BQ Aquaris E1 Ubuntu edition : la Recensione

Eccoci finalmente giunti a recensire un prodotto idealmente nuovo nel panorama degli smartphone almeno sotto il profilo Software; stiamo parlando del BQ Aquaris Ubuntu edition.

Per i più avvezzi a questo nome, avranno già capito che si tratta di uno smartphone con a bordo non Android o Ios o Windows mobile ma bensì un porting di Ubuntu , sistema operativo free che gode di una community di sviluppatori ed estimatori veramente gremita.

Sarà riuscita  BQ a centrare il suo obiettivo? Ubuntu può essere il nuovo sistema operativo per il mobile?  Scopriamolo insieme:

Unboxing e prima impressione:

Come per il suo fratello maggiore con a bordo Android , anche questo BQ non tradisce lo stile e la ricercatezza del packaging che seppure in cartone restituisce almeno per il design della scritte e i colori una certa cura.

All’interno della confezione classica, troviamo il nostro piccolo ma funzionale, smartphone.

Prendendolo in mano ci accorgiamo che le linee riprendono quelle ormai della compagnia  Spagnola, senza troppi fronzoli ma con un assemblaggio ben curato e solido.

Ricorda quasi uno z1 compact senza però i materiali così pregiati ma con un feel and touch interessante.

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Policarbonato per la scocca posteriore con verniciatura opaca, questo si traduce in ottima resistenza ad urti e graffi e anche sulla mancanza di quelle odiose “ditate” che farebbero bella mostra di sé se fosse stato lucido.

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Quindi tutto sommato un buon terminale che si colloca nella fascia di prezzo media, e che restituisce un senso di compattezza ma senza eccedere nel peso.

Con uno spessore di 9 mm e con delle misure che grazie al display da 4.5 raggiungono solo i 137×67 con un peso di 123 gr , l’Aquaris E4 si tiene davvero bene in mano e anche come vedremo è ben ottimizzato per alcune funzioni.

Display:

Il display montato su questo terminale mi ha un po diviso per ciò che concerne il giudizio.

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La definizione si ferma  960×540 con un densità di 244 ppi non poi così male se consideriamo la quantità di ppi a rapporto dei 4.5 pollici del telefono, ma anche se IPS e come vedremo penalizzato da un interfaccia che non ne esalta sicuramente le qualità, la visione di contenuti standard come video o foto risulta gradevole.

Di contro se avessero usato un pannello hd di migliore qualità forse sarebbe stato veramente ottimo sempre mantenendo lo standard di visione come accennato prima di video e foto che invece risultano molto ben definiti quasi come si passasse ad un display completamente diverso, complice anche un angolo di visione veramente ottimimale.

Comunque la luminosità è molto buona, le scritte anche se veramente minuscole sono ben leggibili e i colori ben bilanciati e naturali, su questo nulla da dire veramente.

I neri sono da IPS quindi tendenti al grigio scuro ma questo è comune a tutti o quasi i pannelli di questa tecnologia.

Batteria, audio , ricezione

Su questi tre fattori questo piccolo Aquaris eccelle senza mezzi termini.

Dual sim con possibilità di espandere la memoria interna, ricezione sempre ottimale e sopra lo standard dei mid range in commercio ne fanno un telefono da premiare.

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La batteria integrata nella scocca unibody è di 2150 ma se rapportata allo schermo e alle prestazioni è veramente ben ottimizzata e riuscirete ad arrivare con un uso medio anche ad un giorno e mezzo di utilizzo.

Nel comparto audio i due speaker rilasciano un suono pulito e gradevole, veramente sorprendente.

Hardware e prestazioni:

Il processore montato su questo telefono è un Mediatek Quad-Core Cortex A7 a 1.3 GHz che rilascia almeno sulla carta delle prestazioni decenti.

Supportato da 1 gb di ram che se all’apparenza possono sembrare pochi vi ricordo che parliamo di UBUNTU e non di Android quindi un sistema operativo diverso e meno energivoro.

Memoria interna di 8 gb solamente ma espandibili fino a 32 tramite micro sd.

Fotocamera:

La fotocamera utilizzata su questo prodotto è sicuramente da lodare complice il dual led flash montato posteriormente che restituisce scatti di qualità buona ma senza eccedere troppo sia nei colori che nella definizione.

