Servizi telefonici indesiderati: non c’è fine

Ebbene ci risiamo, i servizi telefonici indesiderati continuano ad essere presenti, senza alcun cenno di resa da parte delle società che li offrono e dei compiacenti gestori telefonici.

Questa mattina, navigando su un sito di e-commerce, alla ricerca del mio nuovo smartphone, mi sono imbattuto nel classico banner di Gossip (non cito il servizio per non fare pubblicità a questi truffatori) e, come sempre, ho tirato dritto per la mia strada, levandomelo di torno con un “pinch out”.

Dopo pochi minuti ricevo sullo smartphone un simpatico messaggio, il cui succo è questo: “Abbonamento Gossip attivato a 3.5€ settimanali”.
Il mio primo pensiero è andato verso un tentativo di raggiro allo scopo di farmi sottoscrivere uno dei tanti servizi mangia-soldi.
Comunque, per sicurezza, controllo il mio credito “et voilà”: -3.5€

Nonostante tutto mantengo una certa dose di calma (stranamente) e chiamo il 190 che, secondo tutti (me compreso), solitamente funziona in maniera efficiente ed abbastanza rapida.
Poco dopo scopro che, essendo la mia offerta in promozione, non posso parlare con un operatore (pena l’aumento di 3€ mensili per sempre) e che quindi devo rivolgermi al servizio chat.

Quest’ultimo metodo di comunicazione è molto celere e, dopo pochi minuti, ricevo la risposta dell’operatore.
La risposta è quella che Loris e questo Blog hanno da sempre denunciato: noncurante del cliente e delle multe erogate fino ad oggi dall’AGCM.
Potete comunque leggere voi stessi la conversazione (in fondo all’articolo).

Personalmente, non volendo perdere tempo appresso a questa gentaglia (ed anche sbagliando sicuramente), ho lasciato perdere (sia la situazione sia Vodafone).

Ovviamente non mancherò di segnalare il fatto all’AGCM e ad alcune associazioni di consumatori.

Voglio comunque fare i complimenti (ironici) a Vodafone per a gestione di queste controversie: per 3.5€ avete perso un cliente da 168 € l’anno.
Contenti voi, contenti tutti.

Continuate a segnalarci le vostre disavventure con i gestori, nei commenti e nella pagina Facebook.

Cattura

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