Jd.com compra MediaWorld: la Cina entra nell’elettronica europea

JD.com: il gigante cinese che punta all’elettronica europea

Jd.com è un colosso dell’e-commerce fondato da Richard Lou nel 1998, inizialmente con il nome 360Buy. La sua particolarità? A differenza di Alibaba o Pinduoduo, JD gestisce direttamente tutta la catena logistica, con oltre 820 magazzini e una flotta di 37.600 veicoli. Nel 2023 ha generato 1.080 miliardi di yuan di ricavi, pari a circa 150 miliardi di dollari.

Con l’acquisto di Ceconomy, JD ottiene una rete fisica già attiva e radicata: 139 punti vendita MediaWorld solo in Italia, distribuiti capillarmente. Inoltre, le società controllate da Ceconomy hanno registrato vendite per oltre 22 miliardi di euro, di cui 5,1 miliardi online, rafforzando la leadership nel segmento elettronica di consumo in Europa.

Il colosso cinese, che finora operava principalmente tramite piattaforme online, si completa così con una presenza sul territorio. Questa sinergia tra e-commerce e negozi fisici potrebbe rivoluzionare la competizione in Europa.

Unieuro, Fnac Darty e il nodo italiano

L’acquisizione di MediaWorld porta con sé anche conseguenze indirette per Unieuro. Infatti, Ceconomy possiede il 23,4% di Fnac Darty, che a sua volta ha recentemente acquisito Unieuro. JD ottiene così un accesso strategico anche al mercato italiano, senza bisogno di ulteriori manovre.

Nel breve periodo, nulla cambierà per i lavoratori o per i contratti in essere. Il piano prevede che Ceconomy mantenga autonomia operativa, inclusa la propria tecnologia locale. Nessuna modifica nemmeno per i siti produttivi o per gli accordi sindacali.

Il completamento dell’operazione è previsto per il 2026, dopo l’approvazione delle autorità antitrust europee. Fino ad allora, JD opererà sotto stretta sorveglianza, soprattutto da parte degli Stati coinvolti.

Una sfida geopolitica per Meloni e per l’Europa

Il caso Jd.com compra MediaWorld ha subito attirato l’attenzione anche sul fronte politico. In particolare, in Italia, il governo guidato da Giorgia Meloni sta valutando se attivare il golden power, ovvero il potere di bloccare o condizionare acquisizioni estere in settori strategici.

Perché tanto allarme? L’operazione interessa direttamente l’equilibrio commerciale tra Europa, Stati Uniti e Cina. Un eventuale via libera potrebbe infastidire Washington, soprattutto in vista di un possibile ritorno di Donald Trump, noto per la sua linea dura contro Pechino.

La questione è tanto economica quanto diplomatica. Mentre JD.com espande la sua influenza, l’Europa appare vulnerabile alle incursioni dei giganti cinesi. E l’Italia, coinvolta direttamente, si trova al centro di una scelta delicata.

La partita non è ancora chiusa. Le prossime settimane saranno cruciali per capire se l’operazione passerà senza ostacoli o se verranno introdotte limitazioni specifiche. Quel che è certo è che la Cina è sbarcata nell’elettronica europea, sotto gli occhi di tutti.

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