Certo stiamo parlando sempre di un’unità a 8 mpx quindi non aspettatevi miracoli, ma sinceramente posso dire che mi ha sorpreso.

Registra video fino a 1080p.

Davanti troviamo invece una classica fotocamera a 5 mpx che restituisce anche lì ottimi selfie naturali e senza artefatti.

Software:

Passiamo ora al punto focale della recensione, se fino ad ora le caratteristiche tecniche si mantenevano su un classico mid range dei tanti in commercio, può Ubuntu e la sua ottimizzazione cambiare le carte in tavola? La risposta è no..almeno per questa versione.

Ubuntu Mobile si presenta con un’interfaccia pulita ma ricca di informazioni, tanto che appena installato si hanno già a disposizione tutte le app più in voga del momento, soprattutto quelle social, e già ben organizzate in modo da funzionare fin da subito. anche i servizi cloud più utilizzati sono già pronti per essere sincronizzati coi propri account. le icone ricordano molto  quelle di iOS e la primissima cosa che si nota navigando nei menu è la completa assenza dei bottoni home|indietro|opzioni (il telefono li ha, ma sono disattivati); già, perchè Ubuntu, da buon OS di nuova generazione, è basato soprattutto su gesture piuttosto che su tap – questo si traduce in un’incertezza generale anche dovuta al fatto che la navigazione tra le schermate non è proprio così logica come ci si aspetterebbe (o meglio come ci hanno abituati altri OS di nuova concezione es. WinPhone molto più semplici e intuitivi)
Una nota di merito va data al task manager, il più reattivo e funzionale degli OS mobile fin’ora testati.
Una nota di demerito va alla malaugurata idea di porre nell’angolo in alto a sinistra il comando per tornare indietro di una schermata, cioè se ad esempio ci si trova nella sottomaschera di un’applicazione, per tornare alla maschera principale sarà necessario allungare il pollice fino a raggiungere l’angolo opposto (in alto a sinistra) e tappare sulla freccia indietro; l’operazione è alquanto difficoltosa già con uno schermo da 4,5″ come questo, oltre a non essere in sintonia con un’interfaccia che fa delle gesture il proprio cavallo di battaglia,davvero una pessima scelta.
Ok, interfaccia a parte tutto bene quindi? decisamente no: sebbene l’hardware di questo device non sia al top, non si spiegano così tanti impuntamenti nelle normali attività dove anche lo scroll di un sito può mettere in crisi il render della pagina al punto di renderlo fastidioso. Che il sistema operativo sia acerbo lo si capisce subito dalla prima installazione dove già un po’ spaesati dall’interfaccia nuova, e un po’ perplessi dai rallentamenti generalizzati, si scopre che è in corso il download di un aggiornamento… di 407MB (!!!) – a dirla tutta una volta terminato il download e riavviato il sistema, questo sembra muoversi un po’ meglio, ma sempre rimanendo su livelli accettabili.
Le cose non migliorano visitando lo Store delle applicazioni che se confrontato con i fratelli maggiori (Android|Apple|Microsoft) soffre molto, sembrando quasi vuoto. anche qui si tratta di poca maturità del sistema, ma in questo caso le abili comunità di sviluppatori Linux, se motivate a dovere, potranno fare davvero la differenza.
Conclusioni:
Per concludere, è evidente che qualcosa non funzioni al meglio; è difficile dire se sia il telefono poco degno del sistema operativo che monta, oppure il contrario. la certezza è che la decisione di montare Ubuntu Mobile su un device come questo non fa bene a nessuno dei due soggetti, ma soprattutto non fa bene alla comunità di Ubuntu che da anni cerca di emergere nel mercato consumer (e lentamente ci sta riuscendo) con un sistema operativo sempre più degno di nota.
Certo se fosse stato un android phone con solo un 1 gb di ram sarebbe stato improponibile in virtù delle caratteristiche tecniche non proprio eccelse.
Un plauso però va fatto all’azienda BQ che per lo meno ha tentato di portare nel mercato un prodotto nuovo con un sistema molto supportato dalla comunità di sviluppatori.
L’intenzione era giusta , il risultato no , ma dai propri errori si può prendere spunto per migliorare e in questo io credo che questa azienda così seria  saprà farne tesoro e sfornare in futuro un prodotto maturo e stabile con un hardware migliorato e allora lì staremo a vedere..
Love and peace gente

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