Diritto all’oblio: scopriamolo insieme!

Molto probabilmente questa è una notizia passata inosservata al grande pubblico, come spesso avviene per le leggi promulgate dall’Unione Europea. Vediamo un attimo di fare chiarezza, in quanto ritengo che questo argomento possa essere di grande interesse per alcuni di voi.

Una recente sentenza della Corte UE ha sancito il diritto all’oblio per gli utenti: ha condannato Google a cancellare le indicizzazioni relativi ai propri dati personali su richiesta dei cittadini europei interessati, “a meno che non vi siano ragioni particolari, come il ruolo pubblico del soggetto”. Avete capito bene, potete richiedere (tramite un apposito modulo online) la rimozione dei vostri dati personali all’interno delle indicizzazioni che vengono effettuate da Google durante l’operazione di ricerca. La richiesta verrà esaminata dall’ufficio legale del colosso di Mountain View, e l’esito vi verrà comunicato via mail.

Google ha annunciato che sono pervenuti i moduli di oltre 50.000 utenti, in un periodo di tempo brevissimo (meno di un mese). E’ evidente quindi che l’argomento della privacy è di grande interesse, così come è evidente che la questione del “Data Gate” ha cominciato a sortire i suoi effetti.

Personalmente ritengo questa possibilità fornita dall’UE molto importante, soprattutto per determinati utenti che svolgono attività  rilevanti a stretto contatto col web.

Inutile dire che la notizia è stata a malapena accennata dai telegiornali, visto che, come al solito, quando un qualcosa è a favore di noi consumatori viene taciuta.

Occorre comunque sottolineare che il diritto all’oblio è un diritto sancito dall’UE, per cui i vostri dati verranno eventualmente cancellati nelle ricerche di google.it ed in quelle dei 28 Paesi dell’Unione Europea oltre che in Norvegia, Islanda, Svizzera e Lichtsteiner. Per chi, come la maggior parte dei nativi europei, ha vissuto sempre in questo continente questa possibilità significa poter cancellare i proprio dati sensibili all’interno del territorio di principale interesse per le proprie vite.

Vi invito quindi, come consiglio personale, a pensare alla possibilità di usufruire di questo importantissimo diritto, cercando di approfondire l’argomento andandovi a leggere la sentenza dell’UE che è assolutamente comprensibile. Nel frattempo, come sempre, discutiamone insieme!

Lascia un commento