OPPO Find X9 Ultra sfiora la vetta nel test DxOMark

Il comparto fotografico di OPPO Find X9 Ultra ottiene 170 punti nella valutazione di DxOMark, raggiungendo la terza posizione assoluta. Il risultato lo colloca a pari merito con vivo X300 Ultra e cinque punti dietro Huawei Pura 80 Ultra. Colori accurati, rumore contenuto e ritratti convincenti sono tra i suoi punti di forza. Restano alcune incertezze nello zoom intermedio e nelle scene notturne più complesse.

OPPO Find X9 Ultra entra nel gruppo dei migliori cameraphone valutati da DxOMark, ma non riesce a conquistare la prima posizione. Lo smartphone raggiunge 170 punti, cinque in meno rispetto al leader Huawei Pura 80 Ultra.

Il risultato vale la terza posizione assoluta, a pari merito con vivo X300 Ultra. Si tratta quindi di una valutazione molto alta, coerente con una dotazione fotografica tra le più complete disponibili.

OPPO ha scelto quattro fotocamere posteriori, due sensori da 200 MP e l’ottimizzazione cromatica sviluppata insieme ad Hasselblad. L’hardware offre numerose lunghezze focali e copre sia la fotografia quotidiana sia gli ingrandimenti più spinti.

Secondo i test, però, una scheda tecnica ambiziosa non garantisce automaticamente il primo posto. Elaborazione, coerenza e gestione delle situazioni difficili restano decisive.

OPPO Find X9 Ultra raggiunge 170 punti

Il punteggio di 170 punti conferma le ottime qualità fotografiche di OPPO Find X9 Ultra. Lo smartphone offre risultati convincenti soprattutto quando la scena dispone di una buona illuminazione.

DxOMark ha apprezzato la precisione dei colori, la gestione del rumore e la qualità della modalità ritratto. La collaborazione con Hasselblad contribuisce a mantenere una resa cromatica naturale e riconoscibile.

Anche i grandi sensori aiutano a raccogliere più luce. Questo vantaggio migliora la pulizia delle immagini e permette di conservare una buona quantità di dettagli.

Il distacco dalla prima posizione resta ridotto. Huawei Pura 80 Ultra raggiunge infatti 175 punti, mentre OPPO condivide la propria valutazione con vivo X300 Ultra.

Cinque punti non rappresentano una differenza enorme nell’utilizzo quotidiano. Indicano però che il modello Huawei offre una maggiore continuità nei diversi scenari previsti dal protocollo.

Il test premia quindi OPPO Find X9 Ultra, senza trasformarlo nel nuovo riferimento assoluto. Il telefono resta comunque nella fascia più alta della classifica fotografica.

Quattro fotocamere e due sensori da 200 MP

La fotocamera principale utilizza un sensore da 200 MP nel formato 1/1,12 pollici, abbinato a un obiettivo con apertura f/1.5.

Questa configurazione punta a raccogliere molta luce e a migliorare la resa nelle scene complesse. La grande superficie del sensore aiuta inoltre nella separazione naturale tra soggetto e sfondo.

Accanto troviamo un’ultra-grandangolare da 50 MP, con apertura f/2.0 e sensore da 1/1,95 pollici. Si occupa di panorami, architettura, gruppi e riprese ravvicinate con un campo visivo ampio.

Il primo teleobiettivo periscopico adotta un secondo sensore da 200 MP. L’ottica offre un’apertura f/2.2 e una lunghezza focale equivalente a 70 mm.

Il sensore da 1/1,28 pollici è particolarmente grande per una fotocamera tele. Questa soluzione permette di ottenere ritratti dettagliati e risultati più puliti rispetto a moduli con superfici ridotte.

La quarta fotocamera è un altro teleobiettivo periscopico. Utilizza un sensore da 50 MP, apertura f/3.5 e lunghezza focale equivalente a 230 mm.

Quest’ultimo modulo offre uno zoom ottico 10x e amplia molto la versatilità del sistema. Il sensore, in questo caso, misura 1/2,75 pollici.

OPPO Find X9 Ultra convince per colori e ritratti

Tra gli aspetti migliori emerge la resa cromatica in condizioni di luce favorevoli. Le immagini mantengono colori accurati senza spingere eccessivamente la saturazione.

