Oracle vs Google: il 16 aprile il verdetto finale …
I negoziati di pace tra Google e Oracle sulla questione della presunta violazione dei brevetti per quanto riguarda l’uso della tecnologia Java, nel sistema operativo Android, si sono arrestati in questi giorni.
Le scorse settimane il giudice Paul S. Grewal, aveva chiesto alle due società di venirsi incontro, arrivando ad un comune accordo che poteva soddisfare entrambe le parti entro il 9 aprile, ma i due colossi hanno fatto sapere di essere arrivati ad un vicolo cieco e quindi è stata fissata per il 16 aprile la data del processo a S. Francisco che dovrà mettere un punto definitivo sulla questione.
Come detto all’inizio, Oracle ha citato in giudizio Google, per la violazione di vari brevetti di sua proprietà, riguardanti l’uso delle API di Java e fin dalle prime udienze del 2011, sembrava che Google avrebbe avuto un bel po’ di guai, poichè le richieste di Oracle, avrebbero di fatto gravemente danneggiato Android con tutte le conseguenze del caso.
Google ha sempre respinto queste accuse, evidenziando la stretta collaborazione che c’è stata con Sun Microsystems, che è la vera azienda creatrice di Java, molto prima dell’acquisizione da parte di Oracle. E la stessa Sun, nella persona dell’allora CEO Jonathan Schwartz, aveva pienamente approvato l’uso di Java da parte di Google, cosa che Oracle ha cercato velocemente di occultare, cancellando addirittura dei post del blog dello stesso Jonathan Schwartz, nei quali veniva attestata questa collaborazione e la relativa approvazione dell’uso della tecnologia java all’interno di Android.
Ciò porta a pensare che Oracle ha intentato questa causa per distruggere Android o quantomeno per sottrarre a Google una consistente parte dei guadagni che è riuscita a realizzare grazie all’enorme diffusione a livello globale del robottino verde.
Se Google aveva accordi con Sun Microsystems precedenti all’acquisizione di Oracle, è ovvio che li presenterà in tribunale piuttosto che cedere alle onerose richieste di Oracle stessa la quale pretende una consistente quota di tutti i guadagni derivati da Android fino al 2018.
Non resta che aspettare e vedere nel processo del 16 Aprile, come i giudici valuteranno tutta la faccenda …
Stay tuned 😉