Googlebook, preordini dal 21 settembre: nasce il nuovo PC di Google
Google ha fissato per il 21 settembre l’apertura dei preordini dei primi Googlebook. Non si tratta di Chromebook rinominati, ma di una nuova categoria di laptop premium costruita attorno a Gemini Intelligence, alle applicazioni Android e a un’integrazione molto più profonda con gli smartphone.
La nuova avventura di Google nel mondo dei computer portatili sta per entrare nella fase concreta. Dopo la presentazione avvenuta a maggio, l’azienda ha confermato che i primi Googlebook saranno disponibili per il preordine dal 21 settembre, dando finalmente una data precisa al progetto.
Google non costruirà necessariamente in prima persona questi notebook. Come già accaduto con i Chromebook, saranno soprattutto i partner hardware a occuparsi dei prodotti, con Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo già confermati per la prima generazione.
Quello che cambia è l’impostazione. Googlebook nasce come categoria premium e viene presentato come un computer progettato fin dall’inizio attorno a Gemini Intelligence, invece di aggiungere semplicemente alcune funzioni AI a un sistema operativo già esistente.
Googlebook non è un nuovo nome per Chromebook
La distinzione con i Chromebook è probabilmente la parte più importante da capire.
Google continua a descrivere Chromebook e Googlebook come due categorie differenti. I primi rimangono legati a ChromeOS e alla filosofia di semplicità, velocità e utilizzo prevalentemente cloud che li ha caratterizzati per anni. Googlebook punta invece più in alto per materiali, prestazioni e funzionalità.
La nuova piattaforma mette insieme tecnologie provenienti da Android e ChromeOS, con accesso alle applicazioni di Google Play, Chrome come browser e un’interfaccia pensata maggiormente per un utilizzo desktop.
Google non ha ancora comunicato il nome commerciale definitivo del sistema operativo. Il progetto è stato indicato per mesi internamente come Aluminium OS, ma fino alla conferma ufficiale è meglio considerare questa una denominazione di sviluppo e non necessariamente quella che vedremo sulle confezioni.
Gemini Intelligence è al centro dell’esperienza
La differenza più evidente rispetto a un normale notebook sarà comunque Gemini.
Google parla di Gemini Intelligence, un insieme di funzioni che dovrebbe rendere l’AI parte integrante dell’utilizzo del computer e non soltanto un chatbot da aprire quando abbiamo bisogno di una risposta.
Una delle funzioni mostrate si chiama Magic Pointer. L’utente può selezionare qualcosa presente sullo schermo e richiamare immediatamente Gemini per fare domande, confrontare informazioni o creare nuovi contenuti partendo da ciò che sta osservando.
C’è poi Create My Widget, che permette di creare un widget personalizzato semplicemente descrivendo ciò che vogliamo. Nell’esempio mostrato da Google viene generato un pannello dedicato a un viaggio, con volo, hotel e informazioni organizzate direttamente sul desktop.
È un approccio interessante perché porta l’AI dentro l’interfaccia invece di aggiungerla semplicemente come applicazione separata.
Il rapporto con gli smartphone Android sarà molto più stretto
Googlebook cercherà anche di sfruttare meglio l’enorme diffusione di Android.
Con Cast My Apps sarà possibile aprire sul computer le applicazioni presenti sullo smartphone senza doverle necessariamente installare anche sul notebook. Quick Access permetterà invece di visualizzare e utilizzare i file del telefono direttamente dal file manager del computer.
Google specifica che queste funzioni richiederanno uno smartphone con Android 17 o successivo e una configurazione iniziale.
L’obiettivo ricorda chiaramente quello degli ecosistemi Apple e Microsoft, dove continuità tra smartphone e computer è diventata una parte importante dell’esperienza quotidiana. Google dispone già di miliardi di dispositivi Android e Googlebook può diventare il tassello che finora è mancato per creare un collegamento più completo con il PC.
Anche il design avrà alcuni elementi comuni
Nonostante i computer vengano realizzati da produttori differenti, Google vuole mantenere alcuni tratti riconoscibili.
Ogni Googlebook avrà una Glowbar, una barra luminosa che diventerà uno degli elementi estetici distintivi della piattaforma. Nei teaser compare anche una maggiore presenza del logo Google e un’impostazione grafica chiaramente differente da quella tradizionale dei Chromebook.
I vari produttori saranno comunque liberi di proporre dimensioni e formati diversi. Google ha già parlato di materiali premium e di una gamma composta da prodotti con caratteristiche differenti, quindi non dobbiamo aspettarci un singolo Googlebook replicato con cinque marchi diversi.
Le specifiche dei primi modelli, insieme ai prezzi, dovrebbero diventare molto più chiare proprio in prossimità dell’apertura dei preordini.
Preordini dal 21 settembre, ma mancano ancora prezzi e consegne
Google ha indicato 21 settembre alle 9:00 ET come momento di apertura dei preordini. Per l’Italia corrispondono alle 15:00.
Restano però alcune informazioni importanti da conoscere. Non sappiamo ancora quali modelli saranno disponibili in ogni mercato, quali saranno i prezzi di partenza e soprattutto quanto tempo passerà tra l’apertura delle prenotazioni e le prime consegne.
Sul sito ufficiale Google continua semplicemente a parlare di debutto durante l’autunno 2026.
Anche la disponibilità italiana deve essere verificata. La presenza di Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo rende certamente possibile una distribuzione molto ampia, ma Google non ha ancora comunicato un elenco definitivo dei Paesi coinvolti nella prima fase.
Per Google è una sfida molto più grande dei Chromebook
Googlebook arriva in un mercato nel quale Windows e macOS sono ormai profondamente radicati. Per convincere gli utenti a cambiare piattaforma non basterà quindi avere Gemini integrato o un design curato.
Serviranno applicazioni capaci di funzionare bene su display grandi, gestione convincente delle finestre, compatibilità con periferiche e servizi professionali e un’esperienza desktop che non sembri semplicemente Android ingrandito.
Proprio per questo il 21 settembre sarà interessante. Vedremo finalmente i primi prodotti commerciali e potremo capire quale fascia di prezzo Google e i suoi partner abbiano scelto per questa nuova categoria.
L’idea di partenza è comunque molto diversa da quella che diede origine ai Chromebook oltre quindici anni fa. Allora Google voleva costruire il computer ideale per un mondo sempre connesso al cloud. Con Googlebook vuole provare a costruire il PC dell’era dell’intelligenza artificiale.
Adesso resta da vedere se Gemini sarà sufficiente per convincere gli utenti a mettere una terza piattaforma accanto a Windows e macOS.