Anche la modalità ritratto ha ricevuto valutazioni positive. Il teleobiettivo da 70 mm offre una prospettiva adatta ai volti e limita le distorsioni tipiche delle focali più corte.

Il rumore rimane generalmente contenuto. I sensori di grandi dimensioni permettono infatti di utilizzare sensibilità meno aggressive quando la luce disponibile è sufficiente.

La configurazione con due teleobiettivi offre inoltre una libertà superiore rispetto a molti concorrenti. L’utente può passare dai ritratti agli ingrandimenti lontani senza affidarsi subito allo zoom digitale.

La collaborazione con Hasselblad completa il lavoro sull’hardware. La scienza del colore cerca di mantenere continuità tra le diverse fotocamere, anche cambiando lunghezza focale.

Questa coerenza è fondamentale su un cameraphone moderno. Non basta ottenere un ottimo scatto con il sensore principale se ultra-grandangolare e teleobiettivi restituiscono immagini molto diverse.

Dove il comparto fotografico perde qualche punto

DxOMark ha evidenziato alcuni limiti che impediscono a OPPO Find X9 Ultra di raggiungere il primo posto. Uno riguarda l’assenza dell’apertura variabile sulla fotocamera principale.

Con un’apertura fissa molto luminosa, la profondità di campo può risultare ridotta. Nei ritratti di gruppo, quindi, non sempre tutti i soggetti rimangono perfettamente a fuoco.

Il problema può diventare più evidente quando lo sfondo contiene molti dettagli o quando le persone si trovano su piani differenti.

Anche l’elaborazione basata sull’intelligenza artificiale non produce sempre un risultato naturale. In alcune situazioni, il sistema tenta di ricostruire troppi dettagli e genera texture poco realistiche.

La riduzione del rumore mostra poi qualche incertezza con sorgenti luminose presenti sullo sfondo. In questi casi può rimanere una grana visibile nelle aree più difficili.

Nelle fotografie con poca luce, le immagini tendono inoltre verso tonalità leggermente calde. L’illuminazione artificiale può modificare il bilanciamento del bianco e allontanarlo dalla scena reale.

Lo zoom intermedio resta meno convincente

I teleobiettivi da 70 mm e 230 mm raccolgono molti dettagli alle rispettive lunghezze focali native. La situazione diventa meno favorevole intorno ai 135 mm.

Questa focale intermedia non dispone di un modulo dedicato. Il telefono deve quindi combinare ritaglio digitale, fusione delle immagini ed elaborazione computazionale.

Secondo DxOMark, il risultato resta dietro a quello di alcuni concorrenti. La valutazione appare significativa anche perché vivo X300 Ultra utilizza lo zoom digitale nella stessa fascia.

La presenza di due sensori tele non elimina quindi ogni zona di debolezza. Il passaggio tra le ottiche deve essere gestito con precisione per evitare cali di dettaglio.

Un futuro aggiornamento software potrebbe migliorare proprio questo comportamento. OPPO potrebbe intervenire sulla fusione tra fotocamere e sulla ricostruzione delle texture alle focali intermedie.

Lo stesso vale per rumore, bilanciamento del bianco e interventi dell’intelligenza artificiale. Sono aspetti sui quali il produttore può lavorare senza modificare l’hardware.

Un cameraphone completo, anche senza il primo posto

Il risultato di DxOMark conferma quanto emerso nelle valutazioni generali di OPPO Find X9 Ultra. Il telefono propone un comparto fotografico versatile, ricco e adatto a molti scenari.

Il doppio sensore da 200 MP rappresenta una base tecnica importante. Anche i due teleobiettivi periscopici distinguono il modello da molti rivali premium.

Il test mostra però che sensori grandi e partnership prestigiose non bastano da soli. La fotografia mobile dipende sempre più da software, algoritmi e capacità di mantenere risultati costanti.

OPPO Find X9 Ultra riesce molto bene in colori, ritratti, controllo del rumore e ingrandimenti alle focali native. Perde invece qualcosa nelle transizioni dello zoom e nelle situazioni più difficili.

I 170 punti lo mantengono comunque nel gruppo d’élite. Non è il nuovo leader della classifica, ma resta uno degli smartphone fotografici più completi e competitivi della sua generazione.

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