Apple crolla in Borsa dopo i risultati del Q3 2026
Le azioni di Apple hanno aperto in calo dell’8,6%, avvicinandosi poi al -10%. I conti del Q3 2026 mostrano ricavi per 109,4 miliardi di dollari, ma Wall Street teme problemi nelle forniture e una crescita più lenta dei Servizi.
Apple ha pubblicato conti trimestrali migliori delle attese, ma Wall Street ha reagito in modo molto negativo. Le azioni della società hanno aperto venerdì 31 luglio con un calo dell’8,6%.
Nei primi minuti di contrattazione, la perdita si è avvicinata al 10%. Si tratta del peggior avvio per il titolo dall’agosto 2024.
Il mercato non ha bocciato i risultati già ottenuti. Le preoccupazioni riguardano soprattutto i prossimi mesi, quando Apple prevede problemi più seri nella disponibilità dei componenti.
Anche la crescita dei Servizi ha deluso parte degli analisti. Il settore continua a espandersi, ma con un ritmo inferiore rispetto alle attese.
Apple crolla in Borsa nonostante ricavi record
Nel terzo trimestre fiscale del 2026, Apple ha registrato ricavi per 109,4 miliardi di dollari. Il dato è cresciuto del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
L’utile per azione ha raggiunto 2,02 dollari, con un aumento del 29%. Il margine lordo è arrivato al 50,1%, anche grazie ad alcuni rimborsi legati ai dazi.
Apple ha definito questo risultato come il miglior trimestre di giugno della propria storia. Anche la base installata di dispositivi attivi ha raggiunto un nuovo record.
I numeri sono quindi solidi. Eppure, gli investitori hanno guardato oltre il trimestre appena concluso.
Il titolo aveva già perso circa il 5,5% nelle contrattazioni successive alla chiusura. Il calo è poi diventato più pesante all’apertura di Wall Street.
Durante le prime fasi della seduta, la capitalizzazione di Apple ha perso oltre 400 miliardi di dollari. Il titolo è sceso vicino ai 300 dollari, dopo una chiusura precedente superiore ai 333 dollari.
iPhone e Mac crescono con forza
Le vendite di iPhone hanno raggiunto 54,25 miliardi di dollari. L’aumento annuale è stato del 21,7%, oltre le stime del mercato.
Anche la divisione Mac ha ottenuto risultati molto positivi. I ricavi sono cresciuti del 28,7%, arrivando a 10,35 miliardi di dollari.
La spinta è arrivata sia dai modelli più costosi sia da MacBook Neo. I nuovi prodotti hanno sostenuto la domanda, nonostante i recenti aumenti dei prezzi.
Diversa la situazione di iPad. I ricavi sono scesi del 5,9%, fermandosi a 6,19 miliardi di dollari.
Apple ha spiegato che il confronto con l’anno precedente era più difficile. Nel 2025, infatti, il lancio di nuovi modelli aveva sostenuto maggiormente le vendite.
Anche la Cina ha mostrato una crescita importante. I ricavi sono saliti del 22,4%, ma sono rimasti sotto le previsioni degli analisti.
Le forniture preoccupano Wall Street
Il principale motivo del crollo riguarda le previsioni per il trimestre di settembre.
Apple si aspetta una crescita dei ricavi compresa tra il 9% e l’11%. Wall Street puntava invece a un aumento vicino al 12%.
La differenza non è enorme, ma il mercato teme che i problemi possano continuare anche nei trimestri successivi.
Tim Cook ha parlato di forti limiti nella catena di fornitura. La situazione riguarda soprattutto i processi produttivi più avanzati usati per Apple silicon.
Anche la disponibilità di memorie DRAM e NAND resta sotto pressione. La crescita delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale ha aumentato la richiesta di questi componenti.
Il direttore finanziario Kevan Parekh ha spiegato che l’impatto dei problemi aumenterà in modo netto. Le difficoltà potrebbero colpire la disponibilità di iPhone, iPad e Mac.
