Svelato il tablet Android di Amazon: ecco il Kindle Fire

I rumors ormai giravano da mesi e finalmente Amazon ha svelato le carte, presentando il suo tablet basato su Android Gingerbread, chiamato, Kindle Fire. Vediamone subito le caratteristiche hardware:

  • Processore TI OMAP dual core con clock da 1 Ghz
  • 512 Mb di RAM
  • 8 Gb di storage interno
  • Display 7″ gorilla glass
  • Connettività WIFI (no 3G al momento)

La cosa che senz’altro fa più scalpore e che senz’altro creerà scompiglio nel mercato, è il prezzo: solo 199$ … Certo non ha una fotocamera o un microfono, ma questo oggetto nasce per un motivo ben preciso: farvi usare esclusivamente i servizi Amazon basati sulla “Cloud” per i motivi che potete ben immaginare.

La prima cosa di cui parlare è il fatto che questo tablet ha un motore Android Gingerbread, ma di fatto se non ve lo dicessimo, non pensereste mai che a far muovere questo tablet sia il sistema operativo di BigG. Tutto è stato pesantemente customizzato, la UI completamente diversa e soprattutto la completa sparizione del nome di Google all’interno di questo device !

Niente market Android, niente applicazioni Google … niente di niente, nessun riferimento ne a livello di app ne a livello di sistema operativo.  Sicuramente i vari smanettoni di XDA si inventeranno un Jailbreak, ma sta di fatto che Amazon ha fatto questa cosa con buona pace di Google e della sua benedizione o almeno così sembra.

L’Amazon Experience sembra presentare la perfetta integrazione di tutti i servizi di cloud computing che il colosso americano è stato in grado di creare in poco tempo, e il suo particolare browser internet, chiamato “Silk” diventa il centro per accedere a tutto l’universo Amazon:  Amazon Appstore,  Kindle Store,  Amazon Cloud Storage e Whispersync.

Le funzionalità di Silk sono molto interessanti, grazie alla tecnologia cloud, può offrire agli utenti un’esperienza di navigazione online esente da lag o rallentamenti dovuti al sovraccarico del lavoro della cpu interna. L’idea è quella di fare in modo che i processi di download e di rendering delle pagine web, vengano ottimizzate e velocizzate, sfruttando un algoritmo in grado di prevedere quali sono i siti web che visitiamo maggiormente ed è anche in grado di analizzare la frequenza delle visite in base agli argomenti più gettonati del momento. Ciò fa in modo che venga conservata nella cloud una versione ottimizzata delle pagine web già pronte in canna per essere inviate al Kindle, eliminando così i tempi necessari per l’elaborazione dopo che l’utente ha inviato la richiesta di accesso alla pagina. Ciò consente una buona esperienza di navigazione anche in casi di poca banda internet e questo lascia presupporre che ci sarà presto anche una versione 3G del Fire.

Certamente il prezzo di per se è già un ottimo incentivo a farci un pensiero, anche se per noi italiani i contenuti accessibili sono ancora piuttosto limitati e questo potrebbe essere l’unico freno a prenderlo. D’altro canto se come credo, la comunità di sviluppatori si metterà subito al lavoro per “scardinarlo” la cosa si potrebbe rivelare  un must anche per noi. Inoltre potrebbe costringere il mercato a lanciare tablet dai costi sempre più accessibili e questo non può che essere un vantaggio per i consumatori.

La nota stonata è certamente questa “cannibalizzazione” di Android eliminandone anche ogni riferimento al suo interno e questo tablet più che un anti-ipad, sembra piuttosto proprio una sfida diretta lanciata a Google, e sono curioso di capire come proprio BigG interpreterà questa mossa di Amazon per il suo prodotto.

Il Kindle Fire è già in pre-order con consegne a partire dal 15 novembre al momento solo per il mercato americano.

Vi lascio ora a 3 video, il primo commerciale e gli altri 2 mostrano un hands on fatto dai ragazzi di Engadget.

Che ne pensate cari lettori ? Lo comprerete ?




 
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