Ufficiale: Android e Google sotto inchiesta

Tempo fa vi avevamo parlato dell’ipotesi di indagine anti-Google da parte dell’anti-trust europea (in questo articolo) e, proprio in questi giorni, è arrivata l’ufficialità della notizia.

Quello che non ci aspettavamo era l’inserimento di Android nell’indagine. Infatti, oltre al procedimento legato all’abuso di posizione dominante nel settore delle ricerche online, ne è stato aperto uno parallelo riguardo la gestione del robottino verde.

La prima “accusa” riguarda un comportamento scorretto nella gestione dei risultati online, in particolare, secondo la commissione:

“Google favorirebbe sistematicamente il proprio prodotto per gli acquisti comparativi nelle sue pagine generali che mostrano i risultati delle ricerche”.

Semplificando, Google piloterebbe i risultati delle ricerche di prodotti, mettendo in secondo piano i “venditori” non graditi ed impedendo loro una corretta possibilità di concorrere.

I controlli su Android sono più complessi.
Secondo la commissione, la problematicità fondamentale di questo OS è che, pur essendo open source, la maggior parte dei terminali che lo sfruttano contengono anche gli applicativi Google. Per poterli installare i produttori siglano degli accordi con l’azienda di Mountain View. Questa grande diffusione dei servizi di G potrebbe impedire l’ingresso di altre azienda nel panorama mobile, andando a distorcere la concorrenza nel settore.

In particolare le possibile accuse sono:

  1. Se Google abbia illegalmente ostacolato l’installazione di altri servizi, facendo pressione sui produttori di smartphone/tablet per garantirsi l’esclusività in questo campo
  2. Se Google abbia ostacolato lo sviluppo di release di Android più competitive (Android Fork), facendo pressione sui produttori di smartphone e tablet che sfruttano i suoi servizi, provocando così delle distorsioni della concorrenza settoriale
  3. Se Google abbia illegalmente ostacolato lo sviluppo e la distribuzione di applicazioni e servizi rivali, inserendo applicazioni Google in bundle con altri servizi o applicazioni preinstallate sugli smartphone.

Google ha risposto immediatamente tramite il suo blog ufficiale.
Per il primo punto (ricerca online), la sua risposta, con molti riferimenti tecnici, potrete trovarla qui.

Per la seconda accusa, che interessa più direttamente il nostro settore, le risposte sembrano essere molto logiche:

  • Il sistema Android viene usato da chiunque senza alcun costo
  • Il Play Store contiene oltre 1 milione di app e paga, ogni anno, oltre 7 miliardi di dollari agli sviluppatori che producono spesso app concorrenti
  • Molte applicazioni concorrenti ai servizi Google sono facilmente reperibili sul Play Store ( Facebook, Amazon, MS Office e Expedia) e molto spesso vengono preinstallate sui terminali Android (ad esempio con S6)
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