Apple sta valutando fornitori alternativi, ma il settore offre poco spazio di manovra. I componenti più avanzati richiedono impianti e processi difficili da sostituire rapidamente.
I Servizi crescono meno del previsto
Un’altra area osservata con attenzione è quella dei Servizi Apple.
I ricavi hanno raggiunto 30,74 miliardi di dollari, con una crescita annuale del 12,1%. Il risultato resta positivo, ma non ha raggiunto le attese di 31,22 miliardi.
Gli investitori sono abituati a vedere nei Servizi una fonte di crescita stabile. Questo settore comprende App Store, iCloud, Apple Music, Apple TV e altri abbonamenti.
Il rallentamento ha quindi creato qualche dubbio. Una parte delle difficoltà arriva dal settore dei giochi mobile.
In Europa, Apple ha dovuto aprire iPhone a negozi alternativi. Negli Stati Uniti, invece, gli sviluppatori possono indirizzare gli utenti verso pagamenti esterni.
Questi cambiamenti riducono le commissioni ottenute attraverso App Store. La pressione potrebbe aumentare con nuove regole e altre cause legali.
I Servizi restano una divisione enorme e redditizia. Wall Street teme però che il ritmo di crescita possa scendere ancora, soprattutto se rallenteranno le vendite di iPhone.
Apple torna dietro Nvidia
Il calo ha fatto perdere ad Apple parte dei progressi ottenuti nelle settimane precedenti.
Il titolo era cresciuto di oltre il 20% dall’inizio dell’anno. L’interesse era stato sostenuto dalle vendite di iPhone e dalle novità legate all’intelligenza artificiale.
La capitalizzazione aveva anche superato per breve tempo i 5.000 miliardi di dollari. Apple aveva così riconquistato il primo posto tra le società quotate di maggior valore.
Dopo il crollo, il gruppo è tornato dietro Nvidia. Il mercato continua quindi a premiare maggiormente le aziende legate alle infrastrutture per l’AI.
Apple segue una strategia diversa. Investe meno nei grandi centri dati e punta soprattutto sull’integrazione tra hardware, software e servizi.
Questa scelta limita le spese, ma crea anche dubbi sulla velocità con cui Apple riuscirà a competere nel nuovo mercato dell’intelligenza artificiale.
Una fase delicata prima dell’arrivo di John Ternus
Il calo arriva anche durante una fase importante per la guida dell’azienda.
Tim Cook lascerà il ruolo di amministratore delegato il 1° settembre 2026. Diventerà presidente esecutivo del consiglio di amministrazione.
Al suo posto arriverà John Ternus, attuale responsabile dell’ingegneria hardware. La decisione era stata annunciata ufficialmente da Apple ad aprile.
Ternus erediterà una società con risultati economici molto forti. Dovrà però gestire problemi nelle forniture, rincari dei componenti e maggiori pressioni sui Servizi.
Inoltre, a settembre arriveranno nuovi prodotti molto importanti. Apple dovrebbe presentare iPhone 18 Pro e il suo primo smartphone pieghevole.
Il prezzo sarà un elemento decisivo. Aumenti troppo forti potrebbero rallentare la domanda, mentre assorbire i costi ridurrebbe i margini.
Apple resta forte, ma il mercato guarda avanti
Il crollo delle azioni non indica che Apple abbia chiuso un trimestre negativo. Al contrario, ricavi e utili hanno raggiunto livelli record.
Wall Street sta però valutando ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi.
I limiti produttivi potrebbero impedire ad Apple di soddisfare tutta la domanda. Allo stesso tempo, il costo delle memorie e dei chip continua a salire.
Il rallentamento dei Servizi aggiunge un altro elemento di incertezza. Questa divisione resta centrale per sostenere margini e ricavi ricorrenti.
La reazione del mercato appare molto dura, ma riflette aspettative già altissime. Quando una società vale oltre 4.000 miliardi di dollari, anche un piccolo rallentamento può pesare molto.
Apple dovrà quindi dimostrare di poter gestire le forniture senza frenare la crescita. La prossima prova arriverà già nel trimestre di settembre.