Anteprima di Zoi Meet, la piattaforma che abbatte le barriere linguistiche

Zoi Meet è una piattaforma online che ha lo scopo di aiutare a comunicare, in maniera rapida ed efficace, sia in contesti business che informali. L’obiettivo principale è abbattere le barriere linguistiche che rendono difficili anche le situazioni che, in condizioni normali, non presenterebbero alcun problema.

La proposta di questa nuova realtà imprenditoriale consiste in pratica in un servizio di trascrizione e traduzione in tempo reale confezionato in un unico pacchetto, grazie a un software basato su una sofisticata Intelligenza Artificiale. La serietà del progetto è anche testimoniata da alcuni dei partners che stanno collaborando con l’azienda tra cui BASF, HP e l’aereoporto di Singapore.

Il software è ora in versione Beta chiusa al pubblico (il lancio è stato fatto il 2 Aprile 2019) , e quindi non ancora nella sua veste definitiva.

Ho avuto modo di dare una occhiata a ciò che offre, allo stato attuale, senza poter ovviamente esprimere alcun reale giudizio ma ho voluto comunque riassumere le caratteristiche principali e qualche impressione.

In primis ho effettuato il download della app (nel mio caso la versione per Android dal Google Play, con compatibilità a partire da Nougat) che, attraverso lo smartphone, permette di trasmettere la voce e che trascrive il testo consentendo la traduzione dello stesso.

Zoi Meet su Google Play
Opzioni del Menu principale della applicazione

Zoi Meet è anche disponibile online, attraverso la versione per browser, che però dona un accesso in sola visualizzazione delle discussioni (una sorta di streaming senza immagini di ciò che viene detto) oltre a fornire lo spazio di archiviazione/consultazione, anche se solo ad appannaggio del “padrone di casa” che gestisce l’ipotetico meeting.

Le trascrizioni dei meeting vengono conservate all’interno della applicazione

A questo scopo viene fornito un PIN agli “ospiti” della sessione. Gli ospiti via browser non potranno però interagire.

Se invece si dispone della app sul proprio dispositivo e ci si vuole unire ad un meeting organizzato da un altro utente, lo possiamo fare disponendo sempre del codice PIN.

Join Session menu

Qui le possibilità sono maggiori e comprendono anche l’intervento attraverso la voce. Attualmente, tuttavia, il software non è in grado di riconoscere le diverse fonti audio che sono logicamente presenti ad una riunione, per cui deve essere messo in pausa il microfono (tramite l’apposita opzione) in modo che i discorsi non si vadano a sovrapporre e il testo registrato sia così visibilmente separato tra un partecipante e l’altro.

Quando si organizza una sessione o ci si unisce ad essa, sia attraverso il browser che attraverso l’applicazione possiamo modificare alcune opzioni accessibili dalla classica icona a “rotella” come attivare la Light/Dark mode per migliorare la leggibilità, abilitare/disabilitare la Chat mode ovvero la trascrizione di quello che viene detto durante la sessione o impostare la lingua predefinita. In questo caso, quando è attiva una sessione, è interessante notare come sia possibile selezionare fino a tre lingue differenti (cinese, arabo e inglese ad esempio) delle 12 attualmente disponibili, utile in quelle situazioni nelle quali la nostra “platea” è formata da persone di varie nazionalità, in modo da avere dei sottotitoli diversificati (personalmente applicherei anche colori diversi, in modo da semplificare la lettura che allo stato attuale mi disorienta un pò).

Esempio di traduzione simultanea via browser, in francese e inglese, durante l’ascolto di un video di Nicolò Balini (HumanSafari)

La Chat mode non può essere utilizzata quando viene scelta più di 1 lingua.

Da quanto detto risulta quindi fondamentale condividere il link della propria sessione. Per poterlo fare ci sono due strade: o attraverso la app o tramite browser, attraverso l’indirizzo https://app.zoimeet.com/ dal quale è possibile inserire il PIN di accesso per gli ospiti.

Accesso via browser

Secondo quello che ho potuto vedere l’ applicazione trascrive i discorsi in maniera più accurata in lingua inglese rispetto all’italiano (non posso dare giudizi per gli altri idiomi), anche se poi tutto va relazionato alla situazione nella quale ci troviamo come la rapidità di chi sta parlando, l’argomento (tecnico o più “easy”) e l’assenza/presenza di rumori di sottofondo. Si è tuttavia ancora lontani dall’ottenere un trascritto privo di errori, ma i risultati sono comunque molto incoraggianti.

Il dubbio ulteriore (e grosso) che mi sorge è relativo alla privacy. Dove vengono archiviate tutte le trascrizioni/traduzioni oltre che sui nostri dispositivi? Non ho trovato informazioni in merito e mi aspetto, da questo punto di vista, un approfondimento da parte degli sviluppatori nel momento in cui la app uscirà dalla fase di beta testing. Per ciò che riguarda invece i menu e le relative opzioni, in generale mi sono apparsi intuitivi e semplici da gestire.

Esistono quindi ampi margini di miglioramento (comprensibili in questo stadio), ma devo ammettere che è affascinante poter pensare di aggirare (abbattere è ancora un termine pretenzioso) le barriere linguistiche grazie alla tecnologia. Ci si sente un pò come in una serie SciFi con il traduttore universale :).

Speriamo di poter “toccare con mano” la versione definitiva di questo software prima della fine dell’anno.

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