Akamai Workforce Protector protegge l’IA in azienda
Con Akamai Workforce Protector, l’azienda amplia la sicurezza dedicata a dipendenti e agenti IA. La piattaforma controlla browser, app SaaS e software desktop in tempo reale, con l’obiettivo di ridurre Shadow AI e perdite di dati sensibili.
Akamai Workforce Protector è la nuova soluzione di sicurezza aziendale annunciata da Akamai. Il prodotto, precedentemente noto come LayerX, punta a proteggere le interazioni tra dipendenti, agenti di intelligenza artificiale, applicazioni e dati aziendali.
La novità arriva in un momento in cui l’uso dell’IA generativa cresce in molte organizzazioni. In parallelo, aumenta il rischio che informazioni interne vengano inserite in strumenti non autorizzati o scaricate su dispositivi non protetti.
Akamai vuole intervenire esattamente nel momento in cui avviene l’interazione. In questo modo, le aziende possono applicare regole e controlli senza chiedere ai dipendenti di cambiare browser o modificare le proprie abitudini di lavoro.
Akamai Workforce Protector affronta il rischio Shadow AI
La Shadow AI indica l’utilizzo di servizi di intelligenza artificiale non approvati dall’azienda. Può nascere da una scelta rapida del singolo dipendente, magari per riassumere un documento o analizzare un file. Eppure, quel gesto può esporre dati riservati.
La piattaforma offre visibilità sull’uso degli strumenti IA e permette di applicare policy adattive direttamente nelle sessioni del browser. Di conseguenza, un’azienda può stabilire quali servizi usare e quali azioni limitare.
Il sistema controlla anche applicazioni SaaS, web, app private e software desktop. La protezione non si limita quindi a un singolo ambiente, ma segue il flusso di lavoro su più strumenti.
Secondo una stima Gartner citata nel comunicato, entro il 2028 il 25% delle aziende estenderà gli strumenti di accesso remoto sicuro adottando almeno una tecnologia di browser aziendale sicuro. Oggi, la quota è stimata intorno al 10%.
Sicurezza senza cambiare browser o rete
Uno degli aspetti centrali della proposta riguarda l’implementazione. Akamai afferma che le aziende possono attivare i controlli senza richiedere un browser dedicato e senza riprogettare l’architettura di rete.
Questo approccio può risultare utile negli ambienti con molti dispositivi, software e dipendenti remoti. Riduce infatti l’impatto operativo iniziale e limita le difficoltà per chi deve adottare il nuovo sistema.
La piattaforma si integra anche con Akamai Global Private Access. Inoltre, sfrutta la rete distribuita dell’azienda per mantenere l’accesso alle applicazioni aziendali semplice e immediato.
Protezione dei dati durante le interazioni quotidiane
La funzione di prevenzione della perdita di dati agisce in tempo reale. Può quindi impedire il caricamento di informazioni sensibili su modelli IA non autorizzati e bloccare download rischiosi dalle applicazioni aziendali.
Non si tratta soltanto di fermare un file. L’obiettivo è capire il contesto dell’interazione e applicare la protezione mentre il dipendente sta lavorando. Questo permette di intervenire prima che un’informazione esca dal perimetro previsto.
Akamai definisce questo modello “sicurezza delle interazioni”. Il concetto supera i tradizionali confini di rete, perché il lavoro moderno avviene tra browser, servizi cloud, API, app private e strumenti IA.
In pratica, la protezione deve seguire persone e dati, non soltanto il dispositivo o l’ufficio. È una necessità sempre più concreta per le aziende che lavorano con team distribuiti e software cloud.
Akamai Workforce Protector completa l’ecosistema aziendale
Akamai Workforce Protector si affianca alle soluzioni già adottate dalle aziende, come Security Service Edge, Cloud Access Security Broker e Data Loss Prevention. Secondo Akamai, può colmare alcune lacune lasciate dagli strumenti tradizionali.
La piattaforma si inserisce inoltre nel portafoglio di sicurezza dell’azienda, che copre applicazioni, API e infrastrutture. L’idea è offrire una gestione più unificata per difendere dipendenti, dati e ambienti digitali.
La diffusione dell’intelligenza artificiale non richiede soltanto nuovi software. Richiede anche controlli più precisi su come questi strumenti vengono usati ogni giorno.
Con Workforce Protector, Akamai prova a rispondere a questa esigenza con una soluzione che punta su visibilità, protezione dei dati e continuità operativa.