Anthropic contro l’AI cinese: 190 milioni di tentativi per copiare Claude
Anthropic accusa diversi protagonisti dell’AI cinese di aver utilizzato Claude su scala enorme per attività di distillazione dei modelli. Tra i nomi compaiono Alibaba, Moonshot AI, DeepSeek, Zhipu AI e Xiaomi. Le operazioni individuate arriverebbero complessivamente a quasi 190 milioni di interazioni, con oltre 151 milioni attribuite alla sola Alibaba.
Non si parla più di qualche account sospetto o di piccoli esperimenti per capire come risponde un modello concorrente. Le dimensioni indicate da Anthropic portano la vicenda su un livello completamente diverso.
Secondo l’azienda americana, diversi laboratori cinesi avrebbero utilizzato Claude attraverso account fraudolenti e servizi intermediari. L’obiettivo sarebbe stato raccogliere risposte utili a migliorare i propri modelli, aggirando restrizioni geografiche e condizioni d’uso.
La parola utilizzata è distillazione. È una tecnica normale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma Anthropic sostiene che in questo caso sia stata utilizzata in modo illecito e su scala industriale.
Anthropic accusa Alibaba: oltre 151 milioni di interazioni
Il caso più impressionante riguarda Alibaba.
Secondo quanto ricostruito da Anthropic, tra maggio e luglio 2026 sarebbero state generate oltre 151 milioni di interazioni con Claude attraverso più di 3.500 account considerati fraudolenti.
In alcuni momenti il traffico avrebbe sfiorato i 3 milioni di scambi in una sola giornata.
L’attività sarebbe stata concentrata soprattutto sulle capacità di ragionamento dei modelli Claude più avanzati. Anthropic ritiene che le risposte potessero essere utilizzate come materiale per migliorare la famiglia Qwen.
Parliamo naturalmente della ricostruzione di Anthropic. Alibaba non aveva fornito una risposta pubblica alle richieste di commento citate dalle fonti al momento della pubblicazione.
Numeri di questa portata, però, spiegano perché la società americana descriva l’operazione come qualcosa di molto diverso dal normale utilizzo di un servizio AI.
Anche Moonshot e DeepSeek avrebbero usato Claude su larga scala
Il secondo nome importante è Moonshot AI, l’azienda dietro Kimi.
Anthropic attribuisce alle attività legate a Moonshot oltre 23 milioni di interazioni tra maggio e luglio. Una parte della vicenda è ancora più particolare.
Secondo l’accusa, alcune richieste inviate dagli utenti a Kimi sarebbero state inoltrate direttamente a Claude, che avrebbe quindi prodotto la risposta restituita successivamente all’utente.
In una finestra di circa dieci giorni sarebbero state inoltrate quasi 300.000 richieste reali attraverso migliaia di account.
Questo apre una questione diversa dalla semplice distillazione. Se confermato, infatti, significherebbe che alcuni utenti pensavano di interagire esclusivamente con un servizio, mentre la loro richiesta veniva elaborata anche da un modello esterno.
DeepSeek avrebbe superato 12 milioni di scambi
Anche DeepSeek compare nella ricostruzione.
Anthropic parla di oltre 12,1 milioni di interazioni in appena due settimane. Il sistema avrebbe selezionato alcune richieste e le avrebbe indirizzate verso Claude Opus.
L’obiettivo, secondo Anthropic, sarebbe stato raccogliere capacità utili per ragionamento, coding e utilizzo degli strumenti.
Il tema non è nuovo. Già a febbraio Anthropic aveva accusato DeepSeek, Moonshot e MiniMax di campagne di distillazione attraverso circa 24.000 account fraudolenti, per oltre 16 milioni di scambi complessivi.
La differenza è la scala.
Se allora 16 milioni sembravano già un numero enorme, le nuove accuse parlano ora di un ordine di grandezza molto superiore.
Cosa significa davvero “copiare Claude”
Il titolo sintetizza il concetto con la parola “copiare”, ma vale la pena spiegare bene cosa sostiene Anthropic.
