruzzo muore, ma significa che voi dovete stare più attenti del normale. E su un prodotto che vive di apertura/chiusura e che costa quanto costa, è un compromesso che avremmo voluto non dover scrivere.

E arriviamo al prezzo, che qui è parte del prodotto. 3.000–3.500 euro sono tanti, ma raccontano anche l’esclusività e la tecnologia di questo tri-fold. Se quella cifra non vi spaventa, probabilmente siete già il tipo di persone per cui Mate XT Ultimate ha senso: volete qualcosa di unico, volete il primo tri-fold “vero” sul mercato, e siete disposti ad accettare un ecosistema diverso dal solito.
Se invece non vi serve davvero un tri-fold, la verità è semplice: non c’è un motivo razionale per spendere così tanto per un prodotto di nicchia. Qui state scegliendo un oggetto unico; e quando lo scegliete, lo fate anche con la consapevolezza dei suoi limiti: ban, 4G, niente IP, e un’esperienza che richiede un minimo di adattamento.






































































