xMEMS XMC-1200 raffredda gli smart glasses

xMEMS porta il raffreddamento negli smart glasses

La nuova linea xMEMS XMC-1200 porta il raffreddamento attivo dentro le aste degli smart glasses. Misura appena 46 mm², consuma 70 mW e può ridurre la temperatura fino a 10 °C con un carico termico di 1 W.

Gli smart glasses stanno diventando sempre più potenti: integrano fotocamere, microfoni, assistenti AI e funzioni attive per molte ore.

xMEMS prova a risolvere il problema con XMC-1200. La società la presenta come la ventola attiva più piccola al mondo.

Il componente è stato progettato per entrare direttamente nell’asta degli occhiali. Può essere utilizzato anche nei visori AR e XR più compatti.

xMEMS XMC-1200 entra nell’asta degli occhiali

XMC-1200 occupa una superficie di appena 46 millimetri quadrati. Le dimensioni permettono di inserirla in punti difficili da raggiungere con una ventola tradizionale.

Il sistema utilizza la piattaforma µCooling sviluppata da xMEMS. Non adotta quindi il classico motore rotante presente nei computer e negli smartphone da gaming.

La micro ventola viene abbinata al circuito di controllo Astra2 ASIC. Questa combinazione consente di gestire il flusso d’aria con consumi contenuti.

La potenza richiesta è di circa 70 mW. Il valore appare adatto a un dispositivo alimentato da una batteria molto piccola.

Secondo xMEMS, il sistema può ridurre la temperatura fino a 10 °C con un carico termico di 1 W. Il risultato dipenderà comunque dal design degli occhiali e dalla posizione del componente.

Più raffreddamento per video e intelligenza artificiale

Il calore limita le prestazioni dei dispositivi indossabili. Quando la temperatura sale troppo, il processore riduce la propria velocità per proteggere i componenti.

Questo comportamento può rallentare le funzioni AI. Può anche ridurre la durata delle registrazioni video e rendere meno fluida l’interfaccia.

Un sistema di raffreddamento attivo potrebbe mantenere più a lungo le prestazioni. Gli smart glasses potrebbero quindi gestire attività più complesse senza scaldare troppo.

Tra gli usi possibili troviamo il riconoscimento degli oggetti, la traduzione in tempo reale e gli assistenti vocali evoluti. Anche l’analisi delle immagini potrebbe avvenire direttamente sul dispositivo.

L’elaborazione locale riduce la dipendenza dallo smartphone e dal cloud. Inoltre, può offrire risposte più rapide e una migliore gestione dei dati personali.

Il comfort resta un aspetto decisivo

Gli occhiali poggiano sul viso per molte ore. Una temperatura elevata può quindi diventare più fastidiosa rispetto al calore prodotto da uno smartphone.

Il raffreddamento deve però restare silenzioso. Vibrazioni e rumore sarebbero percepiti subito, perché la ventola si trova vicino all’orecchio.

xMEMS dovrà dimostrare anche che il flusso d’aria non provoca fastidi. Polvere, umidità e resistenza agli urti saranno altri aspetti importanti.

L’integrazione non dovrà inoltre aumentare troppo peso e spessore delle aste. Gli utenti cercano prodotti leggeri, simili a normali occhiali.

xMEMS XMC-1200 arriverà dal 2027

I primi campioni ingegneristici sono già disponibili per alcuni produttori qualificati. Le aziende possono quindi iniziare a studiare l’integrazione nei propri dispositivi.

La produzione dovrebbe essere pronta nel quarto trimestre del 2027. I primi smart glasses con questa tecnologia potrebbero arrivare nel corso del 2028.

Non sono ancora stati annunciati accordi con marchi specifici. Mancano anche informazioni sul prezzo del componente e sul suo impatto sulla batteria.

xMEMS possiede già esperienza nella miniaturizzazione. L’azienda è conosciuta soprattutto per i suoi altoparlanti su chip utilizzati negli auricolari.

Nell’agosto 2024 aveva presentato anche una ventola su chip spessa appena 1 millimetro. XMC-1200 adatta quella tecnologia alle esigenze degli occhiali intelligenti.

Il progetto può diventare importante con l’arrivo di display trasparenti e funzioni AI più avanzate. Queste tecnologie richiedono infatti maggiore potenza e producono più calore.

La micro ventola non renderà automaticamente migliori tutti gli smart glasses. Può però eliminare uno dei principali ostacoli allo sviluppo di modelli potenti, leggeri e comodi.

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