La distillazione dei modelli non consiste necessariamente nel copiare codice o pesi di un’intelligenza artificiale.
Un modello più piccolo può essere addestrato utilizzando le risposte prodotte da un modello più potente. In questo modo può apprendere schemi, strategie di ragionamento e comportamenti senza dover sviluppare tutto da zero.
È una tecnica utilizzata normalmente dalle stesse aziende AI sui propri modelli.
Il problema nasce quando un concorrente utilizza in modo sistematico le risposte di un servizio esterno, aggirando limiti di accesso e condizioni contrattuali.
È proprio questo ciò che Anthropic sostiene sia accaduto.
L’azienda afferma inoltre che gli schemi individuati non somigliavano al normale comportamento degli utenti. Volumi enormi, prompt ripetitivi e migliaia di account coordinati sarebbero stati alcuni degli elementi utilizzati per identificare le operazioni.
Anthropic parla anche di dati sensibili finiti su Claude
C’è poi un aspetto ancora più delicato.
Secondo Anthropic, alcune richieste instradate verso Claude avrebbero contenuto informazioni governative o militari sensibili provenienti da Cina e Russia.
Tra i materiali citati dalle ricostruzioni giornalistiche comparirebbero anche credenziali, codice interno e altre informazioni che gli utenti potrebbero non aver saputo di inviare a un servizio esterno.
È un’accusa pesante e, ancora una volta, va trattata come tale.
Se confermata, però, la questione non riguarderebbe più soltanto la proprietà intellettuale dei modelli. Entrerebbero in gioco anche privacy, sicurezza dei dati e trasparenza verso gli utenti.
Un problema particolarmente serio quando si parla di informazioni aziendali o istituzionali.
Anthropic sta rafforzando le difese contro la distillazione
Anthropic non si limita a denunciare il fenomeno.
L’azienda afferma di aver sviluppato sistemi per individuare traffico compatibile con campagne di distillazione, riconoscendo account coordinati e richieste costruite per estrarre capacità specifiche.
Sono stati rafforzati anche i controlli sugli account e sulle regioni nelle quali Claude non viene distribuito direttamente.
La Cina rientra tra i mercati nei quali Anthropic non offre accesso commerciale diretto ai propri modelli. Proprio per aggirare questo limite, secondo la società, verrebbero utilizzati servizi proxy e reti composte da migliaia di account.
Anthropic sostiene inoltre che la distillazione possa avere implicazioni di sicurezza più ampie. Un modello addestrato sulle capacità di un sistema frontier potrebbe infatti replicarne alcune funzioni senza ereditarne necessariamente tutte le protezioni.
La battaglia sull’AI diventa anche una battaglia sui dati
La vicenda racconta bene quanto sia cambiata la competizione nell’intelligenza artificiale.
Non basta più avere GPU, data center e grandi quantità di dati. Anche le risposte prodotte dai modelli concorrenti sono diventate una risorsa preziosa.
Per un laboratorio emergente, interrogare milioni di volte un modello frontier potrebbe essere molto più economico rispetto a ricostruire autonomamente determinate capacità.
Per chi sviluppa il modello originale, invece, significa rischiare di finanziare indirettamente i propri concorrenti.
È per questo che Anthropic utilizza toni molto duri quando parla di distillazione su scala industriale.
Resta però fondamentale mantenere separate le due parti della storia: i numeri e le attribuzioni provengono da Anthropic, mentre le aziende citate non hanno confermato la ricostruzione.
Se le accuse troveranno ulteriori riscontri, il caso potrebbe comunque diventare uno degli episodi più importanti nella crescente battaglia tra industria AI americana e cinese.
Quasi 190 milioni di interazioni fanno capire perché il problema non possa più essere considerato marginale.
E soprattutto mostrano una nuova frontiera della competizione: non soltanto costruire il modello migliore, ma anche impedire che qualcun altro impari troppo velocemente dalle sue risposte.