Uber Teen: video in diretta per i genitori durante la corsa
Uber Teen aggiungerà negli Stati Uniti una funzione che permetterà a genitori e tutori di vedere in diretta l’abitacolo durante una corsa. Non serviranno nuove videocamere: verrà utilizzato lo smartphone dell’autista. Il filmato sarà visibile soltanto durante il viaggio, ma restano alcuni interrogativi legati alla privacy.
Sapere dove si trova un figlio durante una corsa non permette di capire cosa stia accadendo dentro l’auto. Uber Teen prova ora a colmare proprio questa distanza con una funzione decisamente più invasiva rispetto al semplice tracciamento GPS.
Nelle prossime settimane, negli Stati Uniti, i genitori associati a un account Teen potranno infatti attivare uno streaming video in tempo reale dell’abitacolo.
La novità aumenta il livello di controllo disponibile alle famiglie. Allo stesso tempo, apre domande inevitabili su privacy e gestione delle immagini.
Uber Teen permetterà di vedere l’abitacolo in diretta
La funzione sarà disponibile durante le corse effettuate attraverso un profilo Uber Teen.
Quando il collegamento video diventa disponibile, il genitore o tutore associato all’account riceve una notifica. A quel punto potrà scegliere se aprire lo streaming.
L’attivazione non dovrebbe avvenire in modo nascosto. Sia l’adolescente sia il conducente verranno infatti informati quando qualcuno inizia a guardare la diretta.
L’accesso sarà inoltre limitato ai soli account di genitori o tutori collegati al profilo Teen. Una volta terminata la corsa, terminerà anche la possibilità di osservare l’abitacolo.
È una differenza importante rispetto a un sistema di videosorveglianza tradizionale.
Uber non punta a creare un archivio consultabile delle corse. L’obiettivo dichiarato è offrire una finestra temporanea su ciò che accade durante il viaggio.
Nessuna nuova videocamera da installare sull’auto
La soluzione tecnica scelta è particolarmente semplice.
Uber utilizzerà infatti la fotocamera frontale dello smartphone del conducente, lo stesso dispositivo già necessario per lavorare attraverso la piattaforma.
Non sarà quindi necessario installare una dash cam dedicata o altro hardware nell’abitacolo.
La fotocamera normalmente utilizzata anche per alcune procedure di verifica dell’autista diventa, durante la corsa Teen, uno strumento di controllo accessibile alla famiglia.
Dal lato pratico questo permette a Uber di introdurre la funzione senza modificare le automobili né chiedere ai conducenti di acquistare nuovi dispositivi.
Resta però da capire quanto sarà ampia l’inquadratura e quanto sarà facile interpretare ciò che accade realmente all’interno dell’auto.
Uber Teen e privacy: il video non dovrebbe essere conservato
Uno degli aspetti più delicati riguarda naturalmente la gestione delle immagini.
Secondo quanto dichiarato da Uber, il filmato sarà disponibile soltanto in diretta.
Al termine della corsa non dovrebbe quindi rimanere accessibile al conducente, all’adolescente oppure al genitore che ha utilizzato la funzione.
Uber parla inoltre di un flusso video crittografato.
Qui manca però un dettaglio importante. Non viene specificato se la trasmissione utilizzerà una vera crittografia end-to-end.
La differenza non è secondaria.
Una cifratura end-to-end permetterebbe, almeno in linea generale, soltanto ai dispositivi coinvolti nella comunicazione di accedere alle immagini. Anche la piattaforma che gestisce il servizio non potrebbe visualizzare il contenuto.
Dal materiale disponibile non possiamo quindi stabilire quale livello di accesso tecnico possa avere Uber sullo streaming.
Gli altri passeggeri potrebbero diventare il problema più delicato
C’è poi una situazione meno immediata.
Un adolescente può utilizzare Uber Teen insieme ad amici o altri passeggeri. In questo caso anche le altre persone presenti nell’auto potrebbero comparire nel video.
Secondo le informazioni disponibili, i singoli passeggeri non avrebbero la possibilità di disattivare autonomamente lo streaming.
Questo elemento può complicare parecchio la questione privacy.
Autista e adolescente vengono avvisati dell’attivazione, ma resta da capire come verranno informate eventuali altre persone presenti nell’abitacolo.
La funzione partirà inizialmente negli Stati Uniti, quindi eventuali modalità di utilizzo in altri mercati potrebbero dipendere anche dalle rispettive normative.
Al momento non sono state fornite indicazioni su un possibile arrivo in Europa.
Più sicurezza per le famiglie, ma serviranno regole molto chiare
La nuova funzione di Uber Teen porta il controllo parentale ben oltre la posizione sulla mappa.
Per un genitore, poter verificare visivamente una situazione durante una corsa può rappresentare uno strumento rassicurante. È facile immaginare l’utilità quando un viaggio dura più del previsto oppure qualcosa sembra non andare come programmato.
Allo stesso tempo, una videocamera in diretta all’interno dell’auto introduce un livello di sorveglianza che richiede regole precise.
Il fatto che Uber non conservi il video riduce una parte delle preoccupazioni. Restano però da chiarire il tipo di crittografia utilizzata e la gestione degli altri passeggeri.
Sono proprio questi dettagli a determinare quanto la funzione riuscirà a trovare un equilibrio tra sicurezza degli adolescenti e tutela della privacy.

