Google si esprime sul verdetto Apple vs Samsung: “Non riguarda il core di Android”

Dopo il polverone sollevato dal verdetto negli USA per la vicenda infinita tra Apple e Samsung di cui la stampa e i blog di tutto il mondo hanno preso atto, discusso e commentato, mancava, tra tutti i coinvolti, la voce di Google, che seppur indirettamente, è fortemente chiamata in questa vicenda.

Google si è espressa, ma usando toni molto pacati e molto poco allarmistici, premettendo subito che la cosa non cambierà le carte in tavola per quanto riguarda il sistema operativo Android, in quanto le accuse sono state nella maggioranza, incentrate sul design dei prodotti Samsung e comunque in appello verrà vagliato di nuovo quanto deciso in primo grado dalla corte.

Questo per dire che le cose, a dispetto della sentenza, non sono affatto definitive e nulla è ancora finito, sebbene al momento, Samsung ha dovuto incassare un brutto colpo.

Di seguito la traduzione letterale dall’inglese di quanto dichiarato da Google:

La corte d’appello rivedrà sia l’infrazione che la validità di brevetti in oggetto.La maggior parte di questi non sono centrali per Android, sono stati ri-esaminati dall’ufficio brevetti USA.

L’industria mobile progredisce velocemente e tutti i giocatori, inclusi quelli nuovi, si basano su idee che sono state in circolo per decenni. Lavoriamo con i nostri partner per dare ai consumatori prodotti innovativi e a buon mercato, e non vogliamo che niente possa limitare questo.

Dichiarazione pacata certamente, ma lascia intendere che poco cambierà nella sostanza per l’ecosistema Android, anche perchè i brevetti citati negli USA, non sono applicabili dappertutto e credo nemmeno in Europa.

Se posso aggiungere una piccola nota personale, visto che ho seguito la vicenda “sotto l’ombrellone”, a prescindere che chi viola la legge debba essere punito, mi ha stupito che la giuria abbia espresso la sentenza di un caso così complesso nel tempo di pochissimi giorni (tre mi pare), proprio leggendo la dichiarazione del giudice Koh che a seguito della lunga lista di testimoni presentati da ambo le parti e dei “mattoni” di centinaia di pagine tra accusa e difesa da vagliare nei tempi concessi (25 ore totali), ha chiamato i legali di entrambe le parti riprendendoli usando la colorita espressione: “Ma siete matti o vi fate di crack ?”  … Sono stato per un’ora a ridere … 😀

Questo solo per dire che forse, i tempi della giustizia americana sono stati fin troppo rapidi (impensabili nel nostro paese …) per un caso a mio avviso molto complesso.

Ma forse proprio per questo, non ci si deve stupire della dichiarazione fin troppo ottimistica di Google … La parola fine, non è ancora stata scritta, e forse, non lo sarà mai …

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