PlayStation senza dischi: Ubisoft non teme scossoni
Una futura PlayStation senza dischi non dovrebbe sconvolgere il mercato dei videogiochi. Lo sostiene Yves Guillemot, CEO di Ubisoft. Il digitale può ridurre il prezzo delle console, ma limita rivendita, prestiti e libertà di acquisto.
Il futuro delle console sembra sempre più legato alla distribuzione digitale. Sony starebbe preparando una progressiva riduzione della produzione di supporti fisici.
La scelta continua a dividere pubblico e industria. Da una parte troviamo comodità, costi inferiori e accesso immediato, dall’altra restano collezionismo, mercato dell’usato e proprietà dei giochi.
Yves Guillemot non sembra però particolarmente preoccupato. Il CEO di Ubisoft ritiene che il cambiamento non disturberà troppo l’attuale equilibrio del settore.
PlayStation senza dischi secondo Ubisoft
Guillemot ha affrontato l’argomento durante una recente call finanziaria di Ubisoft.
Al dirigente è stato chiesto se la strategia di Sony potesse avere effetti diretti oppure indiretti sull’industria. La risposta ha richiamato quanto già accaduto nel mercato PC.
Su computer, la distribuzione digitale ha accompagnato la crescita del settore. Piattaforme come Steam hanno reso normali download, aggiornamenti automatici e librerie legate a un account.
Oggi il mercato PC è quasi interamente digitale. I giochi su disco occupano ormai uno spazio molto ridotto.
Secondo Guillemot, una trasformazione simile non dovrebbe creare grandi problemi alle console. Il passaggio presenta vantaggi e svantaggi, ma segue una direzione già visibile da anni.
Le abitudini degli utenti stanno infatti cambiando. Molte persone acquistano giochi direttamente dagli store integrati nelle console.
Inoltre, abbonamenti e servizi online riducono il bisogno di possedere una confezione fisica. I giochi diventano contenuti disponibili tramite account, librerie e download.
Una console digitale può costare meno
Il CEO di Ubisoft ha evidenziato anche il tema del prezzo dell’hardware.
Eliminare il lettore ottico può ridurre alcuni costi produttivi. La console richiede meno componenti e può avere una struttura interna più semplice.
Sony propone già modelli PlayStation privi di lettore. La differenza di prezzo rende queste versioni interessanti per chi acquista soltanto in digitale.
La prossima generazione potrebbe seguire con maggiore decisione questa strada. I costi di chip, memoria e componenti continuano infatti a salire.
Una console più economica può ampliare il pubblico iniziale. Questo aspetto diventa importante durante una generazione che potrebbe partire con prezzi elevati.
Più memoria può annullare parte del risparmio
La rimozione del lettore non risolve però ogni problema.
I giochi moderni richiedono molto spazio. Una console interamente digitale deve quindi offrire una memoria interna adeguata.
Un singolo titolo può occupare oltre 100 GB. Aggiornamenti, espansioni e contenuti aggiuntivi aumentano ulteriormente il peso.
Le unità SSD non sono economiche. Una maggiore capacità interna potrebbe quindi assorbire parte del risparmio ottenuto eliminando il lettore.
Gli utenti possono anche acquistare memoria aggiuntiva. Questa soluzione aumenta però la spesa complessiva dopo l’acquisto della console.
Il prezzo iniziale potrebbe quindi scendere, mentre il costo reale dipenderà dalle necessità del giocatore.
Le vendite digitali dominano già il mercato
I dati citati durante il dibattito mostrano un settore ormai fortemente digitale.
La maggior parte delle vendite software registrate da Sony avviene attraverso download. Anche Capcom avrebbe chiuso l’ultimo anno con il 93% delle vendite in formato digitale.
Questi numeri spiegano perché una PlayStation senza dischi non rappresenti una svolta improvvisa. Molti utenti hanno già abbandonato il supporto fisico.
Acquistare in digitale offre diversi vantaggi. Il gioco può essere scaricato al lancio e avviato senza cambiare disco.
La libreria resta legata all’account. Inoltre, promozioni e saldi online possono proporre prezzi interessanti durante l’anno.
Le aziende riducono anche i costi di produzione, confezionamento e distribuzione. Non devono stampare dischi oppure gestire grandi quantità di copie nei negozi.
Il digitale semplifica inoltre aggiornamenti e distribuzione internazionale. Un titolo può essere pubblicato nello stesso momento in numerosi Paesi.
Il formato fisico conserva ancora valore
Milioni di giochi su disco vengono comunque acquistati ogni anno.
Il supporto fisico permette di rivendere un titolo dopo averlo completato. Consente anche di prestarlo oppure acquistarlo usato.
Questa libertà può ridurre molto il costo finale per il giocatore. Un prodotto digitale, invece, resta normalmente legato all’account originale.
I dischi interessano anche collezionisti e appassionati. Edizioni speciali, copertine e confezioni diventano parte dell’esperienza.
Un mercato interamente digitale concentra inoltre il controllo nelle mani del produttore della piattaforma. Prezzi, promozioni e disponibilità dipendono dallo store ufficiale.
I negozi fisici perderebbero una parte importante delle proprie attività. Anche il mercato dell’usato subirebbe un ridimensionamento molto forte.
Per questo la transizione resta controversa. L’industria può adattarsi senza grandi scossoni, ma alcuni utenti perderanno possibilità concrete.
PlayStation senza dischi: divisi gli sviluppatori
Non tutti i protagonisti dell’industria condividono l’ottimismo di Guillemot.
Hideo Kojima ha espresso tristezza verso un futuro senza supporti fisici. Sohei Niikawa, creatore di Disgaea, ha usato invece parole molto più critiche.
Le diverse reazioni mostrano due modi di guardare al videogioco. Per alcuni rappresenta soprattutto un servizio digitale. Per altri resta anche un oggetto da conservare.
Ubisoft osserva la questione da una prospettiva commerciale. Il digitale può aumentare margini e semplificare la distribuzione.
Il pubblico valuta invece anche proprietà, prezzi e accesso nel lungo periodo. Una licenza digitale può dipendere da server, account e regole della piattaforma.
Una PlayStation senza dischi potrebbe quindi non sconvolgere i conti dell’industria. Cambierebbe però il rapporto tra giocatori e prodotti acquistati.
La direzione appare ormai chiara. Resta da capire quanto velocemente Sony deciderà di seguirla e quali alternative offrirà agli utenti legati al formato fisico.